La diva Julia

Di

Editore: Adelphi (Gli Adelphi, 268)

3.9
(838)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 275 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8845919978 | Isbn-13: 9788845919978 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Franco Salvatorelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Rosa

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Descrizione del libro
Guidata da pochi principi, quasi tutti appresi alla scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico. Ma Julia sembra sempre sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha vent'anni meno di lei, nei trabocchetti tesi dai debuttanti che vorrebbero rubarle la scena. E ogni volta il lettore, spettatore dal loggione, vorrebbe metterla in guardia. Ma Julia riesce a scegliere benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.
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    La carriera di un'attrice colta nel momento di massimo splendore, ma con i primi accenni di un possibile declino. La cura costante del corpo, la ricerca di attenzioni, il bisogno di essere sempre e co ...continua

    La carriera di un'attrice colta nel momento di massimo splendore, ma con i primi accenni di un possibile declino. La cura costante del corpo, la ricerca di attenzioni, il bisogno di essere sempre e comunque al centro dell'attenzione. E poi un figlio che le restituisce l'immagine di sé di un fantasma che non esiste e nonostante ciò, non esserne minimamente turbata perché questa è la vita dell'attore.
    Romanzo raffinato, elegante, dall'introspezione sottile e imprevedibile. Non accade molto ai personaggi, niente colpi di scena imprevedibili, ma una analisi minuziosa di motivi e moti dell'anima. Per quanto mi riguarda, promosso a pieni voti.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse il titolo originale "Theatre" sarebbe stato più appropriato. Infatti, a parer mio, questo è soprattutto un romanzo sul teatro e sugli attori. Nelle ultime pagine della storia Maugham riesce a tr ...continua

    Forse il titolo originale "Theatre" sarebbe stato più appropriato. Infatti, a parer mio, questo è soprattutto un romanzo sul teatro e sugli attori. Nelle ultime pagine della storia Maugham riesce a trasmettere nel lettore il suo credo sul senso, sulla filosofia e sulla cultura su cui si forma la professionalità e lo stesso modo d'essere nella vita dell'attore di teatro. Più esplicito Maugham non potrebbe essere quando fa dire a Julia che osserva dei ballerini: "Quelli sono la nostra materia grezza. Siamo noi (attori) a dare significato alla loro vita. Prendiamo le loro piccole insulse emozioni e le mutiamo in arte, creiamo bellezza...". Ma così tutto diventa irreale e uomini e attori si confondono in uno specchio che non fa altro che mistificare valori e sentimenti. Forse questo diventa anche il limite del romanzo dove tutto si riduce a una cinica ed elegante mediocrità che poi si riassume nella definizione che Julia fa del senso della parola amore: "Cos'è l'amore in confronto a una bistecca con le cipolle?"!!!

    ha scritto il 

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    Julia, quasi cinquantenne, alla fine della sua carriera, ancora brillante, attrice di successo di teatro, non proprio bella ma singolarmente espressiva, è la protagonista del libro. L’elemento scatena ...continua

    Julia, quasi cinquantenne, alla fine della sua carriera, ancora brillante, attrice di successo di teatro, non proprio bella ma singolarmente espressiva, è la protagonista del libro. L’elemento scatenante per lo svolgimento della storia è l’inizio di una passione per un giovane che ha vent’anni meno di lei. Ma Maugham non espone al pubblico ludibrio la bella Julia. Maugham non è né un idealista né un moralista. Julia è la tipica attrice che confonde la vita con il teatro, tutta la vita per lei è una scena. Sacrifica alla sua arte, operosa e faticosa, ogni momento della sua esistenza, attraverso prove estenuanti a teatro, diete rigorosissime e massaggi al proprio corpo, altare del suo successo.
    Maugham è un realista, conosce il mondo del teatro, scrittore egli stesso di molte commedie. Ci si aspetterebbe un finale tragico, Julia che viene scoperta dell’adulterio dal marito, la fine della sua carriera per scandalo, un forte esaurimento nervoso per il fallimento del suo folle amore per il giovane efebo (così descritto dallo scrittore nella storia). Maugham non rende tutto tragicamente ineluttabile, da buon conoscitore della società di cui sta parlando, Londra e il mondo del teatro in pieno ‘900, tenta, attraverso la scrittura (per lui solo mezzo, tramite, per dire le cose come stanno) di spiegare e risolvere la storia e l’intreccio in modo molto semplice e chiaro. Non procede per virtuosismi, spoglia la propria lingua del superfluo, soprattutto parti descrittive piene di aggettivi. Il setting è il teatro (anche titolo originario del libro). Teatro è il luogo della storia e teatro è la vita in cui la protagonista continua a provare senza mai togliersi di dosso il ruolo di attrice. Julia Lambert non è che la fusione di alcune caratteristiche, difetti e pregi, di attrici che Maugham ha visto lavorare in teatro, come la Duse. E come molti personaggi di Maugham, Julia potrebbe sembrare apparentemente una cinica, quando parla al figlio ripassando battute già provate in teatro o quando, prostrata di fronte all’abbandono del suo giovane amante, pensa ad un nuovo soggetto drammatico teatrale da proporre all’autore o quando, decidendosi, dopo venti anni, di premiare la devozione e l’amore costante del suo colto amico donando se stessa, scopre che questi in realtà non sa che farsene del suo corpo. Ma nella prefazione a posteriore dall’uscita del libro Maugham confessa: “Io non sono mai stato affascinato dal teatro, nemmeno nella prima gioventù; non saprei dire se perché sono indole piuttosto scettica (…). Quando scoprii con quali sforzi si otteneva il gesto che sembrava così spontaneo, quando mi accorsi che molto spesso l’intonazione perfetta che muoveva il pubblico alle lacrime nasceva non dalla sensibilità ma dall’esperienza dell’impresario, quando, insomma, imparai dall’interno il complicato processo con cui si prepara una commedia per presentarla al pubblico, mi riuscì impossibile considerare gli attori, anche i più brillanti, con lo stupore reverente e ammirato della generalità degli spettatori. D’altro canto, imparai che essi avevano qualità che il pubblico era poco incline ad attribuirgli. Imparai, ad esempio, che, salvo poche eccezioni , erano grandi lavoratori, coraggiosi, pazienti e coscienziosi ….” Ecco , c'è questo in Maugham, uno stile asciutto, privo di fronzoli, di idealismo, di idealizzazione, di romanticismo e di uso virtuosistico della scrittura. La scrittura è per Maugham un veicolo per mostrare la solidità di ciò che sta raccontando e analizzandolo con estrema grazia e meticolosità, utilizza il preciso bisturi del principio della realtà, per aprire e presentare al lettore le oscure pieghe dell’animo e le segrete motivazioni dell’apparente incomprensibilità delle azioni umane.
    Quando Julia entra in azione, e cioè a teatro, inizia la sua realtà; il mondo sociale, in cui vive, comprese passioni, dolori, emozioni, è solo e sempre la finzione. Se ne accorgerà il figlio diciottenne che l’accuserà di interpretare tanti personaggi quanti sono i momenti della sua vita, con lui, con il marito, con i domestici, con gli amici. Uno , nessuno e centomila di Pirandello. Ma senza alcuna pretesa di analisi introspettiva delle mille facce dell’io o dell’analisi dell’assurda condizione esistenziale dell’uomo.
    Julia inizia il suo percorso di vita già come una diva, recitando in ogni ambito della sua vita privata: la fidanzata di Michael, di cui si innamora perdutamente e che vuole a tutti i costi, la moglie perfetta e irreprensibile, la diva affermata e geniale, la madre amorevole e affettuosa, l’amante passionale e gelosa, l’amica riservata e fedele. Manipola ogni cosa attraverso la recitazione. Tutte le proiezioni di Julia servono ad uno scopo, a confermarla nella sua bravura di attrice e così non c’è più una netta differenza tra persona e personaggio. E questa è l’abilità geniale dell’attore. Perché se anche le altre vite appaiono vere e autentiche e seppure fuori dal teatro, recitano comunque anche loro la propria performance, riproponendola sempre uguale nelle loro comuni e ripetitive vite e accettandone limiti difetti e pregi ma senza mai perfezionarne l’ arte, rendendo quindi la propria esistenza come una unica ripetitiva monotona prova. Ne risulta un appiattimento totale per i comuni mortali, mentre la vita di Julia, seppure attraverso una continua illusione offerta dalla finzione teatrale, è sempre resa vivida nuova inedita dal suo continuo inventarsi l’esistenza attraverso nuove parti da recitare. Julia ritrova la frammentarietà dei tanti suoi io nel teatro, in fondo è questo il vantaggio di chi ha veramente successo nel mondo dell’arte. Saper fingere, saper indossare le maschere a seconda dell’occasione, in piena consapevolezza, in piena libertà, rendendo la vita meno banale e noiosa. Così piano piano, malgrado Julia non comprenda l’unico che gli abbia detto la verità e cioè suo figlio, continua con un successo dietro l’altro a vivere e a risolvere la sua vita come una vera e propria diva. Una commedia leggera, graffiante, sulla nostra attitudine e inclinazione, forse di pochi, a vivere la vita come un teatro o il teatro come la vita.

    “Tutto il mondo è teatro, e uomini e donne sono solo commedianti. Ma l’illusione sono loro …; la realtà siamo noi, gli attori. (…) Siamo noi a dar significato alla loro vita. Prendiamo le loro piccole insulse emozioni e le mutiamo in arte, creiamo bellezza, e loro importano perché formano il pubblico che ci occorre per realizzarci.”

    ha scritto il 

  • 3

    La storia, diciamocelo, non è niente di speciale. Vizi privati e pubbliche virtù di una grande attrice di teatro. L'ascesa, il successo, gli affetti, gli amanti, eccetera. La differenza con un libro d ...continua

    La storia, diciamocelo, non è niente di speciale. Vizi privati e pubbliche virtù di una grande attrice di teatro. L'ascesa, il successo, gli affetti, gli amanti, eccetera. La differenza con un libro da scatolone del supermercato la fa la grande scrittura di Somerset Maugham che col suo solito stile maestosamente elegante ci racconta gli ambienti dietro le quinte, i segreti dei camerini, la vita dietro al palcoscenico di una diva del teatro, presentandoci con Julia Lambert un personaggio formidabile, di carne e sangue, arguto, moderno e realistico, passionale, incoerente, gretto e generoso, ricco di talento e perciò vuoto: eccellente a questo proposito la riflessione sul concetto di realtà per un attore.

    Bello il finale che evita tutti gli stereotipi e riscatta un plot tutto sommato privo di picchi.

    Magari si può vivere anche senza averlo letto ma nel caso, le poche ore spese per terminarlo non saranno oggetto di rimpianto.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: una diva del teatro vicina al viale del tramonto, una moglie apparentemente immacolata e fedele, una donna bisognosa di testare la propria residua sensualità, una maschera capace di recit ...continua

    Ingredienti: una diva del teatro vicina al viale del tramonto, una moglie apparentemente immacolata e fedele, una donna bisognosa di testare la propria residua sensualità, una maschera capace di recitare nella vita e vivere su di un palco.
    Consigliato: ad attrici desiderose di un ruolo da primadonna su ogni palcoscenico, a spettatori bisognosi di idoli da applaudire, sognare e imitare.

    ha scritto il 

  • 5

    Julia: una donna, un'artista

    "Il ritratto di un'attrice" è un libro che merita cinque stelle perché ci regala l'incanto di quel gioco di specchi che è la personalità umana. Narra il dramma della protagonista con una tragica legge ...continua

    "Il ritratto di un'attrice" è un libro che merita cinque stelle perché ci regala l'incanto di quel gioco di specchi che è la personalità umana. Narra il dramma della protagonista con una tragica leggerezza che rivela un vuoto esistenziale. La trama scorre fluida, mai scontata, calata in un mondo dove dove la realtà è finzione e la finzione è realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    Il riscatto di Jezabel

    Julia naviga e manipola la realtà del suo tempo a suo piacimento e a suo vantaggio.
    Ne esce vincitrice e quest'assoluzione non può certo vantare frequenti precedenti culturali e letterari, dove la scu ...continua

    Julia naviga e manipola la realtà del suo tempo a suo piacimento e a suo vantaggio.
    Ne esce vincitrice e quest'assoluzione non può certo vantare frequenti precedenti culturali e letterari, dove la scure della condanna sociale sugli afflati di emancipazione e libero arbitrio femminile si abbatte regolarmente: grande apertura mentale ed intellettuale di Maugham.

    ha scritto il 

  • 5

    Divinamente pirandelliana!!

    La Diva Julia è il trionfo prepotente e giustificato delle maschere che la divina incarna.

    Se sotto il cerone alberga il nulla è pur un nulla scelto, tangibile, reale.

    ha scritto il 

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