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La dodicesima notte

ovvero Quel che volete

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica; 2082)

4.1
(917)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880782082X | Isbn-13: 9788807820823 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Agostino Lombardo

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
È la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, Viola e Sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell'Illiria. Viola si vestirà con abiti maschili e si farà chiamare Cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca Orsino. Finirà con l'innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa Olivia, che si innamora del suo bel paggio Viola/Cesario. L'arrivo di Sebastiano complica ulteriormente la situazione ponendo però le basi di un suo felice scioglimento. Olivia infatti si innamora di Sebastiano, mentre Orsino, scoperta la vera identità del suo paggio, decide di sposare Viola.
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  • 4

    Shakespeare finora non mi ha mai deluso. Ammetto che in generale preferisco le tragedie, che adoro proprio, ma anche con le commedie la lettura è sempre molto piacevole! Questa qui è proprio leggerina ...continua

    Shakespeare finora non mi ha mai deluso. Ammetto che in generale preferisco le tragedie, che adoro proprio, ma anche con le commedie la lettura è sempre molto piacevole! Questa qui è proprio leggerina, simpatica, scontata, gradevole. E anche nella frase più scema lo zio Bill fa amare ogni parole che scrive, per le immagini che evoca, per la musicalità, per la scelta delle parole. Secondo me Shakespeare va letto in originale, anche senza capirci niente, ma non si possono assaporare certi versi in traduzione!

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/18191

    ha scritto il 

  • 5

    "La follia, signore, va in giro per il mondo, come il sole, e come il sole, splende un po' ovunque". Buffone, atto III, scena 1

    Resto dell'idea che non puoi apprezzare un libro, un film, l'arte, la v ...continua

    "La follia, signore, va in giro per il mondo, come il sole, e come il sole, splende un po' ovunque". Buffone, atto III, scena 1

    Resto dell'idea che non puoi apprezzare un libro, un film, l'arte, la vita stessa se non leggi Shakespeare. Andrebbe letto un paio di volte l'anno e sempre un'opera diversa perché tanto ne ha scritte a iosa. Unico.

    ha scritto il 

  • 4

    Le opere di Shakespeare sono destinate a non tramontare mai. Il modo con cui lo scrittore gioca con le parole, il suo comandarle e adoperarle a suo piacimento, contribuisce a rendere le sue opere geni ...continua

    Le opere di Shakespeare sono destinate a non tramontare mai. Il modo con cui lo scrittore gioca con le parole, il suo comandarle e adoperarle a suo piacimento, contribuisce a rendere le sue opere geniali.
    L’ironia, la sorte e le parole d’amore, sono tutti elementi che si fondono insieme per dar vita ad opere eccelse che i lettori non si stancheranno mai di leggerle, come lo stesso autore spera, attraverso le parole del buffone: “La commedia è finita, e speriamo che piaccia ogni dì.”
    “La dodicesima notte” porta un titolo assai enigmatico. Si può pensare, infatti, che si riferisca alla notte dell’Epifania, serata in cui l’opera fu recitata per la prima volta per il duca Orsino e la regina Elisabetta, ma questo sembra molto improbabile. Al contrario, si pensa invece, che lo scrittore, assegnando questo titolo, voleva alludere ai dodici giorni tra il Natale e l’Epifania, periodo durante il quale, gli studenti dell’Inns of Court celebravano una specie di carnevale durante il quale eleggevano un re che emanava leggi effimere e sovvertitrici dell’ordine stabilito. In breve, con questo titolo, Shakespeare voleva suggerire la natura irreale, immaginaria, sovvertitrice dell’opera. Un titolo che spinge quindi il lettore a non tenere troppo in conto il titolo stesso e che suggerisce l’inafferrabilità della commedia.
    Quest’opera parla di due gemelli, Viola e Sebastiano, che a causa di un naufragio si credono rispettivamente morti. Viola si traveste da uomo e finisce per servire il duca Orsino divenendo il suo paggio. Il duca, innamorato di Olivia, invia Viola da quest’ultima per comunicargli l’ennesimo messaggio d’amore del duca. Olivia, non solo non ne vuole sapere niente del duca ma, ben presto, si innamora di Viola che lei crede essere un uomo.
    Il fratello di Viola, Sebastiano, viene salvato da Antonio e una volta giunto in città si imbatte in Olivia che lo scambia per Viola.
    A queste vicende amorose fanno da scenario le burle che Sir Tobia e Fabiano, con l’aiuto del buffone e della domestica Maria, mettono in atto a discapito di Andrea e del servitore Malvolio, entrambi pretendenti alla mano di Olivia.
    Insomma, un’altra opera ingarbugliata e assolutamente ironica che porta la firma del grande William Shakespeare. Come farne a meno?
    Consiglio di leggere quest’opera per il suo linguaggio ricercato, per la sua trama intrigata e perché, semplicemente, non si può resistere a Shakespeare.

    ha scritto il 

  • 5

    Un testo pieno di ambiguità sui temi dell'amore e del doppio. Temi che Shakespeare intreccia abilmente. I personaggi si contraddicono continuamente; fanno affermazioni di principio e poi, subito dopo, ...continua

    Un testo pieno di ambiguità sui temi dell'amore e del doppio. Temi che Shakespeare intreccia abilmente. I personaggi si contraddicono continuamente; fanno affermazioni di principio e poi, subito dopo, pretendono di fare eccezione per sé stessi. L'amore vi appare come forza irresistibile e al tempo stesso fragile. Non risiede nell'animo di chi lo prova, né dipende dalle qualità di chi è amato e per questo affrontarlo con la ragione porta a contraddirsi continuamente. Esulano dal gioco il maggiordomo Malvolio e il buffone Feste: essi interpretano una specie di controcanto che tocca altri due temi classici dell'inglese, il potere e la follia. Mentre tutti ridono l'arrivista Malvolio giura vendetta, ricordando, almeno a me, l'alberico de l'oro del reno che per avere il potere maledice l'amore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non è lo Shakespeare a cui mi ero abituata. Ho letto che quest'opera, egli l'abbia scritta quando era nel culmine della sua creatività. Io penso che più che al culmine, abbia scritto La dodicesima not ...continua

    Non è lo Shakespeare a cui mi ero abituata. Ho letto che quest'opera, egli l'abbia scritta quando era nel culmine della sua creatività. Io penso che più che al culmine, abbia scritto La dodicesima notte in periodo di passaggio tra le sue prime opere giovanili e quelle più mature.
    In più punti ho potuto cogliere che fosse un'opera di passaggio.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando l'ha scritto doveva essere davvero ispirato...

    Credo sia una delle "miniere" più ricche della produzione shakespeariana. Forse solo in Amleto mi è capitato di annotare tante battute che mi hanno accecato per la loro brillantezza!

    ha scritto il 

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