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La dodicesima vittima

Di

Editore: Leggereditore

3.3
(50)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 313 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865080299 | Isbn-13: 9788865080290 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giulia Antioco

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Romance

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Descrizione del libro
Nancy Jo, la figlia diciannovenne del senatore Ed Norris viene ritrovata morta, con un calice d’oro in mano. Poco dopo, la scultrice forense Eve Duncan trova nel frigorifero di casa un calice simile, pieno di sangue. È l’avvertimento inviatole da Kevin Jelak, un serial killer convinto di potersi trasformare in un dio-vampiro ultimando un macabro rituale d’iniziazione. Sceglie donne belle, forti, intelligenti, perché crede che bevendone il sangue potrà appropriarsi delle loro qualità. Inoltre, da quando Eve Duncan ha ucciso il killer Henry Kistle – inconsapevole alleato di Jelak – l’uomo le ha giurato vendetta. Sarà lei la dodicesima vittima, quella che gli consentirà di diventare immortale. Nel frattempo, il contatto fra Joe Quinn, detective della polizia di Atlanta e compagnodi Eve, e Megan Blair, l’amica sensitiva di Eve, ha risvegliato i poteri extrasensoriali latenti in lui. Joe è un uomo concreto e scettico, finché non si ritrova faccia a faccia col fantasma di Bonnie, la figlioletta di Eve scomparsa anni prima, e con quello di Nancy Jo. Inizia così un gioco mortale, nel quale saranno coinvolti tutti gli affetti più cari di Eve, tra scene avvincenti e poteri psichici fuori controllo.
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  • 3

    Ho comprato questo libro per caso, in una libreria dell’usato. Mi sono accorta nel leggerlo che era un seguito di qualcosa d’altro. In effetti ci sono parecchi richiami a qualche capitolo ...continua

    Ho comprato questo libro per caso, in una libreria dell’usato. Mi sono accorta nel leggerlo che era un seguito di qualcosa d’altro. In effetti ci sono parecchi richiami a qualche capitolo precedente, di cui non se ne sa l’esistenza, almeno sul libro stesso. Cercando qui e là su internet, ho scoperto che è un’autrice molto prolifica (almeno nel suo paese), e che questo è, forse, il quarto o quinto libro della serie di Eve Duncan. La protagonista come dicevo, è Eve Duncan e nel corso della storia, a dir poco scialba, avrà a che fare con fantasmi, sette segrete e poteri paranormali, con un pizzico (ma proprio poco) di romance. La storia ha inizio con il ritrovamento del corpo di Nancy Jo Morris, figlia diciannovenne di un senatore degli Stati Uniti. Il suo cadavere viene ritrovato sulle sponde di un lago con la gola tagliata, denudato. Ma quello che più fa pensare ad un omicidio rituale è un calice intarsiato ritrovato nelle mani della vittima. Ad indagare sul caso è Joe Quinn, compagno di Eve Duncan, una scultrice forense, che la stessa sera trova un calice simile nel frigorifero della sua casa. Eve e Joe sono appena usciti da quello che si può considerare un incubo. Indagando sulla scomparsa della figlioletta di Eve, Bonnie, lei e Joe sono incappati, con l’aiuto della sensitiva Megan, in un’isola dove erano sepolti molti bambini. Ma non Bonnie. Il non ritrovamento del corpo della piccola e l’uccisione, da parte di Eve del Killer dei fanciulli Henry Kistle, sta portando i due più lontano l’uno dall’altra. Bonnie è un’ossessione per entrambi, ma in modo diverso. Si scopre subito che l’assassino della Norris è un certo Jelak, amico di Kistle, che si crede un dio-vampiro e che effettuare la sua definitiva trasformazione deve ultimare un rituale macabro: bere il sangue di dodici donne, belle forti e intelligenti, così da appropriarsi delle loro qualità. Quindi Jelak ha deciso, per vendetta, che la sua dodicesima vittima sarà Eve Duncan, quella che gli consentirà di diventare immortale. Il contatto avuto da Joe Quinn con la sensitiva Megan sull’isola ha portato al risveglio di poteri latenti in lui. Ed ora Joe, suo malgrado, può vedere i fantasmi. All’inizio, l’uomo concreto e scettico, penserà di essere fuori di testa, ma Bonnie, cioè il fantasma di Bonnie, metterà tutto a posto. Il fantasma di Nancy Jo e il sensitivo-cacciatore Seth Caleb faranno il resto. Niente di più scontato. Decisamente non un granché. Voto: 5

    ha scritto il 

  • 2

    "Quella ragazza era piena di vita. Era stata generosa con lui, e lui doveva ricompensarla. Kevin Jelak ne sistemò accuratamente il corpo nudo sull’erba. Le scostò dal viso i lunghi capelli biondi ...continua

    "Quella ragazza era piena di vita. Era stata generosa con lui, e lui doveva ricompensarla. Kevin Jelak ne sistemò accuratamente il corpo nudo sull’erba. Le scostò dal viso i lunghi capelli biondi e chiuse quegli occhi azzurri puntati dritti al cielo. Ma non poté fare niente per la smorfia di orrore pietrificata sul suo volto. Non aveva compreso l’onore che le stava tributando".

    Eve Duncan è una scultrice forense. Anni addietro le è stata rapita la figlia Bonnie il cui corpo non è mai stato trovato. La disperazione di Eve è tangibile e la continua ricerca della verità sulla scomparsa della figlia mette a dura prova il suo rapporto con Joe... e anche il lettore. Ci sono poche pagine in cui non si fa il suo nome, non si veda il suo fantasma e non si riviva la tragedia e, capisco il dolore di una madre, lo sconforto, ma quando è troppo è troppo, se proprio non sapeva come riempire le pagine la Johansen, poteva scriverne di meno! Torniamo alla storia. Kevin Jelak è un serial killer che uccide giovani donne tagliando loro la gola e bevendone il sangue, convinto com'è di essere un vampiro, e le lascia nude con un calice d'oro in mano pieno di sangue. Il problema nasce quando Eve trova un calice identico, con tanto di sangue dentro il suo frigorifero. Chiaro che è un avvertimento e che lei sarà la sua ultima vittima e si perchè, dimenticavo di dirvelo, più la donna è forte e coraggiosa e in qualche modo matura, più il sangue è buono e da forza al nostro pseudo vampiro e una volta raggiunto il numero di vittime stabilito lui godrà di una sorta di rinascita. E vabbè! C'è anche da dire che Eve ha ucciso il compagnuccio inconsapevole di giochi di Jelak (uno ammazzava e l'altro arrivava e si beveva il sangue) e quindi magari è anche un po' arrabbiato con lei. Joe, il compagno di Eve, fa il poliziotto ed è a lui che viene affidato il caso della giovane Nancy Jo Norris, vittima dissanguata del nostro vampiro. Ma il povero Joe non sa che, essendo stato toccato dalla medium Megan mentre questa era in trance (precedente libro) è stato “contagiato”, o meglio si sono sviluppate le sue “doti” paranormali latenti, ed ora anche lui vede e parla con i morti, immaginate lo spavento (e le mie risate) quando si è trovato davanti il fantasma di Nancy Jo e anche quello di Bonnie (tanto per parlarne un altro po'). Tutto si risolverà anche grazie al provvidenziale intervento di Caleb, personaggio sul quale neanche mi soffermo. Questo è l'ottavo libro delle Johansen con protagonista Eve Duncan e ci sta che ad un certo punto si perde la vena creativa, l'ispirazione e magari si mettono insieme fantasmi, sette segrete, cacciatori paranormali e vampiri tanto per attirare il lettore, ma ci sta anche che forse è meglio prendersi un attimo di riposo, lavorarci su e aggiungere anche un pizzico di coinvolgimento che non guasta mai. Avevo deciso di abbandonarlo però mi sono fatta coraggio (tanto) ed ho continuato per giungere alla conclusione che avrei fatto bene a non tornare sui miei passi. Fantasmi e vampiri a parte (non è assolutamente il mio genere), manca totalmente di suspence, è noioso, prolisso, i dialoghi sono irritanti, ripetitivi e i personaggi stanno li come bottiglie vuote, anche nei momenti che dovrebbero essere di panico, non trasmettono niente. Non mi è proprio piaciuto, l'ho finito con un sospiro di sollievo e con lil rammarico di aver dedicato parte del mio prezioso tempo libero a leggere il libro sbagliato.

    ha scritto il 

  • 3

    Un calice d'oro finemente decorato.E una macchia di sangue, sul fondo. E' questo il macabro strumento da lavoro di Jelak, folle omicida che vive all'ombra di una leggenda: egli, infatti, è convinto ...continua

    Un calice d'oro finemente decorato.E una macchia di sangue, sul fondo. E' questo il macabro strumento da lavoro di Jelak, folle omicida che vive all'ombra di una leggenda: egli, infatti, è convinto di essere destinato a seguire le orme dei fratelli Ridondo. Secondo la tradizione, i due fratelli, vissuti molti anni addietro, erano vampiri in grado di terrorizzare intere cittadine e, in particolar modo, la città italiana di Fiero. Jelak appartiene ad una setta che ha fatto propria la leggenda dei due fratelli vampiri e il cui unico obiettivo consiste nel cibarsi di sangue a un punto tale da giungere alla cosiddetta "rinascita". E' a questo che mira Jelak. Tuttavia, per raggiungere l'ultimo livello di questo terribile "Gioco del Sangue", l'uomo è costretto a collezionare diverse vittime - sempre donne, il cui sangue è più "dolce" - e, dopo ogni omicidio, egli empie del loro sangue un calice d'oro e beve, credendo in tal modo di divenire più forte e di aver compiuto un passo in avanti verso la "rinascita". In realtà, il sangue delle sue vittime serve per raggiungere un unico obiettivo: Eve Duncan, l'ultima vittima. La dodicesima. Eve è una donna resa forte dal dolore, dalla tragedia che, in passato, ha segnato la sua vita: la perdita della sua unica figlia, Bonnie, rapita e poi uccisa da qualcuno di cui non si conoscerà mai il nome. Per Jelak, il sangue di Eve è il pasto ideale, è l'ultimo passo, l'ultimo gradino che gli permetterà di giungere alla rinascita: il sangue di una donna forte e temprata dal dolore, infatti, non può che donare altrettanta forza a chi se ne ciba, o almeno è questo ciò che Jelak pensa. Tuttavia, Eve non sarà la "vittima facile" che l'uomo aveva tanto sognato: a difenderla, infatti, vi è il suo compagno Joe, aiutato dal silenzioso spirito di una delle vittime di Jelak, Nancy Jo. Inoltre, il folle omicida dovrà superare un ostacolo ancora più insidioso: Caleb, un uomo misterioso e affascinante che, a quanto pare, ha dei conti in sospeso con lui e nessuna intenzione di cedergli Eve.

    La dodicesima vittima è un romanzo a tinte forti, basato su una trama intrigante e articolata. Unica nota negativa? I dialoghi: talvolta risultano artificiosi e, purtroppo, tendono ad "assottigliare" lo spessore psicologico dei personaggi. Il mio giudizio? tre su cinque. Lo ammetto, sono un po' severa ;)

    ha scritto il 

  • 3

    Un brutto vizio

    Il libro non è male ma sarabbe godibile se non fosse la parte finale di una trilogia, la Fanucci come la Nord sono tra le case editrici che hanno in comune un brutto vizio, quello di pubblicare ...continua

    Il libro non è male ma sarabbe godibile se non fosse la parte finale di una trilogia, la Fanucci come la Nord sono tra le case editrici che hanno in comune un brutto vizio, quello di pubblicare libri urban fantasy appartenenti a cicli o trilogie (come in questo caso) a casaccio...infatti questo è il NONO libro dove appare la protagonista e ci sono troppi rimandi ai libri precedenti perchè possa essere godibile fino in fondo...

    ha scritto il 

  • 3

    Finito. Durante la lettura mi sono trovata con 30 pagine mancanti del libro e cosa più scocciante mancavano verso il finale quindi nella parte più avvincente. Sono riuscita a continuarlo nonostante ...continua

    Finito. Durante la lettura mi sono trovata con 30 pagine mancanti del libro e cosa più scocciante mancavano verso il finale quindi nella parte più avvincente. Sono riuscita a continuarlo nonostante tutto. Sono secoli che non traducevano uno dei libri della serie e quindi ci ho messo un pochino a rientrare nella storia anche perchè da dove avevo smesso la lettura sono passati diversi anni, e quindi nuove vicende di cui non sapevo nulla. Avrei preferito un maggior rispetto nel tradurre i vari capitoli per ordine.

    ha scritto il 

  • 0

    05.10.2010 Ma che diamine è questa roba? O_O E' scritto davvero malissimo (e sto usando un eufemismo), i dialoghi sono così forzati e ripetitivi da risultare fastidiosi, i personaggi sono ...continua

    05.10.2010 Ma che diamine è questa roba? O_O E' scritto davvero malissimo (e sto usando un eufemismo), i dialoghi sono così forzati e ripetitivi da risultare fastidiosi, i personaggi sono bidimensionali... Peccato che mi tocca leggerlo tutto, per dovere. Ma già da adesso lo sconsiglierò ai clienti della libreria in cui lavoro!

    EDIT 06.10.2010: ABBANDONATO! Sarò brutale ma, davvero, questo "romanzo" è orrido sotto ogni punto di vista. Illeggibile. Non merita nemmeno una stelletta.

    ha scritto il 

  • 3

    Un nuovo thriller targato Leggereditore al prezzo eccezionale di 10,00€: sono molto entusiasta di queste pubblicazioni a prezzo contenuto, sia per il loro costo che per il formato, che insieme a ...continua

    Un nuovo thriller targato Leggereditore al prezzo eccezionale di 10,00€: sono molto entusiasta di queste pubblicazioni a prezzo contenuto, sia per il loro costo che per il formato, che insieme a quello dei libri della Giunti Y è uno dei miei preferiti. Devo ammettere però che questa volta il libro mi è piaciuto meno rispetto a “Oltre le Apparenze” di Kathryn Fox, della medesima casa editrice. L’idea di base del romanzo è davvero molto intrigante e porrebbe le basi per un thriller fantasmagorico: lo stile dell’autrice però non mi ha entusiasmato. L’ho trovato frammentario, piatto e poco avvincente. Devo ammettere che, con l’eccezione di una parte verso la fine, non sono mai stata particolarmente in apprensione per la protagonista, non mi sono mai ritrovata completamente coinvolta ed è un peccato secondo me perchè di elementi per renderla una storia affascinante ce n’erano a iosa: un serial killer che si crede un eletto e beve il sangue delle vittime, Joe Quinn che comincia a vedere i fantasmi, la straziante storia della scomparsa di Bonnie, le doti paranormali di Megan,…L’autrice però non ha saputo sfruttare appieno questi spunti non solo dal punto di vista stilistico ma talvolta anche da quello contenutistico: perchè Joe non chiede al fantasma di Bonnie informazioni per risolvere finalmente la sua situazione? Posso capire che con tali risposte il tutto sarebbe stato troppo semplice, ma allora l’autrice avrebbe dovuto inserire un qualche espediente per cui porre queste domande non fosse possibile. La stessa Eve, che dovrebbe essere la protagonista del romanzo, è poco più che marginale: certo, è la vittima designata del serial killer, ma fino alla fine resta molto in disparte, resta molto abbozzata. Per cui diciamo che ho apprezzato la svolta paranormale del thriller che magari farà storgere il naso ai puristi del genere, ma avrei preferito un maggiore approfondimento ed uno stile decisamente più coinvolgente. Raggiunge le tre stelline, con la speranza di un miglioramento nei seguiti. (N.B. è l’ottavo volume della serie dedicata a Eve Duncan ma, personalmente, non ho avuto problemi a seguire la storia)

    Per saperne di più

    http://bookaholicsdiary.blogspot.com/2010/09/recensione-la-dodicesima-vittima.html

    ha scritto il 

  • 2

    In realtà sarebbe una stella e mezzo. La storia sarebbe pure carina se non ci fosse troppi elementi urban fantasy ad esempio vampiri, fantasmi e cacciatori con poteri speciali per essere un libro ...continua

    In realtà sarebbe una stella e mezzo. La storia sarebbe pure carina se non ci fosse troppi elementi urban fantasy ad esempio vampiri, fantasmi e cacciatori con poteri speciali per essere un libro thriller precisamente rosacrime. Era molto lento apparte gli ultimi capitoli.Non credo che comprerò il seguito. E non lo consiglirei a nessuno

    ha scritto il 

  • 4

    Il voto vero è tre stelline e mezzo. Svolta paranormale per questo libro della Johansen che, come al solito è anche un bel thriller scorrevole. Certo non aspettiamoci trame complicate o risvolti ...continua

    Il voto vero è tre stelline e mezzo. Svolta paranormale per questo libro della Johansen che, come al solito è anche un bel thriller scorrevole. Certo non aspettiamoci trame complicate o risvolti improvvisi: la storia è quella e si prevede benissimo come finirà! Un motivo per leggere i suoi libri sono sicuramente i protagonisti: le donne sono volitive e propositive, "cazzute" senza essere maschili, insomma mantengono sempre un nucleo femminile dentro di loro che le rende rare. Gli uomini sono molto machi ma, quando si innamorano, teneri ed appassionati. Questi sono libri che si leggono, più che per la storia in sè stessa, per seguire i protagonisti, le loro vite e le loro emozioni, alle quali ci si affeziona. Storie più al femminile che al maschile. In questo libro il personaggio che mi è piaciuto di più è sicuramente Caleb, uomo misterioso e pericoloso, ma molto affascinante che spero di trovare di nuovo in un altro libro. Complimenti alla Leggereditore per le scelte sulle autrici da stampare ed anche ai prezzi, per il momento molto interessanti e che invitano all'acquisto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    LETTURA COLLETTIVA SETTEMBRE 2010 :

    Io e i rosacrime: 3*** e mezzo!

    Questo mio primo approccio con un rosacrime non è stato niente male. Ho letto il libro perchè selezionato dal circoletto di lettura collettiva del blog di Keira, ...continua

    Io e i rosacrime: 3*** e mezzo!

    Questo mio primo approccio con un rosacrime non è stato niente male. Ho letto il libro perchè selezionato dal circoletto di lettura collettiva del blog di Keira, un'amica anobiana che sta decisamente dando voce e appoggio a quella che è la voce di noi lettori. Gusto o non gusto personale il libro si presenta con una storia già impostata. Da non ritenersi come qualcosa di trito, perchè è il primo libro del suo genere che leggo, ed anche della scrittrice, ma impostato sta per "storia già iniziata precedentemente"...mi spiego.

    Anzi, mi domando: perchè iniziare la pubblicazione di una serie, se la si continuerà o meno in futuro, proprio dall'ottavo volume??? Scoprirlo non ha certo aiutato l'approccio con la storia. Una volta iniziata la lettura del libro si sente fortemente l'esigenza di scoprire i retroscena della vicenda, di leggere quelli che sono gli avvenimenti precedenti basilari per questo libro e che vengono citati o rimansati ai libri precedenti. Quindi per apprezzare meglio la vicenda occorrerebbe leggere i precedenti se possibile...

    La storia di Eve, da quanto si evince, è quella di una ragazza madre a cui viene rapita la figlia da un giorno all'altro sotto gli occhi di lei e di sua madre, la nonna della bambina, Bonnie. Questo fatto porterà alla consocenza e poi alla nascita di una relazione duratura tra lei, Eve e Joe Quinn, il poliziotto incaricato di seguire le indagini su questa scomparsa che finirà poi con amare la sua "protetta". Anni dopo, con il fantasma di Bonnie a minacciare incessantemente la relazione tra i due, ci sarà un caso di massacro di bambini innocenti ad opera di un killer spietato che si accuserà, per far maggior scalpore, di aver ucciso anche Bonnie. Questo ultimo caso, darà il via alla vicenda narrata del libro, alla conoscenza di un killer fanatico che si crede un futuro dio-vampiro e a una serie di omicidi a scopo rituale che porteranno come dodicesima vittima la stessa Eve, presa nel mirino del killer fanatico.

    Come detto quindi, la mancanza della lettura degli avvenimenti precedenti lascia un profondo senso di amarezza nella lettura del libro. A peggiorare la situazione, anche se è il tutto relativamente molto scorrevole, è il fatto che i personaggi rimangono sulla carta senza riuscire ad emergere nella vicenda e a far propria la scena d'azione. La stessa Eve, o Joe, o Jane o altri personaggi rimangono come sfocati all'interno della vicenda che narra gli avvenimenti in modo piatto e pacato. Forse unico emergente o personaggio intrigante è il cacciatore Caleb che con la sua comparsa vivacizza e porta a compimento la vicenda.

    Ci sono anche dei punti a favore della storia. La complessità della mente umana, il suo potere di autosuggestione e soprattutto il gioco delle parti tra cacciato e cacciatore, tra chi è nato nella storia e chi vuole invece farne parte. Inoltre, gioca a favore del libro anche la presenza e partecipazione dei fantasmi che accompagnano e sono partecipi agli avvenimenti dei personaggi stessi ma senza invadere la scena. Certo, con la possibilità di poter parlare con i fantasmi, Bonnie soprattutto, io avrei realisticamente dato la priorità ad informarmi sul passato, su quanto avvenuto e non lasciare irrisolto un dato utile e risolvibile in modo così trascurato. Insensato.

    Diciamo che ci sono pro e ci sono contro che non bilanciano al meglio la storia e che soprattutto più del valore assegnatovi non ottiene. Anche se presente l'estratto del prossimo libro, non cambia di molto. Forse la si può ritenere una lettura passeggiera e un pò trascurabile, giusta per i momenti di stasi senza troppo sforzo.

    ha scritto il