La domatrice

Di

Editore: Mondadori

3.9
(941)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8804510110 | Isbn-13: 9788804510116 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. M. Griffini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Petra è un'affascinante città carovaniera della Transgiordania. In questalocalità il destino ha riunito un eterogeneo gruppo di turisti: un famosopsichiatra francese, una graziosa neolaureata in medicina, un'energica ladymembro del Parlamento inglese, una signorina di mezz'età e una numerosafamiglia americana che gravita intorno alla «domatrice», un'onnipotentematrona che ama esercitare il suo potere sui familiari. Quando uno dei membridella comitiva viene ritrovato cadavere, affiora subito il sospetto che si siatrattato di un delitto. L'assassino però ha fatto male i suoi conti. Non hainfatti previsto la presenza di Hercule Poirot, cha anche qeusta volta non sifarà sfuggire il colpevole.
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  • 3

    La Signora del Giallo 2 - 03 gen 16

    Diciamo proprio “Poirot for ever”! Più ne leggo, e più sono convinto che la prolificità (e la maestria) della nostra esimia scrittrice, siano elementi ben costruiti ma certamente non casuali. Il quadr ...continua

    Diciamo proprio “Poirot for ever”! Più ne leggo, e più sono convinto che la prolificità (e la maestria) della nostra esimia scrittrice, siano elementi ben costruiti ma certamente non casuali. Il quadro generale delle opere migliori è sempre abbastanza simile: c’è un personaggio che non è molto simpatico, ci sono molte persone intorno (parenti, amici, semplici conoscenti, comunque in buon numero), il personaggio muore, Poirot indaga e svela. Era così nell’Orient Express; era così nel precedente “Due mesi dopo”; continua ad essere così anche in quest’appuntamento con la morte. L’unica variante è l’ambientazione. E qui siamo in una delle “migliori”, soggettivamente. Agatha aveva da poco pubblicato “Assassinio sul Nilo”, e quindi decide, conoscendo bene le zone, di rimanere in Medio Oriente. Ci spostiamo a Gerusalemme per l’inizio e la fine del romanzo. E viviamo intensamente il dramma centrale niente di meno che a Petra! Lasciando da parte le domande su quando, finalmente, si potrà tornare in Medio Oriente, veniamo alla vicenda narrata. Che come detto s’impernia su di un personaggio che muore e sulle persone che le sono intorno. Qui muore la domatrice del titolo, l’anziana signora Boynton, in vacanza con figli, nuore e figliastri nelle calde zone mediorientali che tanto bene conosce la nostra scrittrice. La signora è appunto un tiranno, che comanda tutti a bacchetta, e gode, si presume, nel metterli in difficoltà. E non solo loro, ma anche tutti quelli che le sono a tiro. In quel di Petra, passato un pomeriggio seduta davanti ad una fresca grotta in riposo, viene trovata morta. Tutti ne sono sollevati, ma un dottore presente solleva dubbi sulla morte: non naturale ma omicidio. Tornati tutti a Petra, il commissario locale vi ritrova anche il nostro buon Poirot, che, sfidando tutti, sostiene di poter risolvere il mistero in 24 ore, interrogando i convenuti al viaggio. Qui abbiamo il meglio della dialettica di Agatha, dei duelli verbali, del detto e del non detto. Poirot, in queste avventure, è un po’ similare al coevo d’oltreoceano Nero Wolfe: interroga, parla, ed alla fine, in una seduta corale, svela. Anche qui comincia ad interrogare, quindi. Dalle persone non di famiglia. Il dottor Gardner, che aveva sollevato i dubbi poiché dal suo armamentario medico di viaggio gli è stata sottratta una siringa ed una dose di digitossina. E la signora è morta di un attacco di cuore. Il dottore passeggiava con gli altri, poi, per un attacco di malaria torna all’accampamento e rimane fuori uso per 24 ore. C’è Stella King, psicologa e dottoressa, innamoratosi nel frattempo del giovane Raymond Boyton. È lei che constata la morte, ponendola alle 16 del pomeriggio. Peccato che dopo quell’ora tutta la famiglia, singolarmente, sia passata a salutare la signora, senza che nessuno ne riveli la morte. C’è Lady Westholme, ambiguo personaggio a spasso per l’Oriente con dama di compagnia, sempre presente in alcuni momenti cruciali, e l’unica che vede la signora litigare con uno strano arabo. Sfilano poi i familiari. La piccola Ginevra, unica figlia di sangue della domatrice, che fugge la realtà verso sogni astrusi, per evitare di confrontarsi con la madre, rimasta tutto il giorno nell’accampamento, dove passa anche dei momenti nella tenda del dottore (potrebbe aver fatti lei il furto?). Ci sono i due figliastri scapoli, Carol e Raymond, che incautamente a Gerusalemme, ascoltati da Poirot, avevano detto di dover uccidere la vecchia per potersi salvare ed entrambi, singolarmente, sono passati a salutare l’anziana matrigna, chi per cucire chi per metterle un orologio. Infine c’è la coppia, il primogenito Lennox e la moglie Nadine. Gli unici che avevano tentato una ribellione in gioventù, poi rientrati nella tela di ragno della madre domatrice. Ne soffre soprattutto Lennox, che sta scivolando verso l’apatia. Nadine tenta di dargli una scossa, inventando una sua possibile fuga con uno spasimante. Fuga che va a confessare alla vecchia durante le due famose ore, tra le 16 e le 18, in cui questa dovrebbe essere morta. Anche Lennox va dalla madre, per dirle che se ne sarebbe andato via con Nadine, per poterla riconquistare. Incrociando tutte le testimonianze, Poirot arriva a far notare tre contraddizioni negli avvenimenti. Primo: la signora Boynton pur godendo nel mettere in difficoltà le persone lascia andare via tutti. Secondo: a Gerusalemme, rispondendo ad una cattiveria di Sarah, dice “Non ho mai dimenticato niente”, in palese contrasto con le parole di Sarah, e rivolte a qualcuno (ma a chi?). Terzo: benché tutti premurosi (forzatamente) nessuno chiama la madre per la cena. Facilmente, nella scena del gran finale, riunendo i Boynton, Sarah ed il dottore in una sala dell’hotel, ma premurandosi che altri ascoltino, Poirot svela le contraddizioni. Tutti erano passati dalla signora Boynton trovandola morta, ma pensando che l’autore del delitto fosse uno della famiglia, passano tutto sotto silenzio, sciogliendo il terzo mistero. I primi due son collegati alla morte, ed alla vita passata della signora, che prima di convolare alle nozze, fece alcuni anni come secondina in un carcere. Un colpo di pistola metterà fine alla vicenda. Per poi ritrovare i personaggi “buoni” alcuni anni dopo, sposati in modo intrecciato, avviati a carriere di grandi attrici, ed altre positive vicende. Insomma, un buon impianto che Agatha continua a ripetere, con qualche variante. Qui con un po’ meno di suspense, che tutti pensano fin dall’inizio che non può essere uno della famiglia il “cattivo”. Ma sarà così? A voi una discreta lettura da sotto l’ombrellone.

    ha scritto il 

  • 5

    Ennesimo capolavoro in salsa orientale

    Un altro libro ambientato nel vicino oriente (per noi europei è vicino, non medio), un altro capolavoro della Christie.
    Bellissimo l'intreccio, straordinario il personaggio della terribile, dispotica, ...continua

    Un altro libro ambientato nel vicino oriente (per noi europei è vicino, non medio), un altro capolavoro della Christie.
    Bellissimo l'intreccio, straordinario il personaggio della terribile, dispotica, esagerata protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    一直到真相大白前都不錯挺好看的, 但最後發現白羅根本早就在個別談話時發現兇手是誰, 最後還故意召集那一大家人和兇手以外的相關人士進去, 讓大家為了保護對方而說謊, 根本就是故意把那堆人和讀者耍著玩...

    ha scritto il 

  • 4

    Estupenda novela de la autora del género policíaco por excelencia, Agatha Christie. En esta ocasión, aparece uno de los personajes más célebres de la autora, Hércules Poirot, que a través de su conoci ...continua

    Estupenda novela de la autora del género policíaco por excelencia, Agatha Christie. En esta ocasión, aparece uno de los personajes más célebres de la autora, Hércules Poirot, que a través de su conocimiento de la naturaleza humana, no solo es capaz de resolver el misterio, si no de ayudar a algunos de los personajes, que en esta novela, están inmersos en profundos traumas psicológicos.

    Una buenísima recomendación para los amantes del misterio.

    ha scritto il 

  • 2

    Appointment with death

    In realtà è una rilettura.
    La Christie non è in stato di grazia. Trama costruita a tavolino senza grossi coinvolgimenti emotivi. Interessante l'ambientazione (Petra).

    ha scritto il 

  • 4

    Bella famigliola, la famiglia Boynton.
    Una madre di salute cagionevole e animo malato al centro in un gruppetto di vinti: Lennox che ha già alzato bandiera bianca, nonostante la moglie Nadine non si s ...continua

    Bella famigliola, la famiglia Boynton.
    Una madre di salute cagionevole e animo malato al centro in un gruppetto di vinti: Lennox che ha già alzato bandiera bianca, nonostante la moglie Nadine non si sia ancora arresa, Raymond e Carol che scalpitano ma non sanno come liberarsi, Ginevra, giovane Ofelia la cui mente forse è già oltre.
    Le vecchia, quando non era ancora vecchia anzi dicono fosse anche bella, sposò un vedovo con 3 bambini. Faceva un mestiere molto interessante: era direttrice di un carcere.
    Insomma ha avuto modo di dilettarsi come torturatrice morale di un sacco di vittime impotenti.
    Il viaggio in Oriente, nonostante i disagi, è una distrazione ed un’occasione per tirare lacci invisibili ma potenti.
    Le pecore a cui si fa appoggiare la testa su una riga bianca, crederanno di essere all’interno di un recinto e non si allontaneranno.

    Raymond e Carol, inconsapevoli, si fanno sentire da Poirot mentre dichiarano “”tu capisci che bisogna ucciderla?””
    A dare un po’ di spinta ai due ragazzi, oltre alla preoccupazione per la salute mentale di Ginevra, c’è anche l’incontro di Raymond con la pragmatica e battagliera Sara King.
    Poi c’è l’entrata di scena del dottor Gerard, luminare in psichiatria, di Lady Westholme, insopportabile e autoritaria, di Annabel Pierce, un topolino subito incanalato dalla corrente smossa dalla Lady e di Jefferson Cope innamorato di Nadine e cieco come una talpa su quei terribili legami famigliari. Ed Hercule Poirot..
    Tutto questo mentre si sta preparando la spedizione a Petra.

    Sarah si scontra con la vecchia ma questa le risponde in modo incomprensibile. “Io non dimentico mai. Non ho mai dimenticato nulla. Non un atto, non un nome, non un volto.”” Sarah non capisce, la vecchia guardava nel vuoto, ma comprende la cattiveria del tono.

    Al ritorno da un pomeriggio di libera uscita concesso inopinatamente dalla vecchia ai suoi, qualcuno le ha fatto la pelle. E direi che tenute presente le sue attività, è anche campata tanto. C’è pure l’episodio di una servetta incinta che mi ha ricordato 10 piccoli indiani.
    Poirot deve fare il suo dovere, e lo farà, anche se nessuno sembra tenerci.
    Dico la verità, nemmeno io. Giusto per la cronaca.
    La morte della signora Boynton è stata una gran cosa per la sua famiglia: il meglio che potesse capitare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un gruppo di turisti in Transgiordania, un misterioso delitto e un fenomenale investigatore: ecco la formula di questo affascinante giallo. Cara Agatha, grazie per aver inventato Poirot!

    ha scritto il