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La domenica di Bouvines

Di

Editore: Einaudi (Saggi; 581)

4.4
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806474561 | Isbn-13: 9788806047450 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgina Vivanti

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dettagliato e divulgativo,cosa desiderare di più da un libro di storia?
    Per la cronaca,parla di una lontana battaglia dal cui esito sarebbero dipese le sorti dell'Europa..(definizione che,detto fra noi,gli storici usano per quasi tutti gli argomenti che analizzano).

    ha scritto il 

  • 5

    Come fare una recensione ad classico della storiografia?
    Questo libro, nato per una collana di carattere divulgativo è diventato un po' il capolavoro di Duby (assieme a Guglielmo il Maresciallo), il libro per cui è ricordato anche dai lettori non specialisti della materia.
    E ciò è dov ...continua

    Come fare una recensione ad classico della storiografia?
    Questo libro, nato per una collana di carattere divulgativo è diventato un po' il capolavoro di Duby (assieme a Guglielmo il Maresciallo), il libro per cui è ricordato anche dai lettori non specialisti della materia.
    E ciò è dovuto all'eccezionalità di questa narrazione che coniuga la profonda cultura dell'autore ad una notevole capacità narrativa, dotata di notevole ironia. La lettura scorre sempre piacevolmente ed è tale da renderci assai più vicini delle circa venti generazioni che ci separano questi personaggi che emergono da un medioevo assai lontano per cultura e usi dalla nostra vita
    Ma è questo il segreto del libro, la dissezione di un famoso evento storico nei suoi più minuti dettagli diventa l'occasione per analizzare la vita, la cultura, le idee, le paure e i sogni di questi lontanissimi uomini e ce li rende assai più comprensibili e vicini di quanto siano mai stati in testi scolastici o film di ricostruzione.
    Ed infine il libro diviene anche una meditazione sulla guerra, sui motivi e sulle giustificazione che nel 1214 rendevano possibile fare la guerra senza incorrere nella condanna delle coscienze. In fondo da questo punto di vista non siamo poi così lontani da quegli uomini che già allora disquisivano su guerra necessaria, giusta o santa.

    ha scritto il