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La donna abitata

By Gioconda Belli

(1601)

| Others | 9788876414039

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200 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non me ne capacito

    L'ho letto in un lampo: è scorrevole, scritto molto accuratamente, e certi brani sono così belli, ma così belli, di una bellezza poetica incredibile. Eppure non mi ha appassionata neanche un filo.

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    Libricciola e gatto Camillo (micio on the rocks) said on Apr 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    non ci siamo

    l'idea è bella, il dialogo silenzioso tra la donna antica e la donna moderna, oppresse entrambe ed entrambe guerriere. sembrerebbe esserci tutto, tutto al posto giusto: amore, emancipazione, lotta, dramma, sangue, amicizia, politica, conflitti famili ...(continue)

    l'idea è bella, il dialogo silenzioso tra la donna antica e la donna moderna, oppresse entrambe ed entrambe guerriere. sembrerebbe esserci tutto, tutto al posto giusto: amore, emancipazione, lotta, dramma, sangue, amicizia, politica, conflitti familiari, psicologia, femminismo e una spolveratina di magia... eppure non prende il volo questo lungo romanzo che non appassiona. non è nemmeno mal scritto e alcuni brani sono bellissimi, anche originali, ma nel complesso non va oltre il "carino"

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    carlottam said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Alle donne si assegna la quotidianità, mentre gli uomini si riservano lo scenario dei grandi avvenimenti..."

    La donna abitata è la storia di una donna e di un paese; la storia di tante donne, la storia di tante storie, sovrapposte fino ad assomigliarsi. Una storia a matrioska, che osa unire finzione, autobiografia ed elementi fantastici.
    Nella prot ...(continue)

    La donna abitata è la storia di una donna e di un paese; la storia di tante donne, la storia di tante storie, sovrapposte fino ad assomigliarsi. Una storia a matrioska, che osa unire finzione, autobiografia ed elementi fantastici.
    Nella protagonista, Lavinia, che si ritroverà a combattere contro la dittatura di Somoza, vive lo spirito di una guerriera del passato, una delle ultime esponenti delle civiltà precolombiane in lotta contro i conquistadores. L'intreccio narrativo è fortemente centrato sulle vicende personali di Lavinia, ma sembra essere narrato da Ytzà, che talvolta interviene commentando le scelte della sua ospite o interrompe la narrazione con dei flashback della sua personale storia.
    E' una femminilità alla guerra, quella descritta da Gioconda Belli. Una femminilità scomposta e analizzata in tutta la profondità del suo spettro. Non è solo per il gioco di specchi tra le due donne, perché Lavinia è una donna doppiamente abitata, dentro di lei vive anche la stessa autrice, che ha così rielaborato la sua reale esperienza in seno al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale.
    La storia è avvincente, ricca degli ingredienti giusti, in perfetto equilibrio, e di un apparato stilistico davvero notevole: la scrittura della Belli, davvero, incanta. Le parti più apprezzabili da questo punto di vista probabilmente sono quelle relative al personaggio di Ytzà, un irrompere in una narrazione di lotta e di sangue di improvvise virate poetiche. Davvero notevole è la cura del personaggio (storico, peraltro) e dello scenario, delle credenze indios e di una filosofia di vita fortemente naturalistica e al contempo spirituale, che vede il corpo come "un'antenna per l'universo". Altrettanta cura si riscontra nell'ottimo profilo psicologico di Lavinia: la prima parte, in cui i tamburi della guerra civile sono ancora lontani, illustra benissimo i conflitti interiori della protagonista, i suoi tentennamenti, la sua ricerca di stabilità in seguito al ritorno in patria, nonché la nascita del sentimento verso il compagno Felipe, che restituisce un'ottima caratterizzazione della vita di coppia e del confronto tra i due sessi. Tutto questo comincia a venire meno in seguito al coinvolgimento di Lavinia nel Movimento: mentre la focalizzazione si restringe sulla lotta contro la dittatura, i piani di assalto, le scene di azione e via dicendo, Lavinia si riduce a essere una figura più stilizzata e funzionale alla trama, perdendo la vitalità e la spontaneità che presentava all'inizio. Di qui in poi la storia diventa assimilabile alle tante storie di lotta e di guerra che un po' accomunano gran parte degli scrittori sudamericani (e non solo). Un vero peccato, perché la trasformazione di Lavinia da giovane nostalgica e malinconica in triste guerriera vendicativa non mi ha pienamente convinto e mi è sembrato, anzi, vanificare gli sforzi nella prima parte di offrire un ritratto spontaneo e verosimile.
    E' l'artificiosità, dunque, il prezzo da pagare, soprattutto per una storia così carica di materiale autobiografico. La vita, la vita vera è sempre un'altra cosa.

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    Tancredi said on Oct 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tanto mi appassionano e sconvolgono gli scrittori sudamericani, tanto mi deludono le donne, Isabel Allende esclusa

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    Mafalda said on Oct 21, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Eversivo

    Mi ha ricordato gli anni di piombo, le lotte per gli ideali di quanti pensavano che occorresse cambiare con la forza. Non ho mai condiviso la violenza in nessun modo, né allora né oggi per cui posso capire le pulsioni ma non il modo in cui si debbon ...(continue)

    Mi ha ricordato gli anni di piombo, le lotte per gli ideali di quanti pensavano che occorresse cambiare con la forza. Non ho mai condiviso la violenza in nessun modo, né allora né oggi per cui posso capire le pulsioni ma non il modo in cui si debbono sfogare. Questo perché è impossibile che da violenza si possa generare qualcosa di buono. Questo libro è storia antica che si lega indissolubilmente con la storia recente del Nicaragua ma come dice l’autrice può valere per qualsiasi stato dell’America Latina.

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    Claudio said on Oct 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una denuncia contro tutte le dittature

    Come dice la stessa autrice nell'intervista rilasciata alla traduttrice, posta in appendice al libro, questo romanzo potrebbe benissimo esere adattato ad una qualsiasi delle dittature che hanno sconvolto l'America Latina nel novecento.
    Il libro è st ...(continue)

    Come dice la stessa autrice nell'intervista rilasciata alla traduttrice, posta in appendice al libro, questo romanzo potrebbe benissimo esere adattato ad una qualsiasi delle dittature che hanno sconvolto l'America Latina nel novecento.
    Il libro è stupendo, magnetico. La prosa è lirica, evocativa. Ho apprezzato particolarmente le conversazioni e i monologhi riguardo la necessità di impegnarsi politicamente (fino a "sposare" la causa della lotta armata), con tutti i dubbi e le perplessità del caso.
    La doppia prospettiva di Itzà e di Lavinia è originale anche se nel finale si perde un po' per lasciare più spazio al presente.
    Non credevo, ma questo libro mi ha sorpreso, merita sicuramente la lettura.

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    zia Bibi said on Sep 8, 2013 | Add your feedback

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