La donna della domenica

Di ,

Editore: Mondadori (Oscar 768)

4.1
(2858)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 437 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: A000079287 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Politica

Ti piace La donna della domenica?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    UN GIALLO INDIMENTICABILE IL LIBRO...........UN CAPOLAVORO IL FILM

    Una storia che racconta in modo meraviglioso una Torino in un afoso agosto degli anni Settanta,descrivendola meglio di molti saggi,"Oh!! Signur! direte voi,se è stato scritto negli anni settanta"! Lo ...continua

    Una storia che racconta in modo meraviglioso una Torino in un afoso agosto degli anni Settanta,descrivendola meglio di molti saggi,"Oh!! Signur! direte voi,se è stato scritto negli anni settanta"! Lo so!,ma qui sono più settanta dei settanta!!! Narra con divertita leggerezza l'indagine in un caso di omicidio;una bella e molto vivace storia di uomini e donne credibili che passano allegramente attraverso un mistero.
    Dovrei dire qualcosa di più,ma visto che non sono brava che anche se siamo in giugno il caldo è quello di agosto e pensare scrivere costa fatica e altri hanno fatto recensioni meglio di quella che potrei fare io. STASERA: condizionatore acceso, comoda poltrona o divano,popcorn,............si!si! vanno bene anche le patatine......cosa???? i biscotti???? se non c'è altro!!!!,ma tenete la cocacola a portata di mano:
    Con un cast d'eccezione
    Marcello Mastroianni - Commissario Salvatore Santamaria (ineccepibile-magnifico)
    Jacqueline Bisset - Anna Carla Dosio (Elegante raffinata attualissimi abiti e trucco)
    Jean-Louis Trintignant - Massimo Campi (meno triste del solito,ma non troppo)
    Aldo Reggiani - Lello Riviera
    Lina Volonghi - Ines Tabusso(simpatica anche nelle vesti dell'assasssina)
    Claudio Gora - Garrone (bravissimo come traffichino e vecchio porco libertino,nonchè papà di Andrea Giordana il bel tenebroso Dantes nello sceneggiato del 1966 "Il conte di Montecristo) un assaggio:
    https://www.youtube.com/watch?v=NJAtavmDF7A&list=PLXsHhSCxfXqaaFeMWcEDH1CS-lZgblLHg
    Pino Caruso - Commissario De Palma(non solo comico)
    Franco Nebbia - Bonetto (presentatore storico de "Il gambero" gioco radiofonico 1969/75)
    Maria Teresa Albani - Virginia Tabusso
    Gigi Ballista - Vollero
    Gilles Cagnè - il coiffeur
    Tina Lattanzi - la madre di Massimo Campi (Joan Crawford - Marlene Dietrich Greer Garson - Rita Hayworth - Greta Garbo - Bette Davis .....e tante altre devono a lei la loro voce italiana)
    Antonino Faa di Bruno - il padre di Massimo Campi
    BUONA VISIONE
    https://www.youtube.com/watch?v=An4YJhpqtQI&t=3998s
    Errore imperdonabile dimenticavo."con la bellissima colonna sonora di Moricone"

    ha scritto il 

  • 4

    Anni '70. Ma leggevano di più le ragazze di destra o quelle di sinistra?

    Che meraviglia! Si respira aria anni ’70 dal primo all’ ultimo capitolo. Nella scrittura innanzitutto. E poi nei personaggi, negli arredi, nell’abbigliamento, nei profumi. E in quei dettagli che intui ...continua

    Che meraviglia! Si respira aria anni ’70 dal primo all’ ultimo capitolo. Nella scrittura innanzitutto. E poi nei personaggi, negli arredi, nell’abbigliamento, nei profumi. E in quei dettagli che intuisci ma non riesci a catalogare. In questo delizioso contesto si svolge un noir ben congeniato, che non fa una grinza, con ammazzatine non convenzionali e personaggi disegnati con una meticolosità certosina. A partire da Anna Carla, bella bona e pronta, al commissario Santamaria, napoletano verace che vive la Torino magica e misteriosa con disinvoltura, e alle comparse che gravitano attorno alla storia. Si arriva al finale soddisfatti, con la gioia di chi ha speso bene il proprio tempo, gustandosi un album di vecchie fotografie trovato in soffitta. Amen.

    ha scritto il 

  • 2

    Non sono riuscita ad apprezzarlo questo capolavoro del giallo italiano, l'ho finito a fatica, non sono stata catturata dalla trama. Dopo l'omicidio la lettura è diventata lenta, stagnante e noiosa. Mi ...continua

    Non sono riuscita ad apprezzarlo questo capolavoro del giallo italiano, l'ho finito a fatica, non sono stata catturata dalla trama. Dopo l'omicidio la lettura è diventata lenta, stagnante e noiosa. Mi aspettavo molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente per un ortodosso, è più affascinante dell'eresia

    Uscivo da un Simenon di cui avevo lusingato la prosa parsimoniosa, mi veniva naturale pensare a quanta roba si potesse espungere da “La donna della domenica” senza che il testo ne risentisse, ma anzi ...continua

    Uscivo da un Simenon di cui avevo lusingato la prosa parsimoniosa, mi veniva naturale pensare a quanta roba si potesse espungere da “La donna della domenica” senza che il testo ne risentisse, ma anzi ne realizzasse un lauto guadagno. Mi è venuto in soccorso il feed che mi scrisse un vicino (RosenKavalier70)

    -Per quanto riguarda la trama, il noir si occupa del problema, il giallo della soluzione.

    Questo è un giallo, io ne ho letti un numero irrisorio in vita mia, devo risalire al millennio scorso per trovare qualcosa di Agatha Christie e a cinque anni fa per un romanzetto di Malvaldi, che giallo forse lo era a causa dell’itterizia del barrista Massimo. Per raggiungere la soluzione, evidentemente, occorre uno sperpero maggiore di caratteri Times New Roman. Prima di Simenon raramente mi ero occupato del problema, dopo Simenon, per la prima volta, mi trovo ad occuparmi della soluzione. La verità? Della soluzione non mi importa niente e fortunatamente questo libro ha una parte centrale davvero ottima, dove Torino, la città in cui è ambientato, diventa tridimensionale. Per un centinaio di pagine si cammina con i protagonisti per le vie del Balùn (*1), lo si fa fisicamente. Per trovare qualcosa all’altezza della Torino di F&L devo ripescare la Marsiglia di Izzo in Casino Totale. La vicenda è ambientata durante il boom economico e ne esce fuori l’anima della città, o come lo definiscono gli autori, “l’ambiente”. I membri delle forze dell’ordine dediti a risolvere l’omicidio dell’architetto Garrone, sono meridionali, nell'interazione fra essi e la nobiltà della città, decaduta al rango di borghesia, si ha il quadro di come Torino stia mutando nonostante il suo strenuo tentativo di rimanere uguale a sé stessa.

    E lei, per ultima, lei che s'era portata la sedia vicino alla finestra e nel pallore ancora obliquamente appeso ai vetri accostati rialzava la testa dal suo rosso libro: una dama senza tempo che relegava nel precario, nell'indistinto, gli altri presenti e il mobilio, le pareti circostanziali. E ancora, mentre lui l'accompagnava fino alla scala, quell'intonazione accorata e perfetta, quella sicurezza distillata da generazioni.

    Questa bella descrizione dedicata alla donna della domenica, poterebbe essere usata per raccontare la città dove abita.

    Non chiedete a me della storia poliziesca, qualcun altro ne avrà pur scritto, rivolgetevi a lui. Io preferisco ricopiare e condividere la riflessione sottostante
    I tifosi che alla domenica correvano allo stadio e le vecchiette alla benedizione, gl'impiegati che alle dieci lasciavano la scrivania per andare a prendere un caffè, i ragazzotti che filavano sulle loro motociclette rombanti, che altro facevano se non cogliere le rose della vita? Tutti gli uomini, dai più austeri ai più frivoli, dai più ricchi ai più miserabili, perseguivano in realtà, sapendolo o non sapendolo, quell'unico scopo.
    e il sonetto per Helene di Ronsard da cui essa scaturisce:

    Quando Vecchia sarete, la sera, alla candela,
    seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
    ricanterete le mie poesie, meravigliando:
    Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.

    Serva allor non avrete ch’ascolti tal novella,
    vinta dalla fatica già mezzo sonnecchiando,
    ch’al suono del mio nome non apra gli occhi alquanto,
    e lodi il vostro nome ch’ebbe sì buona stella.

    Io sarò sotto terra, spirto tra ignudi spirti,
    prenderò il mio riposo sotto l’ombre dei mirti.
    Voi presso il focolare una vecchia incurvita,

    l’amor mio e ‘l fiero sprezzo vostro rimpiangerete,
    Vivete, date ascolto, diman non attendete:
    cogliete fin da oggi le rose della vita

    (*1)
    http://www.balon.it/

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: una città (Torino) che fa da sfondo-complice-movente ad un duplice omicidio, una società italiana (anni'70) pubblicamente virtuosa e privatamente viziosa, cicale-perditempo della ricca bo ...continua

    Ingredienti: una città (Torino) che fa da sfondo-complice-movente ad un duplice omicidio, una società italiana (anni'70) pubblicamente virtuosa e privatamente viziosa, cicale-perditempo della ricca borghesia piemontese osservate ed indagate da un'operosa formica-commissario meridionale.
    Consigliato: a chi ama i gialli conditi con abbondanti dosi di costume & società, a chi è curioso di sapere cosa sia o come si usi un itifallo.

    ha scritto il 

  • 4

    Se uno è portato, diventa cinico anche facendo il salumiere o l'elettrotecnico. No, io sono nato ottimista, trovo sempre il lato buono delle cose.

    Definire La donna della domenica un giallo è riduttivo. Il giallo, seppure, è lo strumento che Fruttero e Lucentini usano per raccontare una città, la Torino degli anni ’70, i suoi salotti, le colline ...continua

    Definire La donna della domenica un giallo è riduttivo. Il giallo, seppure, è lo strumento che Fruttero e Lucentini usano per raccontare una città, la Torino degli anni ’70, i suoi salotti, le colline che la circondano e criticare la borghesia snob ed ipocrita dell’epoca.
    I personaggi sono il punto forte, secondo me, della storia; la sagace ironia con la quale gli autori ce li presentano, le frasi in dialetto, la diffidenza nei confronti degli immigrati meridionali.
    C’è da perdersi in queste pagine, c’è il piacere, che solo un buon libro riesce a dare, di ritagliarsi un po’ di tempo, sedersi sul divano e gustarsi la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    semplicemente DA LEGGERE!! giallo elegante, sobrio ed ironico nella scrittura.
    storia che è anche uno specchio splendido di una città, torino, in pieni anni 80. in realtà è rappresentativo di tutta l ...continua

    semplicemente DA LEGGERE!! giallo elegante, sobrio ed ironico nella scrittura.
    storia che è anche uno specchio splendido di una città, torino, in pieni anni 80. in realtà è rappresentativo di tutta l'Italia dell'epoca.
    molto bella l'immagine del commissario, prototipo di tanti suoi emuli successivi.

    ha scritto il 

  • 5

    Quanto è bello ritrovarsi tra le mani questi libri. Quelli che non vedi l'ora di ritagliarti il tempo per leggere. Quelli che ogni pagina non è sprecata. Quelli che arrivi alla fine e ti senti più ric ...continua

    Quanto è bello ritrovarsi tra le mani questi libri. Quelli che non vedi l'ora di ritagliarti il tempo per leggere. Quelli che ogni pagina non è sprecata. Quelli che arrivi alla fine e ti senti più ricco.
    È un giallo? si, certo, è un giallo infatti l'intero romanzo è incentrato sulla risoluzione di un omicidio, anzi di due.
    Ma la vera essenza del libro è che dentro ci trovi, totalmente amalgamata nel giallo, Torino, la sua atmosfera e la sua aria, ci trovi i torinesi doc e quelli meno doc. E la descrizione è intima, interiore, quella che non vedi al primo sguardo, e viene raccontata da chi, evidentemente, questa città non solo la vive, ma la ama e, pur non essendo la mia città e pur conoscendola solo di striscio, attraverso questo libro l'ho sentita famigliare. Ho camminato per i grigi e monumentali viali geometrici, mi sono persa nei vicoli del Balùn, ho guidato su per le verdi colline e ho chiacchierato amabilmente in un caffè.
    Cinquecento pagine di puro e appagante relax letterario.

    ha scritto il 

Ordina per