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La donna della domenica

By Carlo Fruttero,Franco Lucentini

(67)

| Mass Market Paperback

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Book Description

350 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Delizioso noir subalpino che a me ricorda i primissimi libri della Oggero (probabilmente solo perché ho letto prima quelli).

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    madama dorè said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mentre ci penso mi faccio due pop corn.

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    (skate) said on May 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    3 stelle e 1/2

    Un poliziesco che ha qualche anno e questo forse influenza il giudizio. In effetti é un poco verboso e ridondante soprattutto in relazione alla visita al balun e alle relative indagini. Poi il finale si riscatta anche se, in effetti, poteva essere pr ...(continue)

    Un poliziesco che ha qualche anno e questo forse influenza il giudizio. In effetti é un poco verboso e ridondante soprattutto in relazione alla visita al balun e alle relative indagini. Poi il finale si riscatta anche se, in effetti, poteva essere preceduto da una storia completamente diversa senza risentirne: questo da' l'idea del flebile collegamento tra le vicende.

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    Cats said on May 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Piuttosto datato, non mi ha entusiasmato particolarmente.

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    Domari said on Apr 29, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Dopo essermi confrontato con un famoso critico di anobii, ho deciso di scrivere questa recensione...
    1 - Ironia: non c'è, in tutto il libro, una singola riga dove non sia profusa a piene mani
    2 - Psicologia: gli autori sono finissimi psicologi, tra l ...(continue)

    Dopo essermi confrontato con un famoso critico di anobii, ho deciso di scrivere questa recensione...
    1 - Ironia: non c'è, in tutto il libro, una singola riga dove non sia profusa a piene mani
    2 - Psicologia: gli autori sono finissimi psicologi, tra l'altro con tutti i loro personaggi, di qualunque estrazione sociale
    3 - Soavità: i duetti fra Santamaria e Anna Carla sono di una soavità oserei dire commovente, quando i due sono in scena il libro si accende di luce propria
    4 - Scrittura: mai banale, ricercata ma accattivante, divertente e fantasiosa, e potrei aggiungere aggettivi ancora a lungo
    5 - E allora chi se ne frega se la trama gialla è piuttosto complicata e se l'assassino/a...(alt, stop, no spoiler)

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    carlyle said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Era da un po’ di tempo che “La donna della domenica” mi aspettava sullo scaffale della libreria, non mi decidevo mai ad iniziare a leggerlo. Finalmente, mi sono decisa quando ho avuto voglia di leggere un giallo italiano e l’idea che fosse ambientato ...(continue)

    Era da un po’ di tempo che “La donna della domenica” mi aspettava sullo scaffale della libreria, non mi decidevo mai ad iniziare a leggerlo. Finalmente, mi sono decisa quando ho avuto voglia di leggere un giallo italiano e l’idea che fosse ambientato a Torino mi ha dato la spinta per andare avanti. Non nascondo che nella parte centrale sia andato un po’ a rilento (o sono io che leggevo lentamente?!) ma nel complesso posso dire che mi sia piaciuto.

    Il commissario Santamaria ha per le mani un caso davvero spinoso: l’architetto Garrone è stato assassinato utilizzando un fallo di pietra. Gli indiziati sono molti, a partire dalla borghesia della Torino bene, quella che appare scintillante ma è piena di contraddizioni.

    Il commissario riuscirà a dipanare la matassa anche grazia all’aiuto di Massimo Campi, Anna Carla Dosio e Lello Riviera, che con i loro suggerimenti – più o meno voluti – riusciranno a metterlo sulla pista giusta.

    Ho apprezzato molto che gli autori abbiano inserito qua e là dei modi di dire piemontesi, e anzi, tutta la vicenda ruoti proprio attorno ad un nostro modo di dire sulla cattiva lavandaia che non trova le pietre giuste per lavare.

    Il film del 1975, diretto dal regista Luigi Comencini, è davvero molto simpatico, scorre rapidamente e spesso fa sorridere. I personaggi sono esageratamente caricaturati, i commissari meridionali e i torinesi con un accento spaventoso (Baucherio e la signora Trabusso fanno morire dal ridere). E’ molto fedele alla storia raccontata da Fruttero & Lucentini e guardando il film è stata la dimostrazione di come immaginavo i personaggi mentre leggevo il libro.

    Insomma, promossi a pieni voti sia il romanzo che il libro. Non vi resta che procurarveli, se non li avete ancora letto e visto. Nel 2011 dal film è stato mandato in onda un remake in due puntate per la regia di Giulio Base con Giampaolo Morelli (il commissario Coliandro di Lucarelli, per capirci): io non l’ho visto, ma se mi capita lo guarderò volentieri.

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    Claudia (Il giro del mondo attraverso i libri) said on Apr 7, 2014 | Add your feedback

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