La donna della domenica

Di ,

Editore: Club italiano dei lettori

4.1
(2780)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 503 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Politica

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Descrizione del libro
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  • 5

    Capolavoro.

    Come già A che punto è la notte? , siamo di fronte a un pezzo di bravura sotto più aspetti. Letterario, perché non c'è riflessione o tratteggio dei personaggi che sia banale; narrativo, p ...continua

    Capolavoro.

    Come già A che punto è la notte? , siamo di fronte a un pezzo di bravura sotto più aspetti. Letterario, perché non c'è riflessione o tratteggio dei personaggi che sia banale; narrativo, perché il duo Fruttero-Lucentini avrebbe molto da insegnare agli autori di bestseller moderni; sociologico, perché descrive (senza affermare nulla, solo lasciando intendere) meglio di un saggio una città industriale italiana di inizio anni '70 e la sua classe borghese.

    Il duo Fruttero&Lucentini si conferma una coppia di cesellatori formidabili&romanzieri sopraffini. Una classe che raramente mi è capitato di leggere. Mi dicono che il resto della produzione non sia paragonabile ai due libri che ho letto - quelli con praotagonista l'ineffabile commissario Santamaria per intenderci: in attesa di comprova, applaudo ringrazio e porto a casa.

    Pura libidine letteraria!

    ha scritto il 

  • 5

    Non c'è una sesta stellina su Anobii?
    Preso per caso in biblioteca, questo meraviglioso giallo è entrato ai primissimi posti della classifica di tutti i libri che ho letto in vita mia.
    Perfetto nell'i ...continua

    Non c'è una sesta stellina su Anobii?
    Preso per caso in biblioteca, questo meraviglioso giallo è entrato ai primissimi posti della classifica di tutti i libri che ho letto in vita mia.
    Perfetto nell'intreccio e nello humour, per non parlare del finale azzeccatissimo.
    E ora che è finito come faccio?

    ha scritto il 

  • 5

    null

    Un romanzo che mi è sempre sfuggito, pur avendolo sfiorato innumerevoli volte. Povero romanzo visto spesso nelle bancarelle dell'usato, lasciato lì ad invecchiare e intristito come un Harmony qualsias ...continua

    Un romanzo che mi è sempre sfuggito, pur avendolo sfiorato innumerevoli volte. Povero romanzo visto spesso nelle bancarelle dell'usato, lasciato lì ad invecchiare e intristito come un Harmony qualsiasi, quanto ti avevo sottovalutato! Non avevo mai letto Fruttero e Lucentini, non sapevo cosa aspettarmi e in questo modo la sorpresa è stata ancora più fulminante. La bravura dei due scrittori è mirabile, e ciò che ho tra le mani non è soltanto un buon poliziesco, ma un ritratto amorevole e assieme duro e lucido della Torino degli anni '70. La banalità non sta di casa qui: i personaggi sono uno meglio costruito dell'altro, e da ognuno emerge un pezzetto della Torino dell'epoca, delle sue speranze, sogni, vizi, frustrazioni. È la Torino della FIAT, certo, ma anche dei burocrati, degli aristocratici borghesizzati, dei professori universitari, degli immigrati meridionali e dei professionisti frustrati. Descrivere tutto ciò senza perdere mai la bussola e senza il minimo accenno moralista (o, al contrario, senza scadere nella morbosità) è già un miracolo. In più, c'è uno stile affilato e curato nei minimi dettagli, che non trascura nulla del contesto anche quando si concentra maggiormente sull'intreccio poliziesco. Certi dialoghi tra la Dosio e il commissario sono straordinari, così come la teoria di Campi su Torino che capta il Male da ogni angolo della terra e lo sparge in giro per il resto della penisola (pensando però di farlo a fin di bene).
    Esiste una trasposizione cinematografica, e non è un caso, perché il romanzo ha già in sé una forza visiva e una scansione temporale perfetta per diventare materia filmica.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Un ottimo giallo, molto ben costruito ed articolato. La ricerca del colpevole è però solo un pretesto, il vero obiettivo della premiata coppia Fruttero & Lucentini è quello di compiere una analisi iro ...continua

    Un ottimo giallo, molto ben costruito ed articolato. La ricerca del colpevole è però solo un pretesto, il vero obiettivo della premiata coppia Fruttero & Lucentini è quello di compiere una analisi ironica e spietata della società torinese dell'epoca. Davvero godibile, con un finale a sorpresa.

    ha scritto il 

  • 5

    Grandissima cura nella scrittura

    Un giallo vecchio stile, ma curatissimo in ogni dettaglio. Molto preciso nel lessico. Qualità assoluta e grande capacità di avvincere il lettore nonostante l'avanzamento, abbastanza lento, delle indag ...continua

    Un giallo vecchio stile, ma curatissimo in ogni dettaglio. Molto preciso nel lessico. Qualità assoluta e grande capacità di avvincere il lettore nonostante l'avanzamento, abbastanza lento, delle indagini. Finale, forse, un pochino deludente perché il personaggio colpevole degli omicidi non era stato in precedenza descritto in maniera troppo coerente.

    ha scritto il 

  • 4

    Se uno continua a dire la verità, va a finire che prima o poi lo scoprono.

    Davvero un bel giallo, con un’arma del delitto decisamente insolita e un finale assolutamente a sorpresa.
    Ma anche un simpatico ed interessante spaccato di vita della media borghesia torinese dei prim ...continua

    Davvero un bel giallo, con un’arma del delitto decisamente insolita e un finale assolutamente a sorpresa.
    Ma anche un simpatico ed interessante spaccato di vita della media borghesia torinese dei primi anni 70, molto ben raccontato.
    Quel giorno, mentre Anna Carla e il commissario Santamaria se ne stavano seduti a bere qualcosa ai tavolini all’aperto di un bar in corso Belgio, con tutto l'insopportabile casino del traffico pesante a fare da colonna sonora, ero lì con loro anch’io. Osservando con attenzione la strada mi è sembrato perfino di veder transitare a tutto gas l’avvocato Gianni Agnelli su una Fiat 8V color canna di fucile, diretto alla sua villa in collina.

    Però c’è una cosa che mi sono chiesta, e non riguarda proprio il libro, ma i suoi due autori. Come si fa a scrivere così bene, con ironia e semplicità, ma in due? Voglio dire, io penso che uno scrittore consideri un romanzo una cosa tutta sua, da tenere riservata e nascosta a tutti finché è finito.E che poi quasi quasi gli dispiace spedirlo all’editore, lo consegna proprio solo perché sennò il conto in banca gli va in rosso e la moglie (se ce l’ha) s’incazza. Ma soprattutto immagino che uno scrittore abbia l’ispirazione su cosa scrivere che gli arriva al momento giusto, dal didentro.
    Come si fa a mettere insieme con tanta sintonia due didentro?

    ☆☆ ☆☆ che aspettano una risposta

    ha scritto il 

  • 5

    A distanza di anni il piacere che deriva dalla lettura di questo romanzo è lo stesso e conoscere già l'assassino non toglie nulla ma concede di concentrarsi sulla descrizione, affettuosa e ironica, di ...continua

    A distanza di anni il piacere che deriva dalla lettura di questo romanzo è lo stesso e conoscere già l'assassino non toglie nulla ma concede di concentrarsi sulla descrizione, affettuosa e ironica, di Torino e della "torinesità" vecchia e nuova che sia.

    ha scritto il 

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