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La donna fantasma

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

4.1
(106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 212 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8804482206 | Isbn-13: 9788804482208 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Benvenuti

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida

Genere: Crime , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Non resisto più, vi avverto! Se la cravatta non è appesa insieme con le altre, dov'è?
Ditemelo se lo sapete!
In ogni modo che importanza ha saperlo?"
"Ha una grande importanza, signor Henderson. La cravatta era stretta al collo di vostra moglie. Così stretta che l'ha uccisa."

Quando la moglie di Scott viene assassinata, giudici e polizia sono convinti della colpevolezza dell'uomo. Movente banale - il tradimento - fine brutale. Per salvarsi dalla sedia elettrica, Scott deve rintracciare la donna con la quale ha trascorso la notte dell'omicidio, l'unica in grado di fornirgli un alibi, ma non ne conosce il nome e ne ricorda a mala pena il viso. Era solo una delle tante ombre della notte newyorkese, un'ombra con un enorme cappello arancione...

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  • 4

    Splendido, atmosfera d'altri tempi, un libro che sembra un film in bianco e nero con una macchia color arancione come il cappello della donna protagonista della storia..

    ha scritto il 

  • 5

    Un uomo sta per essere condannato per omicidio perché il racconto delle ore di "quella" notte non trova testimoni ... ed ognuno ha motivi diversi (a volta anche sciocchi) di mentire o di non ricordare. C'è di mezzo una signora con un cappello stravagante che nessuno ricorda e che non si trova più ...continua

    Un uomo sta per essere condannato per omicidio perché il racconto delle ore di "quella" notte non trova testimoni ... ed ognuno ha motivi diversi (a volta anche sciocchi) di mentire o di non ricordare. C'è di mezzo una signora con un cappello stravagante che nessuno ricorda e che non si trova più. L'angoscia (tema dominante di Woolrich)è padrona della vita e della morte e forse è proprio quest'impalpbilità della paura che lo rende sempre avvicente in un'epoca di NYPD, CIS, RIS, BIS ....

    ha scritto il 

  • 4

    Alle sei e dieci, al bancone di un bar...

    Un meccanismo complicato e poco verosimile (però alla fine i trucchi e i conti tornano tutti), ma parecchie scene che incollano alla pagina. E si legge tutto d'un fiato...

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto tanti libri di CW e sono tutti molto, molto umani. Al contrario della maggior pate dei gialli-thriller moderni. Certo sono un po' datati, ma sempre affascinanti. A chi interessa CW scriveva anche sotto lo pseudonimo di William Irish.

    ha scritto il 

  • 5

    ...continua

    Il primo romanzo che ho letto di Cornell Woolrich, il libro che mi ha fatto letteralmente innamorare di questo autore, "costringendomi" a precipitarmi in libreria, in biblioteca e per bancarelle alla ricerca di qualunque cosa scritta da lui.
    I grandi temi di Woolrich sono l'amore, l'ami

    Il primo romanzo che ho letto di Cornell Woolrich, il libro che mi ha fatto letteralmente innamorare di questo autore, "costringendomi" a precipitarmi in libreria, in biblioteca e per bancarelle alla ricerca di qualunque cosa scritta da lui.
    I grandi temi di Woolrich sono l'amore, l'amicizia, il tradimento, la giustizia, sempre affrontati in modo incredibilmente potente e dolente, anche. Tutti i suoi protagonisti sono appassionati, "adolescenziali" nei loro estremismi, nella loro voglia di credere a tutti i costi nella purezza dei sentimenti, anche quando devono dibattersi nel fango.

    L'incipit di questo romanzo è per me memorabile:
    La sera cominciava a vivere, e così lui. [...] Era maggio, all'ora in cui ci s'incontra. L'ora in cui la metà maschile della città, sotto i trent'anni, si era ravviata i capelli, aveva riempito il portafoglio e correva eccitata all'appuntamento. E la metà femminile, sempre sotto i trenta, si era incipriata il naso, aveva infilato il vestito carino e si avviava con gioia allo stesso appuntamento. Dovunque si volgeva lo sguardo, le due metà della città si correvano incontro.

    ha scritto il 

  • 3

    PHANTOM LADY 1942

    1942 William Irish/ Cornell Woolrich, 2005, "Oscar Scrittori Moderni". Traduzione di Stefano Benvenuti.
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    << Era di maggio, verso sera, all' ora in cui ci si incontra. L'ora in cui mezza città, sotto i tren ...continua

    1942 William Irish/ Cornell Woolrich, 2005, "Oscar Scrittori Moderni". Traduzione di Stefano Benvenuti.
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    << Era di maggio, verso sera, all' ora in cui ci si incontra. L'ora in cui mezza città, sotto i trenta si è ravviata i capelli, ha riempito il portafoglio e corre eccitata all' appuntamento. E l' altra mezza città, sempre sotto i trenta, si è incipriata il naso, ha infilato il vestitino bello e si avvia con gioia allo stesso appuntamento. Dovunque volgevi lo sguardo le due mezze città si correvano incontro. . In ogni angolo, in ogni ristorante e in ogni bar, davanti al drugstore, nelle hall degli alberghi, sotto gli orologi delle gallerie e in mille altri posti diversi...E in mezzo agli altri camminava anche lui, con quella faccia tetra che rovinava tutta la scena gioiosa. ..>>
    E' l' inizio de "La donna fantasma". E sembra il manifesto di una solitudine. Lui , "era in disarmonia con quanto lo circondava". Lui," l' unico particolare stonato in tutta la scena". Lui, il protagonista del romanzo. Lui, Woolrich. Un uomo che cammina solo e che solo ha sempre camminato, in mezzo agli altri, attraverso la vita.
    Quest' uomo, Scott Henderson nella finzione del romanzo, quella sera gioiosa per tutti, tetra per lui, incontra una donna.
    Una donna all' apparenza come tante, "quasi banale", ma avvolta dalla seduzione del mistero. La donna entra nella sua vita per il breve spazio di una sera, anonima, come il simbolo di una speranza, di una luce che potrebbe salvarlo dalle tenebre. Ma subito scompare, rientra nel mistero, nell' anonimato, nell' irrealtà. Con lei scompaiono le tracce della sua presenza e per l' uomo ogni possibilità di salvezza. E mentre il tempo passa, scandito inesorabilmente da un lugubre conto alla rovescia, alla fine del quale c'è la sedia elettrica, lui perde persino i contorni di quella fisionomia e comincia a credere di essersi immaginato tutto.
    Solo la donna potrebbe salvarlo. Ma esiste questa donna ?
    Scritto nel 1942 e firmato William Irish, "Phantom Lady" rappresenta una delle prove più alte dell' autore americano, sul piano sia letterale che strutturale. Ma può anche essere considerato come l' allegoria di una vita disperata, che corre come tutte le altre vite verso la morte. Ma lungo l' inevitabile tragitto è tutto buio, angoscia, solitidine. Solo la donna potrebbe essere l' approdo, una pausa di serenità, un tratto di percorso "insieme". Però la donna è un sogno che non si materializza. Non è da una donna che lui, Woolrich, può aspettarsi salvezza. Perchè lui è irreversibilmente segnato da una diversità mai accettata fino in fondo, che lo logora, lo devasta, lo ripugna come una peste. Un' omosessualità vissuta come una vergogna nelle notti di ombre mai tenere, nelle taverne degli angiporti, vestito da marinaio, alla ricerca di incontri occasionali, più devastanti che gratificanti. In Woolrich quindi la donna resta un simbolo. Qualcosa di irraggiungubile. Un pianeta sconosciuto dove non sbarcherà mai. La sua tipologia femminile è vasta e disomogenea. Non esiste un archetipo femminile. Esistono tante sfaccettature di un modello ideale . Come esistono varie sfaccettature nella personalità dell' autore, che analizzando ed esplorando l' anima della donna, forse tentava di analizzare e di esplorare la sua stessa anima, per dare un senso a questa allucinata paranoia, a questa sua dicotomia. La donna lo incuriosisce, lo attrae astrattamente e allara ne scava con la fantasia e con il tarlo della nevrosi e della disperazione le pieghe più nascoste, i pozzi più profondi. Le donne di Woolrich a volte sono demonizzate, a volte vittime, a volte carnefici. Sono i simboli di un rapporto dialettico con l' uomo in cui le punte estreme sono sono male e bene, verità e menzogna, fedeltà e tradimento. Sono i poli di un' asse ideale attorno al quale ruota il gioco della vita, dell' amore, della morte, due punti magnetici di una attrazione eterna, inarrestabile, irrimediabile. Sono strumenti letterari per porre problemi senza risolverli, funzioni di sogno come surrogati di vita non vissuta. Frutti di nevrosi , di malattia e di deliri alcolici.

    ha scritto il 

  • 3

    PHANTOM LADY 1942

    1942 William Irish/ Cornell Woolrich. Mondadori, "Classici del Giallo illustrati", 2000.
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    Visto che le edizioni della Donna Fantasma sono piu d'una, in questa voglio parlare del film di Siodmak, 1944, affascin ...continua

    1942 William Irish/ Cornell Woolrich. Mondadori, "Classici del Giallo illustrati", 2000.
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    Visto che le edizioni della Donna Fantasma sono piu d'una, in questa voglio parlare del film di Siodmak, 1944, affascinante capolavoro noir prima maniera, quello che si dice " espressionista", interamente girato in studio e con un controllo assoluto dell' immagine. La vicenda mantiene il tono febbrile, malato del romanzo, con le sue tante incongruenze sul piano narrativo ; queste incoerenze sono intenzionali perchè in Woolrich / Irish l' intrigo non si basa su un meccanismo logico da risolvere, ma su una serie di coincidenze inquietanti di bizzarrie, intrighi e casualità.La "Donna fantasma" è un film sul rapporto allucinato con una realtà senza certezze, dove ogni tentativo di ottenere una conferma alle proprie percezioni viene sempre frustrato. I testimoni negano o tengono un atteggiamento sfuggente, la phantom lady non ha un nome, è irraggiungibile e quando infine viene trovata si rivela mentalmente svanita e incapace di ricordare. Ella Raines, attrice che fa la parte della segretaria del protagonista,e che vuole salvarlo, deve così lottare in un mondo popolato di mentitori, fantasmi, psicolabili e nevrotici. E' un clima di assoluta paranoia ; il protagonista si trova accusato di una colpa che non ha commesso ma non può dimostrare la sua innocenza perchè tutto quello che è avvenuto ha preso l' aspetto di un incubo. L' originalità del film sta nel fatto che il cinema americano descrive solitamente tutto in termini di azione mentre qui la regia di Siodmak spinge ogni scena fino al limite dell' allucinazione , evitando qualsiasi risvolto sociale e spostando definitivamente l' angoscia su un piano esistenziale e metafisico. Ci sono delle sequenze memorabili : il lungo pedinamento notturno, in cui Ella segue il barista fino a provocarne la morte ( e la colonna sonora è basata solo sul rumore dei tacchi per le strade deserte ); oppure la famosa sequenza di Jam-session, dal montaggio trascinante. Ma si potrebbe continuare a lungo : i poliziotti che circondano Curtis / Scott toccandogli il corpo e gli abiti mentre la macchina da presa stringe sempre di più sui volti ; il processo ripreso inquadrando solo le facce ; l' incontro in carcere tra Curtis e la Raines. E poi le strade spettrali, le strade che si espandono o si restringono a sottolineare l' angoscia dei protagonisti, la dilatazione allucinata degli oggetti ( il cappello, i guanti dell' assassino ). E' da ricordare l' esplicita dichiarazione del poliziotto Gomez , per il quale tutti gli assassini sono dei malati di mente, gangster compresi ; l' intero crimine viene così posto sotto il segno dell' alterazione psichica e della paranoia, che è uno dei grandi temi del noir anni '40.
    Che cosa si impara ( o reimpara ) da un film, un libro come questo ? Si imparano almeno tre cose . Primo: che nella cultura americana, accanto alla corrente preminente di ottimismo, di volta in volta kennediano, reganiano, bushiano, c' è sempre stata una controcorrente-certo minoritaria ma irriducibile-di pessimismo. Secondo: questo pessimismo è basato sualla persuasione, sulla constatazione, che nemmeno il progetto democratico americano, il sogno americano può contrastare l' inevitabile crudeltà dell' umano destino ( Woolrich ebbe un destino crudelissimo: perchè omosessuale , perchè alcolizzato, perchè mutilato di una gamba incancrenita ) ). Terzo : che questo pessimismo si può esprimere in termini letterari alti, come è accaduto nell' Ottocento, quando si è espresso nel "No, in Thunder", il NO pronunciato con voce tonante da Melville o da Hawthorne o da Edgar Allan Poe...Ma può esprimersi anche , e si è espresso, nel nostro secolo, attraverso le forme popolari di letteratura e cinema. Attraverso il romanzo nero, il film nero. Che ci dicono: non dite che non c'è il male. C'è ed è il male dell' esistenza. Un messaggio duro. Ma è proprio dell' arte farci accettare ( o magari digerire ) messaggi durissimi. E salutari.

    ha scritto il