La donna giusta

Di

Editore: Adelphi

4.0
(1268)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 442 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Catalano , Portoghese

Isbn-10: 8845924653 | Isbn-13: 9788845924651 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.
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  • 3

    Con immenso gaudio a un certo punto ho notato che mancavano 50 pagine al termine!
    Inutile ribadire quanto scriva bene Marai, ma è anche giusto evidenziare quanto sia ottusa la visione di genere (masch ...continua

    Con immenso gaudio a un certo punto ho notato che mancavano 50 pagine al termine!
    Inutile ribadire quanto scriva bene Marai, ma è anche giusto evidenziare quanto sia ottusa la visione di genere (maschilista, eh!) di quest'uomo.
    Pensavo che Le braci fosse un'eccezione, invece no, il maraipensiero è inequivocabile e qui anche un po' prolisso.
    Decisamente interessanti le riflessioni sulla borghesia. Per me è stato impressionante scoprire che i protagonisti rispondono al telefono o salgono in macchina... perchè l'ho letto immaginando di essere nell'ottocento, non negli anni 40. Se il termine non fosse interpretabile negativamente, definirei il contesto un pò stantio.
    Sono contenta di averlo letto e felice di averlo terminato anche grazie a qualche saltello qua e là. Con questo romanzo penso di aver consegnato il mio obolo di pazienza e tempo alla memoria di Marai
    Tre stelle su cinque, perchè è impossibile non riconoscere che la bella scrittura e struttura qui sono più che evidenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Su e Giù

    Il libro è interessante, particolare l'intreccio dei fatti, ci racconta attraverso la vita di tre persone , attraverso il loro punto di osservazione, molto di più di una semplice sequenza di fatti, an ...continua

    Il libro è interessante, particolare l'intreccio dei fatti, ci racconta attraverso la vita di tre persone , attraverso il loro punto di osservazione, molto di più di una semplice sequenza di fatti, analizza le fasi della vita, un libro che ha molto da raccontare, ma lo fa a volte "rigirandosi" troppo su se stesso, troppe ripentizioni ed a tratti noioso, forse volutamente noioso perchè è un libro che ti costringe a fermarti, stravolge le convinzioni acquisite durante la lettura e gli spunti sono innumerevoli...

    ha scritto il 

  • 3

    CLAUSTROFOBICO

    La prosa è notevole e l'idea dei quattro personaggi che raccontano i fatti accaduti, dal loro punto di osservazione personale, è buona anche se non originalissima. L'autore dà vita perciò a quattro lu ...continua

    La prosa è notevole e l'idea dei quattro personaggi che raccontano i fatti accaduti, dal loro punto di osservazione personale, è buona anche se non originalissima. L'autore dà vita perciò a quattro lunghissimi monologhi (i loro rispettivi interlocutori sono presenti ma...muti), talmente ridondanti e ingarbugliati da una miriade di argomenti e tematiche varie che fanno a tratti desiderare al lettore di arrivare alla...fine. In apnea, ma alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ha tanto da raccontare, probabilmente ben oltre quanto l'autore intenda consegnarci attraverso le vicissitudini dei personaggi principali.
    L'intreccio ben costruito "ricorda" le tre verit ...continua

    Un libro che ha tanto da raccontare, probabilmente ben oltre quanto l'autore intenda consegnarci attraverso le vicissitudini dei personaggi principali.
    L'intreccio ben costruito "ricorda" le tre verità del duo Mogol Battisti, ma qui non siamo dinanzi al classico triangolo amoroso; i personaggi, molto curati e complessi, narrano la loro storia, la loro versione della stessa storia osservata dalle diverse angolazioni. Una moglie, un marito, un'amante, le cui vicende evolutive e involutive, personali e di coppia, vengono narrate in forma di monologo e alle quali fanno da sfondo le effimere lotte di classe tra la borghesia e il proletariato.
    Se ci si lascia trascinare dall'ordito è quasi inevitabile finire per confrontarsi con sé stessi, la speranza - ovviamente - è quella di non rimanere delusi.

    ha scritto il 

  • 3

    la donna giusta

    il libro è indubbiamente molto bello,ma è obbligo fare alcune critiche. la scrittura scorre molto fluida nella prima parte, come nelle altre due,ma in alcuni momenti diventa piuttosto noiosa e ripetit ...continua

    il libro è indubbiamente molto bello,ma è obbligo fare alcune critiche. la scrittura scorre molto fluida nella prima parte, come nelle altre due,ma in alcuni momenti diventa piuttosto noiosa e ripetitiva; infine l'epilogo finale sembra parli di tutt'altro romanzo ed è totalmente distante dalle altre tre parti. l'idea della storia parallela è molto interessante...

    ha scritto il 

  • 2

    Altalenante

    Un libro a tratti godibile, a tratti pesante lungo e soprattutto noioso. L'ho letto e finito con estrema fatica (confesso di aver cominciato a saltare le pagine verso la fine). Belle le parti narrate ...continua

    Un libro a tratti godibile, a tratti pesante lungo e soprattutto noioso. L'ho letto e finito con estrema fatica (confesso di aver cominciato a saltare le pagine verso la fine). Belle le parti narrate dalla moglie e da Judit, pesantissime le parti narrate dal marito e dall'altro uomo.
    Con tutti i bei libri che ci sono da leggere, questo lo eviterei.

    Due stelle per me.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ho capito che non c’è nessuna persona giusta. Esistono solo le persone ed in ognuna c’è un pizzico di quella giusta”.

    Romanzo da prendere goccia a goccia perché maestosamente profondo.

    ha scritto il 

  • 5

    RISVOLTO
    Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un’altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un p ...continua

    RISVOLTO
    Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, davanti a un gelato al pistacchio, una donna racconta a un’altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c’era stata, e forse c’era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l’altra, l’uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme «un veleno mortale», e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l’abbia sposata – e poi inesorabilmente perduta. All’alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l’epilogo di tutta la storia – e in qualche modo a tirarne le fila. Al pari delle Braci e di Divorzio a Buda, questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell’opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno una stupefacente capacità di parlare a ogni lettore.
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    Le persone dall'animo assiderato capiscono prima degli altri se qualcuno cerca un po' di calore

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno X

    "Finché gridi vendetta, l'altro si frega le mani, perché vendetta significa anche desiderio, la vendetta è una forma di sudditanza.
    Ma arriva il giorno in cui ti svegli, ti stropicci gli occhi, fai un ...continua

    "Finché gridi vendetta, l'altro si frega le mani, perché vendetta significa anche desiderio, la vendetta è una forma di sudditanza.
    Ma arriva il giorno in cui ti svegli, ti stropicci gli occhi, fai uno sbadiglio, e improvvisamente ti rendi conto di non volere più nulla."... Sostiene Márai, ed è proprio così che succede, così che si getta tutto, la delusione, il dolore, quello che si è creduto amore, amicizia e i tradimenti alle spalle.
    È un meccanismo straordinario, meraviglioso, di liberazione, di superamento.
    Tutto l'amaro in bocca si dissolve incredibilmente in un lampo, e si sorride alla certezza di esserne finalmente fuori, finalmente liberi e leggeri, senza rancori, senza strascichi, e questo, spesso, chissà perché, forse per una particolare chimica del cervello o dell'anima, succede proprio al risveglio di un giorno X.
    Spesso mi stupisco delle capacità umane, che trascendono la logica e che vanno dritte verso la conservazione: sono quelle forze naturali ed istintive che ridanno fiducia nell'esistenza, che fanno pensare che puoi andare oltre.
    In questo titolo dall'architettura e prosa perfetta, Sándor Márai si rivela un magnifico interprete delle differenti prospettive e degli umani sentimenti, fornendo alle lettrici un ottimo e utilissimo strumento di penetrazione e conoscenza dell'animo maschile e viceversa - nel bene e nel male.

    ha scritto il 

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