La donna in bianco

Di

Editore: Fazi

4.1
(1099)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 688 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Spagnolo , Catalano , Chi semplificata , Portoghese , Olandese

Isbn-10: 8881129914 | Isbn-13: 9788881129911 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Tummolini ; Postfazione: Paolo Ruffilli

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Rosa

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Descrizione del libro
Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama de "La donna in bianco". Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista "All the Year Round", suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l'impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questo romanzo che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di "padre del poliziesco moderno".
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  • 5

    Trama ricca di suspance che tiene incollato il lettore al romanzo dalla prima all'ultima pagina e personaggi delineati in maniera sorprendente. Personalmente avendo letto diversi romanzi polizieschi p ...continua

    Trama ricca di suspance che tiene incollato il lettore al romanzo dalla prima all'ultima pagina e personaggi delineati in maniera sorprendente. Personalmente avendo letto diversi romanzi polizieschi pensavo di trovarlo datato e invece mi tocca far mio il pensiero di Calvino sui libri classici: questo romanzo ha ancora molto da dire e lo fa meglio di molti contemporanei dello stesso genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un romanzo ottocentesco eppure modernissimo, dai perfetti ingranaggi che ti catturano per almeno tre quarti del libro. Un vero capolavoro scritto da Wilkie Collins, padre del genere poliziesco moderno ...continua

    Un romanzo ottocentesco eppure modernissimo, dai perfetti ingranaggi che ti catturano per almeno tre quarti del libro. Un vero capolavoro scritto da Wilkie Collins, padre del genere poliziesco moderno, e pubblicato a puntate su una rivista del suo amico Charles Dickens. Gli amanti della letteratura poliziesca non possono non averlo letto.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottima lettura, ideale per trascorrere ore di immersione in un’atmosfera misteriosa e piena di fascino. Personaggi divinamente tratteggiati, ritmo incalzante e continui colpi di scena. Mai un momento ...continua

    Ottima lettura, ideale per trascorrere ore di immersione in un’atmosfera misteriosa e piena di fascino. Personaggi divinamente tratteggiati, ritmo incalzante e continui colpi di scena. Mai un momento di noia, nonostante la notevole mole si legge tutto d’un fiato per scoprire la verità. Un giallo molto moderno, ma anche un tuffo nell’epoca vittoriana. La struttura , tramite le testimonianze dei vari protagonisti mi è sembrata efficace e coinvolgente. Lo consiglio vivamente!

    ha scritto il 

  • 3

    «È possibile che in un romanzo si riesca a descrivere bene i personaggi senza raccontare una storia, ma non è possibile raccontar bene una storia senza descrivere dei personaggi.»
    — Wilkie Collins

    Pub ...continua

    «È possibile che in un romanzo si riesca a descrivere bene i personaggi senza raccontare una storia, ma non è possibile raccontar bene una storia senza descrivere dei personaggi.»
    — Wilkie Collins

    Pubblicato a puntate secondo la migliore tradizione dei feuilletton tra il 1859 e il 1860 sulla rivista dell'amico Charles Dickens «All the Year Round», "The Woman in White" è un romanzo dello scrittore inglese Wilkie Collins appartenente al celebre genere dei Sensation Novel.
    Erroneamente definito "romanzo epistolare", il componimento narrativo è diviso in tre parti, ognuna delle quali arricchita dalle testimonianze dei vari protagonisti della storia.
    Solo della bella ereditiera Laura e del baronetto Sir Percival non esistono resoconti, quasi l'autore volesse celare nell'ombra i due.
    Incentrato sulla somiglianza della misteriosa Donna in Bianco con l'affascinante e delicata Miss Fairlie, l'uscita dell'opera registrò un successo clamoroso.
    Fu definito dallo scrittore T.S.Eliot come «il più bello dei romanzi polizieschi moderni. » e l'entusiasmo crebbe cosi vorticosamente addirittura da influenzarne gli usi e costumi dell'epoca (vennero venduti decine di capi di abbigliamento e profumi recanti la scritta Woman in White).
    Un po' come succede oggigiorno con le grandi dive del cinema.
    Non solo la trama, ma la genesi stessa del libro racchiude in sé molto di misterioso.
    In una sera d'estate del 1850, Wilkie Collins sta passeggiando per le vie di Regent's Park in compagnia del fratello Charles e del pittore John Everett Millais.
    All'improvviso sentono delle urla di una donna provenire nei pressi del giardino: «una giovane e bella donna vestita di un fluente abito bianco che brillava alla luce della luna».
    Kate Dickens, figlia del famoso scrittore e allora moglie di Charles Collins, rivela l'identità dell'ignota dama: si tratta di Caroline Graves (quest'ultima diverrà poi la compagna dello stesso Wilkie Collins).
    Ovviamente un resoconto decisamente forzato, ma che contribuì al successo dell'opera.
    La geniale caratterizzazione dei personaggi è nota più godibile del romanzo, che ahimè soffre di un ritmo troppo lento, di avventure troppo rocambolesche e a tratti confusionarie.
    L'affascinante figura dello scaltro Conte Fosco, l'italiano dipinto non più come fanfarone e attaccabrighe ma come intelligente e arguto e la figura femminile positiva dell'indomita Marian sono personaggi che difficilmente si possono dimenticare.
    Quest'ultima con l'ardore del suo carattere si differenzia totalmente dalla figura della classica donna Vittoriana e ne denuncia il triste ruolo che quest'ultima viene relegata:

    «Si trova nella stessa posizione in cui si trovano migliaia di persone che accettano di sposare un uomo per imparare ad amarlo dopo il matrimonio (se pur invece non imparano ad odiarlo!)»

    Se avesse avuto Marian Halcombe il ruolo della protagonista invece che la patetica Laura Fairlie, il romanzo avrebbe acquistato maggiore spessore e profondità.
    Eppure sarà della triste e malinconica Anne Catherick - la donna in bianco- che il lettore sentirà più la mancanza.
    Il suo misterioso aleggiare si concluderà al nostro girare dell'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 4

    La donna in bianco
    Di Collins

    "Questa storia, perciò verrà scritta a più mani, come la storia di un crimine contro la legge viene raccontata in tribunale, da più testimoni..."

    Questo romanzo, mi ha ac ...continua

    La donna in bianco
    Di Collins

    "Questa storia, perciò verrà scritta a più mani, come la storia di un crimine contro la legge viene raccontata in tribunale, da più testimoni..."

    Questo romanzo, mi ha accompagnato e fatto compagnia, durante il giorno e durante la notte, è stato un ottimo compagno.
    Ero intimorita dalla sua mole, 700 pagine non sono poche...
    Invece apparte l'inizio lento è volato.
    Ambientato a Londra, gli intrighi e i colpi di scena, tengono il lettore incollato alle pagine.
    Gli occhi scorrevano tra le righe, alla ricerca della soluzione.
    Mi è piaciuto molto, ho intenzione di leggere, sempre suo, armadable e pietra di luna.
    Voto 8/10 consigliato

    ha scritto il 

  • 5

    Anagraficamente sono più dell'Ottocento che del Duemila.

    Anche per questo ho apprezzato tanto questo libro. Mi sono rivisto nei mie sedici anni, quando divoravo David Copperfield, Il Conte di Montecristo, I Miserabili , etc....
    Lo stile letterario è ridond ...continua

    Anche per questo ho apprezzato tanto questo libro. Mi sono rivisto nei mie sedici anni, quando divoravo David Copperfield, Il Conte di Montecristo, I Miserabili , etc....
    Lo stile letterario è ridondante e tornito, ma si confà allo stile ed al ritmo di vita dell'epoca (niente auto, telefono, cellulare, ... gabinetto! ) .
    C'è romanticismo, complotto e pure il nostro eroe.
    Che vogliamo di più?

    ha scritto il 

  • 4

    Una fragile fanciulla e un giovanotto risoluto, una sorella coraggiosa, una donna misteriosa, un baronetto con uno scheletro nell'armadio e un conte perfido e affascinante, sono i protagonisti di ques ...continua

    Una fragile fanciulla e un giovanotto risoluto, una sorella coraggiosa, una donna misteriosa, un baronetto con uno scheletro nell'armadio e un conte perfido e affascinante, sono i protagonisti di questo bellissimo romanzo. È un susseguirsi di avvenimenti e colpi di scena che rendono difficile staccarsi dalla lettura, consigliatissimo!

    ha scritto il 

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