La donna in gabbia

Di

Editore: Marsilio (Farfalle, 176)

3.8
(540)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 461 | Formato: Copertina morbida e spillati | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Olandese , Danese , Inglese , Francese , Spagnolo , Norvegese

Isbn-10: 8831708945 | Isbn-13: 9788831708944 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Valeria D'Avino

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
La voce distorta proviene da un altoparlante piazzato da qualche parte nel buio: "Buon compleanno, Merete. Oggi sono centoventisei giorni che sei qui, e questo è il nostro regalo per te. Lasceremo la luce accesa per un anno, a meno che tu non sia capace di rispondere a una domanda. Perché ti abbiamo rinchiusa?" Merete Lynggaard, giovane parlamentare danese di successo, è a bordo di un traghetto il giorno in cui scompare senza lasciare tracce. I media si lanciano avidamente sulla storia e le ipotesi si avvicendano nei titoli: dal suicidio all'omicidio, dal tragico incidente al rapimento, fino alla sparizione volontaria. La polizia mette in campo tutte le forze, ma senza risultato: la donna sembra inghiottita dalla terra. Merete però non è morta. Chi la tiene segregata in modo tanto disumano in una prigione di cemento? E perché? Cinque anni dopo, Cari Morck, poliziotto svogliato e burbero, una spina nel fianco per tutti i colleghi, decide di riaprire le indagini con la sua Sezione Q, il nuovo reparto speciale per i casi irrisolti. Procedendo a ritroso nel tempo fra trame politiche e drammi familiari, Morck e il suo misterioso assistente siriano Assad si lanciano in una battaglia contro il disegno delirante di un criminale folle.
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  • 3

    Svezia, forse - 14 mag 17

    Finalmente, dopo tanto girarci intorno, cominciamo a leggere uno dei volumi editi dal Corriere della Sera sotto l’egida della collana “GialloSvezia”. E cominciamo male, non per il libro in sé, che, tu ...continua

    Finalmente, dopo tanto girarci intorno, cominciamo a leggere uno dei volumi editi dal Corriere della Sera sotto l’egida della collana “GialloSvezia”. E cominciamo male, non per il libro in sé, che, tutto sommato, con alti e bassi e qualche lunghezza di troppo, è decente. Ma per la collocazione: perché inserire in una collana che porta in bella vista una nazione (la Svezia) un libro scritto da un danese in danese ed ambientato a Copenaghen? Anzi a København? Mistero. Fortuna, comunque, che sia in ogni caso il primo libro della serie che Jussi dedica all’ispettore Carl Mørck, così che abbiamo modo di introdurci nel suo mondo e cercare di capirne i connotati. Il mondo di Carl, allora, è costituito da una ex-moglie, Vigga, da cui è separato ma non divorziato perché il divorzio sarebbe troppo oneroso, il figlio di Vigga, Jasper, che vive con Carl, in quanto ancora studente, anche se non con brillanti risultati (l’unica cosa brillante è il volume della musica che ascolta), un inquilino, Morten, un po’ gay, ma soprattutto l’unico che cucina e tiene in ordine la casa (basta non toccargli i suoi pupazzetti playmobil, dove ho scoperto che c’è veramente gente che ne fa collezione). Carl è un poliziotto discretamente capace e con un carattere discretamente insopportabile. Ed è appena uscito da una brutta storia (o forse non ne è ancora uscito): nel corso di un sopralluogo sulla scena di un crimine, l’assassino era ancora in giro, e coglie di sorpresa la squadra di Carl, uccidendo un collega e ferendo il secondo, Harry, che rimane paralizzato dalle spalle in giù. Carl ha qualche graffio in testa, ma se la cava. Tornato al lavoro dopo due mesi di malattia, per “toglierlo dalle palle”, il suo capo adotta il metodo latino: “promoveatur ut amoveatur”. Per ottenere soldi dal governo viene istituita una nuova sezione (la sezione Q) che dovrebbe dedicarsi ai “casi freddi” (se Jussi fosse un patito delle serie TV americane, ci avrebbe fatto due palle così su “Cold Case”). Dandogli come assistente, autista e tuttofare il siriano Assad, che si rivela prezioso in molti frangenti, anche se il suo passato è avvolto dal mistero più fitto. Scegliendo a caso tra i possibili casi (a caso che non vorrebbe fare nulla, e guarda caso prendendo una vicenda che potrebbe …) Carl si imbatte nella storia di Merete, donna in carriera di uno dei partiti d’opposizione, scomparsa misteriosamente sul traghetto per Kiel, quando voleva fare una gita a Berlino con il fratello Uffe. Inciso, Kiel è la capitale dello Schleswig-Holstein, e sede di una società con cui lavorai negli anni ’90, insieme ad una società danese, non sapendo (ma lo scoprii durante le liti che ne seguirono) che i danesi dal 1918 rivendicano lo Schleswig (cioè la parte nord del land) come un loro territorio. Ma ovvio che questa è tutta un’altra storia. Nelle indagini, Carl (ma soprattutto Assad) ricostruisce la storia di Merete. Coinvolta da bambina in un terribile incidente stradale dove morirono i genitori, ed il fratello Uffe ebbe una complessa emorragia cerebrale, che lo rese afasico e ne bloccò lo sviluppo mentale. Lo scontro frontale coinvolse un’altra macchina, dove morirono il padre e la sorella di Lars, la madre rimase paralizzata mentre partoriva sul luogo dell’incidente due gemelli: uno morto, l’altro, soffocato dal cordone ombelicale, anche lui ritardato. Il signor Jensen era, tra l’altro, il titolare di una industria di punta danese, che si occupava della costruzione di camere iperbariche a perfetta sicurezza. La squadra Q scopre inoltre che: Merete, poco prima del viaggio, sembrava essersi innamorata di un biondino; biondino che si faceva chiamare Dennis, ma non lo era. Anzi il vero Dennis muore, il giorno dopo la scomparsa di Merete, in un incidente stradale provocato da tale Daniel. Il quale, a sua volta, in poco tempo, muore anche lui in circostanze misteriose. Devo dire che poco c’era di suspense in tutto ciò, che fin dalle prime battute si capisce che la scomparsa di Merete ha un collegamento forte con l’incidente di cui sopra. Noi, lettori onniscienti, vediamo procedere la trama, andando su e giù nel tempo, tra le indagini di Carl e le vicende che cominciano cinque anni prima, e si sviluppano di anno in anno, dove vediamo Merete rinchiusa in una gabbia ermetica dove ogni anno aumenta la pressione atmosferica di un’atmosfera. Il giallo sta tutto lì: quando arriverà il punto che la pressione sarà non più sopportabile per Merete? Riuscirà la squadra Q a capire chi gestisce la gabbia e dove sta la suddetta? Inoltre, ammesso e non concesso che Carl risolva i problemi al contorno, riusciranno a penetrare i nostri eroi in una gabbia ermetica? E sarà ancora viva Merete? Tutti interrogativi che potrete sciogliere leggendo lo scorrevole scritto di Jussi. Seguendo anche tutti i risvolti della vita di Carl, che non sono solo questa indagine, ma i rapporti con il figlio, con la moglie, con gli altri poliziotti, e soprattutto con il tetraplegico amico Harry. Insomma, una trama che si stende aldilà del giallo in sé, che ha poco del misterioso, parlando di situazioni e di rapporti umani, nel solco di quella tradizione giallo-sociale cominciata questa sì in Svezia con i bellissimi romanzi di Sjöwall & Wahlöö.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro della sezione Q

    Primo libro di questo autore di cui non avevo mai letto nulla. L'inizio è un po lento ho fatto fatica ad andare avanti ma nel momento in cui si forma la sezione Q viene deciso il caso su cui investiga ...continua

    Primo libro di questo autore di cui non avevo mai letto nulla. L'inizio è un po lento ho fatto fatica ad andare avanti ma nel momento in cui si forma la sezione Q viene deciso il caso su cui investigare la trama diventa più coinvolgente. L'autore però fa capire chi è il colpevole troppo presto. Il libro è scorrevole, la storia un po inverosimile a tratti, i personaggi mi hanno incuriosito e proseguirò nella lettura degli altri romanzi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Mad,.che bel libro...però leggete solo se lo avete già finito.

    ....primo libro di questo danese mai sentito nominare prima.Mi ero fermata a Stieg Larsson e alla Camilla Lackerback e adesso sono ricaduta nel tunnel dei gialli nordici.
    Questo è scritto meglio rispe ...continua

    ....primo libro di questo danese mai sentito nominare prima.Mi ero fermata a Stieg Larsson e alla Camilla Lackerback e adesso sono ricaduta nel tunnel dei gialli nordici.
    Questo è scritto meglio rispetto all'Ipnotista di Lars Kepler e il protagonista ha un certo senso dell'umorismo e anche di cinismo che rende il tutto più interessante.(sicuro sia danese e non un milanese imbruttito??).
    La trama non la racconto visto che il titolo dice già tutto;strano ma vero ad un certo punto ho avuto il sospetto che il colpevole fosse un sopravvissuto del famoso incidente che stermina e segna pesantemente due famiglie.Preso alla grande....
    Quasi happy ending anche se a sentire delle pene che rischiavano i due carcerieri mi è venuto da piangere....io li avrei mandati alla Cayenna dove aveva passato qualche decennio della sua vita Papillon....
    Io posso capire l'odio e la sete di vendetta quando accadono certi eventi che ti segnano, ma la crudeltà efferata non rientra nel mio modo di intendere la vita in generale.Qua siamo a livelli patologici.....
    p.s......Carl Morck,sei un ispettore e vai in giro senza pistola???se ce l'avessi avuta ti saresti risparmiata la mazzata in testa e la scarica di pallini.
    Leggerò anche gli altri libri della saga:-)

    ha scritto il 

  • 3

    Ero piuttosto dubbiosa su questo autore ed invece mi è piaciuto moltissimo lo stile. La storia è sicuramente esagerata e improbabile, ma non importa, tiene alta l'attenzione del lettore e al dramma si ...continua

    Ero piuttosto dubbiosa su questo autore ed invece mi è piaciuto moltissimo lo stile. La storia è sicuramente esagerata e improbabile, ma non importa, tiene alta l'attenzione del lettore e al dramma si alternano le vicende della sezione Q a volte esilaranti. Ottimi i personaggi di Assad e Carl. Seguirò sicuramente a leggere la serie.

    ha scritto il 

  • 1

    di una bruttezza non indifferente

    Preso in prestito così, per provare. Leggo sul retro che ha pure una vena comica. Ah sì?
    Ora che l'ho letto (saltando 15 pagine ogni 2) penso che la vena comica fosse l'asistente del poliziotto. Trist ...continua

    Preso in prestito così, per provare. Leggo sul retro che ha pure una vena comica. Ah sì?
    Ora che l'ho letto (saltando 15 pagine ogni 2) penso che la vena comica fosse l'asistente del poliziotto. Tristezza.
    Perchè l'ho finito, pur saltando i due terzi delle noiosissime pagine?
    Perchè speravo che la vittima crepasse.
    Da tanto non leggevo un giallo in cui non è possibile stare dalla parte della vittima. Perchè è più antipatica e insopportabile del pazzo/cattivo.
    Veramente, gran libro. Sì sì.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle....tutto incluso!

    Un giallo interessante, piacevole, magari dal finale un pò scontato e prevedibile, ma si fa leggere senza che ci si annoi. L'ispettore capo della Sezione Q e il suo misterioso e particolare collaborat ...continua

    Un giallo interessante, piacevole, magari dal finale un pò scontato e prevedibile, ma si fa leggere senza che ci si annoi. L'ispettore capo della Sezione Q e il suo misterioso e particolare collaboratore siriano (o forse non è siriano....) hanno anche quella sottile vena ironica che in un giallo "scandinavo" non manca mai. Ma non vado oltre le tre stelle

    ha scritto il 

  • 3

    Nel complesso non è affatto male, per quanto 1) sia pieno di clichè (poliziotto con problemi familiari e carattere balordo che viene fuori da un trama, assistente di altra etnia bravissimo e spesso b ...continua

    Nel complesso non è affatto male, per quanto 1) sia pieno di clichè (poliziotto con problemi familiari e carattere balordo che viene fuori da un trama, assistente di altra etnia bravissimo e spesso buffo, donne belle, sensuali, maggiorate ecc ...) e 2) la storia in sè sia alquanto improbabile ( ma questo forse è un merito: l'eccesso di delitti banali nei gialli sta veramente rompendo le scatole).
    Quando si comincia a leggere poi lo si deve finire e questo è un grosso punto a suo favore :)))

    ha scritto il