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La donna sbagliata

By Richard Flanagan

(22)

| Paperback | 9788876848513

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Book Description

Gina è una ventenne carina partita dalla provincia in cerca di fortuna. Lavora come ballerina di lap dance in un locale di Sydney e si fa chiamare la Bambola. Lo stesso giorno in cui vengono ritrovate tre bombe inesplose, Gina incontra Tariq, un bel Continue

Gina è una ventenne carina partita dalla provincia in cerca di fortuna. Lavora come ballerina di lap dance in un locale di Sydney e si fa chiamare la Bambola. Lo stesso giorno in cui vengono ritrovate tre bombe inesplose, Gina incontra Tariq, un bel ragazzo dai tratti mediorientali con cui passa la notte. Quando si sveglia, al mattino, lui non c'è più. Nessuna sorpresa. Perché la sorpresa arriva più tardi: dal bar di fronte vede i poliziotti circondare il luogo da cui è appena uscita, mentre la tv nel locale mostra la foto del giovane, indicato come terrorista. Ma sullo schermo scorrono anche le immagini sgranate della telecamera di sicurezza che lo ritrae mentre entra nel palazzo con una donna misteriosa. Lei. I media si scatenano alla ricerca della sconosciuta, che in poche ore passa da casuale presenza, a complice, a sanguinaria stragista; in ancor meno tempo la sua identità è sbandierata ai quattro venti e tutta la sua esistenza, stravolta e manipolata all'inverosimile, invade i palinsesti, tracimando da prime pagine e megaschermi. La sua intera vita viene reinventata in una spirale inarrestabile di menzogne e terrore della quale Gina è preda designata. Una caccia all'uomo tesa, cupa, spietata, che offre il devastante ritratto di una società in cortocircuito, in cui allarmismo, potere dei media e paura del diverso portano un'intera nazione al punto di rottura.

4 Reviews

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    Per quel che mi riguarda, una prova un po' deludente per Richard Flanagan, con una trama inconcludente e una protagonista alla quale è decisamente difficile affezionarsi, così come è arduo essere partecipe delle sue disavventure. L'idea di base potev ...(continue)

    Per quel che mi riguarda, una prova un po' deludente per Richard Flanagan, con una trama inconcludente e una protagonista alla quale è decisamente difficile affezionarsi, così come è arduo essere partecipe delle sue disavventure. L'idea di base poteva anche essere buona, ma a mio avviso è stata sfruttata male.

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    Aussie Mazz said on Mar 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Centra l’obiettivo nell’analisi iniziale, ma non affonda nello svolgimento, questo romanzo di Flanagan. Ci sarebbero stati tutti i punti giusti per farne una buona storia, una sorta di thriller psico-sociologico post 11 settembre, eppure è tutto trop ...(continue)

    Centra l’obiettivo nell’analisi iniziale, ma non affonda nello svolgimento, questo romanzo di Flanagan. Ci sarebbero stati tutti i punti giusti per farne una buona storia, una sorta di thriller psico-sociologico post 11 settembre, eppure è tutto troppo marginale, poco incisivo. Partendo da tutta una serie di personaggi secondari che si affacciano troppo brevemente, anche se nel dipanarsi delle vicende hanno peso eccome, e finendo con quella psicologia che avrebbe potuto essere un po’ più presente rispetto all’atmosfera della situazione in generale.

    http://www.subliminalpop.com/?p=2264

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    subliminalpop said on Dec 7, 2010 | Add your feedback

  • 27 people find this helpful

    Un’esplosione di parole

    Il romanzo inizia subito con una bomba, ma fatta di parole. Richard Flanagan accosta Gesù e Nietzsche, il desiderio di amore e l’immagine del sognatore. A differenza dei due riferimenti iniziali, Gina Davies, nota come la Bambola, si definisce una re ...(continue)

    Il romanzo inizia subito con una bomba, ma fatta di parole. Richard Flanagan accosta Gesù e Nietzsche, il desiderio di amore e l’immagine del sognatore. A differenza dei due riferimenti iniziali, Gina Davies, nota come la Bambola, si definisce una realista: “Il realismo è ciò che abbraccia la delusione, per non essere mai più delusi”. La scrittura fluida immerge subito il lettore in una storia che sfiora il thriller senza diventarlo mai: “La donna sbagliata” (The Unknown Terrorist - ed. or. 2006) è un romanzo che tratta temi noti come livelli di allerta, lotta al terrorismo, però con una nuova regola d’ingaggio, quella stabilita dall’uso di personaggi estremamente umani, realistici, nelle loro passioni e insofferenze. Gina fa la ballerina di lap dance, è vero, ma sta risparmiando, e con successo, per comprare casa (come penso quasi chiunque già non ne possieda una). La Bambola è dapprima ostile, superficiale, poi la straordinarietà degli eventi la pone di fronte a nuove prospettive: “Alla gente piace la paura. E’ per questo che sono importante per loro, perché se riescono a inventare un terrorista potranno consegnare alla gente il diavolo in persona”. Forse l’unica pecca di un romanzo, certamente riuscito e coinvolgente, risiede proprio nel brusco cambio di prospettiva di Gina, molto rapido. La storia, però, è scandita in giorni, pochi giorni e l’incipit pone subito in chiaro che l’autore, pur con i suoi personaggi, parlerà di idee. “Gesù […]avendo accettato la necessità del sacrificio della propria vita per consentire un futuro a chi gli stava intorno, fu il primo esempio -sebbene non l’ultimo- di attentatore suicida”: una metafora e una provocazione, tutto per generare idee che sono il carburante del romanzo. L’ambientazione a Sydney è resa con grande passione da Flanagan (nato e cresciuto in Tasmania), compaiono i quartieri più ricchi, e insieme il degrado delle periferie, in un quadro che visto dall’alto, dall’appartamento di Tariq, può apparire così: “La fila di pinne dorsali dell’Opera House era appoggiata alla città come una vistosa spilla addosso a una vecchia battona, la struttura di ferro del ponte sembrava un girocollo di filigrana”. Un romanzo potente, dotato di un ritmo serrato mutuato dal thriller, che scandisce le vite di vari personaggi avvicinati al lettore fino a farne sentire il più intimo desiderio, la paura più celata.

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    Enzo B said on Sep 30, 2010 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    WM1 su La donna sbagliata (versione integrale della recensione apparsa su La Repubblica il 03/09/2010)

    La donna sbagliata, quarto romanzo del tasmaniano Richard Flanagan, è dedicato a David Matthew Hicks, cittadino australiano catturato in Afghanistan nel 2001, imprigionato a Guantanamo, condannato dopo un processo da più parti definito illegal ...(continue)

    La donna sbagliata, quarto romanzo del tasmaniano Richard Flanagan, è dedicato a David Matthew Hicks, cittadino australiano catturato in Afghanistan nel 2001, imprigionato a Guantanamo, condannato dopo un processo da più parti definito illegale, ricondotto in Australia e infine liberato in seguito a una complessa partita politica internazionale. Fin dall'inizio, non vi sono dubbi su dove l'autore voglia andare a parare.
    Ispirato al romanzo di Heinrich Böll L'onore perduto di Katharina Blum (1971), di cui prende la fabula ma cambia l'intreccio, La donna sbagliata arriva in Italia tre anni dopo la sua uscita in inglese. Scritto ai tempi di Bush, Blair e Berlusconi, giunge a noi nell'epoca di Obama, Cameron e... Berlusconi. Scritto all'apice dell'autoinganno neoliberista, giunge a noi nello sprofondo della crisi globale. Tale ritardo non va a detrimento della lettura; al contrario, lo sfasamento aggiunge al romanzo nuove connotazioni. Immaginate una foto scattata dalla coda di un treno, col paesaggio che fugge immobile sui lati e il punto di fuga che si allontana per sempre. Vediamo, immobile e tetro, lo psicotico decennio appena trascorso.
    Il romanzo è un tipico cautionary tale, e il genere è il dramma tragico. L'autore sceglie una persona ("la Bambola", ballerina di lap dance in un night-club di Sydney), la strappa alla sua routine quotidiana (fatta di shopping, rapporti superficiali, traumi rimossi) e la getta nel posto sbagliato al momento sbagliato (a letto con un sospetto terrorista poco prima di un blitz delle forze speciali). Il mondo le crolla addosso e l'autore racconta la fuga e l'accerchiamento mediatico, accidentando la prima e rallentando il secondo, mostrandoci quel che hanno di emblematico, spiegandoci che potrebbe accadere a chiunque di noi. Il fine è denunciare l'uso strumentale della minaccia terroristica e la deriva totalitaria di una società in perenne emergenza.
    A rendere l'opera interessante non è tanto il (lodevole) proposito contro-informativo, quanto il contesto in cui Flanagan cala narrazione e denuncia: La donna sbagliata descrive con dovizia di particolari un'Australia inerte e vacua, indifferente al dolore dei deboli, timorosa di perdere le abitudini che la intorpidiscono, ossessionata dal tema dell'immigrazione clandestina, continuamente pungolata all'odio dalla chiacchiera invasiva dei talk show di destra. Un'Australia con un tessuto sociale pieno di squarci e un'afasia pubblica riempita di luoghi comuni, incapace - al di là degli slogan - di descriversi come nazione. Più gli opinion-maker reazionari nominano l'Australia e l'australianità, meno si capisce cosa siano. Sounds familiar? Siamo agli antipodi, eppure a casa nostra.
    Nel pieno (o meglio, nel vuoto) della sua tentennante fuga, la Bambola si trova accanto al maxischermo di un centro commerciale. La TV parla di lei, il suo volto compare in una girandola di immagini dalla "War on Terror", blob di esplosioni e attentati che, ovviamente, ruota intorno all'11 Settembre. "Le torri gemelle caddero di nuovo", dice il narratore, e noi cogliamo quello che in grammatica è detto "aspetto frequentativo": la frase allude all'indefinita ripetizione della scena, le torri cadevano e cadevano e cadevano. Il crollo del World Trade Center è la sequenza più famosa del passato prossimo, la "scena primaria" degli anni zero, e non ha fatto che reiterarsi nei media e nelle nostre teste, presupposto esplicito o implicito dei conflitti in Afghanistan e Iraq, del deteriorarsi della situazione in Medio Oriente, dei giri di vite liberticidi nelle legislazioni dei paesi occidentali (Flanagan descrive bene l'ASIO Act del 2004, che ha di fatto abolito lo habeas corpus nel diritto australiano), dell'esagerata speranza in Barack Obama etc. Come ha scritto Marco Dinoi, la sequenza delle torri ha avverato il sogno del potere mediatico, quello di "avere un'unica immagine da trasmettere, un'immagine obbligata con cui e su cui organizzare tutti i discorsi... Un'unica sequenza stava per tutte le altre perché percepita come simbolicamente più importante delle altre... al punto che essa ha letteralmente cancellato l'immagine delle vittime, mai mostrate, con l'unica eccezione di coloro che si gettavano dalle torri in fumo". Anche queste ultime scene, peraltro, sono state occultate e mai più ritrasmesse.
    La donna sbagliata alterna la fuga della Bambola alle vicende di tanti personaggi secondari. A un certo punto, i filoni cominciano a convergere, o meglio, a collassare l'uno sull'altro in una cascata di capitoli asincroni, sfasati. Durante questa implosione veniamo a conoscere il passato della protagonista, il dolore che ne ha plasmato l'esistenza, il motivo per cui ama il rumore e odia il silenzio. E' la parte più tenera e straziante del romanzo. Nella vita della giovane donna, non vi è ricordo bello che non dia luogo a un ricordo brutto.
    Da qui in avanti, si fanno martellanti i riferimenti a espiazioni, sacrifici, rituali di punizione di donne scelte come colpevoli: la foto di una collaborazionista francese rasata a zero dai maquisards, lo scheletro millenario di una donna gettata con pietre al collo in una palude di torba... "Doveva esserci un sacrificio", dice il narratore, e un sacrificio si compie. Un rituale deciso all'ultimo minuto. Avviene durante una grandinata che sembra una piaga biblica, mentre il rombo riempie l'aria e pezzi di ghiaccio grossi come pugni deturpano le carrozzerie delle auto. Qualcuno cammina e stringe in pugno una pistola. L'arma è un reperto, o meglio, un feticcio: è una Beretta appartenuta a un casco blu dell'ONU, un membro del contingente olandese che si ritirò da Srebrenica prima della strage. Il mondo prima dell'11 Settembre faceva già orrore. I proiettili che furono inutili allora voleranno nell'aria tra poco, e chissà se saranno meno inutili. Il romanzo è più complesso delle risposte che sembra dare e Flanagan non consola, non sussurra paroline dolci dopo avere spaventato il lettore, non gli canta la ninna nanna per rimetterlo a dormire.

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    Wu Ming Foundation said on Sep 3, 2010 | 4 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (22)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • Paperback 309 Pages
  • ISBN-10: 8876848517
  • ISBN-13: 9788876848513
  • Publisher: Frassinelli (Narrativa)
  • Publish date: 2010-01-01
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