La estación de la calle Perdido

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Publisher: La Factoría de Ideas

4.0
(558)

Language: Español | Number of Pages: 588 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , Czech , Japanese , Polish , German

Isbn-10: 848421463X | Isbn-13: 9788484214632 | Publish date: 

Category: Entertainment , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
La metrópolis de Nueva Crobuzon se extiende desde el centro del mundo. Humanos, mutantes y razas arcanas malviven en la penumbra bajo sus chimeneas, donde el río se torna viscoso por los afluentes artificiales, donde las fábricas y fundiciones amartillan la noche. Durante más de mil años, el Parlamento y su brutal milicia han gobernado una vasta economía de obreros y artistas, espías y soldados, magos, yonquis y prostitutas. Pero acaba de llegar un extraño con el bolsillo lleno y una demanda imposible. De forma torpe, inadvertida, algo impensable es liberado.Dotado de un especial talento para las ambientaciones exóticas, China Miéville convierte a Nueva Crobuzon en un vigoroso escenario en el que se dan cita los ecos de un Londres victoriano, la distopía más agria, la poderosa imaginería de la literatura gótica y originales razas antropomórficas. Sirviéndose de los recursos clásicos de la literatura fantástica y de anticipación, inaugura una fórmula narrativa fresca y novedosa, capaz de fascinar por igual a público y crítica hasta convertir Estación de la calle Perdido en la gran revelación de 2000 en el Reino Unido, donde ha sido galardonada con los principales premios literarios.
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  • 4

    Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

    Perdido Street Station, è un bellissimo romanzo, e, tenuto conto che il fantasy non è “esattamente” il mio genere, detto da me è tutto dire.

    Notevole l'ambientazione a New Crobuzon, città fantastica ...continue

    Perdido Street Station, è un bellissimo romanzo, e, tenuto conto che il fantasy non è “esattamente” il mio genere, detto da me è tutto dire.

    Notevole l'ambientazione a New Crobuzon, città fantastica e smisurata,dalla toponomastica improbabile e schifosa, (i fiumi che la attraversano si chiamano Bitume e Cancrena, figurarsi…) dove convivono insieme agli uomini le razze più strane, in una sorta di parossistico melting pot.

    La trama è complessa, articolata, a Mieville non difetta la fantasia (gentile eufemismo per dire che con tutta probabilità aveva fumato un coniglio prima di metter mano alla penna) ma strutturata e solidissima a metà tra il cyberpunk di Gibson ed un murales di Liqen.

    Geniale la trovata nucleo della vicenda, dove d'improvviso ci si trova a fronteggiare un terribile flagello che va a colpire lì dove non ci si può difendere: i nostri sogni. I nostri desideri, quelli belli, quelli indicibili e perversi, quelli meschini, quelli puri, tutti. I nostri sogni, -che trovata!-, hanno un odore, un sapore, e dei terribili predatori, in cima alla catena alimentare, le "falene estinguitrici" ne sono ghiotti, se ne cibano, li assorbono dal cervello degli uomini, prosciugandoli e lasciandoli ebeti e vuoti.

    I nostri sogni, il meglio o peggio di noi, ma comunque il vertice strutturale del nostro essere persone è il nostro tallone di Achille più infido e scivoloso.

    Lì dove siamo per davvero noi, in ciò che vogliamo in ciò che (confessabile o meno) desideriamo, in ciò che fa si che ci alziamo la mattina ed affrontiamo il piacere/fatica di vivere, nei nostri sogni, proprio lì siamo vulnerabili e attaccabili, ultimamente indifendibili.

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  • 3

    Delirio...

    Ho iniziato a leggere questo romanzo senza conoscerne minimamente l’autore o l’argomento. Credevo si trattasse di fantascienza ma non lo è. L’impressione, che si manifesta prepotente dall’inizio, è ch ...continue

    Ho iniziato a leggere questo romanzo senza conoscerne minimamente l’autore o l’argomento. Credevo si trattasse di fantascienza ma non lo è. L’impressione, che si manifesta prepotente dall’inizio, è che lo scrittore vada volontariamente troppo oltre. Come se Mieville si divertisse a far credere che Burroughs in persona stia guidando la sua mano e che entrambi siano sotto l’effetto di un potente allucinogeno. Va troppo oltre nell’incredibile varietà di razze che popolano la decadente città di New Crobuzon, troppo oltre nella caratterizzazione fisica dei personaggi, troppo oltre nella rappresentazione dei loro vizi, che diventano infatti perversioni come dirà lo stesso Isaac, uno dei protagonisti innamorato della donna insetto. Troppo oltre anche nella scelta dei cattivi, ma qui non posso dire altro senza svelare parte della trama. Per quel che mi riguarda un solo motivo mi ha convinto ad andare avanti e ad arrivare fresco e motivato al momento clou della storia: Yagharek il garuda. Una creatura misteriosa, altera, impassibile e spietata, come la pena che gli è stata imposta per l’ignoto e orribile crimine commesso. Yagharek, intorno al quale per circa metà romanzo ruoterà tutta la storia, ha realmente ed immediatamente catalizzato tutta la mia attenzione perché sembra in tutto e per tutto un personaggio del mitico Enki Bilal (se qualcuno ricorda Horus de “La fiera degli immortali” sa di cosa parlo). Detto questo, le 800 pagine, sono un po’ meno in realtà, si leggono facilmente e con una moderata soddisfazione. Quando la lotta infurierà, molti personaggi daranno il meglio di se stessi, il crudele e poetico “tessitore” o la medium Umma Balsum tra i tanti, ed a quel punto sarete così assuefatti al delirio e alla taumaturgia prêt-à-porter da non notare più stonature… o quasi.

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  • 2

    Troppo prolisso... e fallato!

    Fanucci, prima edizione Tif extra dell'ottobre 2011. Dopo aver letto 300 pagine (su 780) senza che la trama si avvicini nemmeno un po' a quanto promesso nella quarta di copertina, mi sorge un drammat ...continue

    Fanucci, prima edizione Tif extra dell'ottobre 2011. Dopo aver letto 300 pagine (su 780) senza che la trama si avvicini nemmeno un po' a quanto promesso nella quarta di copertina, mi sorge un drammatico dubbio, confermato dopo brevissima ricerca: la terza e la quarta di copertina di questa edizione non sono quelle di "Perdido Street Station" ma quelle de "Il treno degli dei", terzo volume del ciclo! Un errore clamoroso! Mi chiedo se devo sentirmi preso in giro oppure conservare la copia come "pezzo raro"...

    In ogni caso, non arriverò a leggere "Il treno degli dei". Ho abbandonato "Perdido Street Station" a pagina 500 circa. A parte che il fantasy non è il mio genere (e questo romanzo è fantasy, non certo fantascienza), e ho affrontato questo tomo solo perché ero rimasto entusiasta di "La città e la città", il romanzo è comunque troppo inutilmente prolisso: sarebbero tranquillamente bastate la metà delle pagine. E quando mi accorgo che sto girando pagine su pagine, scorrendole con lo sguardo, e nulla succede di essenziale, e in fondo in fondo mi accorgo che non mi interessa tanto sapere come va a finire... beh, allora meglio dedicarsi ad altro.

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  • 5

    Questo libro mischia in maniera davvero ammirevole avventura, magia, religione, tecnologia e scienza il tutto collocato in una città-mondo che sembra assurdamente reale tanto sono complesse e dettagli ...continue

    Questo libro mischia in maniera davvero ammirevole avventura, magia, religione, tecnologia e scienza il tutto collocato in una città-mondo che sembra assurdamente reale tanto sono complesse e dettagliate le sue descrizioni. La trama è piuttosto lineare ma davvero interessante, l'ambientazione è profonda e immersiva, i personaggi sono dotati di personalità ricche e curiose e lo stile riesce a rimanere piuttosto sobrio per un libro di questo genere. Ho visto che spesso viene criticata l'eccessiva prolissità dell'autore ed in effetti c'è un po' il rischio di perdersi nelle lunghe descrizioni come nelle diverse sottotrame ma secondo me è tutto finalizzato a rappresentare al meglio quella che è la complessità della città di New Crobuzon e delle infinite storie dei suoi abitanti.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca indu ...continue

    Si tratta di un romanzo che ho trovato nel complesso molto bello, accattivante e interessante. E’ riconducibile al filone della fantascienza e dello steampunk (la fantascienza ambientata in epoca industriale/vittoriana, la cui forza motrice non è l’elettricità o l’energia atomica ma prevalentemente, puramente –e un po’ irrealisticamente– l’energia meccanica), centrato soprattutto su tematico socio-politiche. In breve appartenente al filone più specifico della “weird fiction”. E’ ambientata in una città-stato chiamata New Cobruzon, una metropoli che ricorda vagamente una Londra nel mezzo della rivoluzione industriale, solcata da fiumi luridi e oltremodo inquinata, in cui, oltre agli umani, abitano numerose altre razze senzienti (gli anfibi vodyanoi, le vegetali antropomorfe cactacee, le khepri, e gli alati garuda).
    New Cobruzon è descritta come l’emblema di uno stato capitalista, con forte divario tra le classi sociali, controllata da un governo autoritario e dittatoriale, che si serve della Milizia (facente le funzioni di polizia, forza armata e servizi segreti) e al cui vertice vi è una giunta di politici autoritari con diretti rapporti con la malavita organizzata di questo micro-stato. E’ una città dove, oltre ad essere in vigore la pena di morte e a praticare frequentemente la tortura e l’arresto degli oppositori, viene largamente effettuato il processo taumaturgico del “rifacimento”, che consiste nell’infliggere un’alterazione fisica dei condannati, che verranno chiamati “rifatti”, una sorta di pena del contrappasso in base al crimine di cui si sono macchiati, che renderà le loro forme grottesche se non mostruose. E’ inoltre una città dove l’Inferno, o l’Ade che dir si voglia, inteso come un luogo mistico e misterioso dove risiedono le anime dei morti, è considerato come una nazione a tutti gli effetti avente come capo di stato uno Zar dell’Ade, con tanto di ambasciatore demoniaco presso la città-stato di New Cobruzon, evocabile in quanto demone tramite l’ausilio di uno stregone. Ho amato i personaggi, tra cui il protagonista Isaac (un vero e proprio “genio ribelle” con cattivi rapporti con il mondo accademico, libertino, logorroico, un po’ sboccato e a tratti confusionario), la scultrice Lin (una khepri, una razza di insettoidi le cui femmine sono esseri dal corpo di donna e la testa costituita dal corpo di uno scarabeo, chiamato appunto “corpo cefalico”) con cui Isaac condivide una relazione segreta e la giornalista pasionaria Deerkhan Blueday.
    La trama è buona, tende a scorrere e a catturare l’attenzione. Il romanzo parte con Isaac che riceve una visita da Yagarek, un garuda (una specie di uomo-uccello), privato con la forza delle sue ali dalla sua stessa gente per un misterioso crimine da lui commesso e che paga lo scienziato affinché trovi un modo per farlo volare di nuovo come un tempo. Lin, l’amante khepri di Isaac, invece riceve una commissione da un misterioso e inquietante personaggio che scoprirà essere uno dei boss della malavita nonché noto narcotrafficante di New Cobruzon, mister Motley, un essere informe sottoposto così tante volte al processo di rifacimento da risultare oramai un non ben definito ammasso di arti, zampe di animali e di numerose forme di vita.
    Durante i suoi esperimenti per studiare il volo nelle creature animali, come uccelli e insetti, Isaac entra illegalmente in possesso tramite Lemuel, un suo conoscente in contatto con i bassifondi della città, di un grosso bruco di una misteriosa specie, dalla pelle multicolore e rivestita da intricati disegni. Trovato il metodo di nutrire questo bruco, quest’ultimo cresce a dismisura per poi chiudersi in un bozzolo e, durante un momento di assenza di Isaac, fuoriuscire sotto la pericolosa forma di una falena estinguitrice. La neonata creatura sente subito il bisogno di nutrirsi, e per sopravvivere ha bisogno di una sola cosa: i sogni delle creature senzienti che, dopo esser state prosciugati della mente, cadono in uno stato comatoso e catatonico. E sarà compito di Isaac dopo che la falena da lui “cresciuta” si accinge a liberare le altre quattro sotto custodia del boss criminale Motley, che le usava per produrre una potente droga chiamata “merda sogni”, sconfiggere queste falene estinguitrici che iniziano da subito a mietere vittime lasciando inermi gusci vuoti ridotti a esseri viventi senza mente in giro per New Cobruzon. Mi ha affascinato e divertito la bizzarra figura del Tessitore, una sorta di gigantesco ragno che si nutre dell’estetica e della bellezza del mondo (caratterizzata tuttavia da una visione personale e a tratti distorta, se non macabra e violenta, della realtà) il cui conscio e inconscio sono una cosa sola, una creatura che si esprime tramite continui e vagamente comprensibili monologhi che altro non sono che il flusso ininterrotto dei suoi pensieri attraverso l’etere, e che aiuta i personaggi principali ad fronteggiare la minaccia delle falena.
    Non ho dato cinque stelle principalmente per due motivi: lo stile della scrittura non è scadente, anzi, lo considero buono e trovo che Mieville abbia padronanza della narrativa. Non ho gradito tuttavia innanzitutto le descrizione eccessivamente lunghe di questa città putrida, lurida, decadente, inquinata, sopra acque velenose, descrizioni che invero portavano ad una notevole confusione e di rado anche a saltare qualche rigo. Ho tutt’ora seri dubbi sull’aspetto architettonico della Serra, il quartiere-ghetto delle cactacee, e ho sofferto non poco nel sorbirmi numerose pagine che descrivono secondo dopo secondo la sistemazione del lungo cavo che collegava il “motore di crisi” progettato da Isaac al Consiglio dei Congegni. La ridondanza nel descrivere lo stato di degrado e di inquinamento di ogni centimetro quadrato in ogni ambientazione dove si trovano i protagonisti spesso risulta noiosa. Altra cosa che non mi è andata giù è stato il finale: oltre a risultare deludente per la fine della povera Lin, a cui tutti si affezionano sebbene si rimanga allibiti nel vedere un umano accoppiarsi con un’aliena dalla testa da bacarozzo, rimane indefinito il destino dei protagonisti, Isaac, Lin, Deerkhan e il garuda Yagharek.

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  • 4

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. Tamb ...continue

    Un libro con un mundo y criaturas fascinantes, una trama que atrapa, personajes carismáticos... sin duda me ha gustado, es una lectura apasionante, pero el final por desgracia me ha decepcionado. También me ha parecido que la ciudad cobra demasiado protagonismo convirtiendo a los protagonistas en casi meros secundarios. El autor usa largas y frecuentes descripciones llenas de adjetivos que a menudo se repiten para detallar la ciudad, y apenas llegamos a conocer profundamente a los personajes. Nueva Crobuzón es sucia, corrupta y oscura, pero a la vez te sabe transmitir esa especie de fascinación por sus gentes y diversidad, por sus rincones más secretos y cómo sobreviven allí sus habitantes.
    La prosa es lírica y ampulosa, muy recargada de alegorías, con un gran dominio del vocabulario.

    En definitiva sí es un libro que recomendaría, me ha gustado, excepto por ese final que personalmente no me ha acabado de convencer.

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  • 2

    Troppo lungo e prolisso, premio Clarke assolutamente non meritato!! Finirlo è stato straziante, numerose sotto trame abbandonate, insomma una robaccia!!!

    said on 

  • 4

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma....

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo ...continue

    Un grande libro di un nuovo grande scrittore di sci-fi, ma... Troppa carne al fuoco. Troppe pagine in arzigogoli e descrizioni ripetute all'infinito che descrivono questo assurdo mondo in modo troppo monotono.
    Per il resto questo come altri libri di Mieville è un romanzo di un grande autore, e non si può negare.
    Uno dei pochi nuovi romanzieri che sanno scrivere nuove interessanti curiosità sul mondo sella sci-fi.

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