La fabbrica degli orrori

Di

Editore: TEA

3.7
(436)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8850200617 | Isbn-13: 9788850200610 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Di Luzio

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Frank Cauldhame, il diciassettenne protagonista della Fabbrica degli orrori, è uno dei personaggi più cattivi della letteratura, non solo contemporanea. Frank uccide: a sangue freddo,minuscoli insetti e innocenti bambini. Frank odia: il padre, ex hippy con manie da scienziato pazzo; la madre, che lo ha abbandonato subito dopo averlo messo al mondo; tutte le donne, quasi tutti gli uomini e la maggior parte degli animali.Ha un fratello, maniaco incendiario appena uscito dal manicomio (le cui vittime preferite sono i cani). E ha un amico, Jamie il nano,con cui beve birra al pub. Frank non piace a nessuno e nessuno piace a lui, in realtà non piace nemmeno a se stesso, e sull'isolotto scozzese sul quale vive da recluso vive una vitascandita da complessi rituali, plasmati sulla basedi una personalissima religione...Una favola inquietante di «educazione alla violenza», un romanzo micidiale che mescola l'universo giovanile a un immaginario allucinato al limite dell'incubo.
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  • 4

    Wasp, gasp!

    Sono anni che questo libro, conosciuto anche come 'La fabbrica degli orrori', mi ha magnetizzato, ma non voleva farsi leggere, tempo prima perché nei vari ‘Più Libri Più Liberi’ ero stato distratto da ...continua

    Sono anni che questo libro, conosciuto anche come 'La fabbrica degli orrori', mi ha magnetizzato, ma non voleva farsi leggere, tempo prima perché nei vari ‘Più Libri Più Liberi’ ero stato distratto da impegni, in seguito quando l'ho cercato non l'ho trovato e in crisi di astinenza scelsi altro, ma infine ne ho scoperto una copia per caso a ‘Il Libraccio – IBS’ di via Nazionale e ci siamo presi per mano.
    Il romanzo offre uno scenario curioso (bizzarro) e riuscito, e vi si possono trovare elementi alchemici di immedesimazione, specialmente per chi è nato a mare – o non distante - e conosce certi camaleontici paesaggi e suggestioni, l’idea di possedimento e reinvenzione del territorio che offrono la spiaggia, le dune, gli scorci marittimi, sia nel gioco che nella costruzione dell’immaginario. Alcune pagine sono davvero eccellenti, altre volte c’è qualche incertezza del testo o della traduzione, piccole confusioni.
    Considerarlo però uno dei grandissimi romanzi del secolo scorso mi sembra un po' eccessivo, ma di sicuro è un libro dotato di una sua indubbia forza.

    Le pagine finali riescono a tenere un po’ le fila di tutto, anche se a fatica, con spiegazioni ardite e al contempo fluide, paradossali, non prive di logicità.
    Vi offro questo minuscolo estratto:
    Facemmo il nostro solito pranzo del sabato: pesce e patate dell’orto. La signora Clamp era dall’altro capo del tavolo di fronte a mio padre, al posto dove di solito mi siedo io. Io mi sedetti circa a metà, con le spalle al lavandino, facendo dei disegni nel piatto con le spine di pesce mentre mio padre e la signora Clamp si scambiavano parole di cortesia, dei veri e propri riti di formalità. Feci un piccolo scheletro umano con le lische dei pesci morti e lo spruzzai di ketchup per rendere la cosa più realistica.
    - Dell’altro tè signor Cauldhame – chiese la signora Clamp.
    - No, grazie, signora Clamp – ripose mio padre.
    - E tu, Francis? – mi chiese.
    - No, grazie – dissi io. Un pisello sarebbe andato benissimo per fare da teschio allo scheletro. Ce lo misi.

    ha scritto il 

  • 4

    avevo letto parecchio di questo "the wasp factory", e temevo quasi di venir deluso: infondo dal 1984 a oggi il livello degli psicopatici nei romanzi è decisamente salito (ciao patrick bateman!) e maga ...continua

    avevo letto parecchio di questo "the wasp factory", e temevo quasi di venir deluso: infondo dal 1984 a oggi il livello degli psicopatici nei romanzi è decisamente salito (ciao patrick bateman!) e magari oggi il libro poteva aver perso la carica disturbante che gli viene da sempre attribuita.
    per fortuna o purtroppo non è così: la lucidità di frank, il giovane protagonista, nel descrivere i suoi atti violenti e contemporaneamente nel cazziare l'altrettanto folle fratello eric mette ancora i brividi, le sue gesta restano ancora un lungo incubo e il crescendo finale di scoperte (il motivo della pazzia di eric, la scena del suo ritorno, la vera storia di frank) resta ancora adesso un bel pugno nello stomaco.

    ha scritto il 

  • 4

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    ha scritto il 

  • 3

    Horror grottesco

    A conti fatti, è uno di quei romanzi che, terminati, non sai se definire una genialata o una pagliacciata. E forse, in questa lettura ambivalente, sta tutta la sua particolarità.
    Un horror grottesco, ...continua

    A conti fatti, è uno di quei romanzi che, terminati, non sai se definire una genialata o una pagliacciata. E forse, in questa lettura ambivalente, sta tutta la sua particolarità.
    Un horror grottesco, una storia macabra e bizzarra, una prosa che con agghiacciante lucidità ci racconta la caduta nella spirale della crudeltà, della violenza, dell’abominio. Una favola nera e inquietante. Al centro di tutto c’è Frank, un ragazzo di 17 anni che vive col padre in un isolotto collegato con un ponte alla costa scozzese; la madre, verso cui lui cova un odio senza fine, se n’è andata quando lui era piccolo, e il fratello maggiore, Erik, dopo essere fuggito da un manicomio in cui era stato rinchiuso per varie “belle” azioni (tra cui torturare e uccidere animali), si fa vivo ogni tanto a telefono, lasciandogli intendere il suo ritorno e dunque regalandogli (e regalandoci) attimi di puro orrore. Ma anche Frank, in realtà, è pazzo. Le sue giornate sono scandite da macabri rituali (fra cui il sacrificio di animali), ore di solitudine domestica, in cui fantastica su ciò che il padre, strano e taciturno scienziato, tiene chiuso nel suo studio, e sporadiche bevute al pub con un nano, Jamie, il suo unico amico. Per il resto non va a scuola, non ha interessi, non piace a nessuno e nessuno piace a lui. E ci racconta, con una logica da brividi, come ha ucciso i tre cuginetti, senza che nessuno se ne sia accorto. Insomma, più vai avanti a leggere e più ti accorgi che qualcosa di normale in questa storia non c’è. Un incubo. Eppure Iain Banks ci prepara una bella sorpresa finale, più incredibile di tutto il resto, spingendoci a vedere Frank come una vittima di quel mondo pazzoide di cui fa parte.
    Tre stelle perché, ripeto, paradossalmente non riesco a capire se mi è piaciuto o meno.
    Di certo c'è che mi ha lasciata sotto sopra.

    ha scritto il 

  • 4

    La fabbrica degli orrori (The Wasp Factory), riedito anche come La fabbrica delle vespe, è un romanzo dello scrittore scozzese Iain Banks pubblicato nel 1984. Si tratta di un horror grottesco affronta ...continua

    La fabbrica degli orrori (The Wasp Factory), riedito anche come La fabbrica delle vespe, è un romanzo dello scrittore scozzese Iain Banks pubblicato nel 1984. Si tratta di un horror grottesco affrontato con disarmante accettazione, in cui l'odio e la follia sembrano la normalità. Nulla sembra strano per Frank Cauldhame, il protagonista che vivendo solo con il padre è sempre stato libero di lasciar crescere i propri rancori fino a sconfinare nell'odio, in quell'odio folle che spinge ad uccidere e sembra che niente e nessuno abbia la forza di fermare Frank, solo un coniglio ci prova...."Il coniglio, comunque, non stava dentro a una tana. Non stava neanche vicino al pendio delle buche. Attraversava la pianura, correndo all'impazzata con balzi altissimi, puntando dritto verso di me, e sembrava che a ogni salto, a mezz'aria, tremasse e rabbrividisse. Veniva contro di me come un proiettile, con la testa tremolante, con una smorfia sul muso, coi denti lunghi e gialli, i più grossi denti che avessi mai visto a un coniglio, vivo o morto. Gli occhi parevano lumache arrotolate. Chiazze rosse gli schizzavano dalla coscia sinistra a ogni balzo. Mi era quasi arrivato addosso, e io stavo lì a guardare.
    Non c'era tempo per ricaricare. Quando iniziai a reagire non restava più il tempo di fare niente che non fosse dettato dall'istinto. Lasciai il fucile sospeso a mezz'aria sopra alle ginocchia e cercai la fionda, che come al solito tenevo allacciata in vita, col manico incastrato tra la cintura e i calzoni.
    Non ebbi neanche il tempo di prendere i proiettili di ferro che usavo in caso di reazione immediata: il coniglio mi fu addosso in una frazione di secondo, puntando dritto alla gola. "
    Non ci sono solo conigli in questo libro ma anche un padre abbandonato, una madre che torna solo quando ha bisogno, un fratello piromane, forse è per questo che tutti gli abitanti del villaggio girano al largo da quella strana famiglia che vive "nella fabbrica" ed è la solitudine che circonda i Cauldhame a nascondere i loro orrori, gli orrori di Frank. **** stelle.

    ha scritto il 

  • 3

    A doppio taglio

    Viaggio nei labirinti mentali di un diciassettenne, Frank, passato a più riprese per l'omicidio e cresciuto principalmente su un isola della Scozia, in casa, lontano dalle istituzioni — scuola compres ...continua

    Viaggio nei labirinti mentali di un diciassettenne, Frank, passato a più riprese per l'omicidio e cresciuto principalmente su un isola della Scozia, in casa, lontano dalle istituzioni — scuola compresa —, che sfoga le proprie mancanze con atti di violenza su bambini e piccoli animali.

    Nonostante le premesse, la lucidità descrittiva che Banks affibbia al protagonista si rivela un'arma a doppio taglio: se da un lato, pur senza giudizi, gli permette di insinuarsi negli angoli di una mente violenta per portare alla luce ciò che si nasconde nel buio e svelarlo ai nostri occhi, dall'altro, proprio a causa di (o grazie a) quella luce proiettata sulle pagine in maniera troppo limpida e cristallina, a tratti innaturale come quella di un neon, si ritrova a normalizzare qualunque serie di eventi gli si presenti davanti, con conseguente smarrimento di pathos e adrenalina.
    Troppo lucido per i miei gusti; finale godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Así es como se hace un asesino

    Un ser humano menor de edad narra sus impulsos y forma de ser. Una familia desiquilibrada, un ambiente insano. Y para finalizar un final inesperado que encaja todo con tan solo una palabra.

    ha scritto il