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La fabbrica degli orrori

Di

Editore: TEA

3.7
(388)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 210 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8850200617 | Isbn-13: 9788850200610 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Alessandra Di Luzio

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Frank Cauldhame, il diciassettenne protagonista della Fabbrica degli orrori, è uno dei personaggi più cattivi della letteratura, non solo contemporanea. Frank uccide: a sangue freddo,
minuscoli insetti e innocenti bambini. Frank odia: il padre, ex hippy con manie da scienziato pazzo; la madre, che lo ha abbandonato subito dopo averlo messo al mondo; tutte le donne, quasi tutti gli uomini e la maggior parte degli animali.
Ha un fratello, maniaco incendiario appena uscito dal manicomio (le cui vittime preferite sono i cani). E ha un amico, Jamie il nano,
con cui beve birra al pub. Frank non piace a nessuno e nessuno piace a lui, in realtà non piace nemmeno a se stesso, e sull'isolotto scozzese sul quale vive da recluso vive una vita
scandita da complessi rituali, plasmati sulla base
di una personalissima religione...
Una favola inquietante di «educazione alla violenza», un romanzo micidiale che mescola l'universo giovanile a un immaginario allucinato al limite dell'incubo.
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  • 4

    Así es como se hace un asesino

    Un ser humano menor de edad narra sus impulsos y forma de ser. Una familia desiquilibrada, un ambiente insano. Y para finalizar un final inesperado que encaja todo con tan solo una palabra.

    ha scritto il 

  • 3

    Per me questo libro è stato come un incidente in autostrada in cui vuoi capire cosa è successo ma il ribrezzo per quello che si potrebbe scorgere ti allontana.

    ha scritto il 

  • 3

    cose da pazzi...

    «Il motivo per cui la Fabbrica sa rispondere alle domande è che ogni domanda è un inizio che cerca una fine, e la Fabbrica riguarda la Fine – la morte, nient’altro».

    Ho iniziato a leggere ...continua

    «Il motivo per cui la Fabbrica sa rispondere alle domande è che ogni domanda è un inizio che cerca una fine, e la Fabbrica riguarda la Fine – la morte, nient’altro».

    Ho iniziato a leggere questo cupo romanzo senza troppe aspettative e mi sono trovato coinvolto in una storia dai contorni bizzarri, in cui la follia è la protagonista reale, sempre evocata e pervasiva. Molto buona la tecnica narrativa di Banks, con un “io narrante” che disarma, spiazza, disgusta. Si capisce, fin dal principio, che qualcosa di sorprendente è in serbo per il lettore e, in effetti, nelle ultime righe cala il sipario su un coup de théatre a lungo atteso. È però un romanzo cattivo, cinico, privo di lusinghe concettuali ed esornative. Non è esattamente il mio genere di scrittura o di narrativa, ma in questo libro riconosco un talento (non un genio) sui generis!

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo capolavoro! Nonostante non sia un romanzo ricco di azione, il coinvolgimento del lettore è forte grazie alla narrazione in prima persona e al flusso di ricordi del protagonista che ...continua

    Un piccolo capolavoro! Nonostante non sia un romanzo ricco di azione, il coinvolgimento del lettore è forte grazie alla narrazione in prima persona e al flusso di ricordi del protagonista che affiorano un po' alla volta contribuendo a caratterizzarne il personaggio. Le situazioni di impatto emotivo sono numerose e a volte difficili da accettare perché ci troviamo di fronte ad un adolescente disturbato che commette in modo lucido e cosciente atti di violenza verso insetti e animali culminando in omicidi premeditati compiuti in passato ai danni dei suoi stessi coetanei. Nonostante tutto questo, grazie al tipo di narrazione e alla bravura dello scrittore, non si riesce ad odiare il protagonista, ma si arriva addirittura al punto di cercare di capirlo ed apprezzare quei suoi pochi momenti di umanità che emergono quando parla del fratello Eric fuggito dall'ospedale psichiatrico oppure quando interagisce con il padre. Mi ha particolarmente colpito come l'autore sia riuscito nel corso della narrazione a trasformare un po' alla volta il carnefice in vittima facendo emergere l'ambiente circostante e i legami famigliari quali reali vettori degli atti efferati ed inumani compiuti dal protagonista. Il tutto culmina nel finale con la rivelazione che completa questa operazione minuziosa dell'autore e che in qualche modo sconvolge più delle efferatezze precedentemente descritte. E' il primo romanzo di Ian Banks che leggo e mi ha colpito molto positivamente per la qualità della scrittura, per la caratterizzazione del personaggio e per la narrazione di atti e situazioni orribili, una narrazione schietta e asettica perché nasce dagli occhi e dalla mente di chi questi atti li ha compiuti o subiti. Sicuramente cercherò di leggere altre opere di questo autore.

    ha scritto il 

  • 5

    The Wasp Factory

    Folgorante - e disturbante - romanzo d'esordio del recentemente scomparso scrittore scozzese Iain (M.) Banks. Alla metà degli anni 80 rappresento' il suo esordio (col botto) nel mainstream, dopo ...continua

    Folgorante - e disturbante - romanzo d'esordio del recentemente scomparso scrittore scozzese Iain (M.) Banks. Alla metà degli anni 80 rappresento' il suo esordio (col botto) nel mainstream, dopo anni di rifiuti dei suoi due primi romanzi gia' scritti di SF. Riusci' a pubblicarli solo in seguito con lo pseudonimo (si fa per dire) di Iain M. Banks, dando il via al 'ciclo della Cultura'. Riletto a distanza di trent'anni, la storia di Frank mantiene ancora tutta la sua carica esplosiva (in tutti i sensi). So che ne esiste una recente edizione italiana per i tipi di Meridiano Zero con un titolo piu' fedele all'originale ed una revisione aggiornata della gia' eccellente traduzione di Alessandra Di Luzio. La lettura paralllela con il testo originale me ne ha fatto apprezzare ancora piu' i virtuosismi linguistici. Ne raccomando caldamente la lettura se vi intriga il genere alla primo Ian McEwan, e soprattutto SENZA VENIRE A CONOSCENZA PRIMA DEL FINALE...

    ha scritto il 

  • 3

    Che dire...difficile mettere insieme quello che ho provato leggendo questa storia. Sicuramente l'Autore ha una grande padronanza delle parole, sicuramente la storia ha il suo fascino, però... Lo ...continua

    Che dire...difficile mettere insieme quello che ho provato leggendo questa storia. Sicuramente l'Autore ha una grande padronanza delle parole, sicuramente la storia ha il suo fascino, però... Lo stile è secco, quasi asettico, un modo di descrivere e scrivere che non fa vivere alcuna emozione. A tratti noioso, mi ha portato a saltare alcune lunghe e minuziose descrizioni. Descrizioni per altro molto particolareggiate, quasi uno sfoggio della capacità di scrivere dell'Autore. In sintesi io ho bisogno di emozioni quando leggo, emozioni in grado di portarmi a vivere nei luoghi descritti e a camminare con i personaggi. Qui invece ho osservato dall'alto le vicende di Frank and family. Peccato. Sono però consapevole che non tutti cerchiamo le stesse cose in un libro.

    ha scritto il 

  • 4

    A prima vista la storia di un giovane disturbato, serial killer in erba con un fratello forse più pazzo di lui (ma non omicida) e un padre che tanto normale non è. La storia procede lenta e molti ...continua

    A prima vista la storia di un giovane disturbato, serial killer in erba con un fratello forse più pazzo di lui (ma non omicida) e un padre che tanto normale non è. La storia procede lenta e molti episodi sono piuttosto macabri, ma bisogna arrivare alla fine: una delusione se pensavate di stare leggendo l'ennesima storia di serial killer dalla mente acuta ma bacata, un trionfo se questi polpettoni soprattutto americani iniziano a venirvi a noia, e vi piace pensare che l'intelligenza può essere usata anche per deviare dalla strada che sembra già tracciata per noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Due anni dopo aver assassinato Blyth, ammazzai il mio fratellino Paul, per motivi completamente diversi e più seri, e l'anno successivo feci lo stesso con la cuginetta Esmeralda, più che altro per ...continua

    Due anni dopo aver assassinato Blyth, ammazzai il mio fratellino Paul, per motivi completamente diversi e più seri, e l'anno successivo feci lo stesso con la cuginetta Esmeralda, più che altro per capriccio. Finora questo è il totale realizzato. Tre. Sono anni che non ammazzo nessuno, e non intendo farlo ancora. Stavo soltanto attraversando una fase.

    Ho finito questo libro provando un gran sollievo! Non perché sia brutto, ma perché scene di violenza sugli animali proprio non le sopporto. Si capisce da subito che sono pagine intrise di violenza e crudeltà, ma non credevo mi avrebbero causato tanto disgusto. Protagonista della storia è il diciassettenne Frank Cauldhame, che vive praticamente recluso su un’isola scozzese. Frank è perfido, crudele, e passa il suo tempo a torturare ed uccidere conigli, incendiare vespe, sgozzare topi, giochi da ragazzi insomma! La madre se ne andata quando era ancora piccolo, lasciandolo con un padre dedito a strani esperimenti e un fratello, Eric, uno psicopatico amante del fuoco e che adesso è fuggito dal manicomio dove era rinchiuso e sta tornando a casa preoccupando non poco il padre di Frank. Un romanzo raccapricciante, da voltastomaco. Frank ci porterà a spasso con lui, raccontandoci la sua vita attraverso le sue terrificanti scorribande. La parte centrale del romanzo risulta un po' pesante, troppe descrizioni, troppe elucubrazioni mentali del protagonista; le ultime pagine, al contrario, sono un crescendo di ansia e stupore. Il finale del tutto inaspettato. Non saprei come definire La fabbrica delle vespe di Iain Banks, perché è troppo cruento per essere bello, ma dannatamente scritto bene per essere criticato. La cosa più sconvolgente è la normalità con cui Frank racconta le sue gesta, descrizioni che non lasciano spazio all'immaginazione, che a volte mi hanno costretta a chiudere il libro e respirare a fondo. Meridiano Zero torna in libreria rinnovata nella grafica ma a quanto pare, e direi per fortuna, non nello stile! Il romanzo non è una novità editoriale in quanto venne pubblicato anni prima da Fanucci, poi da Guanda ed infine da Tea.

    Una volta ho legato una vespa al piano di battuta delle campanelle color rame che stanno in cima alla sveglia, nel punto in cui, la mattina dopo, il martelletto le avrebbe colpite quando fosse scattata la suoneria. Mi sveglio sempre prima che la sveglia suoni. E così ho potuto assistere alla scena.

    ha scritto il