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La fabbrica dei veleni

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.1
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 340 | Formato: Altri

Isbn-10: 8820043467 | Isbn-13: 9788820043469 | Data di pubblicazione: 

Genere: Political

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Descrizione del libro
157 morti di tumore, 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici, un colosso dell'economia italiana sotto accusa: il processo al Petrolchimico di Porto Marghera, iniziato nel 1998, si è presto rivelato un caso clamoroso, concluso nel 2004 con la condanna di numerosi dirigenti di Enichem e Montedison. Felice Casson, pubblico ministero, ricostruisce la lunga inchiesta e lo scellerato "patto del silenzio" sottoscritto dalle maggiori industrie chimiche mondiali per tenere segreti i dati sulla pericolosità del cloruro di vinile. Con il ritmo di un film d'azione, il libro svela il complesso disegno del caso: le scoperte di un caparbio medico di fabbrica, le reazioni dei vertici aziendali, i sospetti degli operai, i ricatti politici, gli scontri della fase processuale.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La fabbrica dei veleni, Storie e segreti di Porto Marghera, Felice Casson, collana Continente Desaparecido, Sperling e Kupfer, 2007.
    Questo libro me lo prestò mio padre un po’ di tempo fa, alla fine ho deciso di leggerlo nonostante i miei pregiudizi su un giudice che scrive…in effetti è un ...continua

    La fabbrica dei veleni, Storie e segreti di Porto Marghera, Felice Casson, collana Continente Desaparecido, Sperling e Kupfer, 2007.
    Questo libro me lo prestò mio padre un po’ di tempo fa, alla fine ho deciso di leggerlo nonostante i miei pregiudizi su un giudice che scrive…in effetti è un po’ na mattonata, nonostante non sia voluminosissimo (337 pagine), poiché Casson, prima di lanciarsi in politica, faceva il giudice non lo scrittore appunto.

    Infatti il testo talvolta è ripetitivo, alcuni concetti e punti salienti sono ripetuti fino alla nausea, proprio come se si trattasse di un’istruttoria processuale dove le cose che contano sono ben richiamate e ridette seimila volte. D’altra parte risulta utile per chi non ha molta memoria, o chi memoria non vuol averne.

    PVC, Sicurezza sul lavoro, Industrialismo spregiudicato, CVM, Segreti inconfessabili, Vivere o lavorare? Già, perché questa sembra l’unica scelta data ai lavoratori di Porto Marghera, presso la Montedison, per trent’anni (dagli anni ’60, fino alla fine degli ’80), immersi in nuvole di Cloruro di Vinile Monomero (CVM) senza alcuna protezione, mentre chi siedeva ai piani alti era al corrente della mortalità di questo gas fino dagli studi di Tribuk–Tichomirov e altri, pubblicati nell’ottobre del 1949 sulla rivista “Igiene e Sanità” di Mosca, o dagli studi degli specialisti della Dow Chemicals di fine anni ’50.

    C’è invece da notare positivamente l’aplomb dell’autore che non tenta di commuovere con numeri e frasi retoriche ad effetto, tuttavia traspare quella “differenza antropologica” che contraddistingue le persone rette da quelle farabutte. A prescindere da simpatie/antipatie politiche questo libro va letto in quanto descrive un tipo di conflittualità sociale (ottocentesca, per intenderci) che ha continuato ad esistere, per ampi tratti del novecento, in un’Italia socialmente arretrata.

    Sempre attuale, specie nei giorni in cui l'ILVA di Taranto è al centro della scena

    ha scritto il 

  • 5

    157 morti di tumore, 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici, un colosso dell’economia italiana sotto accusa: il processo al Petrolchimico di Porto Marghera

    157 morti di tumore, 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici, un colosso dell’economia italiana sotto accusa: il processo al Petrolchimico di Porto Marghera, iniziato nel 1998, si è presto rivelato un caso clamoroso, concluso nel 2004 con la condanna di numerosi dirige ...continua

    157 morti di tumore, 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici, un colosso dell’economia italiana sotto accusa: il processo al Petrolchimico di Porto Marghera, iniziato nel 1998, si è presto rivelato un caso clamoroso, concluso nel 2004 con la condanna di numerosi dirigenti di Enichem e Montedison. Felice Casson, pubblico ministero, ricostruisce la lunga inchiesta e lo scellerato “patto del silenzio” sottoscritto dalle maggiori industrie chimiche mondiali per tenere segreti i dati sulla pericolosità del cloruro di vinile. Con il ritmo di un film d’azione, il libro svela il complesso disegno del caso: le scoperte di un caparbio medico di fabbrica, le reazioni dei vertici aziendali, i sospetti degli operai, i ricatti politici, gli scontri della fase processuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro tecnico, scritto da un magistrato che per anni si è occupato della tristissima vicenda delle morti da CVM al Petrolchimico di Porto Marghera. E' scritto in forma romanzata, con ottima capacità d'analisi ed è un libro politico a tutti gli effetti. Ti rendi conto che alla fine chi ha pagat ...continua

    Un libro tecnico, scritto da un magistrato che per anni si è occupato della tristissima vicenda delle morti da CVM al Petrolchimico di Porto Marghera. E' scritto in forma romanzata, con ottima capacità d'analisi ed è un libro politico a tutti gli effetti. Ti rendi conto che alla fine chi ha pagato il conto del progresso è stato l'operaio. Come sempre!!!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un'inchiesta sconvolgente

    Né narrativa, né saggistica, questo libro rappresenta più un memoriale solo a tratti romanzato sulla triste vicenda degli operai morti sul lavoro, per lavoro, di lavoro, negli stabilimenti Enichem e Montedison di Marghera a Venezia. Un memoriale scritto da chi ha vissuto tutta la vicenda postuma, ...continua

    Né narrativa, né saggistica, questo libro rappresenta più un memoriale solo a tratti romanzato sulla triste vicenda degli operai morti sul lavoro, per lavoro, di lavoro, negli stabilimenti Enichem e Montedison di Marghera a Venezia. Un memoriale scritto da chi ha vissuto tutta la vicenda postuma, ricostruendo pezzo per pezzo nella posizione di pubblico accusatore il puzzle di decenni di terribili segreti, documentazioni riservate, dolose omissioni e violente lotte di classe.
    La vicenda riassume 40 anni di ricerche (e seguenti scandali, denunce, insabbiamenti) di quei pochi coraggiosi e lungimiranti medici del lavoro che, con approccio quasi pionieristico, per primi studiarono e denunciarono i pericoli per la salute degli operai dei reparti di lavorazione del PVC-CVM. Una lotta titanica che andava contro gli interessi del cartello mondiale delle multinazionali della chimica, interessato solo e null'altro che al profitto.
    Felice Casson non è uno scrittore ma è un magistrato, non tesse una trama intricata in un crescendo di suspance come avrebbe fatto un abile giallista, ma si attiene ai fatti per come li ha vissuti: dai viaggi in America, Cina e Inghilterra per cercare di capire una materia per lui nuova, passando per la cronaca dei violenti anni settanta e dei referti ospedalieri, fino ai resoconti delle documentazioni aziendali che testimoniavano la verità: le aziende sapevano ed hanno omesso ai danni degli operai, morti nell'illusione che l'azienda li stesse tutelando al massimo delle sue possibilità. Nessun lieto fine per loro.
    La vicenda fece scandalo sia per la quantità di vittime e per la gravità della malattia, sia per le sentenze nei vari gradi di giudizio. Ma quel che più invece ha colpito me come lettore, da veneziano, sono gli ultimi capitoli, i passaggi della storia più recenti.
    Fintanto che si parla del trentennio 1950-70, tutto mi appare ovattato dal tempo: quelle cose non mi riguardano, mi dico, sono passate e alla fine tutto si è risolto. Ma poi arrivano gli anni '80 e '90 ed io mi rivedo al Lido a giocare a calcio con gli amici sulla spiaggia, quando con gli occhi al cielo sentimmo quel forte odore (di gas?) e alzando le spalle ci dicemmo "Verrà da Marghera". Era così, ma non era semplice gas: erano le fuge di CVM cancerogeno di cui in questo libro si parla. E mi rivedo ancora, leggendo, a cena in ristorante a consumare spaghetti con le vongole raccolte forse da pescatori criminali all'imbocco dei canali di scarico delle fabbriche, lì dove l'acqua è più calda e quindi facilita la crescita dei molluschi: vongole tossiche rivendute a prezzi altamente concorrenziali ai ristoranti senza controllo alcuno. In tutto questo flashback, anche negli anni della mia giovinezza gli operai continuavano a morire, perché le loro denunce erano rimaste inascoltate per oltre 4 decenni, continuando a lavorare fra nuvole di CVM senza le adeguate protezioni.
    E' solo riportando la vicenda nella nostra personale quotidianità che il libro assume una luce diversa. Possiamo associare ad esso per esempio le recentissime vicende degli operai della TysshenKrupp. O, viceversa, possiamo guardare con ottimismo alla nascita dell'Hydrogen Park, la prima centrale elettrica a idrogeno di taglia industriale del mondo che si svilupperà proprio a Porto Marghera su progetto dell'Enel... augurandoci che non si riveli soltanto l'ennesima illusione di Marghera.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere se vi interessa la storia contemporanea. Da leggere se vi interessa avere conferma come spesso (sempre?!?) gli interessi economici scavalcano e prevaricano il bene comune. Anche a costo della salute della gente. Un libro agghiacciante e commovente e molto ben scritto. Una storia che si ...continua

    Da leggere se vi interessa la storia contemporanea. Da leggere se vi interessa avere conferma come spesso (sempre?!?) gli interessi economici scavalcano e prevaricano il bene comune. Anche a costo della salute della gente. Un libro agghiacciante e commovente e molto ben scritto. Una storia che si vorrebbe leggere come un romanzo e che purtroppo è vera tutta.

    ha scritto il 

  • 5

    Un viaggio alla scoperta della giustizia

    Il libro cerca, e a mio parere riesce, a spiegare l'intero dipartimento per la produzione di CVM a Porto Marghera, l'ala industriale vicino a Venezia. Felice Casson, spogliate le vesti di magistrato prima e politico poi, diventa scrittore, una professione che, dice, avrebbe voluto fare da sempre. ...continua

    Il libro cerca, e a mio parere riesce, a spiegare l'intero dipartimento per la produzione di CVM a Porto Marghera, l'ala industriale vicino a Venezia. Felice Casson, spogliate le vesti di magistrato prima e politico poi, diventa scrittore, una professione che, dice, avrebbe voluto fare da sempre. Casson riesce a intersecare una storia personale di un operaio della fabbrica Enichem, Tullio Foggian, con una dinamica segreta di Montedison prima ed Enichem poi. Ci fa capire come sono i sindacati italiani oggi partendo dal racconto di come si viveva ieri. Un viaggio da fare se si è veneziani, un viaggio da fare se si vuole cambiare le sorti della politica e della chimica in Italia.

    ha scritto il