La fabbrica delle meraviglie

Di

Editore: Mondadori

3.4
(91)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804618760 | Isbn-13: 9788804618768 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In una notte di nebbia Katharine arriva in una misteriosa tenuta vittoriana con l'incarico di controllare che l'eccentrico zio George non stia dilapidando il patrimonio di famiglia. Convinta di incontrare un uomo sull'orlo della follia scopre invece che lo zio è un geniale inventore e sostenta una vivace comunità persone straordinarie come lui, salvate dai bassifondi di Londra. Aiutato dal giovane e affascinante Lane, George realizza creazioni fantasmagoriche: pesci meccanici, bambole che suonano il pianoforte e orologi dai mille ingranaggi. Ma Katharine comprende ben presto che una trama di interessi oscuri minaccia il suo mondo pieno di meraviglie e, forse, il destino di tutta l'Inghilterra.
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  • 2

    recensione a cura del sito REBECCAMAZZARELLA.IT

    Recensione completa qui: http://www.rebeccamazzarella.it/recensioni-di-libri/item/47-la-fabbrica-delle-meraviglie-di-sharon-cameron.html
    Mi trovo un po' in difficoltà, lo ammetto.
    Ero convinta di aver ...continua

    Recensione completa qui: http://www.rebeccamazzarella.it/recensioni-di-libri/item/47-la-fabbrica-delle-meraviglie-di-sharon-cameron.html
    Mi trovo un po' in difficoltà, lo ammetto.
    Ero convinta di aver acquistato un libro in totale stile Steampunk.
    La copertina e la trama facevano pregustare l'odore di olio, ingranaggi e macchinari meccanici in cui si sviluppasse la vicenda...
    MA...

    ha scritto il 

  • 2

    Lenta... delusione!

    2 stelle e mezzo
    Certe volte non esiste una maniera carina per dirlo…
    Bisogna per forza andare al sodo e in questo caso, ci vado subito…
    Questo libro non mi ha fatto impazzire!
    È di una lentezza infin ...continua

    2 stelle e mezzo
    Certe volte non esiste una maniera carina per dirlo…
    Bisogna per forza andare al sodo e in questo caso, ci vado subito…
    Questo libro non mi ha fatto impazzire!
    È di una lentezza infinita!
    È stato un calvario portare a termine questa lettura!
    E me ne dispiaccio infinitamente, perché la storia mi ispirava parecchio, e desideravo che mi toccasse davvero, ma non sempre i desideri si avverano (purtroppo).
    Ho fatto una fatica enorme ad entrare nella storia, la narrazione è lenta, troppo descrittiva e un po’ insipida. Si, insomma non è che una pagina tira l’altra e la storia che si va (molto lentamente) a costruire è a tratti già sentita, a tratti banale, non fa nascere e crescere la voglia di sapere, affatica la mente piuttosto che liberarla. Eppure non ho ceduto, non sono una tipa che abbandona i libri, perciò ho portato avanti la lettura. Devo dire che poco prima della metà, FINALMENTE, qualcosa si muove. Le decisioni narrative prese dall’autrice mi sono piaciucchiate ma, arrivata a quel punto ci voleva una svolta MOLTO decisiva. Il fatto è che non ho trovato connessione con nessuno dei principali protagonisti di questo romanzo.
    Katharine e Lane sono dei personaggi che rimangono fermi e freddi, lì, stampati tra le pagine del libro, senza animare lo spirito del lettore, sono personaggi ben caratterizzati ma che si dimenticano in fretta. Se in un primo momento la figura di Lane è avvolta nel mistero, come del resto la cittadina di Stranweyne e la casa padronale, continuando a leggere questo mistero si perde e annoia a non finire! È ora di finirla con gli espedienti dei meccanismi di orologi che girano, creano, distruggono, perché oramai sono un vero e proprio cliché del genere e, personalmente, hanno stufato! In più, non so per quale arcana ragione, il mio cervello ha deciso di classificare la povera Katharine nella sezione protagoniste acide… non chiedetemi perché non lo so neanche io, visto che obiettivamente alla fine della storia Kath si dimostra essere una ragazza normale e con una bella mente!
    Bah… le antipatie letterarie!
    Insomma una delusione, unico personaggio degno di nota lo Zio Tulman, la sua genialità e quella vena di follia lo hanno reso un personaggio gradevole, forse l’unico!

    ha scritto il 

  • 5

    A parte la bellissima copertina, che è altrettanto bella in lingua originale, ma che comunque trovo una volta tanto migliore nella nostra, avevo già diversi buoni propositi per questo libro.
    Intanto l ...continua

    A parte la bellissima copertina, che è altrettanto bella in lingua originale, ma che comunque trovo una volta tanto migliore nella nostra, avevo già diversi buoni propositi per questo libro.
    Intanto l'ambientazione: siamo negli anni cinquanta dell'ottocento e poi la premessa di un poco di steampunk che non guasta affatto. Questa storia contiene un pizzico di mistero, un'ambientazione a tratti piuttosto gotica, dei personaggi deliziosi e a volte bizzarri ed uno stile narrativo scorrevole ed intrigante quanto basta per farti venire voglia di divorarla!
    Ho letto questo libro in un giorno e questo è dovuto al fatto che la storia mi ha catturata così tanto che sentivo di non poter più smettere fino a quando ogni mistero non sarebbe stato risolto.
    La protagonista si chiama Katharine ed è una ragazza dal carattere davvero molto deciso, con le idee ben chiare. Per essere una donna, non si limita ad accettare tranquillamente il suo destino, ma è pronta a rimboccarsi le mani, anche un poco egoisticamente all'inizio della vicenda, per provvedere al proprio futuro. E' orfana e vive con una zia di nome Alice davvero antipaticissima e super snob, una classica signorotta ottocentesca con la mentalità bigotta e decisamente ristretta, ma anche avidissima; la quale ha un figlio che compare pochissimo e che sappiamo essere avido di caramelle e dolciumi di ogni tipo.
    Questo divoratore di caramelle dovrebbe un giorno ereditare una grande tenuta, che ora appartiene allo zio Tully e Katharine viene inviata proprio in quella casa per provare a tutti che lo zio è pazzo e poterlo far internare a Bedlam, così da lasciare posto ad Alice ed il figlioletto adorato.
    Ma le intenzioni di Katharine dovranno cambiare durante il corso della vicenda, quando conoscerà coloro che animano la vita di zio Tully, che si rivela essere effettivamente matto, ma incredibilmente dolce! Io me lo sono immaginato per tutto il tempo con l'aspetto del vecchio Bilbo Baggins ed una grande dolcezza nello sguardo.
    Ad accompagnarla ci saranno l'apparentemente freddo Lane, sua zia, il piccolo Davy, la divertente Mary ed il misterioso Ben, incuriosito dai giocattoli creati da Tully.
    Lo zietto infatti, nonostante sia tocco, ha una grandissima mente matematica ed una forte inventiva che gli permettono di creare dei giocattoli davvero incredibili!
    La storia in un primo momento risulta a tratti gotica e decisamente misteriosa. Mi aspettavo quasi di veder saltare fuori qualche fantasma all'improvviso! Ci si affeziona piano piano ad ogni personaggio e nonostante abbia letto in giro molte critiche negative verso Katharine, io personalmente l'ho amata molto e l'ho sempre trovata coerente con sé stessa! Soprattutto io credo che lei più di tutti ha subito una grande evoluzione e questa cosa l'ho proprio apprezzata!
    La storia d'amore non è per niente stucchevole e voi sapete quanto io soffra in genere, invece in questo caso l'ho trovata davvero molto piacevole, perché non si fa spazio con prepotenza nella storia, ma si trova un posticino nello sfondo.
    Ho amato i diversi colpi di scena e c'è un piccolo particolare che mi ha fatto pensare al film Crimson Peak di cui però non dirò nulla per evitare gli spoiler! Il finale ovviamente è apertissimo e dovrò aspettare che venga tradotto anche il seguito, cosa che comunque mi auguro vivamente perché per come è finito ho davvero bisogno di sapere come proseguirà la storia! Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 2

    Di discreta e piacevole fattura, questo romanzo di Sharon Cameron, "La fabbrica delle meraviglie", è scorrevole pur senza risultare talmente incisivo da rimanerti dentro.

    Katharine Tulman viene inviat ...continua

    Di discreta e piacevole fattura, questo romanzo di Sharon Cameron, "La fabbrica delle meraviglie", è scorrevole pur senza risultare talmente incisivo da rimanerti dentro.

    Katharine Tulman viene inviata dalla detestabile zia Alice, a indagare sullo zio Tully, per farlo dichiarare incapace di intendere e di volere, in modo da accaparrarsene il patrimonio.
    La giovinetta parte con il fermo proposito di adempiere al compito, anche per compiacere la zia, unica garanzia, per lei, di un futuro abbiente.
    Ma la realtà non è mai come la immaginiamo, e si ritrova catapultata in un mondo a parte, tenuto in piedi e creato dalla genialità di quello stesso zio, che dovrebbe essere considerato matto!

    Le sorprese sono alle porte, in un carosello di personaggi di contorno, dal fidato Lane, alla diffidente signora Jefferies, al piccolo taciturno Davy col suo inseparabile coniglio Bertram, fino all'ambiguo Ben Aldridge e alla dolce cameriera personale Mary; tutti vedono in lei, al principio, solo una minaccia allo stato dei fatti, ma spesso la vita riserva sorprese, talora amare, talora meravigliose.

    Come dicevo al principio, la storia è ben costruita, sebbene lo stesso stile della Cameron, in taluni passaggi, risulti stancante, talora poco semplice e di difficile seguito.

    Quello che, a mio parere, veramente manca, é l'empatia che rende speciali altri romanzi, quella capacità di altri scrittori di sfondare la barriera tra lettore e protagonista, di far entrare il lettore nella vicenda stessa! Ecco, qui manca proprio questo, e tutta la trama si dipana, avanti agli occhi del lettore, senza mai un sussulto o un'emozione forte!
    È dunque forse solo questo il limite di questa storia, che presenta comunque elementi di indubbio interesse!

    ha scritto il 

  • 2

    LA FABBRICA DELLE MERAVIGLIE: NOIOSO E BANALE

    La trama e la storia non sarebbe stata male se l'autrice l'avesse sviluppata diversamente... l'ambientazione gotica e misteriosa poteva essere descritta meglio... La protagonista all'inizio mi stava u ...continua

    La trama e la storia non sarebbe stata male se l'autrice l'avesse sviluppata diversamente... l'ambientazione gotica e misteriosa poteva essere descritta meglio... La protagonista all'inizio mi stava un po sulle scatole, ma verso il finale un po si e' riscattata...l'unico simpatico che c'era e' lo zio Tully.... finale un po così...che fa pensare che ci possa essere un seguito....ma a meno che nn sia un capolavoro non credo lo leggero mai....

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Mediocre ed ha un seguito

    Libro mediocre.
    La storia sembra scritta da una diciassettenne (quale è la protagonista del romanzo) per lo stile di scrittura (ma quale stile poi?), nonostante sia stato scritto da una donna adulta. ...continua

    Libro mediocre.
    La storia sembra scritta da una diciassettenne (quale è la protagonista del romanzo) per lo stile di scrittura (ma quale stile poi?), nonostante sia stato scritto da una donna adulta. Tralasciando il blando linguaggio con cui è stato scritto, la storia è banale, la protagonista alquanto irritante e altezzosa, ma certi suoi comportamenti si possono anche scusare valutando il contesto e l'anno storico in cui ci troviamo. Gli altri personaggi presentano poche caratterizzazioni ma può essere una pecca come no, dipende dai punti di vista, personalmente non è una cosa che mi ha dato troppo fastidio, tendenzialmente mi basta avere un abbozzo di informazioni per poi immaginare io i caratteri. L'idea del romanzo non è male ma poteva essere sviluppata meglio a mio avviso. Il finale è stato si un lieto fine ma a metà, ho ancora in mente le parole dello zio "Questo ti rende felice? Bimba di Simon?" mi ha fatto sorgere il dubbio che lo zio le abbia mentito riguardo a Lane perché ciò la rende felice. Quindi penso che il finale possa essere interpretato a discrezione del lettore, buona idea, ma non basta.
    Per riassumere, scorre come l'acqua e vi ritroverete a leggere una storia di base che si è già sentita, vista, letta, un milione di volte, i pochissimi elementi originali, come lo zio autistico e le sue invenzioni dell'epoca, non bastano a rendere questo romanzo qualcosa di nuovo. Se volete leggere un romanzo ambientato nell'800 vi consiglio un romanzo scritto proprio nell'ottocento o nel novecento, vi consiglio un classico, vi consiglio altro insomma....
    L'unica cosa senza una pecca è la copertina, proprio niente male.
    P.s. Ho scoperto oltretutto che questo libro ha un seguito, al momento (2015) non ancora pubblicato in Italia, e posso assicurare che se dovesse uscire non mi avvicinerei neanche a sfogliarlo. E' un libro per ragazzi e in questo caso, non potrebbe essere nient'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono diverse cose che non vanno in questo libro. Andiamo con ordine.

    In primis, la protagonista. Katharine dovrebbe essere una ragazza forte, determinata, una testa calda che non si lascia smontare ...continua

    Ci sono diverse cose che non vanno in questo libro. Andiamo con ordine.

    In primis, la protagonista. Katharine dovrebbe essere una ragazza forte, determinata, una testa calda che non si lascia smontare da nessuno, ma ciò che ne è venuto fuori, in realtà, è un brutto personaggio. E' capricciosa, invadente, altezzosa, si diverte a rompere le scatole agli abitanti di questo paesino in cui è inviata dalla zia, pretende di fare la crocerossina in questioni che non le competono. Ma lei, ovviamente, è un'eroina!

    In secondo luogo, il titolo! Non c'è nessuna fabbrica delle meraviglie! Io mi aspettavo qualcosa di molto più strabiliante, e invece non è nulla: solo un insieme di marchingegni senza alcuna funzione, che non incuriosiscono nemmeno (un pesce giocattolo?! UN PESCE?!). Andiamo, Zio Tully, puoi fare di meglio!

    La caratterizzazione dei personaggi: non pervenuta. Non esiste un vero e proprio tratto distintivo, sappiamo solo che Lane ha gli occhi grigi, è geloso e si adira facilmente (ti pareva), e che Davy non parla.
    Il cattivo non esiste, o meglio esiste, ma non si capisce chi sia, da dove venga, nessun approfondimento psicologico. Okay, è un libro per ragazzi, ma il tutto è abbozzato a grandi linee con una sintassi spesso da quarta elementare; non c'è alcun riferimento alla vita vittoriana, alla storia dei personaggi portati in questo paese a lavorare.
    Non so, mi ha delusa.
    Tre stelline perché ha una bella copertina e l'idea non è male.

    ha scritto il 

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