La fabbrica di cioccolato

Di

Editore: Salani

4.3
(5850)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Olandese , Catalano , Galego , Basco , Coreano , Rumeno , Giapponese , Ceco , Polacco , Portoghese

Isbn-10: 8884518687 | Isbn-13: 9788884518682 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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  • 3

    Letto in quinta elementare e riletto ora. Rimane sempre un libro divertente e appassionante, ma ho visto con occhi diversi alcuni aspetti, come il trattamento riservato agli Umpa-Lumpa dal signor Will ...continua

    Letto in quinta elementare e riletto ora. Rimane sempre un libro divertente e appassionante, ma ho visto con occhi diversi alcuni aspetti, come il trattamento riservato agli Umpa-Lumpa dal signor Willy Wonka.

    ha scritto il 

  • 5

    Un grande classico della letteratura per l'infanzia. Rileggerlo è stata un'esperienza spassosa e interessante.
    Un libro che ha (mentre scrivo) 52 anni ma che risulta attualissimo: bambini viziati, gen ...continua

    Un grande classico della letteratura per l'infanzia. Rileggerlo è stata un'esperienza spassosa e interessante.
    Un libro che ha (mentre scrivo) 52 anni ma che risulta attualissimo: bambini viziati, genitori troppo accondiscendenti, rapporto col cibo, con la tecnologia, con denaro,...
    Il tutto ricoperto di tanta di quella golosa cioccolata che quasi neanche te ne accorgi.
    Wonka: eccentrico, strampalato e un po' inquietante (come i suoi Umpa-Lumpa) che sembra quasi non curarsi delle sorti di alcuni dei piccoli visitatori della sua fabbrica incantata. A pelle la cosa fa un po' storcere il naso "Ma come? Poveri bambini!". Main fondo questi bambini sono stati messi in guardia, ripetutamente, più e più volte e quindi, un po', se la sono pure andata a cercare. Ogni scelta ha una conseguenza della quale, volenti o nolenti, bisogna portare il peso.

    ha scritto il 

  • 5

    "Charlie e la fabbrica di cioccolato" non è solo un libro per l'infanzia: è il miglior manuale presente sul mercato su come dovrebbe essere scritto un libro per l'infanzia. Immaginifico, pieno di inve ...continua

    "Charlie e la fabbrica di cioccolato" non è solo un libro per l'infanzia: è il miglior manuale presente sul mercato su come dovrebbe essere scritto un libro per l'infanzia. Immaginifico, pieno di invenzioni, con una struttura morale molto forte, è al tempo stesso una storia originale che scavalca tutti gli stereotipi del genere presentandoci una galleria di personaggi totalmente inediti ed efficaci. I libri per l'infanzia sono pieni di orchi, di fate, di streghe, di conigli parlanti, di giganti, di matrigne cattive e di nonni buoni, ma chi prima di Roald Dahl aveva posto al centro della propria narrazione un imprenditore schizzato? Per non parlare del coro greco degli Oompa Loompa, una scelta stilistica inedita e colta che nobilita ed allo stesso tempo compatta l'insieme.
    Ciliegina sulla torta: il caleidoscopio di emozioni, la più forte della quale, la scoperta del biglietto d'oro da parte di un protagonista ridotto ai limiti dell'inedia, funziona straordinariamente bene anche alla terza o quarta lettura.

    Insomma, quello che abbiamo di fronte qui non è solo un capolavoro assoluto del genere, ma una vera pietra miliare nella storia della letteratura, per l'infanzia e non, assolutamente da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    «Perché un bambino sia bene educato
    una cosa importante abbiamo imparato:
    non permettete mai e poi mai,
    onde evitare un sacco di guai,
    che il miserello se ne stia fermo
    davanti a un qualche telescherm
    ...continua

    «Perché un bambino sia bene educato
    una cosa importante abbiamo imparato:
    non permettete mai e poi mai,
    onde evitare un sacco di guai,
    che il miserello se ne stia fermo
    davanti a un qualche teleschermo.
    Anzi, il consiglio più pertinente
    sarebbe non installare per niente
    questi apparecchi che rendon cretini
    sia i più grandi che i più piccini.
    In tutte le case che abbiam visitato
    c’era un bambino seduto impalato,
    lo sguardo lustro, la bava alla bocca,
    davanti a una buffa scatola sciocca.
    Taluni possono stare per ore
    muti guardando il televisore.
    Lo sguardo fisso, l’aria di allocchi,
    fuor dalle orbite gli escono gli occhi,
    (una volta abbiam fatto un censimento:
    ce n’eran venti e più sul pavimento!).
    Seduti immoti, ipnotizzati,
    come ubriachi paralizzati
    con il cervello telelavato
    in un massiccio telebucato.
    È vero, signora, che tiene buoni
    anche i bambini più birbaccioni,
    che così noie più non le danno
    e fuor dai piedi un po’ se ne stanno
    mentre lei scola e condisce la pasta
    o con le amiche gioca a canasta -
    ma non si è mai fermata a pensare
    a tutti i danni che può causare
    una massiccia esposizione
    ai raggi della televisione?
    Non si è mai chiesta esattamente
    che effetto esercita sulla mente
    ingenua della sua creatura
    quell’invenzione contronatura?
    Fa a tutti i sensi l’anestesia,
    uccide tutta la fantasia!
    Riempie la mente di paccottiglia,
    e fa venire gli occhi di triglia!
    Rende passivi e creduloni,
    allenta in blocco rotelle e bulloni
    che il cervello fan funzionare,
    non lascia più nulla da immaginare!
    Il gusto per le fiabe rovina,
    tutta la testa riduce in pappina!
    A questo punto qualcuno dirà:
    "Va bene, va bene, ma come si fa?
    Se questo mostro di cui parlate
    va eliminato con due pedate,
    come faranno i nostri figlioli
    a divertirsi specie se soli?
    Come passare una bella serata
    senza la tele illuminata?".
    Scordato avete la vostra storia?
    Vi rinfreschiamo un po’ la memoria?
    C’era un volta una grande avventura:
    la consuetudine alla lettura!
    Pieni di libri i comodini,
    scaffali, tavoli e anche lettini!
    Tutti leggevano e il tempo volava,
    e con il tempo la mente viaggiava:
    storie di draghi, regine e pirati,
    di navi e tesori ben sotterrati;
    deserti, giungle e fitte foreste,
    cannibali e indios a caccia di teste.
    Paesi strani e luoghi mai visti,
    malvagi, eroi, tipi buffi o tristi:
    di spazio pei sogni ce n’era a iosa,
    leggere era un’attività meravigliosa!
    Racconti, favole, romanzi, fumetti,
    volumi, tomi, libelli e libretti,
    ce n’era gran scelta e varietà,
    e tutti leggevano a volontà!
    Se erano piccoli i bambini
    qualcuno per loro leggeva i destini
    di Biancaneve e la mela stregata,
    e della Bella Addormentata.
    Quanti bei libri, quanti piaceri
    potevano scegliere i ragazzi di ieri!
    Perciò vi preghiamo, fate il favore,
    buttate in cortile il televisore!
    Con uno scaffale riempite lo spazio
    e pur se i ragazzi saranno uno strazio
    per qualche giorno guardandovi male,
    colmate di libri quello scaffale;
    vedrete che poi, passata la crisi,
    pian piano smettete di essere invisi:
    per far qualcosa, per curiosità,
    saranno colpiti dalla novità.
    Sfogliando un libro quasi per caso
    più non potranno staccarne il naso:
    riscopriranno che grande diletto
    è leggere un libro o un giornaletto!
    Ci prenderanno tanta passione
    che scorderanno la televisione;
    i tempi in cui erano vittime inermi
    del fascino truce dei teleschermi
    un brutto sogno vi sembrerà
    e ogni ragazzo grato sarà
    a quelli che, con mossa sapiente,
    l’han trasformato in teleindipendente!
    »

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante sia un libro per ragazzi, Roald Dahl ha dato con questa storia una lezione di vita sia ai ragazzi che ai genitori. Sicuramente da leggere una volta nella vita e magari insieme ai propri bim ...continua

    Nonostante sia un libro per ragazzi, Roald Dahl ha dato con questa storia una lezione di vita sia ai ragazzi che ai genitori. Sicuramente da leggere una volta nella vita e magari insieme ai propri bimbi

    ha scritto il 

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