La falsa pista

La quinta inchiesta del commissario Wallander

Voto medio di 1273
| 108 contributi totali di cui 107 recensioni , 1 citazione , 0 immagini , 0 note , 0 video
Mentre gli svedesi sono incollati ai televisori per seguire il campionato del mondo di calcio, per Wallander la festa si trasforma in un incubo. Nella magnifica estate nordica una ragazza si cosparge di benzina e si dà fuoco in un campo di colza in f ...Continua
AK-47
Ha scritto il 01/09/18
Buono nonostante il punto di vista socialdemocratico dell'autore
Cominciamo con il dire che cosa non mi è piaciuto. Alcune osservazioni, non molte ma disseminate in vari punti del romanzo, in cui l'autore, a dispetto delle evidenze contrarie, fa l'elogio della società svedese tirando fuori il solito armamentari...Continua
Andrealade
Ha scritto il 12/06/18
Voto: 9/10
Uno dei migliori libri di Mankell. L'autore scivola via dagli stereotipi di genere e con uno stile tutto suo, descrive l'indagine compiuta dalla stazione di polizia per scovare un terribile serial killer. Un assassinio dietro l'altro di cui il lettor...Continua
Hue...
Ha scritto il 02/05/17
SPOILER ALERT
Gli svedesi....ma allora ???
Io ricordo che sin da piccola sono cresciuta con la storia che gli svedesi (e le svedesi,soprattutto) fosse molto più liberi nei costumi rispetto a noi "poveri terroni d'Europa" e poi leggo nel 2017 questo libro del 1995.Ma il fatto di essere molto l...Continua
McGranitt
Ha scritto il 06/03/17
Non delude le aspettative
Belle come sempre le ambientazioni, che restano al centro della vicenda (altro che serial killer!). In questo romanzo, poi, appare più curata la dimensione intima, personale, di Wallander ed è, per il lettore affezionato, una piacevole novità. A live...Continua
mafalda0250
Ha scritto il 11/06/16

Troppo lungo e dettagliato, pieno di nomi e personaggi tra i quali ci si perde. Comunque tra quelli buoni di Mankell. Il commissario Wallander qui è in piena efficienza, anche se i suoi rapporti con gli altri ed il mondo sono sempre faticosi.


Petite Peste
Ha scritto il Jun 23, 2013, 09:16
La barbarie ha sempre dei connotati umani, pensò. È questo che rende la barbarie così disumana.

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