La falsa pista

La quinta inchiesta del commissario Wallander

Di

Editore: Marsilio

3.9
(1244)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8831797433 | Isbn-13: 9788831797436 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Puleo ; Illustratore o Matitista: Fabio Visintin

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Mentre gli svedesi sono incollati ai televisori per seguire il campionato del mondo di calcio, per Wallander la festa si trasforma in un incubo. Nella magnifica estate nordica una ragazza si cosparge di benzina e si dà fuoco in un campo di colza in fiore.È l’inizio di una terribile serie di omicidi: come un indiano sul piede di guerra, un brutale assassino uccide silenziosamente e strappa lo scalpo al nemico sconfitto.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Gli svedesi....ma allora ???

    Io ricordo che sin da piccola sono cresciuta con la storia che gli svedesi (e le svedesi,soprattutto) fosse molto più liberi nei costumi rispetto a noi "poveri terroni d'Europa" e poi leggo nel 2017 q ...continua

    Io ricordo che sin da piccola sono cresciuta con la storia che gli svedesi (e le svedesi,soprattutto) fosse molto più liberi nei costumi rispetto a noi "poveri terroni d'Europa" e poi leggo nel 2017 questo libro del 1995.Ma il fatto di essere molto liberi sotto l'aspetto sessuale non dovrebbe aiutare a far superare certe "deviazioni"????e invece anche qua solita storia di giro di professionisti,ex politici che si danno allo sfruttamento di povere ragazzine "importate" con l'inganno da Santo Domingo.Ma visto che sono così liberi nei costumi,non gli basta quello che hanno?devono andare sempre oltre???comunque si entra nel patologico.....e con le leggi permissive che hanno poi...
    Wallander lo conoscevo perchè anni fa ho visto degli sceneggiati televisivi su RETE4 e mi era piaciuto.
    il libro si sarebbe meritato anche 4 stelle ma la "parabola" finale mi ha lasciato delusa.Invece di domandarsi il perchè su certi comportamenti di maschi adulti e anche VECCHI si focalizza (parlo di Wallander) sul motivo che porti un ragazzino di 14 anni a fare quello che ha fatto.Ha fatto bene ad ammazzare quei quattro schifosi bastardi!quattro depravati in meno....Medaglia al Valor Civile,altro che partire con le analisi sociologiche che ormai hanno strarotto le palle.
    Cento pagine in meno e sarebbe stato anche meglio.I nomi dei personaggi e dei paesi sono le cose più difficili da memorizzare.Almeno ho scoperto che "Scania"non è solo la marca di camion ma anche la regione meridionale della Svezia e invece di andare a Stoccolma a prendere l'aereo fanno prima ad andare in Danimarca.
    Sono fuori di cotenna questi svedesi....però continuerò a leggeri i gialli svedesi.

    P.s. ma i poliziotti svedesi non vanno mai al poligono di tiro ad esercitarsi??ennesima figura di m....nel finale...degli incapaci:WIWA i nostri carabinieri.delle aquile al confronto.
    doppio p.s. ma la pistola ,se la tengono nel cassetto e non se la portano dietro, che cacchio la tengono a fare???

    ha scritto il 

  • 4

    Non delude le aspettative

    Belle come sempre le ambientazioni, che restano al centro della vicenda (altro che serial killer!).
    In questo romanzo, poi, appare più curata la dimensione intima, personale, di Wallander ed è, per il ...continua

    Belle come sempre le ambientazioni, che restano al centro della vicenda (altro che serial killer!).
    In questo romanzo, poi, appare più curata la dimensione intima, personale, di Wallander ed è, per il lettore affezionato, una piacevole novità.
    A livello narrativo, ho apprezzato la sovrapposizione di focalizzazioni, questo guardare con gli occhi del colpevole che ci permette di ricostruire l'intera storia.
    E meno male! Nel finale, infatti, non ci sono spiegazioni o "aiuti" per il lettore. Anzi: se non sta attento, il lettore può quasi perderselo, il finale, visto che risulta strizzato in una manciata di parole.
    Ma diciamoci la verità: chi legge Wallander per l'indagine in sé?

    ha scritto il 

  • 4

    Si bien lo he disfrutado bastante (como los anteriores libros de la serie), es el que menos me ha entretenido, especialmente a partir de la mitad del libro desde la cual la investigación parece estar ...continua

    Si bien lo he disfrutado bastante (como los anteriores libros de la serie), es el que menos me ha entretenido, especialmente a partir de la mitad del libro desde la cual la investigación parece estar estancada y no ir hacia una dirección en concreto.

    El asesino en cuestión es de un carácter bastante curioso y el motivo detrás de sus matanzas te hace querer llegar al final del libro para descubrirlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo lungo e dettagliato, pieno di nomi e personaggi tra i quali ci si perde. Comunque tra quelli buoni di Mankell. Il commissario Wallander qui è in piena efficienza, anche se i suoi rapporti con g ...continua

    Troppo lungo e dettagliato, pieno di nomi e personaggi tra i quali ci si perde. Comunque tra quelli buoni di Mankell. Il commissario Wallander qui è in piena efficienza, anche se i suoi rapporti con gli altri ed il mondo sono sempre faticosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle, come per "La mano". Però quello se ne meritava quasi cinque, mentre questo quasi tre. Lo scarto è dovuto al differenziale di sintesi tra i due gialli di Mankell. Il primo che ho letto ...continua

    Quattro stelle, come per "La mano". Però quello se ne meritava quasi cinque, mentre questo quasi tre. Lo scarto è dovuto al differenziale di sintesi tra i due gialli di Mankell. Il primo che ho letto era essenziale e rigoroso, "La falsa pista" lievemente ridondante.
    Il voto ufficiale è comunque a quattro stelle anche perché veniamo dal binge-watching di "The Bridge" (originale) e di "The Killing" (sempre originale), quindi l'evocazione di atmosfere thriller scandinave trova un humus di immaginario su cui ben attecchire.

    ha scritto il 

  • 5

    "Tutti gli esseri umani hanno momenti molto brevi ma estremamente sacri"

    "Giovani esseri umani si toglievano la vita, o in ogni caso cercavano di farlo."
    Estate '94, il commisario Wallander si trova ad assistere impotente al suicidio di una ragazza che, dopo essersi cospar ...continua

    "Giovani esseri umani si toglievano la vita, o in ogni caso cercavano di farlo."
    Estate '94, il commisario Wallander si trova ad assistere impotente al suicidio di una ragazza che, dopo essersi cosparsa di benzina, si dà fuoco in mezzo ad un campo di colza in fiore.
    Qualche giorno dopo un ex primo ministro viene ritrovato sulla spiaggia ucciso in modo orribile, ma è solo l'inizio di una storia spaventosa e con risvolti inaspettati.
    Un Wallander sempre più affaticato e con tanti pensieri, a cominciare dal padre ammalato di Alzheimer... "Noi continueremo a vedere il suo volto chiaramente. Ma per lui noi tutti saremo solo delle ombre nella nebbia."
    ... e poi la figlia che ancora non ha trovato la sua strada e una donna lontana, non aiutano di certo la sua situazione personale.
    Tematica importante anche per questo libro, importante e sempre più grave, facciate perbene che nascondono depravazioni senza limiti, solo che molto spesso... "La gente viveva per dimenticare, non per ricordare. Le abitazioni erano più nascondigli che case confortevoli."
    ... un bel personaggio questo commissario, malinconico e triste, spesso cupo, ma sensibile e intuitivo, e mi piace proprio perchè del super-eroe non ha nulla.

    grazie 28,08,14

    ha scritto il 

  • 2

    sciapo!

    Sciapo e lento, poco coinvolgente. I rapporti personali e la vita affettiva di Wallander mi risultano difficili da comprendere. L'analisi sociologica della società contemporanea poi è superficiale e b ...continua

    Sciapo e lento, poco coinvolgente. I rapporti personali e la vita affettiva di Wallander mi risultano difficili da comprendere. L'analisi sociologica della società contemporanea poi è superficiale e banale.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei migliori gialli che abbia mai letto.

    L'indagine di polizia è seguita passo a passo. La trama articolata. I personaggi ben costruiti.
    Avrei preferito che la storia fosse narrata solo dal punto di vista della Polizia e non, parallelamente, ...continua

    L'indagine di polizia è seguita passo a passo. La trama articolata. I personaggi ben costruiti.
    Avrei preferito che la storia fosse narrata solo dal punto di vista della Polizia e non, parallelamente, anche dal punto di vista del criminale. Mi piace avere gli stessi indizi che hanno gli investigatori, altrimenti la gara fra me e loro è sleale.

    ha scritto il 

  • 0

    piattezza

    L'ho trovato insipido, mal scritto, mal tradotto e poco verosimile, nel complesso davvero sciapo.
    Primo libro, e credo ultimo, la personalità del commissario davvero poco intrigante, anche le personal ...continua

    L'ho trovato insipido, mal scritto, mal tradotto e poco verosimile, nel complesso davvero sciapo.
    Primo libro, e credo ultimo, la personalità del commissario davvero poco intrigante, anche le personalità dei collaboratori dai nomi impronunciabili tratteggiata senza un minimo di profondità, l 'ironia non fa mai capolino, tutto il resto è noia..

    ha scritto il 

  • 4

    Non come l'uomo che sorrideva, romanzo che ritengo tra i migliori di Mankell, l'opera, con risvolti un po' splatter, è ben costruita e si legge amabilmente e tutto d'un fiato fino alla fine.

    ha scritto il 

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