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La fame che abbiamo

Di

Editore: Mondadori

3.4
(341)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 245 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8804561866 | Isbn-13: 9788804561866 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Colombo , G. Strazzeri

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Rapidissima e spettacolare raccolta di racconti squisitamente Eggerseschi. Personalità complesse a confronto con i piccoli e grandi orrori della vita, dai più quotidiani ai più tragici, senza mai ...continua

    Rapidissima e spettacolare raccolta di racconti squisitamente Eggerseschi. Personalità complesse a confronto con i piccoli e grandi orrori della vita, dai più quotidiani ai più tragici, senza mai perdere di vista il quadro generale (che non è mica solo grigio) di quel grande mistero in cui siamo tutti coinvolti. E se vi sembrano parole pompose è perchè non avete ancora conosciuto quel massimalista di Dave Eggers. Racconti divertenti (a tratti esilaranti), semplici ma anche profondi, a tratti ottimi e a tratti geniali. I fan dell'autore non hanno poi molte scuse per farsi scappare questo piccolo gioiello.

    ha scritto il 

  • 1

    Eggers, ti voglio bene, scrivi dei libri molto belli, fai un bel giornale, sei pure un bell'uomo, ma dei racconti così pallosi non li avevo ancora letti. Se finivo questo libro, capiscimi, morivo di ...continua

    Eggers, ti voglio bene, scrivi dei libri molto belli, fai un bel giornale, sei pure un bell'uomo, ma dei racconti così pallosi non li avevo ancora letti. Se finivo questo libro, capiscimi, morivo di noia. Scusa, neh?

    ha scritto il 

  • 5

    Eggers e i racconti sono un filo indissolubile.

    Dopo aver letto A Heartbreaking Work l'impressione che Eggers mi aveva dato era quella di un autore dalla penna geniale e dall'immaginazione potente; tuttavia, la trama si perdeva un po' per ...continua

    Dopo aver letto A Heartbreaking Work l'impressione che Eggers mi aveva dato era quella di un autore dalla penna geniale e dall'immaginazione potente; tuttavia, la trama si perdeva un po' per strada. In questa raccolta, invece, la scrittura veloce e sardonica e la purezza della trama si intrecciano meravigliosamente. Le storie, quasi ingenue, sono realizzazione di una comunione di uomo, animale, con la terra. E quel che piú sconvolge positivamente è il modo del tutto "naturale" e diretto con cui Eggers è capace di raccontare, o meglio mostrare, le sensazioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Terminato la raccolta di racconti "la fame che abbiamo" di Dave Eggers. Ho letto con piacere e curiosità solo il primo, "Un'altra", con le sue cavalcate sulle dune alla scoperta delle piramidi meno ...continua

    Terminato la raccolta di racconti "la fame che abbiamo" di Dave Eggers. Ho letto con piacere e curiosità solo il primo, "Un'altra", con le sue cavalcate sulle dune alla scoperta delle piramidi meno turistiche e "Su per la montagna in lenta discesa" il più lungo della raccolta. Io su quella montagna ci sono salita due volte e e sono state tra le esperienze più belle della mia vita, per cui questo racconto ha attivato parecchi ricordi. E ho visitato anche la piramide storta del resto, anche se non a cavallo. Però avrei detto molto ma molto di più, utilizzando lo stesso numero di righe, perchè queste semplici cronache non rendono abbastanza la magia di quei posti e di quelle esperienze.

    ha scritto il 

  • 0

    Decido che devo avere un'opinione su Dave Eggers (oltre che su Nick Hornby, ma per quanto riguarda quest'ultimo ancora non mi sono attentata ad avvicinarlo). Non trovo L'opera struggente di un ...continua

    Decido che devo avere un'opinione su Dave Eggers (oltre che su Nick Hornby, ma per quanto riguarda quest'ultimo ancora non mi sono attentata ad avvicinarlo). Non trovo L'opera struggente di un formidabile genio, quindi penso che una raccolta di racconti piuttosto brevi può essere un modo semplice e sicuramente indolore di fare la conoscenza dell'osannato scrittore e fondatore di riviste letterarie americano.

    Prima iniziare la lettura, ma dopo aver comprato il libro, trovo recensioni molto negative su Anobii. Una mi sembra particolarmente simpatica e intelligente, e un poco mi pento (che sciocca, non si fa così). Poi inizio a leggere. Ora ho finito, ecco le mie considerazioni su alcuni dei racconti:

    a) L'unico significato dell'acqua simile a olio, testo tranquillo, alcune frasi da sottolineatura; una storia che non pretende niente dal lettore, ma emozioni così vere che anche se non sembrano realistiche sono reali. Di tristezza in questa storia non ce n'è quasi.

    b) Silenzio, immensamente crudele (anche se in certe parti valgono le stesse cose dell'altro.

    c) Io e tua madre, moooolto divertente. Una cosa a cui ho sempre pensato. Avete presente quando si dice: "Non vorresti che i tuoi figli vivessero in un mondo migliore?". Breve, ironico... Un errore logico, ecco tutto. (non scrivo altro per non spoilerare, ma questo mi è proprio piaciuto)

    d) Ci sono cose che lui dovrebbe tenere per sé stesso, mi ha fatto davvero andare giù di testa. Scusate se ve lo dico, ma sono cinque pagine bianche. Ora, se una cosa del genere la fai nel 1903 ok, nel 2004 tristezza. Potrei un poco (ma poco) perdonarlo solo se davvero avesse a casa un racconto scritto, riveduto e corretto, lungo proprio cinque pagine, e mai pubblicato.

    In generale penso che il titolo della raccolta sia fondamentale per capire i racconti, un filo comune che li lega tutti e che li spiega. Sono racconti sull'umanità. E forse quel senso di inconcluso che emana un po' da ognuno di essi è voluto, quasi a sottolineare ancor più l'imperfezione/bellezza umana. È una cosa che si respira anche in American life, la cui sceneggiatura è anche di Dave Eggers appunto. Penso che i critici di cui ho letto le recensioni del film non abbiano capito cosa significa la frase: Non c'è nessuno che si ama quanto noi, giusto? È così strano. Che facciamo?.

    ha scritto il 

  • 3

    non riesco a capire se i racconti brevissimi sono una sorta di esperimento o provocazione, oppure se eggers li ha voluti proprio così.: certo è che in certi casi sono quasi irritanti. ed è un ...continua

    non riesco a capire se i racconti brevissimi sono una sorta di esperimento o provocazione, oppure se eggers li ha voluti proprio così.: certo è che in certi casi sono quasi irritanti. ed è un peccato, perchè le altre storie invece funzionano spesso molto bene, specie nelle tre perle verso la fine, "appunti per la storia di un uomo che non vuole morire da solo", "su per la montagna in lenta discesa" (che già in "la super raccolta di storie d'avventura" brillava come una delle cose migliori) e soprattutto la conclusiva "dopo che mi buttarono nel fiume e prima di annegare".

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile da giudicare. Alcune storie molto belle, sentimentali e riflessive.... altre invece le ho trovate abbastanza insignificanti e noiose. Comunque nel complesso è un libro carino, di facile ...continua

    Difficile da giudicare. Alcune storie molto belle, sentimentali e riflessive.... altre invece le ho trovate abbastanza insignificanti e noiose. Comunque nel complesso è un libro carino, di facile lettura e piacevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Eggers è principalmente famoso per "l'opera struggente di un formidabile genio" capolavoro, dicono. io mi sono sempre rifiutata di leggerlo e consiglio vivamente "La fame che abbiamo"! Romanzo ...continua

    Eggers è principalmente famoso per "l'opera struggente di un formidabile genio" capolavoro, dicono. io mi sono sempre rifiutata di leggerlo e consiglio vivamente "La fame che abbiamo"! Romanzo sottovalutato, direi, ma fantastico! E' una raccolta di storie dove vengono presentate la vita e i suoi quesiti tramite gli occhi dei protagonisti; particolari le riflessioni di un setter irlandese in fuga. nono, dovete leggerlo!

    ha scritto il 

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