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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Di

Editore: Mondadori

4.0
(1276)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Giapponese , Catalano

Isbn-10: 880455827X | Isbn-13: 9788804558279 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel tempo dei tempi la Sicilia viene invasa dagli orsi: scendono dalle piùalte montagne, guidati dal loro re, a cui i cacciatori della pianura hannorapito il figlio. Nella loro memorabile avventura gli orsi superano ostacoliterribili. Alla fine la capitale viene espugnata e il figlio del rericonosciuto in un equilibrista del Gran Teatro Excelsior. Divenuti i signoridell'isola, gli orsi vedono a poco a poco la corruzione insinuarsi nel loromondo. E solo il ritorno, in lunghissima fila, alle vecchie montagne,assicurerà loro la quiete della natura, segnando la fine dell'indimenticabileincursione tra gli uomini.Età di lettura: da 11 anni.
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  • 1

    Una favola molto carina, ironica, illustrata.
    Una stella e mezzo. Certo non a causa dell'autore... L'errore sta nell'aver sbagliato di qualche decennio il momento della lettura, scoprendo che il tempo ...continua

    Una favola molto carina, ironica, illustrata.
    Una stella e mezzo. Certo non a causa dell'autore... L'errore sta nell'aver sbagliato di qualche decennio il momento della lettura, scoprendo che il tempo delle favole e' irrimediabilmente passato. Da assaporare con i figli.

    ha scritto il 

  • 4

    L'età adulta e l'assimilazione della morale.

    Dovevo leggerla vent'anni fa questa fiaba.
    Oggi mi ha detto poco, mi sono potuto limitare ad apprezzarne lo stile, l'ironia, le rime strampalate, e soprattutto le tavole che la accompagnano. L'ho lett ...continua

    Dovevo leggerla vent'anni fa questa fiaba.
    Oggi mi ha detto poco, mi sono potuto limitare ad apprezzarne lo stile, l'ironia, le rime strampalate, e soprattutto le tavole che la accompagnano. L'ho letta con piacere ma non so per quanto me ne ricorderò ancora. Perché le fiabe sono letteratura pedagogica, il loro centro è tutto nella lezione morale che nascondono e quando sei adulto non vuoi più imparare niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Due sono gli “spauracchi” che avevo da piccolissima: l’Uomo Nero e il Gatto Mammone.
    A causa dell’Uomo Nero ho avuto paura del buio per anni, non potevo dormire senza una luce, almeno in lontananza e ...continua

    Due sono gli “spauracchi” che avevo da piccolissima: l’Uomo Nero e il Gatto Mammone.
    A causa dell’Uomo Nero ho avuto paura del buio per anni, non potevo dormire senza una luce, almeno in lontananza e lo credevo nascosto dietro ogni tenda. Non so cosa sia successo e come mi sia passata la paura (forse ho realizzato che se non vedevo io, non poteva farlo nemmeno l’Uomo Nero), ma ora dormo solo col buio completo e mi piace muovermi in casa al buio. Il Gatto Mammone invece è sempre stato un enigma, non lo identificavo come potenzialmente pericoloso… non sapevo chi era! Ecco, avessi letto questa favola allora, lo avrei saputo. Qui siamo proprio dalle parti della favola leggera, con cattivi sì (su tutti proprio il Gatto Mammone), e buoni, gli orsi, protagonisti della storia, ma non perfetti e con caratteri precisi e definiti. Questi orsi coraggiosi affrontano un percorso che li porterà a confrontarsi con pericoli reali e “morali”, verso una conclusione che non è il banale “e vissero per sempre felici e contenti”, ma che allude ad una “morale” intelligente e degna del grande Buzzati.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia, per qualche motivo che non riesco ad individuare, non mi ha entusiasmata né coinvolta. Un mero piacere intellettuale, non che sia poco.
    Le tavole disegnate da Buzzati sono straordinariament ...continua

    La storia, per qualche motivo che non riesco ad individuare, non mi ha entusiasmata né coinvolta. Un mero piacere intellettuale, non che sia poco.
    Le tavole disegnate da Buzzati sono straordinariamente belle, narrative, autosufficienti, forse.
    La scrittura è talmente leggiadra e facile da far illudere che scrivere bene sia davvero così semplice, e mi ha fatto venire la voglia di prendere una penna in mano e lasciarla correre liberamente sul foglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Se questo è un orso

    Letto per il mio gruppo di lettura, è stata una strana incursione nella narrativa fiabesca, che mi vedeva piuttosto assente negli ultimi tempi, all'incirca dalla metà degli anni settanta.
    Va detto che ...continua

    Letto per il mio gruppo di lettura, è stata una strana incursione nella narrativa fiabesca, che mi vedeva piuttosto assente negli ultimi tempi, all'incirca dalla metà degli anni settanta.
    Va detto che nella scrittura è percepibile la maestria di un grande autore e che le illustrazioni (dello stesso Buzzati) sono splendide.
    Però, obiettivamente ho fatto fatica a leggere questa storia con occhi che non fossero i miei di adulto. E temo che questo impedisca di apprezzare veramente la storia, le filastrocche, gli ingenui colpi di scena.
    Inoltre, la contrapposizione tra la natura (buona) e l'umanità (corrotta), oltre che eccessivamente schematica (forse a causa del contesto inevitabilmente semplificato), mi risulta poco o nulla condivisibile, pur essendo un montanaro (e anche un po' orso). O forse proprio per quello.
    Qualcuno, la sera del gruppo, mi ha ricordato che avrei dovuto leggere il libro tramite il mio fanciullino interiore.
    Purtroppo, la sera che ho letto il libro lui era fuori per un torneo di beer-pong (terzo classificato, non male).

    ha scritto il 

  • 4

    Per bambini (?), ma poco interessante per gli adulti

    L'avrei letta a mia figlia quando era piccola, con molto mio divertimento (e qualche imbarazzo se mi avesse chiesto chiarimenti sul comportamento troppo aggressivo e corrotto di orsi e uomini). Letta ...continua

    L'avrei letta a mia figlia quando era piccola, con molto mio divertimento (e qualche imbarazzo se mi avesse chiesto chiarimenti sul comportamento troppo aggressivo e corrotto di orsi e uomini). Letta solo per me, su autobus e treni, ha perso molto del suo fascino. Non però i disegni, adorabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Una favola per bambini forti

    Ci sono tutti i temi cari a Buzzati in questa favola per bambini. Leggendola però mi sono chiesta: ma non ci sono troppi morti, troppa violenza, troppo dolore in questa storia? C'è perfino un orso kam ...continua

    Ci sono tutti i temi cari a Buzzati in questa favola per bambini. Leggendola però mi sono chiesta: ma non ci sono troppi morti, troppa violenza, troppo dolore in questa storia? C'è perfino un orso kamikaze (che poi per fortuna non muore) che si getta con una bomba nel ventre del gatto mammone. Il mondo che descrive Buzzati, pur in una favola, è ben poco rassicurante. Meno male che ci sono le splendide tavole a colori a rincuorare noi e i bambini.

    ha scritto il 

  • 3

    In parecchie opere di Dino Buzzati rivive il contrasto fra il mondo urbano, avvertito come fonte di artificio e disagio, e quello della montagna e dei boschi, collegato spesso all’infanzia e all’innoc ...continua

    In parecchie opere di Dino Buzzati rivive il contrasto fra il mondo urbano, avvertito come fonte di artificio e disagio, e quello della montagna e dei boschi, collegato spesso all’infanzia e all’innocenza: contrasto derivante dall’esperienza d’un autore che in certo qual modo crebbe e visse costantemente col cuore diviso tra l’ambiente metropolitano milanese e quello montano e agreste di Belluno, dov’era nato e dove passava le sue vacanze. In questa fiaba estrosa e garbata lo scrittore trasfigura il dissidio in una vicenda favolosa, con gli orsi umani, più che umani (e meglio che umani), un granduca cattivissimo, un orco cannibale, un gatto mammone, un serpente di mare, un mago e tanti altri personaggi inventati e disegnati dallo scrittore nelle numerose tavole che completano la narrazione. Non so se i bambini troverebbero accattivante la storia: io l’ho letta ora per la prima volta; magari non è neanche la cosa più significativa nella produzione di Buzzati: ma si legge in un attimo, scorre via piacevole e, insomma, costituisce una leggiadra ricreazione letteraria.

    ha scritto il 

  • 3

    Un grande scrittore deve saper parlare linguaggi diversi…

    …e Buzzati è talmente grande, che probabilmente riuscirebbe a rendere poesia anche la lista della spesa.

    Sono felice di aver conosciuto anche il Buzzati che parla il linguaggio dei piccoli, attraverso ...continua

    …e Buzzati è talmente grande, che probabilmente riuscirebbe a rendere poesia anche la lista della spesa.

    Sono felice di aver conosciuto anche il Buzzati che parla il linguaggio dei piccoli, attraverso questa favola, nella quale sono palpabili la maestria del grande scrittore e, soprattutto, la bellezza e il piacere puro della narrazione.

    Ma una favola resta sempre una favola, e anche se riesce a fare centro, non riesce però a scalfire fino nel profondo come il “deserto”.

    ha scritto il 

  • 3

    ***+

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di bat ...continua

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di battaglie (ok che si tratta di orsi, ma i buchi dei proiettili e la neve macchiata di sangue non hanno lasciato indifferente me, figuriamoci un bambino), illustrazioni deliziose e un pizzico di umorismo.

    Dalla presentazione dei personaggi:
    «UN GUFO. Se ne udrà la voce, per un momento, nel capitolo secondo. Nascosto nel folto della foresta, non lo potremo vedere, tanto più che sarà già sceso il crepuscolo. Il ritratto qui stampato è perciò del tutto immaginario. Il gufo sarà solo una delle sue malinconiche cantatine, come abbiamo detto. Poi basta.»

    ha scritto il 

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