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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar Junior)

4.0
(1210)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 132 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese

Isbn-10: 8804598956 | Isbn-13: 9788804598954 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Illustrata dallo stesso Buzzati, è una fiaba in cui si racconta della guerra tra il Granduca di Sicilia e Re Leonzio, sovrano degli orsi. Una guerra in cui saranno coinvolti il sanguinario Gatto Mammone, gli spettri di Rocca Demona e i cinghiali volanti di Molfetta, fino alla vittoria che insedierà Leonzio sul trono di una Sicilia remotissima e fantastica. Ma se pensate che la storia finisca qui, vi sbagliate...
Età di lettura: da 11 anni.
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  • 3

    ***+

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di battaglie (ok che si tratta di orsi, ma i buchi dei proiettili e la neve macchiata di sangue non han ...continua

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di battaglie (ok che si tratta di orsi, ma i buchi dei proiettili e la neve macchiata di sangue non hanno lasciato indifferente me, figuriamoci un bambino), illustrazioni deliziose e un pizzico di umorismo.

    Dalla presentazione dei personaggi:
    «UN GUFO. Se ne udrà la voce, per un momento, nel capitolo secondo. Nascosto nel folto della foresta, non lo potremo vedere, tanto più che sarà già sceso il crepuscolo. Il ritratto qui stampato è perciò del tutto immaginario. Il gufo sarà solo una delle sue malinconiche cantatine, come abbiamo detto. Poi basta.»

    ha scritto il 

  • 3

    è la prima volta che leggo una "fiaba" come questa. il primo parallelo che mi è saltato all'occhio è con La fattoria degli animali. se non altro per la fine comune dei maiali dell'uno e degli orsi, che qui, ormai accecati dalle effimere ricchezze umane, più belle per gli occhi che utili per diven ...continua

    è la prima volta che leggo una "fiaba" come questa. il primo parallelo che mi è saltato all'occhio è con La fattoria degli animali. se non altro per la fine comune dei maiali dell'uno e degli orsi, che qui, ormai accecati dalle effimere ricchezze umane, più belle per gli occhi che utili per diventare davvero felici, perdono di vista la loro natura. facile fare un parallelo con la nostra esistenza, così piena di inutili orpelli. dei quali non possiamo fare a meno, benchè non ci rendano nè migliori nè felici. ma come dice Leonzio in punto di morte: "Nessuno è necessario a questo mondo. Partito io ci sarà qualche altro galantuomo" e forse, sebbene il tema delle cose che ci possono rendere felici sia toccato da tanti scrittori a più riprese, non c'è una risposta immediata capace di essere l'ottima e definitiva in un tempo così breve come il nostro passaggio su questo pianeta.

    ha scritto il 

  • 3

    Quale magia raddrizza le sofferenze di una guerra?

    Ne diffidavo, come di tutti gli altri libri caldamente raccomandati dalle maestre elementari (davo per scontato che fossero libri noiosi e istruttivi); un libro per bambini, certo, ma con intelligenti spunti avanguardistici (ad esempio, il legame complementare tra testo e immagini, entrambi di Bu ...continua

    Ne diffidavo, come di tutti gli altri libri caldamente raccomandati dalle maestre elementari (davo per scontato che fossero libri noiosi e istruttivi); un libro per bambini, certo, ma con intelligenti spunti avanguardistici (ad esempio, il legame complementare tra testo e immagini, entrambi di Buzzati, con il testo che invita a notare certi dettagli disegnati nelle tavole; il fatto che il testo sia un prosimetro; le frequenti affermazioni metaletterarie), oltre al fatto che non è sempre facile stabilire se un personaggio sia buono o cattivo, e se il finale sia lieto oppure mesto.

    Pubblicato nel 1945, non è un caso che il libro racconti di una storia di guerra (gli orsi calano dalle montagne e affrontano l'esercito del terribile Granduca; come i partigiani?). Quando fa la sua comparsa la colomba della pace, al culmine delle sofferenze causate dagli scontri, rischia di venire trattata in malo modo dai sopravvissuti. Serve allora una magia per raddrizzare almeno i lutti più insostenibili, una magia che nella realtà forse è possibile alla letteratura.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche se l'idea di far parlare gli animali quale metafora non è nuovissima, è sempre piacevole leggere Buzzati e come sviluppa lui l'intreccio con morale inclusa.
    Questo libro è particolarmente adatto anche per i ragazzi e i bellissimi disegni lo rendono affascinante.

    ha scritto il 

  • 5

    La metafora è sempre il mezzo più adatto per comprendere la realtà e, nonostante questa sia "solo" una fiaba, permette di capire quanto l'animo umano sia soggetto alla corruzione, debole al potere e alla ricchezza. Il tutto, ovviamente, manifestato attraverso i simpatici orsi parlanti (ed essendo ...continua

    La metafora è sempre il mezzo più adatto per comprendere la realtà e, nonostante questa sia "solo" una fiaba, permette di capire quanto l'animo umano sia soggetto alla corruzione, debole al potere e alla ricchezza. Il tutto, ovviamente, manifestato attraverso i simpatici orsi parlanti (ed essendo una fiaba, sono parlanti e basta, senza una vera spiegazione logica). Re Leonzio, re degli orsi, è per me un sovrano come si deve, mentre l'astrologo De Ambrosiis, pur essendo un opportunista che segue il vento favorevole, è in realtà molto divertente.
    Un libricino da leggere in poco tempo, abbellito da caratteristici disegni (dell'autore, tra l'altro), che trasporta davanti a chissà quali vecchi focolai grazie alle filastrocche che rimandano alle antiche storie popolari.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Gli orsi non sapevano, gli orsi non avevano paura. E decisero di lasciare le montagne per scendere nella pianura

    Gli uomini rovinano tutto quello con cui entrano in contatto, anche gli animali. E così gli orsi, dopo aver vinto la battaglia contro l’esercito del Granduca, si lasciano influenzare dai lussi e le comodità della vita cittadina. Diventano schiavi del gioco d’azzardo, si ubriacano e soprattutto di ...continua

    Gli uomini rovinano tutto quello con cui entrano in contatto, anche gli animali. E così gli orsi, dopo aver vinto la battaglia contro l’esercito del Granduca, si lasciano influenzare dai lussi e le comodità della vita cittadina. Diventano schiavi del gioco d’azzardo, si ubriacano e soprattutto diventano avidi di potere e ambiziosi. Tutto questo costerà la vita a Leonzio, il Re degli orsi, che come ultima volontà chiederà ai suoi di ritornare tra le montagne, lontano dai vizi della città. Una favola deliziosa, che per un paio d’ore mi ha regalato un viaggio da qualche parte in Sicilia, in un tempo imprecisato, insieme a uomini, orsi, fantasmi, maghi e animali fantasiosi come il gatto mammone. Una favola che fa sorridere e commuovere, ma soprattutto riflettere, perché l’intento di Buzzati non è solo quello di allietare il lettore. Una storia per bambini ma che non fa male neanche agli adulti.

    ha scritto il 

  • 5

    Poi ci sono certi libri che non puoi considerare obbiettivamente perchè sono legati ad episodi di vita o, come in questo caso, all'infanzia.
    Una fiaba bellissima, non originale, ma autentica, che mantiene il grottesco, il gotico, l'orrore e lo splatter leggero proprio delle fiabe originarie ...continua

    Poi ci sono certi libri che non puoi considerare obbiettivamente perchè sono legati ad episodi di vita o, come in questo caso, all'infanzia.
    Una fiaba bellissima, non originale, ma autentica, che mantiene il grottesco, il gotico, l'orrore e lo splatter leggero proprio delle fiabe originarie (ci sono morte, fantasmi e sofferenza in questa favola, ma se sei un bambino li accetti e passi oltre velocemente). Il tutto costellato dai disegni di Buzzati (che adoro), i quali, se osservati bene, parlano almeno quanto le pagine scritte.

    ha scritto il 

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