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La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Di

Editore: Einaudi Scuola

4.0
(1233)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese

Isbn-10: 8828600837 | Isbn-13: 9788828600831 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Children , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    La storia, per qualche motivo che non riesco ad individuare, non mi ha entusiasmata né coinvolta. Un mero piacere intellettuale, non che sia poco.
    Le tavole disegnate da Buzzati sono straordinariamente belle, narrative, autosufficienti, forse.
    La scrittura è talmente leggiadra e facil ...continua

    La storia, per qualche motivo che non riesco ad individuare, non mi ha entusiasmata né coinvolta. Un mero piacere intellettuale, non che sia poco.
    Le tavole disegnate da Buzzati sono straordinariamente belle, narrative, autosufficienti, forse.
    La scrittura è talmente leggiadra e facile da far illudere che scrivere bene sia davvero così semplice, e mi ha fatto venire la voglia di prendere una penna in mano e lasciarla correre liberamente sul foglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Se questo è un orso

    Letto per il mio gruppo di lettura, è stata una strana incursione nella narrativa fiabesca, che mi vedeva piuttosto assente negli ultimi tempi, all'incirca dalla metà degli anni settanta.
    Va detto che nella scrittura è percepibile la maestria di un grande autore e che le illustrazioni (dell ...continua

    Letto per il mio gruppo di lettura, è stata una strana incursione nella narrativa fiabesca, che mi vedeva piuttosto assente negli ultimi tempi, all'incirca dalla metà degli anni settanta.
    Va detto che nella scrittura è percepibile la maestria di un grande autore e che le illustrazioni (dello stesso Buzzati) sono splendide.
    Però, obiettivamente ho fatto fatica a leggere questa storia con occhi che non fossero i miei di adulto. E temo che questo impedisca di apprezzare veramente la storia, le filastrocche, gli ingenui colpi di scena.
    Inoltre, la contrapposizione tra la natura (buona) e l'umanità (corrotta), oltre che eccessivamente schematica (forse a causa del contesto inevitabilmente semplificato), mi risulta poco o nulla condivisibile, pur essendo un montanaro (e anche un po' orso). O forse proprio per quello.
    Qualcuno, la sera del gruppo, mi ha ricordato che avrei dovuto leggere il libro tramite il mio fanciullino interiore.
    Purtroppo, la sera che ho letto il libro lui era fuori per un torneo di beer-pong (terzo classificato, non male).

    ha scritto il 

  • 4

    Per bambini (?), ma poco interessante per gli adulti

    L'avrei letta a mia figlia quando era piccola, con molto mio divertimento (e qualche imbarazzo se mi avesse chiesto chiarimenti sul comportamento troppo aggressivo e corrotto di orsi e uomini). Letta solo per me, su autobus e treni, ha perso molto del suo fascino. Non però i disegni, adorabili. ...continua

    L'avrei letta a mia figlia quando era piccola, con molto mio divertimento (e qualche imbarazzo se mi avesse chiesto chiarimenti sul comportamento troppo aggressivo e corrotto di orsi e uomini). Letta solo per me, su autobus e treni, ha perso molto del suo fascino. Non però i disegni, adorabili.

    ha scritto il 

  • 3

    Una favola per bambini forti

    Ci sono tutti i temi cari a Buzzati in questa favola per bambini. Leggendola però mi sono chiesta: ma non ci sono troppi morti, troppa violenza, troppo dolore in questa storia? C'è perfino un orso kamikaze (che poi per fortuna non muore) che si getta con una bomba nel ventre del gatto mammone. I ...continua

    Ci sono tutti i temi cari a Buzzati in questa favola per bambini. Leggendola però mi sono chiesta: ma non ci sono troppi morti, troppa violenza, troppo dolore in questa storia? C'è perfino un orso kamikaze (che poi per fortuna non muore) che si getta con una bomba nel ventre del gatto mammone. Il mondo che descrive Buzzati, pur in una favola, è ben poco rassicurante. Meno male che ci sono le splendide tavole a colori a rincuorare noi e i bambini.

    ha scritto il 

  • 3

    In parecchie opere di Dino Buzzati rivive il contrasto fra il mondo urbano, avvertito come fonte di artificio e disagio, e quello della montagna e dei boschi, collegato spesso all’infanzia e all’innocenza: contrasto derivante dall’esperienza d’un autore che in certo qual modo crebbe e visse costa ...continua

    In parecchie opere di Dino Buzzati rivive il contrasto fra il mondo urbano, avvertito come fonte di artificio e disagio, e quello della montagna e dei boschi, collegato spesso all’infanzia e all’innocenza: contrasto derivante dall’esperienza d’un autore che in certo qual modo crebbe e visse costantemente col cuore diviso tra l’ambiente metropolitano milanese e quello montano e agreste di Belluno, dov’era nato e dove passava le sue vacanze. In questa fiaba estrosa e garbata lo scrittore trasfigura il dissidio in una vicenda favolosa, con gli orsi umani, più che umani (e meglio che umani), un granduca cattivissimo, un orco cannibale, un gatto mammone, un serpente di mare, un mago e tanti altri personaggi inventati e disegnati dallo scrittore nelle numerose tavole che completano la narrazione. Non so se i bambini troverebbero accattivante la storia: io l’ho letta ora per la prima volta; magari non è neanche la cosa più significativa nella produzione di Buzzati: ma si legge in un attimo, scorre via piacevole e, insomma, costituisce una leggiadra ricreazione letteraria.

    ha scritto il 

  • 3

    Un grande scrittore deve saper parlare linguaggi diversi…

    …e Buzzati è talmente grande, che probabilmente riuscirebbe a rendere poesia anche la lista della spesa.


    Sono felice di aver conosciuto anche il Buzzati che parla il linguaggio dei piccoli, attraverso questa favola, nella quale sono palpabili la maestria del grande scrittore e, soprattutto ...continua

    …e Buzzati è talmente grande, che probabilmente riuscirebbe a rendere poesia anche la lista della spesa.

    Sono felice di aver conosciuto anche il Buzzati che parla il linguaggio dei piccoli, attraverso questa favola, nella quale sono palpabili la maestria del grande scrittore e, soprattutto, la bellezza e il piacere puro della narrazione.

    Ma una favola resta sempre una favola, e anche se riesce a fare centro, non riesce però a scalfire fino nel profondo come il “deserto”.

    ha scritto il 

  • 3

    ***+

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di battaglie (ok che si tratta di orsi, ma i buchi dei proiettili e la neve macchiata di sangue non han ...continua

    È adorabile. Da adulto potrei far notare che non contiene chissà quali colpi di scena, ma chi se li aspettava? Qualcosa che non mi aspettavo e che invece ho trovato però c'è: descrizioni vivide di battaglie (ok che si tratta di orsi, ma i buchi dei proiettili e la neve macchiata di sangue non hanno lasciato indifferente me, figuriamoci un bambino), illustrazioni deliziose e un pizzico di umorismo.

    Dalla presentazione dei personaggi:
    «UN GUFO. Se ne udrà la voce, per un momento, nel capitolo secondo. Nascosto nel folto della foresta, non lo potremo vedere, tanto più che sarà già sceso il crepuscolo. Il ritratto qui stampato è perciò del tutto immaginario. Il gufo sarà solo una delle sue malinconiche cantatine, come abbiamo detto. Poi basta.»

    ha scritto il 

  • 3

    è la prima volta che leggo una "fiaba" come questa. il primo parallelo che mi è saltato all'occhio è con La fattoria degli animali. se non altro per la fine comune dei maiali dell'uno e degli orsi, che qui, ormai accecati dalle effimere ricchezze umane, più belle per gli occhi che utili per diven ...continua

    è la prima volta che leggo una "fiaba" come questa. il primo parallelo che mi è saltato all'occhio è con La fattoria degli animali. se non altro per la fine comune dei maiali dell'uno e degli orsi, che qui, ormai accecati dalle effimere ricchezze umane, più belle per gli occhi che utili per diventare davvero felici, perdono di vista la loro natura. facile fare un parallelo con la nostra esistenza, così piena di inutili orpelli. dei quali non possiamo fare a meno, benchè non ci rendano nè migliori nè felici. ma come dice Leonzio in punto di morte: "Nessuno è necessario a questo mondo. Partito io ci sarà qualche altro galantuomo" e forse, sebbene il tema delle cose che ci possono rendere felici sia toccato da tanti scrittori a più riprese, non c'è una risposta immediata capace di essere l'ottima e definitiva in un tempo così breve come il nostro passaggio su questo pianeta.

    ha scritto il 

  • 3

    Quale magia raddrizza le sofferenze di una guerra?

    Ne diffidavo, come di tutti gli altri libri caldamente raccomandati dalle maestre elementari (davo per scontato che fossero libri noiosi e istruttivi); un libro per bambini, certo, ma con intelligenti spunti avanguardistici (ad esempio, il legame complementare tra testo e immagini, entrambi di Bu ...continua

    Ne diffidavo, come di tutti gli altri libri caldamente raccomandati dalle maestre elementari (davo per scontato che fossero libri noiosi e istruttivi); un libro per bambini, certo, ma con intelligenti spunti avanguardistici (ad esempio, il legame complementare tra testo e immagini, entrambi di Buzzati, con il testo che invita a notare certi dettagli disegnati nelle tavole; il fatto che il testo sia un prosimetro; le frequenti affermazioni metaletterarie), oltre al fatto che non è sempre facile stabilire se un personaggio sia buono o cattivo, e se il finale sia lieto oppure mesto.

    Pubblicato nel 1945, non è un caso che il libro racconti di una storia di guerra (gli orsi calano dalle montagne e affrontano l'esercito del terribile Granduca; come i partigiani?). Quando fa la sua comparsa la colomba della pace, al culmine delle sofferenze causate dagli scontri, rischia di venire trattata in malo modo dai sopravvissuti. Serve allora una magia per raddrizzare almeno i lutti più insostenibili, una magia che nella realtà forse è possibile alla letteratura.

    ha scritto il 

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