Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La fata Carabina

Di

Editore: Feltrinelli

4.1
(10198)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807947242 | Isbn-13: 9788807947247 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

Ti piace La fata Carabina?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
E' proprio attorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorellina di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno un avvenire diverso, vecchietti ...
Ordina per
  • 3

    Giallo & Umorismo

    A distanza di più di vent'anni i problemi della società sembrano essere sempre gli stessi. Pennac descrive in quest'opera la piaga della droga, l'abbandono degli anziani e la corruzione pubblica. E lo ...continua

    A distanza di più di vent'anni i problemi della società sembrano essere sempre gli stessi. Pennac descrive in quest'opera la piaga della droga, l'abbandono degli anziani e la corruzione pubblica. E lo fa narrando la storia di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio.
    Un giallo che porta la comicità verso il ruolo sociale ad essa più congeniale: la riflessione.

    ha scritto il 

  • 4

    "chances di vita"

    Con lo stesso stile vivace de' " Il paradiso degli orchi", Daniel Pennac continua a colorare Belleville e i personaggi che la abitano. Qui la trama è più ingarbugliata, fatta di sottotrame create
    pe ...continua

    Con lo stesso stile vivace de' " Il paradiso degli orchi", Daniel Pennac continua a colorare Belleville e i personaggi che la abitano. Qui la trama è più ingarbugliata, fatta di sottotrame create
    per farci guardare bene oltre le apparenze e per regalarci colpi di scena inaspettati. Benjamin Malaussène viene coinvolto, suo malgrado ,in una storia di omicidi e troppi elementi giocano in suo sfavore. La Polizia lavora in modo pulito e sporco. Dipende da agenti leali, onesti e incorruttibili come Pastor e Van Thien e da figuri loschi come Cercaire, un nome non a caso.
    "Uno schifo di larva dalla piccola coda che cresce nelle risaie- è nominata Cercaire- ti penetra sotto la pelle, ti fa prudere da morire e ti marcisce detro fino a farti pisciare sangue". (p. 102)
    Il lettore è a rischio di attacchi di biliarziosi nel seguire le vicende di gente che, forte della posizione di potere e di autorità che occupa nella società, è disposta ad uccidere, toturare e a sbarazzarsi di un'intera comunità di vecchietti. Per fortuna ci sono anche gli esseri umani in questo porco mondo e " se ti capita di incontrarne uno nella folla seguilo...seguilo".

    ha scritto il 

  • 5

    Le vecchiette armate

    "In questa società ci vuole un incredibile autocontrollo per avere qualche possibilità di rimanere onesti"

    Non so come faccia Pennac. Non so come faccia a rendere bello il brutto, a farmi arrabbiare e ...continua

    "In questa società ci vuole un incredibile autocontrollo per avere qualche possibilità di rimanere onesti"

    Non so come faccia Pennac. Non so come faccia a rendere bello il brutto, a farmi arrabbiare e a farmi rimanere col fiato sospeso sino all'ultimo secondo, ma ce la fa sempre.

    ha scritto il 

  • 4

    Prosegue la mia avventura con le storie di Benjamin Malaussène.
    Come nel primo "Il paradiso degli orchi", anche in questa storia Ben viene coinvolto suo malgrado in un complicato intreccio noir che co ...continua

    Prosegue la mia avventura con le storie di Benjamin Malaussène.
    Come nel primo "Il paradiso degli orchi", anche in questa storia Ben viene coinvolto suo malgrado in un complicato intreccio noir che comprende vecchiette sgozzate, traffico di droga, scomparse misteriose e chi più ne ha più ne metta.
    Confermo la mia "difficoltà" nel leggere Pennac: scrive in maniera molto arzigogolata e intesse complicate trame, tuttavia non risulta fastidioso ma, anzi, accattivante e le sue storie intrise di una malinconica poesia frammista a situazioni surreali e grottesche si leggono con bulimica voglia di scoprire cosa accadrà nelle pagine successive.

    ha scritto il 

  • 5

    "I veri problemi nascono sempre dalle cose che si capiscono fin troppo bene"

    Consiglio
    http://www.illibraio.it/pennac-dopo-celebri-10-diritti-del-lettore-8-nuove-riflessioni-sulla-lettura-181283/ ...continua

    "I veri problemi nascono sempre dalle cose che si capiscono fin troppo bene"

    Consiglio
    http://www.illibraio.it/pennac-dopo-celebri-10-diritti-del-lettore-8-nuove-riflessioni-sulla-lettura-181283/

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta
    riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi,
    ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi conf ...continua

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta
    riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi,
    ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi confonde,
    non riesco a capire alla prima lettura cosa intenda devo
    sempre rileggere due volte alcuni passaggi perchè ci mette
    un sacco di ripetizioni di termini che mi spiazzano.
    Parte con tanti fili che sembrano scollegati fra di loro e
    la scrittura non aiuta a capire a che punto sei e di cosa si stia parlando,
    per poi collegarli alla fine.
    Peccato per lo stile, altrimenti gli avrei dato 5 stelline piene.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi, ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi conf ...continua

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi, ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi confonde, non riesco a capire alla prima lettura cosa intenda devo sempre rileggere due volte alcuni passaggi perchè ci mette un sacco di ripetizioni di termini che mi spiazzano.
    Parte con tanti fili che sembrano scollegati fra di loro e la scrittura non aiuta a capire a che punto sei e di cosa si stia parlando, per poi collegarli alla fine.
    Peccato per lo stile, altrimenti gli avrei dato 5 stelline piene.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppa grazia Sant'Antonio

    Ripeto la stessa recensione (cambiando solo il titolo) che ho fatto per "La prosivendola", poiché l'effetto che mi ha prodotto la lettura di questo libro è esattamente la stessa.
    --------------------- ...continua

    Ripeto la stessa recensione (cambiando solo il titolo) che ho fatto per "La prosivendola", poiché l'effetto che mi ha prodotto la lettura di questo libro è esattamente la stessa.
    ----------------------------------------------------------------------
    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice il proverbio - il troppo stroppia.
    Con i personaggi, gli eventi e le azioni che Pennac mette in scena in uno dei suoi libri se ne potrebbero scrivere 3 o 4 tranquillamente. Certo, tutta questa fantasia è un pregio, ma alla fine la sensazione che mi resta è quella di aver "fatto il pieno", come alla fine di un pasto composto da ottimi ingredienti, ma in quantità esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e ...continua

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e' geniale agli occhi di tutti e a me, durante il nostro primo incontro, e' risultato del tutto indifferente.
    La fata carabina mi colpisce sin dalla prima pagina, col suo incipit fantastico (non dimentichero' facilmente la lastra di ghiaccio a forma di Africa) e prosegue, coinvolgendomi fino all'ultima riga.
    Ora si' che riconosco il genio di Pennac!
    Proseguo con La Prosivendola.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per