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La fata carabina

Di

Editore: Feltrinelli (U. E. 1257)

4.2
(10166)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807812576 | Isbn-13: 9788807812576 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38 e fa secco un giovane commissario di polizia che le si era avvicinato per aiutarla ad attraversare la strada. E' proprio intorno ai vecchietti, vittime e assassini, che gira questo romanzo di Pennac. Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati tossicodipendenti? E perché vengono anche uccisi con sistemi brutali? A queste domande rispondera Benjamin, il protagonista, ritenuto, come al solito, in un primo momento il principale indiziato.
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  • 5

    "I veri problemi nascono sempre dalle cose che si capiscono fin troppo bene"

    Consiglio
    http://www.illibraio.it/pennac-dopo-celebri-10-diritti-del-lettore-8-nuove-riflessioni-sulla-lettura-181283/ ...continua

    "I veri problemi nascono sempre dalle cose che si capiscono fin troppo bene"

    Consiglio
    http://www.illibraio.it/pennac-dopo-celebri-10-diritti-del-lettore-8-nuove-riflessioni-sulla-lettura-181283/

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta
    riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi,
    ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi conf ...continua

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta
    riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi,
    ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi confonde,
    non riesco a capire alla prima lettura cosa intenda devo
    sempre rileggere due volte alcuni passaggi perchè ci mette
    un sacco di ripetizioni di termini che mi spiazzano.
    Parte con tanti fili che sembrano scollegati fra di loro e
    la scrittura non aiuta a capire a che punto sei e di cosa si stia parlando,
    per poi collegarli alla fine.
    Peccato per lo stile, altrimenti gli avrei dato 5 stelline piene.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi, ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi conf ...continua

    Questo è il secondo libro di Daniel Pennac che leggo, e ogni volta riscontro che la storia è molto intrigante, ci sono tanti personaggi pittoreschi, ma il suo particolarissimo modo di scrivere mi confonde, non riesco a capire alla prima lettura cosa intenda devo sempre rileggere due volte alcuni passaggi perchè ci mette un sacco di ripetizioni di termini che mi spiazzano.
    Parte con tanti fili che sembrano scollegati fra di loro e la scrittura non aiuta a capire a che punto sei e di cosa si stia parlando, per poi collegarli alla fine.
    Peccato per lo stile, altrimenti gli avrei dato 5 stelline piene.

    ha scritto il 

  • 3

    Troppa grazia Sant'Antonio

    Ripeto la stessa recensione (cambiando solo il titolo) che ho fatto per "La prosivendola", poiché l'effetto che mi ha prodotto la lettura di questo libro è esattamente la stessa.
    --------------------- ...continua

    Ripeto la stessa recensione (cambiando solo il titolo) che ho fatto per "La prosivendola", poiché l'effetto che mi ha prodotto la lettura di questo libro è esattamente la stessa.
    ----------------------------------------------------------------------
    Che dire di Pennac? Geniale, vulcanico, folle, pirotecnico. estremo, esagerato...
    L'idea del "capro espiatorio" è geniale, così come la scombinata famiglia Malaussene e altre trovate, ma - come dice il proverbio - il troppo stroppia.
    Con i personaggi, gli eventi e le azioni che Pennac mette in scena in uno dei suoi libri se ne potrebbero scrivere 3 o 4 tranquillamente. Certo, tutta questa fantasia è un pregio, ma alla fine la sensazione che mi resta è quella di aver "fatto il pieno", come alla fine di un pasto composto da ottimi ingredienti, ma in quantità esagerata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e ...continua

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e' geniale agli occhi di tutti e a me, durante il nostro primo incontro, e' risultato del tutto indifferente.
    La fata carabina mi colpisce sin dalla prima pagina, col suo incipit fantastico (non dimentichero' facilmente la lastra di ghiaccio a forma di Africa) e prosegue, coinvolgendomi fino all'ultima riga.
    Ora si' che riconosco il genio di Pennac!
    Proseguo con La Prosivendola.

    ha scritto il 

  • 1

    Non so cosa sia successo, ma sono consapevole del fatto che la relazione tra me e Pennac si sia incrinata con questo secondo romanzo.

    Come in qualsiasi terapia di coppia che si rispetti, sono pronta a ...continua

    Non so cosa sia successo, ma sono consapevole del fatto che la relazione tra me e Pennac si sia incrinata con questo secondo romanzo.

    Come in qualsiasi terapia di coppia che si rispetti, sono pronta ad ammettere le mie colpe:

    - Forse il libro è stato letto nel momento sbagliato?

    - Forse il caos dei lavori di ristrutturazione in casa mia è fin troppo affine al caos dei personaggi che regna nel romanzo o nella stessa abitazione della famiglia Malaussène?

    - Forse ultimamente sono altamente irritabile e non sopporto più che Madame Malaussène partorisca figli come non ci fosse un domani per poi lasciarli “assurdamente “ nelle mani dei primogeniti (minorenni)….....e poi perché incentrare la storia su un asiatico che si veste da vecchietta per fare ricerche investigative??? E perché gli anziani cominciano a drogarsi????!!!!!

    - Forse la surrealtà che apprezzavo nel primo romanzo ora mi infastidisce?

    Non c’è che un'unica soluzione: leggere il terzo romanzo “La prosivendola” e dargli un ultima chance.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo intenzione di leggere un classico- giallo, Pennac é capitato a proposito!Bisogna leggere, certamente, questo libro con il giusto approccio...perché si rischia di " non capirlo".
    É un giallo - ir ...continua

    Avevo intenzione di leggere un classico- giallo, Pennac é capitato a proposito!Bisogna leggere, certamente, questo libro con il giusto approccio...perché si rischia di " non capirlo".
    É un giallo - ironico a volte grottesco, inverosimile, peró verso il finale tutti i tasselli tornano ed apprezzi la storia, il finale ti storce anche un lieve sorriso.
    Una storia originale, dove " meno male" troviamo il poliziotto buono che , per il trionfo della verità, inizialmente si mescola ai cattivi e.....si, consigliato.....

    ha scritto il 

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