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La fata carabina

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 1257)

4.2
(10101)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8807812576 | Isbn-13: 9788807812576 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Mélaouah

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 5

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e' geniale agli occhi di tutti e a me, durante il nostro primo incontro, e' risultato del tutto in ...continua

    Dotata di una forte dose di coraggio, dopo che "Il paradiso degli orchi" ha lasciato in me un grosso, enorme, gigantesco punto interrogativo, continuo con Pennac. Proprio non riesco a capire perche' e' geniale agli occhi di tutti e a me, durante il nostro primo incontro, e' risultato del tutto indifferente.
    La fata carabina mi colpisce sin dalla prima pagina, col suo incipit fantastico (non dimentichero' facilmente la lastra di ghiaccio a forma di Africa) e prosegue, coinvolgendomi fino all'ultima riga.
    Ora si' che riconosco il genio di Pennac!
    Proseguo con La Prosivendola.

    ha scritto il 

  • 1

    Non so cosa sia successo, ma sono consapevole del fatto che la relazione tra me e Pennac si sia incrinata con questo secondo romanzo.


    Come in qualsiasi terapia di coppia che si rispetti, sono pronta ad ammettere le mie colpe:


    - Forse il libro è stato letto nel momento sbagliato? ...continua

    Non so cosa sia successo, ma sono consapevole del fatto che la relazione tra me e Pennac si sia incrinata con questo secondo romanzo.

    Come in qualsiasi terapia di coppia che si rispetti, sono pronta ad ammettere le mie colpe:

    - Forse il libro è stato letto nel momento sbagliato?

    - Forse il caos dei lavori di ristrutturazione in casa mia è fin troppo affine al caos dei personaggi che regna nel romanzo o nella stessa abitazione della famiglia Malaussène?

    - Forse ultimamente sono altamente irritabile e non sopporto più che Madame Malaussène partorisca figli come non ci fosse un domani per poi lasciarli “assurdamente “ nelle mani dei primogeniti (minorenni)….....e poi perché incentrare la storia su un asiatico che si veste da vecchietta per fare ricerche investigative??? E perché gli anziani cominciano a drogarsi????!!!!!

    - Forse la surrealtà che apprezzavo nel primo romanzo ora mi infastidisce?

    Non c’è che un'unica soluzione: leggere il terzo romanzo “La prosivendola” e dargli un ultima chance.

    ha scritto il 

  • 4

    Avevo intenzione di leggere un classico- giallo, Pennac é capitato a proposito!Bisogna leggere, certamente, questo libro con il giusto approccio...perché si rischia di " non capirlo".
    É un giallo - ironico a volte grottesco, inverosimile, peró verso il finale tutti i tasselli tornano ed app ...continua

    Avevo intenzione di leggere un classico- giallo, Pennac é capitato a proposito!Bisogna leggere, certamente, questo libro con il giusto approccio...perché si rischia di " non capirlo".
    É un giallo - ironico a volte grottesco, inverosimile, peró verso il finale tutti i tasselli tornano ed apprezzi la storia, il finale ti storce anche un lieve sorriso.
    Una storia originale, dove " meno male" troviamo il poliziotto buono che , per il trionfo della verità, inizialmente si mescola ai cattivi e.....si, consigliato.....

    ha scritto il 

  • 5

    Un fuoco d'artificio...

    ...di quelli che non finiscono mai di stupirti: pieno di colori, suoni, varianti sempre nuove. Adesso come libro è un po' 'passato', ma a suo tempo, è stato letterariamente travolgente. Scrittore sensazionale, anche se questo è (a mio parere) il top della saga Malaussene.

    ha scritto il 

  • 4

    L'insostenibile amarezza della mia stupidità mi deprime, ma ho promesso alla mia ragazza di non usare questa parola [?] con leggerezza, soprattutto oggi. Lei non è stupida è anzi brillante, sa stare in società, soprattutto sa come comportarsi in ogni situazione, il suo problema è che pretende que ...continua

    L'insostenibile amarezza della mia stupidità mi deprime, ma ho promesso alla mia ragazza di non usare questa parola [?] con leggerezza, soprattutto oggi. Lei non è stupida è anzi brillante, sa stare in società, soprattutto sa come comportarsi in ogni situazione, il suo problema è che pretende queste cose anche da me, che invece non sono brillante, non so stare in società e puzzo molto. Ultimamente ho scoperto il gin, spirito finocchio che però ha il suo perché nei party noiosi. Suppongo sia così per la trasparenza: essendo una bevanda diafana finirsi una bottiglia non desta scalpore, in più l'odore si lascia respirare, a differenza del rum o del whiskey con cui per esempio sono cazzi (e non parliamo della birra e cioè di pance gonfie, rigurgiti, fiato luppolato da senzatetto), con il gin gli altri invitati quasi apprezzano l'alcolismo, in fondo sembra acqua, va bene con il limone, certo un po' amaro, ma con una tonica è come acqua frizzante. Forse è un ragionamento un po' sciocco, ma questa semplicità fa buon gioco alla mia causa, infatti la mia ragazza la sera quando torniamo a casa è contenta, perché mi sono mosso in società con efficienza, come piace a lei, come sa fare lei, certo io solo grazie all’efficacia del gin ma questo va bene, per ora. Dico per ora perché le cose stanno già cambiando, prima di addormentarsi stanotte infatti la mia ragazza mi ha accarezzato la mano e mi ha detto, certo [se non] bevessi tutto quel gin, amore, [sarebbe] anche meglio, [ma non fa niente], e si è addormentata. So già che presto quelle parole evolveranno in un mostro a sette teste, come al solito, e fra poco sono tre anni e mezzo che va avanti questa storia, meglio che mi preparo, e quando c'è da prepararsi alla battaglia mi preparo con Mingus, che è pesante, indomabile, uno e trino, nero, giallo e bianco e le palle gli fumano le teste lui le stacca a colpi bassi e anche a morsi, perché tra le altre cose quando lui combatte ride, tanto, tanto da stare male, e per calmarsi deve prendere a morsi qualcuno.

    ha scritto il 

  • 5

    Scoprire casualmente un libro tra gli scaffali di un Bennet. Chiedere a un amico lettore se ne ha mai sentito parlare e ricevere un laconico sms di risposta: << non ti azzardare a leggere quel libro prima de "il paradiso degli Orchi". Te lo presto io. >>
    Così ho scoperto uno dei ...continua

    Scoprire casualmente un libro tra gli scaffali di un Bennet. Chiedere a un amico lettore se ne ha mai sentito parlare e ricevere un laconico sms di risposta: << non ti azzardare a leggere quel libro prima de "il paradiso degli Orchi". Te lo presto io. >>
    Così ho scoperto uno dei cicli più divertenti e brillanti che credo siano mai stati scritti.
    Personaggi qualunque sull'orlo dell'assurdo. Storie familiari di una famiglia non ordinaria ma della quale non si può fare a meno di voler far parte. E quindi si continua a leggere, e leggere,...

    ha scritto il 

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