La fattoria degli animali

I grandi della narrativa - Novecento europeo Vol. 11

Di

Editore: San Paolo - Suppl. a: Famiglia cristiana, n. 6/1998 (Novecento europeo ; 11)

4.3
(24676)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 115 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese , Coreano , Finlandese , Catalano , Svedese , Polacco , Sloveno , Ungherese , Russo , Greco , Giapponese , Croato , Galego , Ceco , Turco

Isbn-10: A000031470 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Tasso

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Suppl. Fam. Crist. n.6 del 18 febbraio 1998
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  • 4

    All'altezza di 1984!!!

    Un libro che merita senza dubbio la fama che ha, l'unico neo rispetto all'altra grande opera di Orwell è che tutto il romanzo si svolge in un centinaio di pagine, senza quindi che l'autore sviluppi in ...continua

    Un libro che merita senza dubbio la fama che ha, l'unico neo rispetto all'altra grande opera di Orwell è che tutto il romanzo si svolge in un centinaio di pagine, senza quindi che l'autore sviluppi in maniera più profonda le varie vicende. Vicende che però lasciano un messaggio chiaro al lettore, ed è questa la vera forza del libro (oltre che, inutile dirlo, allo straordinario modo di scrivere di Orwell).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Libro porta Libro / ANIMAL FARM FEATUIRING M.A. / B. / F.

    Il regalo di Martina si intitolava La fattoria degli animali ed era di George Orwell. L'hai letto? Sarà il mio genere? Posizionai la lampada e mi preparai una fila di sigarette. Poi tracannai così tan ...continua

    Il regalo di Martina si intitolava La fattoria degli animali ed era di George Orwell. L'hai letto? Sarà il mio genere? Posizionai la lampada e mi preparai una fila di sigarette. Poi tracannai così tanto caffè che quando finalmente mi spalancai il libro sulle ginocchia, mi sentivo come un assassino alla prima scossa di sedia elettrica.
    George Orwell aveva cambiato nome, quello vero era Eric Blair. Non lo biasimo. Il suo libro parte con gli animali che si riuniscono e incominciano a lamentarsi di quanto sia grama la vita. In effetti la loro, di vita, sembrava dura: solo lavoro, niente cazzate, niente soldi - e del resto che si aspettavano?

    Mi stupisce sempre il momento in cui trovo il collegamento fra le mie azioni e ciò che le hanno determinate. Il buontempone che avete appena letto è un certo Martin, uno che con la penna ci sa fare, un virtuoso che ha il difetto di essere amante spasmodico dei propri virtuosismi. Io non ricordavo di aver letto questo passaggio, era all’interno di un libro da cinquecento pagine (*1), però, allo stesso modo in cui il nostro corpo incamera le onde elettro magnetiche dei wi-fi che ci circondano, la mia mente doveva essersi segnata questo e i passaggi successivi che ho rintracciato usando la Keyword “Fattoria”. Chiodo scaccia chiodo, libro porta libro, e questo avrà per sempre un posto particolare nella mia libreria. Quando nacque mia figlia.. beh inutile che ne parli, se siete genitori non vi direi niente di nuovo, se non lo siete, non vi interesserebbe. Aveva pochi mesi, io interrogavo sua mamma, come se si trattasse di un oracolo e chiedevo: “Quando potremo parlare io e lei?” (Mamma e bambino hanno un loro linguaggio filogenetico, corporeo da cui il padre è escluso). Iniziammo presto, dieci anni più tardi, La fattoria degli animali è stato il primo libro che abbiamo letto in simultanea. Il piano iniziale, che prevedeva di confrontarci alla fine di ogni capitolo, è saltato, abbiamo deciso di appuntarci le rispettive impressioni e rimandare il confronto alla fine.

    B= Mi piace il modo scarno, diretto, quasi brutale, con il quale la storia viene narrata
    B= Stile epigrammatico e allegorico
    F= Il discorso del vecchio maggiore è stato molto avvincente
    F= Gli animali si comportano come uomini
    B= Non si fa in tempo ad affezionarsi al Vecchio Maggiore che..
    F= La cattiveria di Napoleone rispecchia alla perfezione il carattere dell'uomo
    B= Clarinetto è insopportabile
    F= Il fatto che gli animali sappiano scrivere è impossibile e non serviva
    B= Gondrano ha un nome impossibile da ricordare e un attaccamento al lavoro impossibile da dimenticare
    F= Gondrano è il mio personaggio preferito
    B= il vecchio Benjamin sa già come andrà a finire
    B= Palla di Neve è stato eliminato con il Polonio 210
    F= Il libro racconta una vicenda con poche descrizioni ma si capisce.
    B= Cani e porci potrebbe essere un’espressione successiva al libro
    F= Sembra di vivere l'esperienza accanto agli animali della fattoria, puoi anche divertirti a scegliere con chi allearti e a chi dare ragione

    Volete sapere quel tipo che con la penna ci sa fare che cosa ha scritto in proposito?

    La fattoria degli animali deve essere un libro semplicissimo da seguire... L'unica cosa che mi lasciava perplesso è tutta quella storia dei maiali. Non me la conti, amico, continuavo a ripetermi.
    Voglio dire, come mai proprio i maiali sarebbero poi tanto in gamba, civili, educati? Ma li hai mai visti, tu, dei maiali? Io sì, e credi pure, è un'esperienza da vomitare. Ho avuto modo di osservarli una volta mentre giravo uno spot in una fattoria per una polpetta di suino. Per poco non abbandonai il set, quando mi resi conto del materiale con cui avrei dovuto lavorare. Dovresti vederli quegli irsuti bestioni, questi simil-stronzi a grugnire e sgrufolare nel trogolo. Secondo gli standard comportamentali di una porcilaia, azzannare la coda della propria femmina mentre lei è girata, risulta un esempio di buone maniere, una smanceria d'altri tempi. E quando penso a quello che sono capaci di fare raviolandosi nella mota, rabbrividisco persino io. Ti dico, non è un caso che li abbiano chiamati maiali. Eppure qui Orwell li fa passare per il cervello che sta dietro tutta la fattoria. Di sicuro non aveva mai visto dei maiali in azione. O è così, oppure mi sono perso qualcosa.
    « Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo», lessi, «dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere tra i due». Geniale.

    E che cosa ha fatto dire a Martina?

    - Lo sai vero che è un'allegoria? - disse.
    - Che cosa?
    - un'allegoria. Parla della Rivoluzione Russa.
    - Che cosa?
    Mi spiegò.
    Questa sì che fu una sorpresa, inutile negarlo. La Rivoluzione Russa non mi giungeva del tutto nuova - insomma, avevo sentito che c'era stato un bel po' di casino e di ripensamenti da quelle parti verso il principio del secolo. Ma di sicuro la storia dell'allegoria mi aveva colto di sorpresa. Ascoltai Martina che continuava a parlare. Il cavallo da tiro, sai, Gondrano, quella era la classe contadina. Il piccolo Clarinetto non era solo un maiale, ma anche il propagandista sovietico, Molotov. Lo sapevo che Molotov era stato l'editore della Pravda prima della Rivoluzione? No, non lo sapevo.

    Non è solo l’allegoria della rivoluzione russa, lo è di tutte le rivoluzioni. Il fascino del potere sarà irresistibile per chi avrà la possibilità di esercitarlo, lo farà abusandone. Gli uomini hanno un animo da cani ed un’avidità da maiali, la vera rivoluzione sarebbe mutare la loro natura.

    B= Babbo
    F= Figlia
    (*1) Money – Martin Amis

    ha scritto il 

  • 5

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua ...continua

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua concezione narrativa decisamente originale.
    Se, infatti, in "1984" troviamo un futuro già avviato nella schiavitù, in "Animal Farm" assistiamo al nascere di un'utopia che via via si va, inevitabilmente, sgretolando.
    Scritto nell'agosto del 1945 - basato sulle esperienze della Guerra Civile spagnola dello scrittore stesso - venne pubblicato per la prima volta, non senza opposizione da parte dei censori, nel 1947.
    La storia ambientata in una fattoria narra le vicende di un gruppo di animali che, stanchi dello sfruttamento continuo dell'uomo, si ribellano.
    Dopo la cacciata rocambolesca del padrone, il Signor Jones, decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio: «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni».
    Il loro sogno finisce quando i maiali, capeggiati da un grosso verro pezzato che risponde al nome di Napoleon, iniziali ideatori della Rivoluzione, prendono il controllo della Fattoria instaurando una non troppo velata dittatura, assumendo comportamenti umani addirittura nell'aspetto.
    L'intento di George Orwell era quello di rappresentare un'allegoria del totalitarismo, ma soprattutto della Rivoluzione Russa e dello Stalinismo.
    Ecco dunque ritrovare nei protagonisti della Fattoria degli Animali personaggi o figure dell'epoca: Il Vecchio Maggiore, il maiale più saggio che infonderà i valori utopistici della ribellione senza poi vederne la luce poiché morirà poco dopo, che ricorda lo spirito di Marx, il diabolico Napoleon che costituisce l'"Animalismo" una sorta di dolorosa parodia di Stalin e del comunismo, Gondrano che rappresenta il lavoratore ordinario, umile, onesto e inevitabilmente sfruttato di cui lo slogan è «lavorerò di più », la giovane cavallina bianca Mollie, indifferente alla Rivoluzione e assai vanitosa, che rappresenta l'aristocrazia russa che viveva una vita assai agiata sotto gli zar e che in seguito abbandoneranno la patria dopo la Rivoluzione, il corvo domestico Mosè ovvero la Chiesa Ortodossa Russa che forniva illusioni ai lavoratori per indurli a sopportare lo sfruttamento, fino ad arrivare all'asinello Benjamin, scettico delle teorie della Fattoria, che rappresenta l'intellettuale e lo scrittore stesso.
    Non solo un'allegoria del passato, ma un tremendo monito per un futuro in cui la ricerca del potere finisce prima o poi per tradire gli ideali immaginati.
    Un futuro terribilmente prossimo in cui l'uguaglianza sembra essere davvero un'utopia.

    «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.»

    ha scritto il 

  • 4

    Così bucolico nell'ambientazione e così drammatico e spietato nella trama, il racconto non si presta a molte interpretazioni, dato che fu lo stesso Orwell a spiegarne significato e riferimenti storici ...continua

    Così bucolico nell'ambientazione e così drammatico e spietato nella trama, il racconto non si presta a molte interpretazioni, dato che fu lo stesso Orwell a spiegarne significato e riferimenti storici. Ci sono 1872 recensioni su anobii alcune delle quali davvero illuminanti, dunque temo che ogni altra parola sarebbe inutile.
    Ma un applauso per lo stile fluido e limpidissimo dell'A., per i dialoghi intelligenti e mai banali, per il ritratto e per le caratterizzazioni calzanti di tutti i personaggi animali, per il forte senso del tragico e dell'inevitabile, vorrei poterlo fare.
    Non di alto livello come 1984, si legge e si gode pienamente proprio nella consapevolezza che di 1984 qui si gettano basi e fondamenta.

    ha scritto il 

  • 5

    Nessuna società è perfetta, o forse non sono le società a non essere perfette ma chi le dirige, a volte nascondendosi dietro una facciata di finta democrazia e libertà.
    I maiali prendono potere nella ...continua

    Nessuna società è perfetta, o forse non sono le società a non essere perfette ma chi le dirige, a volte nascondendosi dietro una facciata di finta democrazia e libertà.
    I maiali prendono potere nella fattoria dopo aver fatto scappare il fattore, reo di sfruttare gli animali solo per un suo tornaconto personale. I maiali rispetto agli altri animali detengono la conoscenza, furbizia e intelligenza che gli permettono di imporsi su chi è intellettualmente più debole che li vede con un misto di deferenza e stima, senza rendersi conto di essere sfruttato ancora di più di prima... Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri... La cultura salverà il mondo? Di sicuro permette di avere più potere sugli altri...

    ha scritto il 

  • 3

    perchè questa metafora?

    Strano libro. La metafora della società degli animali dovrebbe significare che ogni rivoluzione, per quanto i suoi principi siano buoni, degenera in dittatura (anche dittatura democratica) per interes ...continua

    Strano libro. La metafora della società degli animali dovrebbe significare che ogni rivoluzione, per quanto i suoi principi siano buoni, degenera in dittatura (anche dittatura democratica) per interessi personali... credo.
    Ma perchè rappresentare questo quadretto, tipicamente antropocentrico, in una società di animali? Non poteva farlo in una società di umani, dove queste cose accadano? Ah già, infatti magari si accorge della cazzata e tre anni dopo scrive 1984, in cui si ritrovano molti degli elementi di questo libro ma in chiave umana.
    Voglio dire: gli animali sono sfruttati, e dandogliene la possibilità si ribellano. Ma non si organizzerebbero mai in una società dittatoriale, perchè non sono uomini. Per fortuna agli animali non passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di assomigliare agli uomini, perchè non sono così scemi e capiscono quali sono le cose importanti: mangiare, dormire, fare l'amore, godersi la vita. Altro che progresso!
    La metafora quindi a lungo andare risulta un po' stucchevole e fuori luogo, ma il libro è scritto bene.

    ha scritto il 

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