La fattoria degli animali

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (I capolavori della medusa)

4.3
(24696)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 142 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese , Coreano , Finlandese , Catalano , Svedese , Polacco , Sloveno , Ungherese , Russo , Greco , Giapponese , Croato , Galego , Ceco , Turco

Isbn-10: A000028200 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Tasso ; Prefazione: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
http://opac.sbn.it/opacsbn/opaclib?db=iccu&select_db=iccu&nentries=1&from=18&searchForm=opac/iccu/error.jsp&resultForward=opac/iccu/full.jsp&do=search_show_cmd&rpnlabel=+Collezione+%3D+capolavori+della+Medusa+&rpnquery=%40attrset+bib-1++%40attr+1%3D4005+%40attr+4%3D1+%22capolavori+della+Medusa%22&totalResult=155&ricerca=navigazione&fname=none&brief=brief
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  • 5

    Rebelión en la Granja es uno de los libros que tengo dentro de mi lista de lectura de mi reto "Cien libros que debes de leer antes de morir". Por lo que, después de verlo mencionado en diversas partes ...continua

    Rebelión en la Granja es uno de los libros que tengo dentro de mi lista de lectura de mi reto "Cien libros que debes de leer antes de morir". Por lo que, después de verlo mencionado en diversas partes, decidí leerlo.

    La trama comienza cuando un cerdo llamado Viejo Mayor se despierta en su lecho y le revela a los demás animales que ha tenido un sueño: que todos ellos se libran de la opresión humana. Días después, fallece y dos cerdos de nombres Snowball y Napoleón se encargan del sueño de el cerdo fallecido.

    Es así como veremos la rebelión de los animales contra los humanos, y después, cómo es que se organizan internamente sin sus opresores.

    Como verán, toda esta historia es una alusión a la opresión del gobierno o las dictaduras que ha sufrido la humanidad a lo largo de su historia. En el que nos invita a reflexionar, que aprendamos de nuestra historia colectiva para aprender de nuestros errores y que no vivamos en la sombra de la ignorancia.

    Leyendo de esa manera, podría sonar que la narrativa de George Orwell en esta obra podría ser difícil de digerir, pero la verdad, es que nos narra toda la situación de una manera ágil y disfrutable donde nos invita a hacer reflexión.

    A su vez, es ideal que veamos a la parte de "Libertad de Prensa" donde el autor nos platica su experiencia sobre la censura y lo impedimentos que sufrió su obra en los años 40's a causa con su gran similitud con las dictaduras soviéticas.

    Debo de decir que fue un libro que me dejó impresionada y lo pondría dentro de mi lista de mis mejores lecturas que van del año.

    ha scritto il 

  • 0

    這是一本很容易閱讀的小說,與其說是寓言故事也許更像社會寫實。隨著故事的發展能夠很清楚的看見掌握權力的動物們,是如何用言語和暴力控制一切。
    可悲的是至今不分國籍的政治依然用著同樣的手段欺騙大部分的人民,而人民也花費大量生命在對抗政府某些惡行。
    我想那些願意站出來指正的人,不外乎都是希望執政者和人民都能夠喚醒自己的良心和智慧吧。

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Pur conoscendo già la trama e il finale, non ho potuto non rimanere colpita dal messaggio di Orwell e del modo in cui lo ha espresso. Ogni specie di animale rappresenta una parte specifica di individu ...continua

    Pur conoscendo già la trama e il finale, non ho potuto non rimanere colpita dal messaggio di Orwell e del modo in cui lo ha espresso. Ogni specie di animale rappresenta una parte specifica di individui della nostra società: le pecore simboleggiano appunto il popolo "pecorone" che non usa la testa ma continua a ripetere tutto ciò che viene detto dal governo come se fosse verità assoluta; ci sono i cavalli, i quali tentano di dare il meglio di loro stessi per la patria, senza ricavarne nulla; i cani rappresentano gli individui intelligenti ma impotenti di fronte al governo; la cavallina Mollie rappresenta la 'minoranza' che trae vantaggio dalla dittatura e che non vuole rinunciare ai suoi privilegi, l'asino il cinismo di chi non si schiera da nessuna parte... e come dimenticare i maiali, quale animale migliore poteva rappresentare i governanti?

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro più inquietante che io abbia mai letto, inquietante nel senso che é impossibile non paragonare ciò che accade nel mondo alla storia (scopo dell'autore tra l'altro, balza all'occhio senza legg ...continua

    Il libro più inquietante che io abbia mai letto, inquietante nel senso che é impossibile non paragonare ciò che accade nel mondo alla storia (scopo dell'autore tra l'altro, balza all'occhio senza leggere recensioni o critiche l'ispirazione reale). Una storia che fa riflettere sulla natura umana, nonostante sia interpretato da animali.

    ha scritto il 

  • 4

    All'altezza di 1984!!!

    Un libro che merita senza dubbio la fama che ha, l'unico neo rispetto all'altra grande opera di Orwell è che tutto il romanzo si svolge in un centinaio di pagine, senza quindi che l'autore sviluppi in ...continua

    Un libro che merita senza dubbio la fama che ha, l'unico neo rispetto all'altra grande opera di Orwell è che tutto il romanzo si svolge in un centinaio di pagine, senza quindi che l'autore sviluppi in maniera più profonda le varie vicende. Vicende che però lasciano un messaggio chiaro al lettore, ed è questa la vera forza del libro (oltre che, inutile dirlo, allo straordinario modo di scrivere di Orwell).

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Libro porta Libro / ANIMAL FARM FEATUIRING M.A. / B. / F.

    Il regalo di Martina si intitolava La fattoria degli animali ed era di George Orwell. L'hai letto? Sarà il mio genere? Posizionai la lampada e mi preparai una fila di sigarette. Poi tracannai così tan ...continua

    Il regalo di Martina si intitolava La fattoria degli animali ed era di George Orwell. L'hai letto? Sarà il mio genere? Posizionai la lampada e mi preparai una fila di sigarette. Poi tracannai così tanto caffè che quando finalmente mi spalancai il libro sulle ginocchia, mi sentivo come un assassino alla prima scossa di sedia elettrica.
    George Orwell aveva cambiato nome, quello vero era Eric Blair. Non lo biasimo. Il suo libro parte con gli animali che si riuniscono e incominciano a lamentarsi di quanto sia grama la vita. In effetti la loro, di vita, sembrava dura: solo lavoro, niente cazzate, niente soldi - e del resto che si aspettavano?

    Mi stupisce sempre il momento in cui trovo il collegamento fra le mie azioni e ciò che le hanno determinate. Il buontempone che avete appena letto è un certo Martin, uno che con la penna ci sa fare, un virtuoso che ha il difetto di essere amante spasmodico dei propri virtuosismi. Io non ricordavo di aver letto questo passaggio, era all’interno di un libro da cinquecento pagine (*1), però, allo stesso modo in cui il nostro corpo incamera le onde elettro magnetiche dei wi-fi che ci circondano, la mia mente doveva essersi segnata questo e i passaggi successivi che ho rintracciato usando la Keyword “Fattoria”. Chiodo scaccia chiodo, libro porta libro, e questo avrà per sempre un posto particolare nella mia libreria. Quando nacque mia figlia.. beh inutile che ne parli, se siete genitori non vi direi niente di nuovo, se non lo siete, non vi interesserebbe. Aveva pochi mesi, io interrogavo sua mamma, come se si trattasse di un oracolo e chiedevo: “Quando potremo parlare io e lei?” (Mamma e bambino hanno un loro linguaggio filogenetico, corporeo da cui il padre è escluso). Iniziammo presto, dieci anni più tardi, La fattoria degli animali è stato il primo libro che abbiamo letto in simultanea. Il piano iniziale, che prevedeva di confrontarci alla fine di ogni capitolo, è saltato, abbiamo deciso di appuntarci le rispettive impressioni e rimandare il confronto alla fine.

    B= Mi piace il modo scarno, diretto, quasi brutale, con il quale la storia viene narrata
    B= Stile epigrammatico e allegorico
    F= Il discorso del vecchio maggiore è stato molto avvincente
    F= Gli animali si comportano come uomini
    B= Non si fa in tempo ad affezionarsi al Vecchio Maggiore che..
    F= La cattiveria di Napoleone rispecchia alla perfezione il carattere dell'uomo
    B= Clarinetto è insopportabile
    F= Il fatto che gli animali sappiano scrivere è impossibile e non serviva
    B= Gondrano ha un nome impossibile da ricordare e un attaccamento al lavoro impossibile da dimenticare
    F= Gondrano è il mio personaggio preferito
    B= il vecchio Benjamin sa già come andrà a finire
    B= Palla di Neve è stato eliminato con il Polonio 210
    F= Il libro racconta una vicenda con poche descrizioni ma si capisce.
    B= Cani e porci potrebbe essere un’espressione successiva al libro
    F= Sembra di vivere l'esperienza accanto agli animali della fattoria, puoi anche divertirti a scegliere con chi allearti e a chi dare ragione

    Volete sapere quel tipo che con la penna ci sa fare che cosa ha scritto in proposito?

    La fattoria degli animali deve essere un libro semplicissimo da seguire... L'unica cosa che mi lasciava perplesso è tutta quella storia dei maiali. Non me la conti, amico, continuavo a ripetermi.
    Voglio dire, come mai proprio i maiali sarebbero poi tanto in gamba, civili, educati? Ma li hai mai visti, tu, dei maiali? Io sì, e credi pure, è un'esperienza da vomitare. Ho avuto modo di osservarli una volta mentre giravo uno spot in una fattoria per una polpetta di suino. Per poco non abbandonai il set, quando mi resi conto del materiale con cui avrei dovuto lavorare. Dovresti vederli quegli irsuti bestioni, questi simil-stronzi a grugnire e sgrufolare nel trogolo. Secondo gli standard comportamentali di una porcilaia, azzannare la coda della propria femmina mentre lei è girata, risulta un esempio di buone maniere, una smanceria d'altri tempi. E quando penso a quello che sono capaci di fare raviolandosi nella mota, rabbrividisco persino io. Ti dico, non è un caso che li abbiano chiamati maiali. Eppure qui Orwell li fa passare per il cervello che sta dietro tutta la fattoria. Di sicuro non aveva mai visto dei maiali in azione. O è così, oppure mi sono perso qualcosa.
    « Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo», lessi, «dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere tra i due». Geniale.

    E che cosa ha fatto dire a Martina?

    - Lo sai vero che è un'allegoria? - disse.
    - Che cosa?
    - un'allegoria. Parla della Rivoluzione Russa.
    - Che cosa?
    Mi spiegò.
    Questa sì che fu una sorpresa, inutile negarlo. La Rivoluzione Russa non mi giungeva del tutto nuova - insomma, avevo sentito che c'era stato un bel po' di casino e di ripensamenti da quelle parti verso il principio del secolo. Ma di sicuro la storia dell'allegoria mi aveva colto di sorpresa. Ascoltai Martina che continuava a parlare. Il cavallo da tiro, sai, Gondrano, quella era la classe contadina. Il piccolo Clarinetto non era solo un maiale, ma anche il propagandista sovietico, Molotov. Lo sapevo che Molotov era stato l'editore della Pravda prima della Rivoluzione? No, non lo sapevo.

    Non è solo l’allegoria della rivoluzione russa, lo è di tutte le rivoluzioni. Il fascino del potere sarà irresistibile per chi avrà la possibilità di esercitarlo, lo farà abusandone. Gli uomini hanno un animo da cani ed un’avidità da maiali, la vera rivoluzione sarebbe mutare la loro natura.

    B= Babbo
    F= Figlia
    (*1) Money – Martin Amis

    ha scritto il 

  • 5

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua ...continua

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua concezione narrativa decisamente originale.
    Se, infatti, in "1984" troviamo un futuro già avviato nella schiavitù, in "Animal Farm" assistiamo al nascere di un'utopia che via via si va, inevitabilmente, sgretolando.
    Scritto nell'agosto del 1945 - basato sulle esperienze della Guerra Civile spagnola dello scrittore stesso - venne pubblicato per la prima volta, non senza opposizione da parte dei censori, nel 1947.
    La storia ambientata in una fattoria narra le vicende di un gruppo di animali che, stanchi dello sfruttamento continuo dell'uomo, si ribellano.
    Dopo la cacciata rocambolesca del padrone, il Signor Jones, decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio: «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni».
    Il loro sogno finisce quando i maiali, capeggiati da un grosso verro pezzato che risponde al nome di Napoleon, iniziali ideatori della Rivoluzione, prendono il controllo della Fattoria instaurando una non troppo velata dittatura, assumendo comportamenti umani addirittura nell'aspetto.
    L'intento di George Orwell era quello di rappresentare un'allegoria del totalitarismo, ma soprattutto della Rivoluzione Russa e dello Stalinismo.
    Ecco dunque ritrovare nei protagonisti della Fattoria degli Animali personaggi o figure dell'epoca: Il Vecchio Maggiore, il maiale più saggio che infonderà i valori utopistici della ribellione senza poi vederne la luce poiché morirà poco dopo, che ricorda lo spirito di Marx, il diabolico Napoleon che costituisce l'"Animalismo" una sorta di dolorosa parodia di Stalin e del comunismo, Gondrano che rappresenta il lavoratore ordinario, umile, onesto e inevitabilmente sfruttato di cui lo slogan è «lavorerò di più », la giovane cavallina bianca Mollie, indifferente alla Rivoluzione e assai vanitosa, che rappresenta l'aristocrazia russa che viveva una vita assai agiata sotto gli zar e che in seguito abbandoneranno la patria dopo la Rivoluzione, il corvo domestico Mosè ovvero la Chiesa Ortodossa Russa che forniva illusioni ai lavoratori per indurli a sopportare lo sfruttamento, fino ad arrivare all'asinello Benjamin, scettico delle teorie della Fattoria, che rappresenta l'intellettuale e lo scrittore stesso.
    Non solo un'allegoria del passato, ma un tremendo monito per un futuro in cui la ricerca del potere finisce prima o poi per tradire gli ideali immaginati.
    Un futuro terribilmente prossimo in cui l'uguaglianza sembra essere davvero un'utopia.

    «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.»

    ha scritto il 

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