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La fattoria degli animali

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 38

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

4.3
(23778)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese , Coreano , Finlandese , Catalano , Svedese , Polacco , Sloveno , Ungherese , Russo , Greco , Giapponese , Croato , Galego , Ceco , Turco

Isbn-10: 8481305359 | Isbn-13: 9788481305357 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Scintillante parabola laica sui meccanismi di degenerazione dell'egualitarismo, La fattoria degli animali dové attendere, per vedere la luce, il 1945 e la fine della seconda guerra mondiale, nonostante fosse stato ultimato agli inizi del 1944: nessun editore inglese aveva infatti voluto correre il rischio di stampare un'opera che poteva esser letta come un violento attacco alla politica dell'alleato Stalin. E in effetti la Fattoria Padronale in cui si svolgono i fatti poteva ben identificarsi con l'Unione Sovietica, così come il fallimento della rivoluzione degli animali sembrava impietosamente alludere a quello della Rivoluzione d'Ottobre e al naufragio dello slancio ideale che l'aveva animata.In quella fattoria gli animali domestici insorgono vittoriosamente contro gli uomini che li sfruttano, e instaurano una convivenza basata sull'assoluta uguaglianza di tutti; ma ben presto i maiali, più intelligenti degli altri, assumono il controllo della comunità, badando soltanto a mantenere e perfezionare il loro potere: finché il maiale Napoleon, dopo aver costretto alla fuga l'opposizione interna, diverrà un padrone in tutto simile agli esecrati uomini, nella totale inconsapevolezza dei suoi poveri sudditi.Mirabilmente giocato sui registri del comico e del grottesco, il romanzo è in realtà una spietata disamina delle mostruosità che può produrre una politica intesa come puro e cinico esercizio del potere, quale che sia l'ideologia che la informa; ed è anche, in definitiva, un accorato richiamo alla necessità ineludibile che i valori etici continuino a trionfare sulle ragioni diaboliche del predominio sociale e della sopraffazione economica.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Genial

    Espectacular fábula satírica de la revolución rusa y el auge del comunismo. Posee todos los condimentos de la época, caracterizando al Zar derrocado como el granjero dueño de la finca, a Stalin como ...continua

    Espectacular fábula satírica de la revolución rusa y el auge del comunismo. Posee todos los condimentos de la época, caracterizando al Zar derrocado como el granjero dueño de la finca, a Stalin como al cerdo líder, a Trotski como a un cerdo pensador y luego injuriado hasta la muerte, perros como fuerza de choque y un cerdo como ministro de propaganda, la clase trabajadora personificada con un fuerte e incansable caballo y un antiguo burro se encuentra constantemente en desacuerdo a lo acontecido, dada su experiencia vivida. Dura crítica al régimen soviético de la época, comenzando la revolución persiguiendo un fin loable, pero los nuevos líderes se van corrompiendo poco a poco, plagando de propaganda y pobreza a sus conciudadanos, hasta convertirse en lo que derrocaron.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione di Gabriele B. I C

    Il comunismo e gli animali. Due cose completamente spaiate. Ma solo apparentemente.
    George Orwell ha cercato di spiegare il regime totalitario con questi due termini, nel suo libro La fattoria degli a ...continua

    Il comunismo e gli animali. Due cose completamente spaiate. Ma solo apparentemente.
    George Orwell ha cercato di spiegare il regime totalitario con questi due termini, nel suo libro La fattoria degli animali.
    La storia racconta della presa di posizione da parte degli animali nei confronti degli umani, che vengono cacciati da una fattoria. Ben presto si sente il bisogno di qualcuno che li rappresenti, che conduca le loro riunioni. Allora entrano in scena i maiali, che diventano i veri e propri padroni della fattoria. Inizialmente, essi propongono molte rivoluzioni interne, sul lavoro, sul cibo, per rendere tutti uguali. Per un certo periodo, le cose vanno per il meglio, ma in seguito diventa sempre più palese (agli occhi del lettore) lo sfruttamento dei maiali sugli altri animali. Alla fine del libro, i maiali convocano una riunione con i vicini fattori, e si vedono loro che stanno in piedi, vestiti eleganti, e che parlano, bevono, ridono e concludono affari, come degli uomini. Considerati fino a poco tempo prima, a loro detta, simbolo del male.
    A me piace definire questo libro molto “versatile”. Nel senso che possono leggerlo tutti, dai bambini agli anziani, per il linguaggio molto semplice, per le immagini che descrive, molto semplici, ma soprattutto per il significato molto profondo a cui vuole arrivare: la descrizione del regime totalitario, tipo di governo predominante nel Mondo del 1900. È chiaro che un bambino non capirà, inizialmente, ma d’altra parte questi governi a chi erano chiari? Forse non arriveremo mai a decifrare tutta la ragnatela che c’era sotto al sistema. Quel sistema che voleva rendere tutti uguali, togliere la personalità, il carattere, il nome delle persone. Per molti è meglio leggere il comunismo tra gli animali, dato che noi non vogliamo riconoscerci come tali. E che colleghiamo quegli avvenimenti a persone, che non erano persone; ma erano visti come bestie.

    ha scritto il 

  • 5

    Vista la mia poca cultura non mi metterò a scrivere un trattato sulle dittature.
    Mi limito a trarne l'insegnamento che istruzione e memoria sono forse le uniche armi in grado di contrastare lo svilupp ...continua

    Vista la mia poca cultura non mi metterò a scrivere un trattato sulle dittature.
    Mi limito a trarne l'insegnamento che istruzione e memoria sono forse le uniche armi in grado di contrastare lo sviluppo di una dittatura. Istruzione, memoria e coraggio delle proprie idee.

    ha scritto il 

  • 4

    Rebelión en la granja me ha parecido una lectura bastante curiosa e interesante en la que George Orwell, a través de una fábula, nos invita a reflexionar sobre el ansia de poder y toda la corrupción q ...continua

    Rebelión en la granja me ha parecido una lectura bastante curiosa e interesante en la que George Orwell, a través de una fábula, nos invita a reflexionar sobre el ansia de poder y toda la corrupción que deriva de él. Una novela atemporal que pese a toda la importancia que se le da al tema político resulta amena y entretenida de leer. Recomendable 100%.

    http://lavidasecretadeloslibros.blogspot.com.es/2015/04/resena-rebelion-en-la-granja-de-george.html

    ha scritto il 

  • 3

    Satira cult sopravvalutata

    Il signor Jones è un pessimo padrone: trascura la sua fattoria, maltratta gli animali, li picchia, li affama, li carica di lavoro. Un giorno essi si ribellano e, capeggiati dai maiali Napoleon e Palla ...continua

    Il signor Jones è un pessimo padrone: trascura la sua fattoria, maltratta gli animali, li picchia, li affama, li carica di lavoro. Un giorno essi si ribellano e, capeggiati dai maiali Napoleon e Palla di Neve, scacciano il proprietario e proclamano un nuovo stato fondato sull’uguaglianza e il rispetto reciproco. Presto, però, i due capi rivoluzionari entrano in conflitto x il potere, e Napoleon, fuggito il rivale, lo accusa di ogni nefandezza e diviene il dittatore della fattoria. I maiali sono la casta dominante, gli altri animali lavorano x loro, finché un giorno scoprono esterrefatti che non c’è più differenza fra uomini e maiali: anche questi, infatti camminano ritti su due zampe e contrattano con gli ex nemici. Sferzante satira sull’ascesa al potere di Stalin e sul comunismo sovietico, in cui ogni personaggio animale trova corrispondenza in una classe sociale: il cavallo Gondrano è il lavoratore stakanovista, il corvo Mosè, il clero, i cani feroci, le guardie armate, le pecore, il popolo adorante e succube, il saggio asino Bejamin, la borghesia rassegnata. Scritto da un socialista contro l’estremismo comunista negli anni del secondo conflitto mondiale, il libro faticò a trovare un editore in Inghilterra: tutti ritenevano inopportuna una presa di posizione contro l’alleato sovietico e il suo capo Stalin. Oggi, a decenni dalla caduta del Muro di Berlino e dalla scomparsa del regime sovietico, il libro resta comunque attuale, una satira amara su come sia impossibile una società utopistica fondata sull’uguaglianza: il potere è una droga e un veleno cui nessuno può sottrarsi, nel momento stesso in cui lo ottiene. Un romanzo breve di piacevole lettura, da cui è stato tratto un simpatico film a cartoni animati, anche se a mio avviso la morale è un po’ scontata e, x quanto rimanga un cult, non un capolavoro assoluto della letteratura.

    ha scritto il 

  • 5

    "Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due."

    Chiara e trasparente allegoria della Rivolu ...continua

    "Le creature di fuori guardavano dal maiale all'uomo, dall'uomo al maiale e ancora dal maiale all'uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due."

    Chiara e trasparente allegoria della Rivoluzione Russa ma in generale di ogni rivoluzione popolare scoppiata e poi tradita e dove, alla fine, a cambiare sono soltanto i padroni.

    ha scritto il 

  • 4

    Com'è noto, "La Fattoria degli Animali" sotto il livello superficiale della favola allegorica per bambini con animali umanizzati nello stile che fu di Esopo, nasconde la parabola della rivoluzione rus ...continua

    Com'è noto, "La Fattoria degli Animali" sotto il livello superficiale della favola allegorica per bambini con animali umanizzati nello stile che fu di Esopo, nasconde la parabola della rivoluzione russa raccontata con estrema precisione, con Stalin e Trotsky nelle parti di due maiali, Napoleone e Palla di Neve ed altre bestie a incarnare personaggi noti o addirittura intere classi sociali (il cavallo Grondano, il ceto operaio; il corvo, la Chiesa ortodossa; il contadino Jones, lo zar eccetera).

    Inutile dire che l'esperimento di Orwell risulta riuscitissimo, cogliendo perfettamente il bersaglio. La lettura è scorrevolissima, anche perché il testo è breve, poco più di cento pagine, i personaggi sono ben inquadrati ed il crescendo di nefandezze ben orchestrato. Insomma non c'è molto da dire; è un capolavoro della letteratura moderna, immancabile per ogni aNobista che si rispetti e non solo.

    ha scritto il 

  • 5

    Potente e geniale.

    A mio dire, una delle opere più riuscite dell'epoca moderna.
    Semplice, quasi infantile, ma altrettanto demotivante, violento, allegorico ed efficace. Molto più terribile dei vari romanzi horror che si ...continua

    A mio dire, una delle opere più riuscite dell'epoca moderna.
    Semplice, quasi infantile, ma altrettanto demotivante, violento, allegorico ed efficace. Molto più terribile dei vari romanzi horror che si potrebbero acquistare, e sorprendentemente esplicito.
    Questo libro ha l'inquietante prerogativa di non diventare mai obsoleto. La sua attualità è direttamente proporzionale al tempo che passa.

    ha scritto il 

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