La fattoria degli animali

Di

Editore: Mondadori (I Miti, 28)

4.3
(24584)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 149 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Portoghese , Francese , Tedesco , Olandese , Coreano , Finlandese , Catalano , Svedese , Polacco , Sloveno , Ungherese , Russo , Greco , Giapponese , Croato , Galego , Ceco , Turco

Isbn-10: 8804415959 | Isbn-13: 9788804415954 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Tasso

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Stanchi del dominio dell'uomo, gli animali della fattoria si ribellano e, sotto la guida dei maiali, riescono a creare un nuovo ordine. Ben presto però i leader rivoluzionari si trasformano in aguzzini, instaurando una feroce dittatura suina. Una satira acuta del totalitarismo staliniano e di tutte le dittatute ideologizzate.
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  • 5

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua ...continua

    Da sempre (erroneamente) considerato il fratello minore dell'altro grande capolavoro ("1984") dello scrittore inglese George Orwell, "Animal Farm" sorprende per la sua cruda lungimiranza e per la sua concezione narrativa decisamente originale.
    Se, infatti, in "1984" troviamo un futuro già avviato nella schiavitù, in "Animal Farm" assistiamo al nascere di un'utopia che via via si va, inevitabilmente, sgretolando.
    Scritto nell'agosto del 1945 - basato sulle esperienze della Guerra Civile spagnola dello scrittore stesso - venne pubblicato per la prima volta, non senza opposizione da parte dei censori, nel 1947.
    La storia ambientata in una fattoria narra le vicende di un gruppo di animali che, stanchi dello sfruttamento continuo dell'uomo, si ribellano.
    Dopo la cacciata rocambolesca del padrone, il Signor Jones, decidono di dividere il risultato del loro lavoro seguendo il principio: «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni».
    Il loro sogno finisce quando i maiali, capeggiati da un grosso verro pezzato che risponde al nome di Napoleon, iniziali ideatori della Rivoluzione, prendono il controllo della Fattoria instaurando una non troppo velata dittatura, assumendo comportamenti umani addirittura nell'aspetto.
    L'intento di George Orwell era quello di rappresentare un'allegoria del totalitarismo, ma soprattutto della Rivoluzione Russa e dello Stalinismo.
    Ecco dunque ritrovare nei protagonisti della Fattoria degli Animali personaggi o figure dell'epoca: Il Vecchio Maggiore, il maiale più saggio che infonderà i valori utopistici della ribellione senza poi vederne la luce poiché morirà poco dopo, che ricorda lo spirito di Marx, il diabolico Napoleon che costituisce l'"Animalismo" una sorta di dolorosa parodia di Stalin e del comunismo, Gondrano che rappresenta il lavoratore ordinario, umile, onesto e inevitabilmente sfruttato di cui lo slogan è «lavorerò di più », la giovane cavallina bianca Mollie, indifferente alla Rivoluzione e assai vanitosa, che rappresenta l'aristocrazia russa che viveva una vita assai agiata sotto gli zar e che in seguito abbandoneranno la patria dopo la Rivoluzione, il corvo domestico Mosè ovvero la Chiesa Ortodossa Russa che forniva illusioni ai lavoratori per indurli a sopportare lo sfruttamento, fino ad arrivare all'asinello Benjamin, scettico delle teorie della Fattoria, che rappresenta l'intellettuale e lo scrittore stesso.
    Non solo un'allegoria del passato, ma un tremendo monito per un futuro in cui la ricerca del potere finisce prima o poi per tradire gli ideali immaginati.
    Un futuro terribilmente prossimo in cui l'uguaglianza sembra essere davvero un'utopia.

    «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.»

    ha scritto il 

  • 4

    Così bucolico nell'ambientazione e così drammatico e spietato nella trama, il racconto non si presta a molte interpretazioni, dato che fu lo stesso Orwell a spiegarne significato e riferimenti storici ...continua

    Così bucolico nell'ambientazione e così drammatico e spietato nella trama, il racconto non si presta a molte interpretazioni, dato che fu lo stesso Orwell a spiegarne significato e riferimenti storici. Ci sono 1872 recensioni su anobii alcune delle quali davvero illuminanti, dunque temo che ogni altra parola sarebbe inutile.
    Ma un applauso per lo stile fluido e limpidissimo dell'A., per i dialoghi intelligenti e mai banali, per il ritratto e per le caratterizzazioni calzanti di tutti i personaggi animali, per il forte senso del tragico e dell'inevitabile, vorrei poterlo fare.
    Non di alto livello come 1984, si legge e si gode pienamente proprio nella consapevolezza che di 1984 qui si gettano basi e fondamenta.

    ha scritto il 

  • 5

    Nessuna società è perfetta, o forse non sono le società a non essere perfette ma chi le dirige, a volte nascondendosi dietro una facciata di finta democrazia e libertà.
    I maiali prendono potere nella ...continua

    Nessuna società è perfetta, o forse non sono le società a non essere perfette ma chi le dirige, a volte nascondendosi dietro una facciata di finta democrazia e libertà.
    I maiali prendono potere nella fattoria dopo aver fatto scappare il fattore, reo di sfruttare gli animali solo per un suo tornaconto personale. I maiali rispetto agli altri animali detengono la conoscenza, furbizia e intelligenza che gli permettono di imporsi su chi è intellettualmente più debole che li vede con un misto di deferenza e stima, senza rendersi conto di essere sfruttato ancora di più di prima... Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri... La cultura salverà il mondo? Di sicuro permette di avere più potere sugli altri...

    ha scritto il 

  • 3

    perchè questa metafora?

    Strano libro. La metafora della società degli animali dovrebbe significare che ogni rivoluzione, per quanto i suoi principi siano buoni, degenera in dittatura (anche dittatura democratica) per interes ...continua

    Strano libro. La metafora della società degli animali dovrebbe significare che ogni rivoluzione, per quanto i suoi principi siano buoni, degenera in dittatura (anche dittatura democratica) per interessi personali... credo.
    Ma perchè rappresentare questo quadretto, tipicamente antropocentrico, in una società di animali? Non poteva farlo in una società di umani, dove queste cose accadano? Ah già, infatti magari si accorge della cazzata e tre anni dopo scrive 1984, in cui si ritrovano molti degli elementi di questo libro ma in chiave umana.
    Voglio dire: gli animali sono sfruttati, e dandogliene la possibilità si ribellano. Ma non si organizzerebbero mai in una società dittatoriale, perchè non sono uomini. Per fortuna agli animali non passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di assomigliare agli uomini, perchè non sono così scemi e capiscono quali sono le cose importanti: mangiare, dormire, fare l'amore, godersi la vita. Altro che progresso!
    La metafora quindi a lungo andare risulta un po' stucchevole e fuori luogo, ma il libro è scritto bene.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro riesce, più di qualunque altro, a cavarti fuori di bocca una quantità scandalosa di oscenità. Bastardi, bastardi, bastardi. Diventa un mantra da ripetere a ogni abuso di potere della cast ...continua

    Questo libro riesce, più di qualunque altro, a cavarti fuori di bocca una quantità scandalosa di oscenità. Bastardi, bastardi, bastardi. Diventa un mantra da ripetere a ogni abuso di potere della casta dominante, a una frequenza minima di un paio di volte per pagina.

    E ogni volta che, di 'sti tempi, capita di far zapping sul telegiornale...

    ha scritto il 

  • 4

    Convertido en un clásico del siglo XX está fábula es por veces divertida, terrorífica o , quizás a estas alturas de los años 2000 , algo inocente.
    Escrita con el único fin de mostrarnos la realidad de ...continua

    Convertido en un clásico del siglo XX está fábula es por veces divertida, terrorífica o , quizás a estas alturas de los años 2000 , algo inocente.
    Escrita con el único fin de mostrarnos la realidad del stalinismo en una época en que éste era el aliado de occidente (en plena segunda guerra mundial) y mucha gente de Europa confiaba en el Comunismo.
    Orwell salió totalmente desencantado de su terrible experiencia en la guerra civil española y dedicó el resto de su obra a denunciar como Stalin corrompió las ideas socialistas.
    Sin llegar ni de lejos a la perfección y elaboración de 1984, no olvidemos que esto es una fábula con fines didácticos, el estilo de Orwell es preciso y contundente y te engancha a una historia en principio absurda, pero que según va avanzando se convierte en muy realista (basta cambiar los animales por personas).

    ha scritto il 

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