La fattoria degli animali - 1984

Di

Editore: Club degli editori

4.2
(660)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Russo

Isbn-10: A000071260 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Tasso , Gabriele Baldin

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Questo libro che all’apparenza sembra essere un racconto per bambini in realtà offre molti spunti di riflessione, e anche se scritto nel lontano 1945 ha a mio avviso un incredibile riscontro con la re ...continua

    Questo libro che all’apparenza sembra essere un racconto per bambini in realtà offre molti spunti di riflessione, e anche se scritto nel lontano 1945 ha a mio avviso un incredibile riscontro con la realtà odierna.

    La trama molto semplice lo rende scorrevole.

    La storia è ambientata in una fattoria inglese, la “fattoria padronale” del sig. Jones. Un giorno il maiale più anziano chiamato Vecchio Maggiore, radunò tutti gli animali e raccontò loro la sua riflessione su sogno della notte precedente. La sua tesi era la seguente, gli animali avrebbero dovuto ribellarsi all’uomo in quanto da lui sfruttati. Gli animali col passare del tempo si convinsero che la rivoluzione fosse stata l’unica via d’uscita a quella situazione e così l’attuarono.

    Gli animali della fattoria iniziarono così a creare la loro società, si divisero i compiti basandoli sui principi d’uguaglianza. All’inizio le cose sembrava andassero nel migliore dei modi, ma col passare del tempo, i maiali, più intelligenti degli altri animali, cominciarono a comportarsi in modo differente.

    Qui emergono due figure importanti e sono quelle di Napoleon e Palladineve, i due leader indiscussi, che non vanno molto d’accordo per la voglia del primo di prendere il, potere assoluto sulla fattoria.

    Palladineve, molto più democratico, con le sue idee innovative e di uguaglianze e di rispetto sembra prendere il sopravvento, ma durante un comizio, quando ormai i giochi sembravano fatti, viene messo in fuga dai cani di Napoleon. A questo punto parte una campagna denigratoria nei confronti di Palladineve, messa in atto dal porta voce di Napoleon, il maiale Clarinetto, il quale da abile oratore riesce ad alterare a suo piacere la realtà al punto tale da convincere gli altri animali della fattoria della bontà dei sui racconti.

    Napoleon sempre più smanioso di potere comincia a comportarsi sempre di più come il suo predecessore umano, ovvero riservando a lui e al suo staff tutti gli agi possibili, mettendo a dura prova i suoi subalterni. Aumenta le ore di lavoro, diminuisce le razioni di cibo e comincia ad instaurare rapporti con gli umani e modifica lo statuto a suo interesse “I sette comandamenti” scritti all’inizio della rivoluzione, arrivando addirittura a camminare su due zampe come gli umani e cambiare il nome della fattoria da “Fattoria degli Animali” a “Fattoria Padronale” com’era all’inizio.

    Nell’immagine finale, durante una festa organizzata da Napoleon con gli altri fattori umani, gli animali che spiano dalla finestra non sono più in grado di distinguere chi è l’uomo e chi è il maiale.

    Come detto precedentemente seppur questo racconto abbia ormai più di settanta anni è a mio avviso molto attuale, in quanto mette in risalto alcuni aspetti del nostro tempo. Uno su tutti è la cultura, il basso livello culturale degli altri animale diventa terreno fertile per il maiale, animale più intelligente, il quale riesce abilmente a indirizzare il pensiero di tutti in un'unica direzione, la sua. L’ignoranza degli altri non permette di analizzare le sue tesi in modo critico e qualora qualcuno obiettasse sul suo operato verrebbe subito punito. La stessa cosa capita ai nostri giorni dove personaggi scorretti manipolano la verità con solo scopo di far denaro sfruttando la disperazione delle persone più disagiate.

    Un altro aspetto importante che lega questo racconto ai nostri giorni è la creazione di una casta intoccabile, nel racconto è quella dei maiali, nella nostra realtà e quella dei politici o dei mafiosi.

    Infine emerge in modo molto evidente che il più delle volte un leader non sempre opera per il bene del popolo ma molto spesso per interessi personali, anche se questa è principalmente una posizione dei regimi dittatoriali è un aspetto che ahimè troviamo attualmente anche in nei paesi considerati democratici.

    Concluderei con la frase che più mi ha colpito e che condivido: “L’uomo è il solo nemico che abbiamo”, si tolga l’uomo dalla scena e sarà tolta per sempre la causa della fame e della fatica”, ovviamente con uomo si intende colui che pensa solo al proprio interesse.

    ha scritto il 

  • 2

    Per questo romanzo dico si ma ni. O meglio si mi è piaciuta la metafora degli animali per descrivere la società ma dico ni perché lo stile di scrittura non mi ha preso molto. Ho fatto un po’ di fatica ...continua

    Per questo romanzo dico si ma ni. O meglio si mi è piaciuta la metafora degli animali per descrivere la società ma dico ni perché lo stile di scrittura non mi ha preso molto. Ho fatto un po’ di fatica a leggerlo, che non sia il romanzo giusto per conoscere Orwell? Forse non sono riuscita io ad entrare nell’ottica dell autore? Ho apprezzato la satira però mi sento come se avessi scoperto l’acqua calda con questa lettura…

    ha scritto il 

  • 2

    Metafora sempre attuale ma senza clamore

    Metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo staliniano: gli animali della fattoria si ribellano al loro padrone, che li sfrutta e che si prende tutto il profitto, e decidono di cacciarlo.
    Dec ...continua

    Metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo staliniano: gli animali della fattoria si ribellano al loro padrone, che li sfrutta e che si prende tutto il profitto, e decidono di cacciarlo.
    Decidono di autogestirsi e all'inizio le cose vano a gonfie vele; poi però l'equilibrio si spezza e i maiali (più intelligenti e furbi) con l'aiuto dei cani prenderanno il comando e si ritornerà ad una situazione simile a quella iniziale ma peggiore.
    Ogni animale del romanzo rappresenta un personaggio o una classe sociale nella realtà. Il libro quando è stato pubblicato ha suscitato clamore e ha avuto problemi di censura; oggigiorno però alcuni concetti sono non dico superati ma quantomeno acquisiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Amara verità

    Interrotto “Dance Dance Dance” che proprio non mi trasmetteva niente – chissà, forse non era il momento giusto – mi sono buttata a capofitto su un libro consigliatomi caldamente dopo aver letto 1984. ...continua

    Interrotto “Dance Dance Dance” che proprio non mi trasmetteva niente – chissà, forse non era il momento giusto – mi sono buttata a capofitto su un libro consigliatomi caldamente dopo aver letto 1984. Ho lasciato passare qualche tempo, conosciuto qualche nuovo autore, ed eccomi tornata a Orwell che come immaginavo mi ha rapita con il suo: “La fattoria degli animali”.
    La storia di questi ribelli, che si rivoltano e cacciano un padrone ingiusto, che li schiavizza in cambio di un rancio scadente, per poi ritrovarsi a distanza di tempo con un padrone peggiore. Peggiore perché della propria specie. Ed è questo che irrita durante la lettura, che fa ribollire il sangue. Ci si chiede perché, perché questi animali non si ribellano? Perché stanno lì a farsi prendere in giro da Piffero - il portavoce del Capo - che ogni volta li convince di ciò che vuole? Ci si illude che questo nel mondo reale non accade, perché si tratta di semplici animali: mucche, capre, asini, cavalli, galline. Loro non sono esser intelligenti come noi!
    Ed è qui il bello.
    Da decenni siamo sottomessi dai “maiali”, ma non ci ribelliamo neanche noi. Il politico di turno, casualmente con la stessa faccia del Compagno Napoleone - leader della fattoria del romanzo - fa ciò che vuole, e noi pecore, galline, cavalli e asini accettiamo tutto passivamente. Ogni tanto ci accorgiamo che qualcosa non quadra. Ma poi le pecore belano ossessivamente: “quattro gambe buono, due gambe cattivo” e ti confondono. Qualcuno più audace va a rivedere le leggi e si accorge che hanno aggiunto un cavillo. Ma Piffero ti assicura che non è stato aggiunto nulla, che la legge era già così! E allora hanno ragione loro, e tutti gli animali sono uguali ma alcuni - i maiali - sono più uguali degli altri, e noi possiamo solo subire, lavorare a testa bassa e fare sacrifici mentre loro ingrassano alla faccia nostra.
    Capisco perché Orwell fece una gran fatica a farselo pubblicare.
    Diceva una verità troppo scomoda.

    ha scritto il 

  • 4

    La fattoria degli animali

    Paragonandolo (come spesso avviene per le simili tematiche) alla fredda brutalità di 1984, ad un primo sguardo risulta meno incisivo e disarmante. Ma è solo con quella che sembra una semplice favola c ...continua

    Paragonandolo (come spesso avviene per le simili tematiche) alla fredda brutalità di 1984, ad un primo sguardo risulta meno incisivo e disarmante. Ma è solo con quella che sembra una semplice favola che può spiegarsi l'elementare corruttibilità dell'animo umano. Ideali, valori, principi, diventano nulla di fronte al potere e al denaro. Al di là della chiara satira nei confronti della Rivoluzione Sovietica, Orwell ha giudicato e giudica ancora tutti noi, pronti a scagliarci contro chi ci è gerarchicamente superiore, dimostrando che ci basterebbe davvero poco per diventare quei maiali che tanto disprezziamo.
    Solo una buona cultura che ci dia consapevolezza del mondo e di noi stessi nel mondo può (forse) salvarci.

    ha scritto il 

  • 2

    niente di che.....

    lo lessi hai tempi delle superiori e sinceramente già da allora non mi aveva fatto grande impressione dando la colpa alla mia poca maturità per poter capire il senso del libro. A distanza di anni l'ho ...continua

    lo lessi hai tempi delle superiori e sinceramente già da allora non mi aveva fatto grande impressione dando la colpa alla mia poca maturità per poter capire il senso del libro. A distanza di anni l'ho riletto....e ancora una volta non mi ha colpito...Stavolta non posso dare la colpa all'età...il libro non mi è piaciuto,punto! Mi accorgo che, considerati gli anni in cui venne scritto, potrebbe anche essere ritenuto profetico ma, letto oggi, non fa molta impressione. Sembra piuttosto la descrizione della realtà odierna descritta mediante il mondo degli animali. Sarà che i tempi sono cambiati o che ormai ci siamo abituati ad affrontare quotidianamente una realtà dove uguaglianza e giustizia costituiscono solo un' utopia ma sta di fatto che il libro non ha saputo sorprendermi...

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione de "La Fattoria degli Animali"

    Mi aspettavo che mi avrebbe colpita un sacco - anche viste le mie seppur scarne idee politiche - ma non avrei creduto che lo avrebbe fatto così tanto: ero convinta (chissà perché) che il tono sarebbe ...continua

    Mi aspettavo che mi avrebbe colpita un sacco - anche viste le mie seppur scarne idee politiche - ma non avrei creduto che lo avrebbe fatto così tanto: ero convinta (chissà perché) che il tono sarebbe stato più simile a quello di una favola, mentre ora forse ho capito per quale motivo la Gran Bretagna, in procinto di stringere accordi con la Russia, abbia deciso di censurarlo.
    Oltre ad affidare il ruolo dei comunisti sovietici ai maiali, infatti, Orwell ne presenta tutta la brutalità e le azioni efferate ed orrende dietro la maschera di una "fattoria degli animali" che parte con un sacco di buoni propositi ma che finisce mandando al macello i migliori lavoratori ormai troppo vecchi per essere ulteriormente sfruttati. Lo stesso popolo russo non si fa una gran figura, perché è mostrato come una vera e propria massa di ignoranti privi di un'idea vera e propria, facilmente malleabili anche dal punto di vista dei propri ricordi personali dai più astuti maiali. Però non si possono nemmeno biasimare, quei poverini, perché fa comodo a qualunque tipo di governo avere sotto di sé qualcuno che non capisce nulla, e purtroppo ci vuole poco a manipolare anche quel poco di istruzione che può essere proposta in tempi di rivoluzione...

    ha scritto il 

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