La fattoria degli animali - 1984

Di

Editore: Club degli editori

4.3
(548)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Russo

Isbn-10: A000071260 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Bruno Tasso , Gabriele Baldin

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 2

    Per questo romanzo dico si ma ni. O meglio si mi è piaciuta la metafora degli animali per descrivere la società ma dico ni perché lo stile di scrittura non mi ha preso molto. Ho fatto un po’ di fatica ...continua

    Per questo romanzo dico si ma ni. O meglio si mi è piaciuta la metafora degli animali per descrivere la società ma dico ni perché lo stile di scrittura non mi ha preso molto. Ho fatto un po’ di fatica a leggerlo, che non sia il romanzo giusto per conoscere Orwell? Forse non sono riuscita io ad entrare nell’ottica dell autore? Ho apprezzato la satira però mi sento come se avessi scoperto l’acqua calda con questa lettura…

    ha scritto il 

  • 2

    Metafora sempre attuale ma senza clamore

    Metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo staliniano: gli animali della fattoria si ribellano al loro padrone, che li sfrutta e che si prende tutto il profitto, e decidono di cacciarlo.
    Dec ...continua

    Metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo staliniano: gli animali della fattoria si ribellano al loro padrone, che li sfrutta e che si prende tutto il profitto, e decidono di cacciarlo.
    Decidono di autogestirsi e all'inizio le cose vano a gonfie vele; poi però l'equilibrio si spezza e i maiali (più intelligenti e furbi) con l'aiuto dei cani prenderanno il comando e si ritornerà ad una situazione simile a quella iniziale ma peggiore.
    Ogni animale del romanzo rappresenta un personaggio o una classe sociale nella realtà. Il libro quando è stato pubblicato ha suscitato clamore e ha avuto problemi di censura; oggigiorno però alcuni concetti sono non dico superati ma quantomeno acquisiti.

    ha scritto il 

  • 5

    Amara verità

    Interrotto “Dance Dance Dance” che proprio non mi trasmetteva niente – chissà, forse non era il momento giusto – mi sono buttata a capofitto su un libro consigliatomi caldamente dopo aver letto 1984. ...continua

    Interrotto “Dance Dance Dance” che proprio non mi trasmetteva niente – chissà, forse non era il momento giusto – mi sono buttata a capofitto su un libro consigliatomi caldamente dopo aver letto 1984. Ho lasciato passare qualche tempo, conosciuto qualche nuovo autore, ed eccomi tornata a Orwell che come immaginavo mi ha rapita con il suo: “La fattoria degli animali”.
    La storia di questi ribelli, che si rivoltano e cacciano un padrone ingiusto, che li schiavizza in cambio di un rancio scadente, per poi ritrovarsi a distanza di tempo con un padrone peggiore. Peggiore perché della propria specie. Ed è questo che irrita durante la lettura, che fa ribollire il sangue. Ci si chiede perché, perché questi animali non si ribellano? Perché stanno lì a farsi prendere in giro da Piffero - il portavoce del Capo - che ogni volta li convince di ciò che vuole? Ci si illude che questo nel mondo reale non accade, perché si tratta di semplici animali: mucche, capre, asini, cavalli, galline. Loro non sono esser intelligenti come noi!
    Ed è qui il bello.
    Da decenni siamo sottomessi dai “maiali”, ma non ci ribelliamo neanche noi. Il politico di turno, casualmente con la stessa faccia del Compagno Napoleone - leader della fattoria del romanzo - fa ciò che vuole, e noi pecore, galline, cavalli e asini accettiamo tutto passivamente. Ogni tanto ci accorgiamo che qualcosa non quadra. Ma poi le pecore belano ossessivamente: “quattro gambe buono, due gambe cattivo” e ti confondono. Qualcuno più audace va a rivedere le leggi e si accorge che hanno aggiunto un cavillo. Ma Piffero ti assicura che non è stato aggiunto nulla, che la legge era già così! E allora hanno ragione loro, e tutti gli animali sono uguali ma alcuni - i maiali - sono più uguali degli altri, e noi possiamo solo subire, lavorare a testa bassa e fare sacrifici mentre loro ingrassano alla faccia nostra.
    Capisco perché Orwell fece una gran fatica a farselo pubblicare.
    Diceva una verità troppo scomoda.

    ha scritto il 

  • 4

    La fattoria degli animali

    Paragonandolo (come spesso avviene per le simili tematiche) alla fredda brutalità di 1984, ad un primo sguardo risulta meno incisivo e disarmante. Ma è solo con quella che sembra una semplice favola c ...continua

    Paragonandolo (come spesso avviene per le simili tematiche) alla fredda brutalità di 1984, ad un primo sguardo risulta meno incisivo e disarmante. Ma è solo con quella che sembra una semplice favola che può spiegarsi l'elementare corruttibilità dell'animo umano. Ideali, valori, principi, diventano nulla di fronte al potere e al denaro. Al di là della chiara satira nei confronti della Rivoluzione Sovietica, Orwell ha giudicato e giudica ancora tutti noi, pronti a scagliarci contro chi ci è gerarchicamente superiore, dimostrando che ci basterebbe davvero poco per diventare quei maiali che tanto disprezziamo.
    Solo una buona cultura che ci dia consapevolezza del mondo e di noi stessi nel mondo può (forse) salvarci.

    ha scritto il 

  • 2

    niente di che.....

    lo lessi hai tempi delle superiori e sinceramente già da allora non mi aveva fatto grande impressione dando la colpa alla mia poca maturità per poter capire il senso del libro. A distanza di anni l'ho ...continua

    lo lessi hai tempi delle superiori e sinceramente già da allora non mi aveva fatto grande impressione dando la colpa alla mia poca maturità per poter capire il senso del libro. A distanza di anni l'ho riletto....e ancora una volta non mi ha colpito...Stavolta non posso dare la colpa all'età...il libro non mi è piaciuto,punto! Mi accorgo che, considerati gli anni in cui venne scritto, potrebbe anche essere ritenuto profetico ma, letto oggi, non fa molta impressione. Sembra piuttosto la descrizione della realtà odierna descritta mediante il mondo degli animali. Sarà che i tempi sono cambiati o che ormai ci siamo abituati ad affrontare quotidianamente una realtà dove uguaglianza e giustizia costituiscono solo un' utopia ma sta di fatto che il libro non ha saputo sorprendermi...

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione de "La Fattoria degli Animali"

    Mi aspettavo che mi avrebbe colpita un sacco - anche viste le mie seppur scarne idee politiche - ma non avrei creduto che lo avrebbe fatto così tanto: ero convinta (chissà perché) che il tono sarebbe ...continua

    Mi aspettavo che mi avrebbe colpita un sacco - anche viste le mie seppur scarne idee politiche - ma non avrei creduto che lo avrebbe fatto così tanto: ero convinta (chissà perché) che il tono sarebbe stato più simile a quello di una favola, mentre ora forse ho capito per quale motivo la Gran Bretagna, in procinto di stringere accordi con la Russia, abbia deciso di censurarlo.
    Oltre ad affidare il ruolo dei comunisti sovietici ai maiali, infatti, Orwell ne presenta tutta la brutalità e le azioni efferate ed orrende dietro la maschera di una "fattoria degli animali" che parte con un sacco di buoni propositi ma che finisce mandando al macello i migliori lavoratori ormai troppo vecchi per essere ulteriormente sfruttati. Lo stesso popolo russo non si fa una gran figura, perché è mostrato come una vera e propria massa di ignoranti privi di un'idea vera e propria, facilmente malleabili anche dal punto di vista dei propri ricordi personali dai più astuti maiali. Però non si possono nemmeno biasimare, quei poverini, perché fa comodo a qualunque tipo di governo avere sotto di sé qualcuno che non capisce nulla, e purtroppo ci vuole poco a manipolare anche quel poco di istruzione che può essere proposta in tempi di rivoluzione...

    ha scritto il 

  • 3

    Un classico

    Avrei voluto dare tre stelle e mezza. Per i suoi tempi un gran libro, ma al giorno d'oggi ha perso di mordente. Un racconto per metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo Staliniano, con un ...continua

    Avrei voluto dare tre stelle e mezza. Per i suoi tempi un gran libro, ma al giorno d'oggi ha perso di mordente. Un racconto per metafora della rivoluzione russa e del totalitarismo Staliniano, con un occhio critico molto acuto, ma poco più.

    ha scritto il 

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