La favola pitagorica

Luoghi italiani

Di

Editore: Adelphi (Piccola biblioteca, 523)

3.9
(97)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 214 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845919471 | Isbn-13: 9788845919473 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Andrea Cortellessa

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Giorgio Manganelli è stato a Firenze nel 1984, vincendo tenaci resistenze che lo tenevano lontano dalle città "belle", irrimediabilmente diffidente nei confronti di monumenti e musei. Il volume raccoglie i reportages frutto di quel viaggio: sorta di Baedeker grazie al quale il lettore non vedrà i monumenti della città toscana, li "leggerà", decifrando l'occulta rete di rimandi che li lega. Ma Firenze è solo uno dei nuclei di questo viaggio che tocca, oltra alla Toscana, l'Emilia, le Marche e il Sud, in particolare l'Abruzzo, per Manganelli "grande produttore di silenzio".
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    "Ogni viaggio è il più bel viaggio del mondo. Non fanno il viaggio né la lunghezza né la durata, né le così dette meraviglie, i capolavori che ci può accadere di vedere. Il viaggio è fatto in primo lu ...continua

    "Ogni viaggio è il più bel viaggio del mondo. Non fanno il viaggio né la lunghezza né la durata, né le così dette meraviglie, i capolavori che ci può accadere di vedere. Il viaggio è fatto in primo luogo di se stesso. È uno spazio longilineo, dentro il quale, come in una fessura del pianeta, cadono immagini, profili, parole, suoni, monumenti e fili d'erba. Si possono fare diecimila miglia senza per questo aver viaggiato; si può fare una passeggiata, e la passeggiata può diventare quella fessura, essere viaggio. Non viaggiavano gli emigranti ottocenteschi, che pure mutavan di cielo, né viaggiano i turisti in gregge, che una guida incattivita riempie di capolavori. Viaggiare è operazione o solitaria o di sparuta e congeniale compagnia; ed è lasciarsi cadere nel fondo di quella magica fessura che ci porta da un luogo all'altro." (Viatico, p. 11)

    ha scritto il 

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    Non avevo mai letto nulla di Manganelli e la quarta di copertina mi aveva incuriosito. Il libricino è fatto con una serie di reportage di viaggio. L'inizio mi ha entusiasmato per poi pian piano delude ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Manganelli e la quarta di copertina mi aveva incuriosito. Il libricino è fatto con una serie di reportage di viaggio. L'inizio mi ha entusiasmato per poi pian piano deludermi negli ultimi brani. La prosa mi attrae però, vedrò di leggere altro.

    ha scritto il 

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    Acuto, impervio, profondo: riassumo così il bell'almanacco di visite italiane di Manganelli, uno sguardo non scontato su ''topos'' della cultura italica (e mondiale) come Firenze, scenario di ''risse ...continua

    Acuto, impervio, profondo: riassumo così il bell'almanacco di visite italiane di Manganelli, uno sguardo non scontato su ''topos'' della cultura italica (e mondiale) come Firenze, scenario di ''risse geometriche'',
    di congiure ottiche, di lager estetici. C'è spazio anche per un esotismo interno, per sopralluoghi nell'Abruzzo, vicino e remoto al contempo, nel Sud, in una Ascoli Piceno che si presume inesistente.

    ha scritto il 

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    E qui vorrei cogliere una qualità che continuamente viene incontro al viaggiatore in Abruzzo; ed è il senso della coerenza temporale, la durezza, come pietra, del tempo antico, il luogo che non muta p ...continua

    E qui vorrei cogliere una qualità che continuamente viene incontro al viaggiatore in Abruzzo; ed è il senso della coerenza temporale, la durezza, come pietra, del tempo antico, il luogo che non muta più. I monumenti abruzzesi stanno nella loro sede come pietre che un torrente abbia deposto lungo la sua corsa, per poi deviare; ora il greto dei secoli è asciutto, è immobile, è una pura immagine; e la pietra, il monumento sta nel centro, forma chiusa, qualcosa come un gigantesco inimitabile cristallo, una solidità dissimile da qualunque altra solidità; solidità è una parola astratta, e una qualità astratta fascia le pietre, i cristalli giganteschi d'Abruzzo.

    ha scritto il 

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    pag. 99

    Diciamo che sembra la trovata di un regista di non grande fantasia, come mettere Sant'Ambrogio, o il Motta dei panettoni a far gli onori di casa alla Bovisa, insomma alla periferia di Milano.

    ha scritto il 

  • 5

    p.11

    Non fanno il viaggio né la lunghezza né la durata, né le cose dette meraviglie, i capolavori che ci può accadere di vedere. Il viaggio è fatto in primo luogo di se stesso. E' uno spazio longilineo, de ...continua

    Non fanno il viaggio né la lunghezza né la durata, né le cose dette meraviglie, i capolavori che ci può accadere di vedere. Il viaggio è fatto in primo luogo di se stesso. E' uno spazio longilineo, dentro il quale, come in una fessura del pianeta, cadono immagini, profili, parole, suoni, monumenti e fili d'erba. Si possono fare diecimilamiglia senza per questo aver viaggiato; si può fare una passeggiata, e la passeggiata può diventare quella fessura, essere viaggio. Non viaggiavano gli emigranti ottocenteschi, che pure mutavan di cielo, né viaggiano i turisti in gregge, che una guida incattivita riempie di capolavori. Viaggiare è operazione o solitaria o di sparuta e congeniale compagnia; ed è lasciarsi cadere nel fondo di quella magica fessura che ci porta da un luogo all'altro.

    ha scritto il 

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    pagina 17

    D'accordo, Piacenza non è Singapore; le differenze sono molte e non trascurabili. Tuttavia, mentre percorrevo, sullo stanco treno pendolare, il pomeriggio sempre più notturno, mentre transitavo per lu ...continua

    D'accordo, Piacenza non è Singapore; le differenze sono molte e non trascurabili. Tuttavia, mentre percorrevo, sullo stanco treno pendolare, il pomeriggio sempre più notturno, mentre transitavo per luoghi ignoti, probabilmente pseudonimi, come Alessandria e Broni, non potevo non avvertire un senso di ignoto, di esotico, di straniero.

    ha scritto il 

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    Letto perché fra i libri consigliati dalla professoressa di Progettazione dell' Architettura.

    Malgrado ogni tanto l' autore sia simpatico e riesca a fare una battuta capace di strapparti un sorriso, p ...continua

    Letto perché fra i libri consigliati dalla professoressa di Progettazione dell' Architettura.

    Malgrado ogni tanto l' autore sia simpatico e riesca a fare una battuta capace di strapparti un sorriso, personalmente io continuo a chiedermi il senso di tutto il libro.

    ha scritto il