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La felicità domestica

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar classici, 633)

4.0
(246)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 103 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880457481X | Isbn-13: 9788804574811 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Serena Prina ; Prefazione: Igor Sibaldi

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Scritto nel 1859 da un autore trentaduenne, "La felicità domestica" affronta il tema delle incomprensioni, dei difficili equilibri di coppia, del mutare dei rapporti coniugali, dalla piena, passionale sintonia di affetti agli equivoci, alle incrinature sempre più profonde, al distacco e all'indifferenza reciproca. Un argomento trattato con finezza e con un'inquietudine molto moderna, che tornerà nei romanzi maggiori, da "Guerra e pace" ad "Anna Karenina".
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  • 4

    La parabola universale dell'amore, la sua ineluttabile trasformazione da sentimento assoluto e totale a tranquilla, serena fraternità. Non lo si accetta facilmente, ci si ribella, si cercano "vie d'us ...continua

    La parabola universale dell'amore, la sua ineluttabile trasformazione da sentimento assoluto e totale a tranquilla, serena fraternità. Non lo si accetta facilmente, ci si ribella, si cercano "vie d'uscita", si tenta di rinnovare gli antichi fasti gettandosi a volte sconsideratamente nelle braccia di chi in realtà vuole solo approfittare della nostra debolezza. Ma dopo tutto, si finisce per rassegnarsi all'inevitabile e adeguarsi al nuovo sentimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Il libro è diviso in due sezioni e io l'ho visto come un film elegante e struggente.
    La prima parte è a colori, colori brillanti: ho visto (a dispetto della Russia in cui è ambientato) campi di grano, ...continua

    Il libro è diviso in due sezioni e io l'ho visto come un film elegante e struggente.
    La prima parte è a colori, colori brillanti: ho visto (a dispetto della Russia in cui è ambientato) campi di grano, ciliegi in fiori, donne diafane e bellissime con i capelli rossi, gli occhi chiari, le vesti bianche.
    La seconda parte è in bianco e nero: una disperazione indiretta s'annida tra le parole e non lascia scampo.

    Il lettore non empatizza, ma DIVENTA la protagonista (io-narrante) di questo romanzo: si fa carico delle sue sensazioni, della sua commovente incapacità di stare al mondo e di incastrarsi in una società ipocrita e insensata.

    E il finale è sottilmente ambiguo: quella che appare una mezza riappacificazione è, in verità, dolore puro. L'arrendersi alla propria condizione di donna in una società chiusa. L'adempire il proprio compito, quello che la società vorrebbe che lei fosse. Il suo essere donna, madre e moglie. Il sentimento, quello vero, è destinato a morire. Le menzogne, invece, sono eterne.

    ha scritto il 

  • 4

    Tolstoj è bravissimo nel caratterizzare l'animo dei personaggi e a trasmettere le loro sensazioni e i loro conflitti interiori.
    Certo è che la visione che Tolstoj aveva della donna e del matrimonio è ...continua

    Tolstoj è bravissimo nel caratterizzare l'animo dei personaggi e a trasmettere le loro sensazioni e i loro conflitti interiori.
    Certo è che la visione che Tolstoj aveva della donna e del matrimonio è ormai molto superata, anche se non influisce negativamente sulla lettura che rimane godibilissima.

    ha scritto il 

  • 2

    A posteriori ho scoperto la traduzione di Rebora e sono veramente dispiaciuta di aver preso sotto gamba l'aspetto traduttore.
    La traduzione di S. Prina è decisamente troppo asciutta e contemporanea, t ...continua

    A posteriori ho scoperto la traduzione di Rebora e sono veramente dispiaciuta di aver preso sotto gamba l'aspetto traduttore.
    La traduzione di S. Prina è decisamente troppo asciutta e contemporanea, ti fa perdere il gusto di avere fra le mani un testo di metà ottocento. Confrontandomi con chi l'ha letto tradotto da Rebora, mi rendo conto che l'edizione che ho letto io è stata totalmente sciupata...

    ha scritto il 

  • 2

    la felicità domestica

    L'esperienza coniugale di Tolstoj, a differenza di altri aspetti della sua vita eccezionale, non è stata un gran successo. Addirittura la moglie dichiarò : “Vorrei poterlo uccidere, se solo poi si pot ...continua

    L'esperienza coniugale di Tolstoj, a differenza di altri aspetti della sua vita eccezionale, non è stata un gran successo. Addirittura la moglie dichiarò : “Vorrei poterlo uccidere, se solo poi si potesse rifarlo uguale”; Certo è vero anche che, la signora Tolstaja, non era propriamente “farina per fare ostie”. La visione della vita matrimoniale ideale per l’autore russo, che scaturisce da questo racconto, ha i suoi sani e radicati principi, ai tempi della sua formulazione, probabilmente praticabili, ovvero che il fine fondamentale e più nobile, dell’unione tra uomo e donna , fosse principalmente la procreazione e indiscutibilmente, in quest’aspetto, Leone è stato più che coerente, alla luce dei suoi 13 figli. Ribadisco, non è stato rivoluzionario Tolstoj in questa sua visione della vita matrimoniale, la donna si è evoluta socialmente, essa va curata, conquistata tutti i giorni, coccolata, e assecondata alle sue esigenze, e non è più solo una macchinetta sforna-figli, è fondamentale il dialogo e la comprensione. Caro Leone, fossi tu vissuto ai giorni nostri, la tua dolce metà, non ti avrebbe neppure lasciato addosso le mutande che indossi! Comunque per gli amanti del più grande scrittore russo (per me…), un buon compendio.

    ha scritto il 

  • 4

    "Tu ragionavi, ragionavi troppo. Tu amavi poco"

    Tolstoj sta pian piano guadagnando il podio dei miei scrittori preferiti. è uno di quegli autori che devi sentire la necessità di leggere, non semplicemente leggere. Amo il suo modo di descrivere e ca ...continua

    Tolstoj sta pian piano guadagnando il podio dei miei scrittori preferiti. è uno di quegli autori che devi sentire la necessità di leggere, non semplicemente leggere. Amo il suo modo di descrivere e caratterizzare l'animo dei personaggi e amo alla follia il modo in cui riesce a trasmettere le loro sensazioni, emozioni, i loro conflitti interiori.
    Questo romanzo ne è la dimostrazione nonostante lo abbia trovato piuttosto lineare e un pò squilibrato a causa di un eccessiva attenzione alla fase di innamoramento dei due protagonisti, rispetto ai risvolti della loro permanenza a Pietroburgo.
    Eppure, le ultime pagine riescono con maestria a comporre i vari tasselli del romanzo e sono così intense da avermi lasciato emotivamente scosso (complice anche l'ambientazione , che mi ha ricordato la meravigliosa "La Pioggia nel Pineto").
    in particolare è il finale a sconvolgermi: apparentemente vuoto e buonista, lascia spazio a mille riflessioni in cui è impossibile non mettersi in discussione, soprattutto per chi, come me, ama e si lascia delle storie alle spalle in modo totalmente diverso da Masa e Sergej. E in fondo non è proprio questo a rendere un libro, un libro DA LEGGERE?

    ha scritto il 

  • 4

    La grazia dell'innamoramento, la disgrazia dell'incomprensione orgogliosa

    Carino, stile impeccabile. Bisogna amare i libri che tratteggiano la psicologia dei rapporti interpersonali, senza alcuna "azione". Comunque è assai breve.

    pag.18 (lei esprime un suo bel pensiero)
    "se ...continua

    Carino, stile impeccabile. Bisogna amare i libri che tratteggiano la psicologia dei rapporti interpersonali, senza alcuna "azione". Comunque è assai breve.

    pag.18 (lei esprime un suo bel pensiero)
    "sentivo come fosse meglio e più degno mostrare al suo cospetto i lati migliori della mia anima piuttosto che quelli del corpo"

    PS
    tra l'altro, si noti il buon uso del termine "piuttosto che"
    al giorno d'oggi tremo interiormente ogni volta che lo sento detto a sproposito... e cioé spesso, purtroppo!

    ha scritto il 

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