La festa del caprone

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

4.3
(675)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 467 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Chi semplificata , Portoghese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8806156349 | Isbn-13: 9788806156343 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Glauco Felici

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Urania Cabral, figlia dell'ex presidente del Senato di Trujillo, torna inpatria dopo trentacinque anni e, dalla sua stanza dell'Hotel Jaragua parte perun viaggio nella memoria, per una non rinviabile chiusura dei conti con ilpassato. Di continuo, però, cede la scena ad altre voci protagoniste e a unirrefrenabile bisogno dell'autore di percorrere il tempo, avanti e indietrocon incalzanti flash back. Ne viene fuori una ricostruzione dal vivodell'attentato in cui il Chivo (Trujillo) perse la vita, ma soprattutto unquadro della condizione umana a Santo Domingo, quando la corruzione era unobbligo e il libero arbitrio non era più praticabile.
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  • 5

    Il caprone e il suo gregge

    Dopo “La guerra della fine del mondo”, un altro eccellente romanzo storico che Vargas Llosa ha creato partendo ancora da eventi realmente accaduti in America latina, sui quali ha composto un perfetto ...continua

    Dopo “La guerra della fine del mondo”, un altro eccellente romanzo storico che Vargas Llosa ha creato partendo ancora da eventi realmente accaduti in America latina, sui quali ha composto un perfetto meccanismo narrativo che associa l’impegno civile e politico, da sempre marchio distintivo dello scrittore peruviano, all’impatto emotivo e alla suspence di un thriller mozzafiato.

    Il contesto riprende la vicenda del sanguinario dittatore dominicano Trujillo, rappresentata di recente anche nell’ottimo “La breve favolosa vita di Oscar Wao” di Junot Diaz con tutt’altro timbro emotivo, molto più ironico e frizzante rispetto al solenne e implacabile impianto dell’opera di Vargas Llosa.

    “La festa del caprone” adotta con grande padronanza lo schema dei diversi fili narrativi che, anche con salti temporali audaci ma funzionali all’economia del racconto, si dipanano intorno alla figura accentratrice del dittatore.

    Ma più che sul ritratto di Trujillo, personaggio ubriacato dal potere assoluto non nuovo nella narrativa latino-americana, il libro trova la sua cifra peculiare e originale nell’articolazione delle molteplici figure che si muovono, trujillisti e oppositori, perennemente condizionati in un modo o nell’altro dall’ombra incombente del leader e del suo potere assoluto, le cui azioni sono imprevedibili, spietate e inesorabili e dalle quali nessuno può sentirsi al sicuro, neppure i consiglieri più fidati.

    Ed è soprattutto quando, dopo oltre 30 anni di oppressione ininterrotta, questo enorme potere sembra venir meno che le ripercussioni esplodono in tutta la comunità dominicana, ed emergono nei singoli personaggi le pulsioni a lungo trattenute o talora impreviste, la rabbia e la vigliaccheria, il coraggio e il tradimento, la paralisi e il panico, il sangue freddo e l’abilità politica come nella figura del Presidente Balaguer, fra le più riuscite di questa tragicommedia umana.

    Resta da dire dell’ingrediente suspence che travalica i canoni del classico romanzo di impegno civile trasformando in alcuni capitoli “La festa del caprone” in un thriller avvincente e appassionante, come nella lunga nervosa attesa, costellata di flashback con un montaggio quasi cinematografico, dei congiurati appostati lungo la strada per San Cristobàl.

    ha scritto il 

  • 5

    Magistrale

    Senz'altro uno dei libri più Belli che abbia mai letto: l'ho iniziato con coinvolgimento, ho proseguito a rilento - colpa della stanchezza fisica - per poi innamorarmi nell'ultima parte. Ho terminato ...continua

    Senz'altro uno dei libri più Belli che abbia mai letto: l'ho iniziato con coinvolgimento, ho proseguito a rilento - colpa della stanchezza fisica - per poi innamorarmi nell'ultima parte. Ho terminato la lettura da alcuni giorni, ma i nomi dei personaggi e i loro drammi continuano a riempirmi la mente.
    Non mi sono ancora documentata quanto vorrei, ma credo che MVL abbia seguito fedelmente la vicenda storica dell'attentato e degli attentatori, infondendo loro carne e sangue. La costruzione narrartiva, che si chiude solo nelle ultime, agghiaccianti pagine, è perfetta.
    Come accennavo, mi è venuto in mente di coltivare il filone "Dittature sudamericane" ripescando dalla memoria "Purgatorio", di Tomàs Eloy Martinez, argentino, che avevo letto in un gruppo di lettura e che mi è piaciuto più profondamente di quanto credessi.
    In queste storie si trovano empatia ed orrore, crudeltà e sadismo per i quali non cesso di stupirmi e - grazie all'abilità dei grandi autori - una dimensione tragica.
    Più di tutte, non riesco a togliermi dalla testa le figure di Pupo Romàn, di Amado Garcia Guerrero e di Johnny Abbes Garcìa.

    ha scritto il 

  • 5

    A circa trent'anni da un altro suo capolavoro (Conversazione...) Vargas Llosa torna ad occuparsi di storia latino-americana (nella fattispecie la Repubblica Dominicana e la caduta del dittatore Trujil ...continua

    A circa trent'anni da un altro suo capolavoro (Conversazione...) Vargas Llosa torna ad occuparsi di storia latino-americana (nella fattispecie la Repubblica Dominicana e la caduta del dittatore Trujillo) e tira fuori un gran libro.
    Meno sperimentale nello stile rispetto a quello ambientato in Perù, ci consegna comunque una prova di grande maestria portando avanti tre storie in parallelo (il dittatore, i congiurati e la figlia di un alto esponente del regime che a distanza di anni ritorna nella terra natia in cerca di pace...o di vendetta) senza mai perdere la tensione narrativa,riordinando via via tutti i tasselli e lasciando in sospeso - come un vero mago del racconto - la storia più efferata, a cui dedica l'ultimo capitolo.
    Volendo condensare il senso del libro si potrebbe dire che è una grande analisi delle degenerazioni del potere,materiale fornito in grande quantità presso quelle latitudini.

    ha scritto il 

  • 4

    LA FESTA DEL CAPRONE di Mario Vargas LLosa
    Non è una delle sue opere recenti di Vargas Llosa (pubblicato nel 2000) ma il romanzo non accusa assolutamente il passare degli anni.
    Sovrapponendo ed altern ...continua

    LA FESTA DEL CAPRONE di Mario Vargas LLosa
    Non è una delle sue opere recenti di Vargas Llosa (pubblicato nel 2000) ma il romanzo non accusa assolutamente il passare degli anni.
    Sovrapponendo ed alternando più piani diversi e numerosi personaggi che si muovono in epoche diverse ognuno con la propria storia ed il proprio percorso, Vargas Llosa affronta il tema della dittatura di Trujillo nella Repubblica Dominicana, denunciandone tutto l’orrore e la barbarie.
    A partire da Urania che torna dopo trent’anni a Santo Domingo apparentemente senza sapere nemmeno lei perché, il realtà (lo si capisce bene alla fine) per ripercorre il suo personale dramma accaduto appunto trent’anni prima, fino ad arrivare uno per uno a tutti i partecipanti alla congiura contro il dittatore, alla figura di Trujillo stesso, dei suoi familiari e del suo entourage
    E’ un opera dove lo scrittore di razza emerge con forza. Solo i migliori infatti (e non sono molti…) riescono a reggere una trama così complessa, così densa di personaggi ognuno, per alcune pagine, reso protagonista, in un continuo andare e ritornare nel tempo, facendo si che il lettore non perda mai il filo del discorso né il pathos che regge la storia
    Avverto solo che le ultime pagine sono un po’ “dure”: la crudeltà gratuita e senza senso del regime e delle torture viene raccontata con dovizia di particolari. Ma fa parte del quadro complessivo del romanzo. Non poteva che essere così.
    Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro meraviglioso! Non ho parole... Cosa si può chiedere di più da un libro? Appassionato, storico, intrigante, emozionante.. L'ho finito da 15 giorni e ancora penso ad alcune scene del testo, non ...continua

    Un libro meraviglioso! Non ho parole... Cosa si può chiedere di più da un libro? Appassionato, storico, intrigante, emozionante.. L'ho finito da 15 giorni e ancora penso ad alcune scene del testo, non riesco a dimenticare le torture, l'incontro della figlia del senatore, Urania, con il dittatore truillio, la sua vita, i suoi soprusi, il cui carisma. E mille domande mi affiorano alla mente: come è possibile sacrificare la propria figlia per difendere uno status quo perduto? Potrei anch'io vendere quello che amo per difendere le mie sicurezze o raggiungere i miei traguardi? Perché il Pupo non ha la forza di proseguire il lavoro del commando che uccide il dittatore pur sapendo che poi verrà catturato e torturato? Quanto il popolo è disposto a perdere della propria libertà per un benessere economico, la sicurezza, il potere? E mille altre domande..
    Un libro da leggere e rileggere..

    ha scritto il 

  • 5

    Un popolo che ha bisogno della figura dominante...

    Leggendo questa storia, ci si rende conto che lo status latino di una popolazione ha bisogno di un usurpatore di democrazia, di un faro che si autoimponga a "Salvatore della Patra", salvo poi una vol ...continua

    Leggendo questa storia, ci si rende conto che lo status latino di una popolazione ha bisogno di un usurpatore di democrazia, di un faro che si autoimponga a "Salvatore della Patra", salvo poi una volta averlo rimosso con un colpo d'azione improvviso, glorificare il golpe stesso. Se poi parallelamente, ti viene narrata la storia umana ed ed emotiva di una donna privata in un'età estremamente formativa, della propria dignità come futura amante, beh allora capisci che stai leggendo un'opera grandiosa!

    ha scritto il 

  • 5

    Oltre a una storia che funziona e che avvince sotto ogni punto di vista (i capitoli dedicati a Trujillo più degli altri, eccezionali), il vero divertimento di questo romanzo sta nel seguire il disinvo ...continua

    Oltre a una storia che funziona e che avvince sotto ogni punto di vista (i capitoli dedicati a Trujillo più degli altri, eccezionali), il vero divertimento di questo romanzo sta nel seguire il disinvolto e apparentemente semplice piroettare di Vargas Llosa tra i diversi registri, piani temporali, voci e persone narranti, scivolando da un personaggio all'altro, cambiando momento e luogo della narrazione tre volte in dieci righe, il tutto con una mirabile perfezione e un tocco stilistico leggero e incredibilmente padrone di sé.

    ha scritto il 

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