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La figlia del boia

Di

Editore: Neri Pozza (I narratori delle tavole)

3.7
(244)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 432 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854505730 | Isbn-13: 9788854505735 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: A. Petrelli

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Baviera, 1659. Sulla riva di un fiume nei pressi della cittadina di Schongau viene trovato agonizzante il figlio undicenne del barconiere Grimmer. Il tempo di adagiarlo con cura a terra, di esaminargli il profondo taglio che gli squarcia la gola, di scoprire sotto la sua scapola destra uno strano segno impresso con inchiostro viola che il bambino muore. Qualche tempo dopo i bottegai Kratz si imbattono, nel loro piccolo Anton, il figlio adottivo, immerso in un lago di sangue, la gola recisa con un taglio netto. Sotto una scapola del bambino viene trovato il medesimo segno del figlio del barconiere: il cerchio di Venere, il simbolo delle streghe. Peter Grimmer e Anton Kratz si conoscevano. Insieme con la piccola Maria Schreevogl e altri due bambini costituivano uno sparuto gruppo di orfani che era solito frequentare Martha Stechlin, la levatrice di Schongau che vive proprio accanto ai Grimmer. Il destino di Martha Stechlin sembra così segnato. Messa nelle mani del boia di Schongau perché le sia estorta formale confessione, attende di essere spedita al rogo. Jakob Kuisl, il boia di Schongau non crede però alla colpevolezza della levatrice. E con lui non credono che la dolce Martha sia una strega anche sua figlia Magdalena e Simon Fronwieser, il figlio del medico cittadino. I tre indagano per cercare di ribaltare una sentenza che sospettano sia stata scritta solo per convenienza politica e, soprattutto, per nascondere una verità inconfessabile.
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  • 4

    Un romanzo storico affascinante, dalla scrittura potente ed evocativa. Il genere del romanzo storico è di per se molto ostico, perché prima di tutto è difficile per uno scrittore rendere attraverso le ...continua

    Un romanzo storico affascinante, dalla scrittura potente ed evocativa. Il genere del romanzo storico è di per se molto ostico, perché prima di tutto è difficile per uno scrittore rendere attraverso le pagine una visione realistica dell’epoca in cui la vicenda è ambientata. Serve una scrittura praticamente perfetta e una dovizia di particolari non da poco, il che presuppone una conoscenza profonda ed accurata del periodo storico, in cui ogni dettaglio ha la massima importanza. Oliver Potzsch, scrittore esordiente, centra l’obiettivo e ci regala un affresco della Baviera del XVII secolo che difficilmente potremmo dimenticare. Il protagonista, a dispetto del titolo, è il boia della città di Schongau. La figlia del boia infatti (lo dico per quelli che come me pensavano di incappare in una figura femminile) resta marginale alla storia, al punto che sono ancora qui a chiedermi per quale motivo il romanzo si intitola in siffatta maniera. Comunque, torniamo a noi. Il boia del paese, si diceva, è l’uomo attorno al quale ruota tutto il romanzo. Chi di noi ha mai pensato che il boia potesse essere una figura così importante per una comunità? Chi di noi se l’è mai immaginato come un essere umano normale, sotto quel cappuccio nero e quelle braccia nerborute fatte per tagliare teste? Un uomo con sentimenti, opinioni politiche, con una moglie e dei figli che ama? Direi nessuno. L’originalità del romanzo sta proprio in questo, nell’aver messo in luce le caratteristiche di un mestiere completamente ignorato dalla storia. Quello del boia all’ epoca era un mestiere esclusivo. Era ereditario, veniva portato in dono da una sorte malevola a cui nessuno si poteva sottrarre: il figlio di un boia avrebbe fatto il boia a sua volta, come suo padre prima di lui e come i figli a venire. Non c’era modo di ribellarsi, essere nati in una famiglia di boia significava avere il petto macchiato da un’onta terribile che nessun altro avrebbe mai portato per propria scelta. Era al tempo stesso un uomo temuto ma non rispettato: il popolo aveva paura di lui perché era la personificazione della morte, al suo passaggio c’era chi si faceva il segno della croce e chi abbassava lo sguardo. Ma era comunque un lavoro, e andava fatto. Così era la vita anche per Jakob Kuisl, il boia di Schongau, fino a quando la levatrice del paese viene arrestata con l’accusa di aver commesso l’omicidio di due bambini. Il periodo della caccia alle streghe è finito da poco ma in tutta la Baviera, così come nel resto dell’Europa, è ancora profondamente radicata la convinzione che alcune donne siano emissari del diavolo, sue amanti e complici. Le levatrici, a causa del loro mestiere, erano profonde conoscitrici delle erbe e del loro potere curativo e le usavano in grande quantità per alleviare i dolori del parto o per curare semplici problemi femminili. Tanto bastava per destare il sospetto. Martha viene immediatamente additata come strega e in quanto tale considerata colpevole delle barbare uccisioni. Viene affidata al boia il quale deve estorcerle regolare confessione affinché possa essere messa al rogo. Ma il nostro boia è un uomo molto diverso da quello che sembra e soprattutto non crede alla sua colpevolezza. E’ un uomo giusto e buono, che lotta contro i pregiudizi e che aiuterà Martha con tutti i mezzi a sua disposizione per lasciarla in vita fino a quando il vero colpevole non verrà trovato. In paese il boia non è il solo a credere all’innocenza della levatrice: sua figlia, una bella ragazza testarda e anticonformista e un giovane medico affascinato dalle conoscenze del boia e dalla sensualità giovane ,inizieranno ad indagare per proprio conto per arrivare alla verità. La loro sarà una lotta contro il tempo per ribaltare una sentenza di morte già scritta solo per coprire persone per bene, per motivazioni politiche, per nascondere verità inconfessabili.
    L’accuratezza della ricostruzione storica e la stupefacente figura del boia, uomo erudito, esperto erborista e senza dubbio più lungimirante dei personaggi che governano il paese, rende questo romanzo storico un piccolo capolavoro da leggere senza indugi se come me siete affascinati da ciò che non conoscete.

    ha scritto il 

  • 5

    Bravo!

    Molto bello, all'altezza del primo. È vero, le vicende possono essere un po' rocambolesche e al limite della sopravvivenza, ma va bene così. I personaggi sono estremamente umani e ci si affeziona con ...continua

    Molto bello, all'altezza del primo. È vero, le vicende possono essere un po' rocambolesche e al limite della sopravvivenza, ma va bene così. I personaggi sono estremamente umani e ci si affeziona con facilità.

    ha scritto il 

  • 3

    Il primo mi era piaciuto molto di più, qua ho proceduto molto a rilento, sarà che ero in un periodo in cui non avevo troppa voglia di leggere e magari non mi sono lasciata coinvolgere fino in fondo. B ...continua

    Il primo mi era piaciuto molto di più, qua ho proceduto molto a rilento, sarà che ero in un periodo in cui non avevo troppa voglia di leggere e magari non mi sono lasciata coinvolgere fino in fondo. Belle comunque le descrizioni storiche ma l'intreccio questa volta non mi ha entusiasmata più di tanto soprattutto nella parte inziale, peccato!

    ha scritto il 

  • 3

    Carino ma nulla di più

    E' stata una lettura un po rallentata visto anche la mole di lavoro che ho avuto a dicembre, ma cmq non mi ha preso più di tanto.. lettura carina, ma ho trovato un po debole la storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel romanzo, un po' thriller un po' avventura, ambientato nel passato. Si legge velocemente e con piacere ( ho impiegato di più perche leggevo altri libri in contemporanea). La prossima estate ne comp ...continua

    Bel romanzo, un po' thriller un po' avventura, ambientato nel passato. Si legge velocemente e con piacere ( ho impiegato di più perche leggevo altri libri in contemporanea). La prossima estate ne compro un'altro dello stesso autore.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un romanzo storico ben fatto, ben contestualizzato, denso di particolari non solo relativi al luogo, alle abitudini, al modo di vivere e di pensare di allora, ma anche relativamente al macabro sist ...continua

    E' un romanzo storico ben fatto, ben contestualizzato, denso di particolari non solo relativi al luogo, alle abitudini, al modo di vivere e di pensare di allora, ma anche relativamente al macabro sistema delle torture e delle esecuzioni; del resto, l'autore ha, tra i suoi antenati (come spiega nella postfazione) proprio dei boia...

    Tutta la storia è pervasa da un'atmosfera inquietante ("dark", se volete passarmi il termine), oscura (come oscuri sono i pregiudizi e le follie collettive quando mettono in moto una macchina di esecuzioni ingiuste e irrazionali), descritta in modo dettagliato e quindi per questo vivida, capace di immergere totalmente il lettore nel contesto, facendogli vivere, con un pizzico di ansia e tensione, gomito a gomito con i personaggi principali, le loro avventure.
    Molti sono i colpi di scena che si avvicendano, fino ad arrivare - quasi come un giallo tradizionale - alla soluzione dell'enigma, che forse - potrebbe pensare il lettore - è la più "semplice", la più "vicina", ma che in realtà non toglie all'autore tutta l'inventiva di cui ha dato prova in tutto il libro.

    Mi è piaciuto davvero moltissimo, per il periodo storico, i personaggi, il retroterra culturale e l'intreccio in sè!

    http://chicchidipensieri.blogspot.it/2014/09/recensione-la-figlia-del-boia-di-oliver.html

    ha scritto il 

  • 3

    un libro tranquillo

    la storia in sè è piuttosto deboluccia e i finti colpi di scena non danno alcuna suspance.

    ottima l'ambientazione in modo particolare i rapporti sociali.

    se l'autore avesse fatto u ...continua

    un libro tranquillo

    la storia in sè è piuttosto deboluccia e i finti colpi di scena non danno alcuna suspance.

    ottima l'ambientazione in modo particolare i rapporti sociali.

    se l'autore avesse fatto una storia sul boia e le sue relazioni all'interno della società tedesca medioevale il romanzo sarebbe stato molto più interessante.

    il buono superbuono costretto ad essere cattivo e il supercattivo cattivissimo alla fine annoiano.
    i superbuoni vincono sempre e i cattivi muoiono - sempre

    certo che il medioevo tedesco-polacco era veramente triste..i romanzi che ho letto ambientati in questo periodo sono veramente cupi ... alla fine riesci a rendere omaggio al nostro medioevo guerrafondaio papaista - ti sembrano persino persone migliori.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libro che dice poco e lascia poco.

    La storia si sviluppa nel 500, epoca di caccia alle streghe e a rischiare di finire sul rogo è una donna del paese (siamo nella bassa Germania, Augusta e giù di l ...continua

    Un libro che dice poco e lascia poco.

    La storia si sviluppa nel 500, epoca di caccia alle streghe e a rischiare di finire sul rogo è una donna del paese (siamo nella bassa Germania, Augusta e giù di lì) accusata di aver ucciso dei bambini.
    E’ il boia che indaga, assieme al figlio ribelle del medico del paese, anch’egli dottore, e con la comparsata della bellissima figlia del boia della quale il medico è innamorato.

    Un polpettone che non sa se essere giallo, romanzo storico, storia d’amore e pretende di essere le tre cose insieme non riuscendo a portarne egregiamente a compimento nemmeno una.

    Non so perché l’ho comprato, nemmeno perché non l’ho mollato prima, so solo che adesso per tirarmi su “mi faccio” un Simenon!

    ha scritto il 

  • 5

    Il secondo capitolo della serie della figlia del boia non delude! Ancora una volta le avventure del burbero boia Kuisl, della figlia Magdalena e del giovane medico Simon sono narrate con scorrevolezza ...continua

    Il secondo capitolo della serie della figlia del boia non delude! Ancora una volta le avventure del burbero boia Kuisl, della figlia Magdalena e del giovane medico Simon sono narrate con scorrevolezza e acume, con una scrittura che cattura il lettore e trascina fino all'ultima pagina tra una corsa e l'altra a caccia del tesoro...che piega prenderà la storia tra Simon e la figlia del boia?

    ha scritto il