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La figlia del matematico

Di

Editore: Mondadori (Oscar bestsellers emozioni)

4.2
(425)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 622 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Turco , Croato , Russo , Giapponese

Isbn-10: 8804571802 | Isbn-13: 9788804571803 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: R. Curti , V. Cardano

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Il protagonista è ricco e geniale, ma vive recluso in manicomio. Riuscirà l'amore di Maddy a salvarlo? Una storia che ricorda quella di "Beautiful Mind", ambientata nell'America dell'800, piena di passione e sentimento.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Vote: ***** first half
    ** second half


    As a newbie!romance reader, I spent a lot of time perusing sites to put together a TBR list. Flowers from the Storm appeared over and over in the suggested readings, everywhere on the internet. Often praised as the best romance novel I could hope for, ...continua

    Vote: ***** first half ** second half

    As a newbie!romance reader, I spent a lot of time perusing sites to put together a TBR list. Flowers from the Storm appeared over and over in the suggested readings, everywhere on the internet. Often praised as the best romance novel I could hope for, I obviously had high expectations about it. Unfortunately, I find that they have been only half fulfilled.

    The beginning had me mesmerised. I read the first half in a frenzy – reading at work, reading while walking in the street, etc. Everything seemed perfect. Laura Kinsale’s style – that had me since the start, and is thankfully something that stay also in the second half. I’m not a native English speaker, and was fascinated on one hand with Maddy’s Plain Speech, and on the other hand by Jervaulx’s fragmented, scattered sentences and thoughts. Besides, I’m a sucker for nurse/patient stories. I adored every second at Blythedale. The book seemed just a succession of perfect moment. The scene in which Maddy goes visiting Jervaulx at night. The kitten scene – it played in my head like a scene from Jane Campion’s Bright Star, soundless, all light and perfumes. The scene in which he starts crying in his London house, before the hearing. I was ready to give this book all the stars I could.

    But afterwards, the descent begins. As the action moves from Blythedale to Jervaulx’ castle and various hiding spots, I felt that also the power balance shifted in Jervaulx’ favour. The point becomes that he has to recover his power and prestige. That he reconstruct his wealth. That he bends Maddy to his beck and call.

    I felt Maddy shrink smaller, smaller as the action progresses. I loathed that she is tricked into following Jervaulx and then into marrying him. No, the balance wasn’t even. I never felt that she truly consented to that all. I never felt that she was truly aroused by him, that she loved him so much to submit to his will. I felt she was the one who lost in the bargain.

    She is the one coerced to have physical contacts with him, and if I loathed the marriage, I loathed even more the BDSM streaks that Jervaulx shows. Once, he pins her to a door pulling the chain she wears and forces her to kiss him. “The chain to the whistle slid and tightened at her throat as he kept it his hand. He held her trapped, his smile turning into a mocking grin.” In another passage, soon after they get married, he circles her braid around her neck and pulls her with it. “He lifted the braid over her shoulder and curled it around her throat. Slowly, slowly, he increased the pull.” Am I supposed to find that sexy? It is not, at least not in my book.

    Maddy resists so much to Jervaulx’ supposed charm, that the author is obliged to invent she is afraid of ghosts to put her in his bed. And that Maddy has, allegedly, a hidden covetous nature to make her go back to Jervaulx in the end.

    Maddy has to give up her affiliation with the Quakers to stay with Christian. Repeatedly in the book, we are made to believe that Jervaulx is indeed better than her beliefs. The king himself vouches for this when he says, “Your marriage, is it? Ah, me – the principles of religion are sometimes a weight upon us, are they not? But you have a consolation in this fine husband of yours.” However, the more the narrative insisted on its importance, the more the futility of Jervaulx’s dukedom hit me. Lady de Marly states that, as a Duchess, Maddy could do more good than as a simple Quacker. I beg to differ. I’m all with Maddy when she says, “There are other things in the world besides thy frivolous ball. There are other things besides making thyself the great duke again!” Servants, expenses, thousands of pounds in luxuries: I couldn’t see the point in any of that. I simply wasn’t interested in watching Jervaulx return the one he was before his ictus. And I resented the exclusion of Blythedale from the plot. If Maddy and Jervaulx wanted to do something good, they could have gone back to the asylum and reformed it. Dismissed Larkin and punish him for his tortures, install Maddy as the director, who knows. Something could be done there.

    Yes, Richard Gill was a better man, and the imbalance between Maddy and Christian upset me so that I rooted for him in the end. I wished Maddy’s character could be granted what *she* wished as well, not only what Jervaulx thought could benefit him. Unfortunately, this book turned out to be vindication of Mr. Jervaulx, and not at all what I hoped at the beginning. For a book whose Italian title is “The mathematician’s daughter” (La figlia del matematico), maths plays quite a small role in the end.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza infamia e senza lode.
    Con Laura Kinsale è sempre così; ti stuzzica, ti apre un percorso con mille aspettative, poi cade nella noia. Allunga il brodo in modo forzato, si perde in soliti cliché e ti rifila, dulcis in fundo, un finale davvero frustrante, quasi frettoloso.
    Non so...
    I suoi li ...continua

    Senza infamia e senza lode. Con Laura Kinsale è sempre così; ti stuzzica, ti apre un percorso con mille aspettative, poi cade nella noia. Allunga il brodo in modo forzato, si perde in soliti cliché e ti rifila, dulcis in fundo, un finale davvero frustrante, quasi frettoloso. Non so... I suoi libri, arrivati a metà, iniziano sempre a deludermi.

    ha scritto il 

  • 4

    ...stai ridendo di me...no...ti sto amando...

    Dimmi basta, perché conosco così bene il tuo volto, anche nell'oscurità, i tuoi occhi che si rivolgono ai miei con smarrimento, con arronganza. Sono azzurri, scuri, come nuvole che passano a coprire le stelle, ridono senza bisogno di parole.

    ha scritto il 

  • 0

    Un nuovo libro nell'elenco dei più belli che abbia mai letto

    Non c'è che dire è proprio il tipo di lettura che rientra nei miei canoni. Ambientazione storica, amore, avventura, intrigo.. passione. Per gli appassionati del genere non posso che suggerirlo appassionatamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Una trama assolutamente diversa e insolita: una storia non solo d'amore, ma soprattutto di comprensione, di altruismo, di empatia, di ricchezza interiore, di moralità allo stato puro. Due protagonisti speciali: lui forte, determinato, volenteroso, pentito; lei sensibile, comprensiva, disponibile, ...continua

    Una trama assolutamente diversa e insolita: una storia non solo d'amore, ma soprattutto di comprensione, di altruismo, di empatia, di ricchezza interiore, di moralità allo stato puro. Due protagonisti speciali: lui forte, determinato, volenteroso, pentito; lei sensibile, comprensiva, disponibile, disposta al sacrificio; loro: amore nella forma più pura, fatta di difficoltà e di voglia di superarle insieme. Bellissimo!

    ha scritto il 

  • 5

    Archimedea e il padre sono diversi. Sono quaccheri e vivono secondo un insieme di regole e di credenze sconosciute al resto della società All'apparenza quel loro dare del "tu" e "amico" a tutti potrebbe far apparire il loro rapportarsi agli altri come facile e superficiale, ma in realtà la vita è ...continua

    Archimedea e il padre sono diversi. Sono quaccheri e vivono secondo un insieme di regole e di credenze sconosciute al resto della società All'apparenza quel loro dare del "tu" e "amico" a tutti potrebbe far apparire il loro rapportarsi agli altri come facile e superficiale, ma in realtà la vita è molto più ardua se si decide di mantenere fede, sempre e comunque, alle proprie "Verità".

    Il duca di Jervaulx è agli antipodi: altolocato, affascinante, tanto intelligente (appassionato di matematica) quanto abituato a non considerare il prossimo se non dall'alto in basso. Finchè Maddy, in altro tempo e in altro luogo, e sempre per caso, incontra l'ombra di un uomo rinchiuso in un manicomio privato, e in questo individuo brutto, sporco, violento, incapace di parlare e di provvedere a se stesso, le sembra di riconoscere proprio quel sogno segreto e abbandonato.

    Non è solo una storia d'amore, ma la lenta risalita di un uomo dato per perso nei meandri della malattia (un uomo che ancora vive, capisce e ama, eppure deve lottare quotidianamente con la frustrazione di non poter comunicare se non con versi animaleschi e con la rabbia e la violenza) e che deve riabituarsi (lui, il duca temuto) ad avere bisogno degli altri e a vincere il pregiudizio di chi lo vorrebbe lasciare rinchiuso. Si susseguono pagine bellissime, piene di curiosità, gioia e nuovo dolore, entusiasmo e disperazione, fino a un finale struggente (prima dell'epilogo tradizionale), in cui Jervaux deve tentare il tutto e per tutto per difendere la sua "Tatamaddy" contro il sentimento del tempo e le diversità di ceto e di religione, e per proteggere un vincolo che sembra fragilissimo eppure indissolubile, proprio perché non ci sono catene visibili a tenerlo unito: "senza altra legge che l'amore tra noi".

    ha scritto il 

  • 5

    Bello...bello....bello!!!

    All'inizio mi sembrava difficile da seguire, poi però mi ha catturata ed alla fine mi sono provata a partecipare dei sentimenti del Duca...già, il duca....di gran lunga il mio personaggio preferito in questo libro...Quando ho letto l'ultimo capitolo mi sono sorpresa a sorridere felice per come fi ...continua

    All'inizio mi sembrava difficile da seguire, poi però mi ha catturata ed alla fine mi sono provata a partecipare dei sentimenti del Duca...già, il duca....di gran lunga il mio personaggio preferito in questo libro...Quando ho letto l'ultimo capitolo mi sono sorpresa a sorridere felice per come finisce....Bello!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Me lo sono proprio goduto questo romanzo. L'ho letto con ardore e passione,con curiosità e coinvolgimento. 622 pagine che sono volate via come acqua in un ruscello, lasciandomi il desiderio di ricominciare da capo. Chistian Langland, posso essere la tua Maddy?

    ha scritto il