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La figlia del matematico

Di

Editore: Mondadori (Oscar bestsellers emozioni)

4.2
(433)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 622 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Turco , Croato , Russo , Giapponese

Isbn-10: 8804571802 | Isbn-13: 9788804571803 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: R. Curti ; Curatore: V. Cardano

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
Il protagonista è ricco e geniale, ma vive recluso in manicomio. Riuscirà l'amore di Maddy a salvarlo? Una storia che ricorda quella di "Beautiful Mind", ambientata nell'America dell'800, piena di passione e sentimento.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    ¿Que decir de este libro?

    Lo que no me ha gustado de la historia;
    ...la protagonista, con eso de que era cuáquera se me hizo insoportable, no tenia ni idea que los cuáqueros podrían ser tan molestos. ...continua

    ¿Que decir de este libro?

    Lo que no me ha gustado de la historia;
    ...la protagonista, con eso de que era cuáquera se me hizo insoportable, no tenia ni idea que los cuáqueros podrían ser tan molestos. Por momentos el comportamiento de Maddy me pareció irritante, exasperante, y hasta un poco hipócrita en algunos momentos, como por ejemplo cuando juzga a la madre del conde por su actitud hacia con él por todos los "pecados" que esté ha cometido, cuando luego es ella la que lo juzga por su pasado.
    Después de conocer la actitud de los cuáqueros en este libro he decidido que JAMAS voy a volver a leer un libro en donde haya uno de ellos como protagonista.

    Las cosas que me gustaron de este libro;
    Una de ellas es el Duque de Jervaulx, me ha gustado su inteligencia, su fortaleza y que nunca se haya rendido. Creo que lo único positivo que le puedo dar al personaje de Maddy es que gracias a ella Jervaulx comienza a hacerse mas "humano", ella lo hace ser una mejor persona.
    Otra de las cosas que me ha gustado fueron los amigos del Duque, ya que se mantuvieron fiel a él en todo momento, lo apoyaron más que su propia familia y jamas le dieron la espalda. El unico familiar que me ha gustado fue su abuela Marly, ya que fue la única que de cierto modo siempre se ha mantenido del lado de Jervaulx.

    La historia me pareció muy buena, te tiene pendiente de que pasará con Jervaulx prácticamente hasta la última pagina y en ningún momento pierde el ritmo.
    Una muy linda historia.

    ha scritto il 

  • 5

    Non so perché accade, ma ne sono felice: sono innamorata. Nuovamente. Di un altero, superbo, orgoglioso, raffinato duca, di un uomo dall’intelligenza brillante e appassionato di matematica, dagli occh ...continua

    Non so perché accade, ma ne sono felice: sono innamorata. Nuovamente. Di un altero, superbo, orgoglioso, raffinato duca, di un uomo dall’intelligenza brillante e appassionato di matematica, dagli occhi di un profondo blu e orlati da lunghe ciglia nere. Un maestoso felino intrappolato in una gabbia, una gabbia che si chiama malattia, una malattia che si chiama afasia. Un uomo disperso in un mondo di cui non riconosce il senso, in cui ogni identità è calpestata, lacerata, disprezzata. È questo il manicomio, un non-luogo dove se non si è pazzi si può impazzire, dove se si è uomini si è costretti a divenire bestie per sopravvivere, ai soprusi, ai bagni freddi, ai letti di contenzione, alle camicie di forza… Come si può, mi domando, come si può aver pensato in passato di curare la follia con trattamenti al limite della stessa insensatezza che si voleva estirpare? Come si può aver pensato di lenire il “male dentro” con spicciole lezioncine moraleggianti sul valore della preghiera e della rettitudine? Mio Dio, grazie per averci dato Freud e Kraepelin e, recentemente, Basaglia affinché questi orrori avessero fine, affinché si capisse che l’uomo è anche la sua malattia e non si può strappare il male e lasciare intatta l’anima…

    Ucciderò (a librate!) il prossimo che mi dirà che non si può scrivere un romanzo d’amore che sia anche di spessore, che sia intenso, profondo, che soprattutto non sia il coronamento di paroline dolci, baci e sospiri. Si può parlare d’amore, si, senza mai cadere nella banalità; si può parlare d’amore, e insieme di carne e sangue, di vita e di morte, di anima, di caducità e di Dio.
    Si può parlare d’amore e non lasciare che si confronti solo con la ricchezza, il potere, il prestigio; oh, no! Che amore è quello cullato negli agi e nutrito dal benessere? L’amore è un Titano che fronteggia la morte e la malattia, la religione e Dio. Talvolta ne esce vincitore, talvolta vinto, ma è Amore, c’è, esiste, e non è un pallido e impalpabile spettro.

    Come troppo spesso mi accade nella vita, solo per caso, inconsapevolmente, mi sono ritrovata tra le mani questo piccolo capolavoro; con superficialità l’ho comprato e per curiosità ho iniziato la lettura. Non ho più smesso, fino all’epilogo. Uno stile profondo, fluido, avvincente mi ha irretito, una così raffinata descrizione dei sentimenti, dei dialoghi, dei più reconditi pensieri e dei dubbi mi ha avvinto; una così dettagliata rappresentazione della realtà dell’epoca mi ha piacevolmente sorpresa. E ho sinceramente apprezzato la cura che emerge da un lavoro che di certo è costato tempo e fatica. Se dovessi un giorno diventare un’autrice vorrei poter assomigliare a Laura Kinsale e se dovessi un giorno scrivere un romanzo vorrei che fosse anche solo una pallida imitazione di “La figlia del matematico”.

    Cosa, di questa magica storia, mi ha davvero appassionato? Forse l’originale prologo che vede un uomo trascorrere la notte precedente a un duello a svolgere complicate formule matematiche e riconsegnarmi così un lontano ricordo degli anni del Liceo, di un giovane matematico dell’Ottocento, Evariste Galois, che trascorse la sua ultima notte, prima di soccombere in un duello, lottando contro l’alba, a vergare sui fogli lunghe formule e poi, al margine, note: “Non ho tempo!”?
    O forse, la mia amata psicologia che mi ha semplicemente reso ricettiva verso un tema così drammatico e controverso? O forse la capacità di questa storia di farmi piangere, come non mi accadeva da tanto?
    O semplicemente la fragilità dei protagonisti? L’impotenza, la frustrazione di Christian, per lui insopportabili in quanto contraltare di un passato fatto di potere e di appagamento? L’umanità di lui che si scopre uomo, appunto, e non dio, e dunque costretto a conoscere l’umiliazione, il tradimento, la paura, la spoliazione dei propri beni e dei propri diritti, la povertà, i propri stessi limiti, “la propria stessa stupidità”, e nonostante tutto a far fronte alla rovina? O l’umanità di Maddy, di una donna quacchera, obbediente alla religione degli uomini e che un giorno incontra la religione di Dio? Il coraggio di Maddy, dai lunghi capelli scuri eppure priva di qualunque ornamento, divenuta duchessa senza volerlo, invidiata senza saperlo, orgogliosa senza superbia, coraggiosa senza temerarietà? La forza di Maddy, alla disperata ricerca della sua strada nel mondo, del suo valore per Dio e del suo significato per gli uomini?
    No, di più. Mi resterà nel cuore una storia che non mi lascia credere che le quacchere possano divenire duchesse, eppure lo diventano, che non mi lascia credere che l’amore supera tutto, eppure lo supera, che non mi lascia credere in una guarigione miracolosa, ma mi indica la strada che Chris e Maddy percorreranno, lastricata di dolci vittorie e frustranti sconfitte, ma soprattutto fatta di consapevolezza…

    ha scritto il 

  • 3

    lo cierto es que esta autora y yo no terminamos de congeniar.

    No me ha gustado Maddy, no me ha gustado Christian... quizas es que ultimamente no estoy en forma y se refleja en lo que leo...

    mi nota 5 ...continua

    lo cierto es que esta autora y yo no terminamos de congeniar.

    No me ha gustado Maddy, no me ha gustado Christian... quizas es que ultimamente no estoy en forma y se refleja en lo que leo...

    mi nota 5

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Vote: ***** first half
    ** second half

    As a newbie!romance reader, I spent a lot of time perusing sites to put together a TBR list. Flowers from the Storm appeared over and over in the suggested readin ...continua

    Vote: ***** first half
    ** second half

    As a newbie!romance reader, I spent a lot of time perusing sites to put together a TBR list. Flowers from the Storm appeared over and over in the suggested readings, everywhere on the internet. Often praised as the best romance novel I could hope for, I obviously had high expectations about it. Unfortunately, I find that they have been only half fulfilled.

    The beginning had me mesmerised. I read the first half in a frenzy – reading at work, reading while walking in the street, etc. Everything seemed perfect. Laura Kinsale’s style – that had me since the start, and is thankfully something that stay also in the second half. I’m not a native English speaker, and was fascinated on one hand with Maddy’s Plain Speech, and on the other hand by Jervaulx’s fragmented, scattered sentences and thoughts. Besides, I’m a sucker for nurse/patient stories. I adored every second at Blythedale. The book seemed just a succession of perfect moment. The scene in which Maddy goes visiting Jervaulx at night. The kitten scene – it played in my head like a scene from Jane Campion’s Bright Star, soundless, all light and perfumes. The scene in which he starts crying in his London house, before the hearing. I was ready to give this book all the stars I could.

    But afterwards, the descent begins. As the action moves from Blythedale to Jervaulx’ castle and various hiding spots, I felt that also the power balance shifted in Jervaulx’ favour. The point becomes that he has to recover his power and prestige. That he reconstruct his wealth. That he bends Maddy to his beck and call.

    I felt Maddy shrink smaller, smaller as the action progresses. I loathed that she is tricked into following Jervaulx and then into marrying him. No, the balance wasn’t even. I never felt that she truly consented to that all. I never felt that she was truly aroused by him, that she loved him so much to submit to his will. I felt she was the one who lost in the bargain.

    She is the one coerced to have physical contacts with him, and if I loathed the marriage, I loathed even more the BDSM streaks that Jervaulx shows. Once, he pins her to a door pulling the chain she wears and forces her to kiss him. “The chain to the whistle slid and tightened at her throat as he kept it his hand. He held her trapped, his smile turning into a mocking grin.” In another passage, soon after they get married, he circles her braid around her neck and pulls her with it. “He lifted the braid over her shoulder and curled it around her throat. Slowly, slowly, he increased the pull.” Am I supposed to find that sexy? It is not, at least not in my book.

    Maddy resists so much to Jervaulx’ supposed charm, that the author is obliged to invent she is afraid of ghosts to put her in his bed. And that Maddy has, allegedly, a hidden covetous nature to make her go back to Jervaulx in the end.

    Maddy has to give up her affiliation with the Quakers to stay with Christian. Repeatedly in the book, we are made to believe that Jervaulx is indeed better than her beliefs. The king himself vouches for this when he says, “Your marriage, is it? Ah, me – the principles of religion are sometimes a weight upon us, are they not? But you have a consolation in this fine husband of yours.” However, the more the narrative insisted on its importance, the more the futility of Jervaulx’s dukedom hit me. Lady de Marly states that, as a Duchess, Maddy could do more good than as a simple Quacker. I beg to differ. I’m all with Maddy when she says, “There are other things in the world besides thy frivolous ball. There are other things besides making thyself the great duke again!” Servants, expenses, thousands of pounds in luxuries: I couldn’t see the point in any of that. I simply wasn’t interested in watching Jervaulx return the one he was before his ictus. And I resented the exclusion of Blythedale from the plot. If Maddy and Jervaulx wanted to do something good, they could have gone back to the asylum and reformed it. Dismissed Larkin and punish him for his tortures, install Maddy as the director, who knows. Something could be done there.

    Yes, Richard Gill was a better man, and the imbalance between Maddy and Christian upset me so that I rooted for him in the end. I wished Maddy’s character could be granted what *she* wished as well, not only what Jervaulx thought could benefit him. Unfortunately, this book turned out to be vindication of Mr. Jervaulx, and not at all what I hoped at the beginning. For a book whose Italian title is “The mathematician’s daughter” (La figlia del matematico), maths plays quite a small role in the end.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza infamia e senza lode.
    Con Laura Kinsale è sempre così; ti stuzzica, ti apre un percorso con mille aspettative, poi cade nella noia. Allunga il brodo in modo forzato, si perde in soliti cliché e ...continua

    Senza infamia e senza lode.
    Con Laura Kinsale è sempre così; ti stuzzica, ti apre un percorso con mille aspettative, poi cade nella noia. Allunga il brodo in modo forzato, si perde in soliti cliché e ti rifila, dulcis in fundo, un finale davvero frustrante, quasi frettoloso.
    Non so...
    I suoi libri, arrivati a metà, iniziano sempre a deludermi.

    ha scritto il 

  • 4

    ...stai ridendo di me...no...ti sto amando...

    Dimmi basta, perché conosco così bene il tuo volto, anche nell'oscurità, i tuoi occhi che si rivolgono ai miei con smarrimento, con arronganza. Sono azzurri, scuri, come nuvole che passano a coprir ...continua

    Dimmi basta, perché conosco così bene il tuo volto, anche nell'oscurità, i tuoi occhi che si rivolgono ai miei con smarrimento, con arronganza. Sono azzurri, scuri, come nuvole che passano a coprire le stelle, ridono senza bisogno di parole.

    ha scritto il 

  • 0

    Un nuovo libro nell'elenco dei più belli che abbia mai letto

    Non c'è che dire è proprio il tipo di lettura che rientra nei miei canoni.
    Ambientazione storica, amore, avventura, intrigo.. passione.
    Per gli appassionati del genere non posso che suggerirlo appassi ...continua

    Non c'è che dire è proprio il tipo di lettura che rientra nei miei canoni.
    Ambientazione storica, amore, avventura, intrigo.. passione.
    Per gli appassionati del genere non posso che suggerirlo appassionatamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Una trama assolutamente diversa e insolita: una storia non solo d'amore, ma soprattutto di comprensione, di altruismo, di empatia, di ricchezza interiore, di moralità allo stato puro. Due protagonisti ...continua

    Una trama assolutamente diversa e insolita: una storia non solo d'amore, ma soprattutto di comprensione, di altruismo, di empatia, di ricchezza interiore, di moralità allo stato puro. Due protagonisti speciali: lui forte, determinato, volenteroso, pentito; lei sensibile, comprensiva, disponibile, disposta al sacrificio; loro: amore nella forma più pura, fatta di difficoltà e di voglia di superarle insieme. Bellissimo!

    ha scritto il