La figlia della foresta

La trilogia di Sevenwaters vol.1

Di

Editore: Armenia

4.4
(291)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 608 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8834422430 | Isbn-13: 9788834422434 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Rosa , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Lord Colum di Sevenwaters ha generato sette figli: Liam, il leader naturale, l'avventuroso Diarmid, i gemelli Cormack e Conor, il ribelle Finbar e il compassionevole Padriac. Sarà tuttavia Sorha, l'unica figlia, la settima della nidiata, a difendere la propria famiglia e a proteggere la propria terra dai bretoni, nel momento in cui il padre e i fratelli rimangono vittime dell'incantesimo della perfida Lady Oonagh. Esiliata da Sevenwaters e rifugiatasi nella foresta, la giovane cade nelle mani dei suoi nemici e conosce l'amore...
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  • 5

    Il romanzo della fiaba “I cigni selvatici”

    Recensione unica per tutta la trilogia

    Penso che tutti conoscano la fiaba di Andersen “I cigni selvatici”, ma ripresa da una fiaba tradizionale raccolta dai fratelli Grimm. La storia di undici fratel ...continua

    Recensione unica per tutta la trilogia

    Penso che tutti conoscano la fiaba di Andersen “I cigni selvatici”, ma ripresa da una fiaba tradizionale raccolta dai fratelli Grimm. La storia di undici fratelli (sei per i Grimm) tramutati in cigni dalla loro malvagia matrigna e di come la loro sorellina, Elisa, per spezzare l’incantesimo tessé per ognuno di loro delle camicie fatte con l’ortica e per tutto il tempo che impiegò dovette stare nel più assoluto silenzio, col rischio altrimenti di vanificare ogni tentativo di spezzare l’incantesimo. In seguito Elisa incontrò un principe che si innamorò di lei e di come, però, venne condannata al rogo perché creduta una strega e proprio sul rogo terminò l’ultima camicia, lanciandole addosso ai suoi fratelli e ritrasformandoli in esseri umani. Alla fine tutto si spiegò ed Elisa sposò il suo principe e vissero tutti, per sempre, felici e contenti.
    Questa è la base sulla quale la scrittrice neozelandese Juliet Marillier tesse la trama potente e avvincente di una saga famigliare dove confluiscono fantasy e storia, magie e amori sullo sfondo della guerra secolare tra irlandesi e britanni per il controllo delle coste d’Irlanda e soprattutto dell’Ago, isola sacra agli irlandesi.
    La famiglia protagonista di questa trilogia (in realtà una vera e propria saga formata da sei volumi, ma solo i primi tre sono stati pubblicati qui da noi e sono collegati, mentre gli altri tre sono, più o meno, a sé stanti) è la nobile e antica casata di Sevenwaters, che si dice discendano dai primi abitanti di quelle terre, creature mitiche e fantastiche, sospese tra il mondo degli immortali e del piccolo popolo. Infatti, in ogni generazione si contano figli e figlie della sacra foresta di Sevenwaters, capaci di comunicare tra loro col solo pensiero anche da lunghe distanze, dotati del potere di prevedere il futuro, e in grado di parlare col piccolo popolo nascosto e di manipolare gli elementi.
    La storia inizia con “La figlia della foresta”, e si apre su Sorha e i suoi sei fratelli. Orfani di madre, con un padre distante che non riesce ad amarli perché annientato dalla perdita dell’amata sposa e perché consumato dalla sete di sangue del guerriero, vedono la loro vita prendere una tragica piega quando la loro matrigna, l’ambigua e perfida Lady Oonagh, tramuta i sei fratelli in cigni e costringe la fanciulla a fuggire, perché intenzionata ad impadronirsi di Sevenwaters e distruggere tutto ciò che essa rappresenta, tanto per l’Irlanda quando per il magico popolo degli immortali. Toccherà alla giovane Sorha trovare il modo per spezzare l’incantesimo che tiene gli amati fratelli intrappolati tra le piume bianche di uno stormo di cigni ed impedire alla malvagia Lady Oonagh di trionfare. E lungo il suo lungo e accidentato percorso, Sorha troverà non solo la forza che non aveva mai pensato di avere, ma anche l’amore e lo troverà nell’ultima persona a cui avrebbe pensato: in Hugh di Harrowfield, un britanno, un nemico della sua terra.
    E intanto, per la voce degli antichi abitanti della foresta di Sevenwaters, risuona un’antica profezia, su un figlio che avrà in sé tanto il sangue di Sevenwaters, quanto il sangue dei britanni e che libererà le isole e restituirà l’Ago ai suoi legittimi abitanti.
    La storia di Sevenwaters e delle vicende a cui fa da sfondo continuerà per altre due generazioni, nei romanzi “Il figlio delle ombre” e “Il figlio della profezia”.
    Le saghe, o trilogie in questo caso editoriale, necessitano di un elemento fondamentale: la capacità di attrarre.
    Capita un bel po’ di volte che certe serie risultino pesanti ad un certo punto, indipendentemente dal numero delle loro pagine, a causa di vari fattori quali la ripetitività, la perdita di mordente nello stile dell’autore, eccetera. Ma, in alternativa, si può incappare in saghe letterarie che possono anche contare seicento pagine a volume, avere espedienti narrativi ridotti all’essenziale per tre quarti del romanzo per poi esplodere sul finale. Sembra strano detto così ma, credetemi, se le cose vengono raccontate in un determinato modo, possono tenerti incollato per pagine e pagine, anche se tutto ciò che vedi sono persone che vivono quotidianamente in un castello tra vari impieghi e contatti umani.
    È il caso della trilogia di Sevenwaters che parte da una fiaba (solo nel primo volume) e la ampli, a suo modo, riscrivendo personaggi e creandone altri, arricchendola di dettagli nuovi, a volte anche crudi e dolorosi, e prosegue nei successivi due volumi, un po’ sullo stesso versante strutturale, ma non scade mai nel ripetitivo, grazie anche all’ottimo uso che l’autrice fa dei personaggi, siano essi protagonisti o comprimari.
    Ogni personaggio è perfettamente caratterizzato, nessuno risulta piatto e, in fase di lettura, non si può fare a meno di sentirli vicini, provare per loro un affetto o un odio che riserveremmo a persone reali, che davvero conosciamo, ci inalberiamo per i loro errori, li compatiamo nei momenti più dolorosi, gioiamo con loro quando trionfano sulle avversità e nelle loro imprese, li piangiamo quando capita che qualcuno muoia. Sì, perché la Marillier, con un grande realismo (alla maniera di Martin, anche se non sempre sanguigno e violento), lascia che il tempo scorra, che le malattie avanzino, che le battaglie lascino dei caduti a terra, e che personaggi principali che ci hanno accompagnato per pagine e pagine muoiano.
    Fa eccezione a questa caratterizzazione il personaggio di Lady Oonagh, anima nera della storia, sempre presente anche durante la sua assenza. Purtroppo, per quanto sia un personaggio a suo modo affascinante, abbia in sé tutti quegli elementi che la renderebbero un’antagonista attraente, non riusciamo mai ad inquadrarla, non si chiariscono mai quali sono le sue vere e concrete intenzioni e questo, in ultima analisi, la riduce ad una macchietta letteraria su un modello di cattiva delle fiabe che agisce con cattiveria solo perché cattiva.
    Elemento importante e ben gestito, anzi, vista l’ambientazione è gestita anche in maniera molto alternativa, è poi il fantasy. Questa è una trilogia fantasy, ma l’elemento magico non appesantisce mai la narrazione o le vicende narrate, i vari incantesimi ai quali assistiamo non hanno nulla delle iperboliche magie alle quali ci ha abituato il fantasy moderno, ma ha l’essenzialità e la naturalezza dei sacri e antichi riti ormai dimenticati, dove gli elementi e le facoltà mentali ricoprono il ruolo primario.
    In conclusione, la trilogia di Sevenwaters è una di quelle storie che non possono mancare nella libreria di un amante del fantasy.

    ha scritto il 

  • 4

    Che cosa posso dire...un pò triste ma stupendo...
    sembra un pò una favola la favola dei 6 cigni e dell'unica sorella che deve cercare di spezzare l'incantesimo in cui sono finiti i suoi fratelli imbas ...continua

    Che cosa posso dire...un pò triste ma stupendo...
    sembra un pò una favola la favola dei 6 cigni e dell'unica sorella che deve cercare di spezzare l'incantesimo in cui sono finiti i suoi fratelli imbastendo 6 camicie di un tessuto che non ricordo il nome ma che punge e irrita la pelle e lei dovrà farle tutte a mano e da sola!!non svelo altro ma una bella favola..
    Ora continuerò con il secondo volume !

    ha scritto il 

  • 4

    Sono alla centocinquantesima pagina, ok che mi sono tirata giù di morale per il numero di pagine da leggere ma questo perchè c'è ne la bellezza di 1500 pagine io devo avere tutta la trilogia insieme c ...continua

    Sono alla centocinquantesima pagina, ok che mi sono tirata giù di morale per il numero di pagine da leggere ma questo perchè c'è ne la bellezza di 1500 pagine io devo avere tutta la trilogia insieme comunque è leggibile e scorrevolissimo e per ora mi prende l'unica cosa è che ame più che un fantasy mi sembra una fiaba..comunque recesirò bene alla fine..

    ha scritto il 

  • 5

    La Figlia della Foresta è un romanzo fantasy ambientato in Irlanda.
    Sorha, la protagonista, una ragazzina ultima di sette figli, vive insieme al padre, Lord Colum signore di Sevenwaters, e ai suoi fra ...continua

    La Figlia della Foresta è un romanzo fantasy ambientato in Irlanda.
    Sorha, la protagonista, una ragazzina ultima di sette figli, vive insieme al padre, Lord Colum signore di Sevenwaters, e ai suoi fratelli nella foresta.
    Il padre, è quasi sempre assente a causa delle guerre contro i britanni e i vichinghi, e anche quando presente non è vicino affettivamente ai suoi figli, inaridito ormai dalla perdita della moglie mentre dava alla luce l’ultima nata.
    Nonostante tutto, Sorha vive felice insieme ai suoi fratelli e la vita trascorre serena e tranquilla protetta dall’impenetrabilità della foresta.
    La felicità ha termine quando il padre si innamora e decide di sposare Lady Oonagh, una donna bellissima ma dallo sguardo ammaliante e malvagio. La piccola Sorha è la prima ad accorgersi delle oscure e misteriose intenzioni nascoste dietro i gesti melliflui della futura matrigna e cerca invano di evitare che il matrimonio abbia luogo. Incidenti “casuali” cominciano a verificarsi fino all’ultimo tragico evento: la matrigna accortasi delle macchinazioni da parte dei sette fratelli per allontanarla definitivamente da SevenWaters, mentre questi ultimi attorno all’albero magico piantato alla morte della madre stanno invocando gli spiriti, si presenta e trasforma i sei fratelli di Sorha in cigni lasciando la piccola nella disperazione.
    La Signora della Foresta appare successivamente mentre Sorha piange la perdita dei fratelli e le dona un po’ di speranza ma la possibilità di rivedere i suoi fratelli in carne ed ossa sarà possibile solo a costo di tanti sacrifici e prove molto difficili che lei dovrà superare.
    Da questo momento Sorha si dedica anima e corpo alla missione affidatale e molte volte sarà presa dallo sconforto ma la vita ha in serbo per lei non solo lacrime…
    L’autrice fa dipanare questa storia con un linguaggio scorrevole e ogni elemento si incastra perfettamente durante lo svolgersi della trama, anche quello apparenza accessorio e che sembra rallentarla.
    Questo bellissimo romanzo fantasy può essere considerato una metafora della vita: quanti avvenimenti ci accadono, inspiegabili, talvolta crudeli di cui ci chiediamo il perché, “dove andremo a finire”, se ci sarà mai una svolta e intanto la nostra esistenza prosegue e ad un certo punto voltandoci indietro scorgiamo un filo logico che l’ha percorsa tutta e ogni tassello si sistema al posto giusto?
    Questa però è anche una storia su quei legami estremamente forti che si instaurano solo tra anime affini e nonostante numerose vicissitudini non è possibile spezzarli perché i sentimenti positivi sebbene più difficili da mantenere e contornati da sacrifici, sono sempre la risposta giusta alla sete di vendetta.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Vero Fantasy...

    4 stelle e mezzo
    Perché ho aspettato tanto per leggere questo libro? Ho un milione di motivi per giustificarmi: perché la CE ha pubblicato solo i primi tre capitoli di una saga che invece ne conta 6, ...continua

    4 stelle e mezzo
    Perché ho aspettato tanto per leggere questo libro? Ho un milione di motivi per giustificarmi: perché la CE ha pubblicato solo i primi tre capitoli di una saga che invece ne conta 6, perché avevo paura di trovarmi tra le mani una storia tanto acclamata e che puntualmente, invece, si rivela piuttosto scadente, perché ovviamente, avevo timore di rimanerne troppo coinvolta e finire per innamorarmene, non riuscendo più ha tornare indietro…
    Beh, posso dire che di tutte questi timori solo uno se né avverato: dalla prima pagina è stato per me impossibile staccarmi da questo libro! (e ringrazio Giovanna, ormai una vera Bookfriend, per il prezioso consiglio su un’eventuale abbondate scorta di fazzoletti, che, ovviamente, si è dileguata troppo presto!)
    Questo è il vero fantasy! Questo equilibrio perfetto di magia, leggende, prove, dolore e amore. L’Amore vero), quello che fa palpitare il cuore, quello che no ha paura dei sacrifici, della separazione, delle ingiurie, dei pregiudizio, della lontananza. Quello che per sbocciare e perdurare ha bisogno di lacrime, sangue, sofferenza e sudore. E che non è solo quello romantico.
    L’autrice ci apre un mondo fatto di favole e magia, dove il confine tra giusto e sbagliato, tra il bene e male è così sottile che tutto va interpretato con suprema maestria, dove la volontà e la forza d’animo e del cuore possono fare la differenza. La protagonista di questa storia è l’eroina per eccellenza: forte, umana e fragile allo stresso tempo ,che non si piange addosso ma che ad ogni nuova prova, mostra tutta la sua umiltà e la sua forza facendo un bel respiro e continuando la sua strada per raggiungere, determinata il tanto sospirato obiettivo. Ma questa storia non è una favola. È una storia tosta a tratti durissima, scritta con molta efficacia e senza troppi fronzoli, che ti fa innamorare dal primo istante di quel mondo incantato, così magnificamente descritto da sembrare reale. Il finale è bellissimo, ma è tutt’altro che giusto, eppure, proprio per questo è assolutamente perfetto!
    Libro superconsigliato,ma solo agli amanti del vero fantasy!
    Adesso il dubbio più atroce: mi fermo al primo o arrivo fino al terzo?

    ha scritto il 

  • 5

    La figlia della foresta.

    Il mio amore per "la figlia della foresta", devo ammetterlo, è nato molti anni dopo che scartando sotto l'albero di Natale, trovai ad attendermi una copertina che li lasciò piuttosto perplessa.
    Sono q ...continua

    Il mio amore per "la figlia della foresta", devo ammetterlo, è nato molti anni dopo che scartando sotto l'albero di Natale, trovai ad attendermi una copertina che li lasciò piuttosto perplessa.
    Sono quel genere di persona che si lascia per prima cosa colpire dalla copertina, poi dal profumo di un libro e infine dalla trama... beh, in quel momento la scintilla non scoccò.
    Fu invece mia madre a leggere quel libro che a lungo era rimasto su uno scaffale senza essere toccato. Ricordo di averla vista piangere mentre consumava quelle pagine.
    Con il passare degli anni, complice anche un trasferimento, quel libro andò perso e sì, dimenticato. Beh, almeno fino al giorno in cui non fu proprio mia madre a chiedermi di quella storia che tanto l'aveva commossa.
    Ormai cresciuta e incuriosita da quell'interessamento che difficilmente un libro ha suscitato nella donna piena di impegni che è mia madre, finii per ricomprare La figlia della foresta.
    Credo fermamente che ci sia il tempo giusto per ogni libro e quest'anno, mentre lo studio minacciava di far svanire ogni voglia di leggere, questo libro mi ha invece trascinata in un mondo incantato, un mondo capace di tenermi incollata a quelle pagine che a lungo avevo ignorato.
    La figlia della foresta non è solo una storia d'amore,è la storia di tanti amori differenti: dell'amore per la propria famiglia, dell'amore per la propria terra e per le proprie tradizioni, l'amore per chi non è più fisicamente con noi ma continua a vivere nei nostri ricordi e di chi siamo sicuri di amare fino al nostro ultimo respiro.
    Sorha, nella sua apparente fragilità e nella sua grande forza interiore, è diventata man mano un'eroina da cui prendere esempio, la dimostrazione che a volte la più indifesa delle persone può essere invece la più forte.
    Amo questo libro come pochi altri e mi sento di consigliarlo al mondo intero, perché la sua unica pecca è quella di non avere il giusto riconoscimento.

    ha scritto il 

  • 3

    La cosa affascinante è la quantità di dettagli nella narrazione, nulla è inserito per caso.
    Bel modo di scrivere, anche se in alcune parti forse i discorsi si dilungano un po'.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi ricordo che quando ero bambina adoravo le favole. Avevo un paio di libri di fiabe che leggevo e rileggevo senza sosta, tanto che li avveo praticamente imparati a memoria. Una delle mie favole prefe ...continua

    Mi ricordo che quando ero bambina adoravo le favole. Avevo un paio di libri di fiabe che leggevo e rileggevo senza sosta, tanto che li avveo praticamente imparati a memoria. Una delle mie favole preferite era quella dei "sette fratelli cigni", in cui sette principi vengono trasformati in cigni da una potente strega. La principessa, unica scampata all'incantesimo, è costretta a tessere sette camicie di ortica, in completo silenzio, senza mai lamentarsi per il dolore o la stanchezza. Soltanto facendole indossare ai cigni potrà spezzare il sortilegio e farli tornare umani.
    Che cosa c'entra tutto questo con "La figlia della foresta"? Semplice, il romanzo è una rivisitazione in chiave celtica della celebre favola.
    Recensione completa: http://paginemagiche.blogspot.it/2013/08/libri-dal-passato-recensione-la-figlia.html

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere un libro significa lasciarsi avvolgere dalla trama che l'autore/l'autrice ha intrecciato, in modo da far vivere quelle emozioni che lo hanno spinto a prendere la penna in mano. Un libro è capa ...continua

    Leggere un libro significa lasciarsi avvolgere dalla trama che l'autore/l'autrice ha intrecciato, in modo da far vivere quelle emozioni che lo hanno spinto a prendere la penna in mano. Un libro è capace di farti provare rabbia, tristezza, malinconia, gioia, divertimento. Ogni qualvolta che ho iniziato a leggere una storia, ho condiviso diverse emozioni con i protagonisti ma mai tutte insieme come mi è successo in questo caso.
    La trama potrebbe indurre un lettore a credere che si tratti dell'ennesimo romanzo d'amore, intervallato da qualche elemento fantasy per dare un ritmo leggermente più movimentato alla storia. Non potrebbe sbagliarsi di più.
    Juliet Marillier compie un'azione di certo non originale, ossia quella di riprendere una favola che tutti, chi più chi meno, conoscono bene, quella dei Sei Cigni dei Fratelli Grimm. Tuttavia la sua bravura consiste nell'essere riuscita, in qualche modo, a farla sua. E' riuscita ad unire l'elemento fantasy a quello storico, creando una trama a dir poco entusiasmante, coinvolgente, appassionante.
    Ritroviamo gli elementi tipici della favola, la matrigna cattiva, i sette fratelli, le prove, le difficoltà, l'amore che caratterizza i legami familiari.
    Ogni fratello ha i propri punti di forza e di debolezza e il legame che li unisce è qualcosa di sorprendente, un legame che ti fa sorridere e che ti fa desiderare di poterlo provare anche nella realtà. Tutto è narrato in prima persona e frequentemente l'autrice si perde in descrizioni che, apparentemente, sembrano poter fuorviare l'attenzione del lettore. Non sono un'amante di quei romanzi in cui, le scene descrittive talvolta sono più lunghe di quelle in cui si svolge la storia vera e propria, ma in questo caso non ho provato alcun fastidio, anzi, tutto era narrato come fosse una favola vera e propria.
    Dalla prima all'ultima parola, sono stata attraversata da una miriade di emozioni. Subito mi sono affezionata a quella bimba dodicenne che correva scalza dentro casa e nella foresta, seguendo i suoi fratelli, ognuno dei quali aveva un dono, qualcuno addirittura "magico", ereditato dalla madre, morta subito dopo aver dato alla luce la sua bambina. L'elemento fantasy quindi compare fin dall'inizio, anche se in modo..quasi velato. Ciò che ci viene fatto vedere, inizialmente, è una casa in cui manca l'affetto di un padre, troppo preso a combattere e a pattugliare i confini del suo dominio, e l'amore di una madre. Ciò nonostante, la dimora è vivace per la presenza di quei fratelli così vicini da essere un'unica entità. Ma, come in ogni favola che si rispetti, le cose belle sono destinate a finire. Nel momento in cui mi rendevo conto che presto qualcosa sarebbe capitato a Sorah, ero titubante a voltare la pagina, in ansia per le sorti di quella famiglia. A tal punto ero presa dalla lettura!
    L'arrivo della matrigna è stato l'inizio del lungo viaggio intrapreso dalla fanciulla. Un viaggio che l'ha sottoposta a così tanto dolore, fatica, tristezza da farmi chiedere da dove Sorah, riuscisse a trovare la forza d'animo per proseguire. La morale della favola originale è stata perfettamente mantenuta ed esposta in maniera violenta, brusca, come se volesse urlare in modo da assicurarsi che il messaggio fosse recepito forte e chiaro.
    Tante emozioni rese con parole semplici ma che insieme hanno costruito una storia intrecciata così fittamente come la trama di un tessuto.
    Il mio voto? Direi che 5 stelline se le merita tutte.

    ha scritto il 

  • 4

    La figlia della foresta ( trilogia di sevenwaters volume 1 )

    Lord Colum di Sevenwaters ha generato sette figli: Liam, il leader naturale, l'avventuroso Diarmid, i gemelli Cormack e Conor, il ribelle Finbar e il compassionevole Padriac. Sarà tuttavia Sorha, l'un ...continua

    Lord Colum di Sevenwaters ha generato sette figli: Liam, il leader naturale, l'avventuroso Diarmid, i gemelli Cormack e Conor, il ribelle Finbar e il compassionevole Padriac. Sarà tuttavia Sorha, l'unica figlia, la settima della nidiata, a difendere la propria famiglia e a proteggere la propria terra dai bretoni, nel momento in cui il padre e i fratelli rimangono vittime dell'incantesimo della perfida Lady Oonagh. Esiliata da Sevenwaters e rifugiatasi nella foresta, la giovane cade nelle mani dei suoi nemici e conosce l'amore...

    ha scritto il 

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