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La figlia dello straniero

Di

Editore: Mondadori

3.8
(284)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 670 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804579811 | Isbn-13: 9788804579816 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Rebecca è una donna dai molti segreti. Mentre si sposta senza una meta precisa lungo l'East Coast americana, tenendo stretto per mano il figlio Niley, lascia dietro di sé pezzi enormi del suo passato: due genitori giunti dall'Europa dilaniata dalla Seconda guerra mondiale e che l'hanno messa al mondo sulla nave che li trasportava lontano dagli orrori del nazismo; un marito che trova sfogo alla durezza della vitaquotidiana nella violenza sulla propria moglie; la lettera da un lontano cugino, sopravvissuto all'Olocausto, che le rivela di suo padre e di sua madre più di quanto essi avrebbero mai voluto confessare. L'unica soluzione, per Rebecca e Niley, sembra dunque quella di partire. Partire e annullarsi, reinventandosi in grembo all'America. Perché in fondo l'America è anche questo. E suo padre del resto, con la diffidenzaspaurita dell'immigrato di prima generazione, spesso le ripeteva: "Tu sei nata qui, non ti faranno del male". Ma davvero riuscirà quel giovane, immenso e violento paese a proteggere una madre e suo figlio? Dopo il successo di "La madre che mi manca", torna un'autrice considerata uno dei massimi scrittori americani viventi, con un romanzo che ha segnato in patria un vero trionfo di critica e di pubblico.
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  • 5

    un romanzo splendido di largo respiro e che rimane nel cuore. Avevo snobbato questa autrice, perché troppo cruda a volte, ma questo libro è meraviglioso .Una storia d'amore e di riscatto sociale, scritta magistralmente, con uno stile incantevole. Di sicuro,leggerò altri libri di questa scrittri ...continua

    un romanzo splendido di largo respiro e che rimane nel cuore. Avevo snobbato questa autrice, perché troppo cruda a volte, ma questo libro è meraviglioso .Una storia d'amore e di riscatto sociale, scritta magistralmente, con uno stile incantevole. Di sicuro,leggerò altri libri di questa scrittrice.Consigliata

    ha scritto il 

  • 4

    remare sul lago

    e guardare giù. Non vedi nulla. Indovini. Mostri e pesci.
    Così è con la Oates, ci sono momenti che ti ripugna eppure ti avvinghia e non ti lascia.

    ha scritto il 

  • 4

    mi sto convincendo che jco sia una gran furba. lasciamo stare il pessimo libro sulla sua vedovanza, che non le perdonerò mai: ma se penso agli altri, mi viene in mente quello che ricalca la storia di mary jo kopechne, quello sulla storia della bambina-modella uccisa, poi c'è quello sulla monroe c ...continua

    mi sto convincendo che jco sia una gran furba. lasciamo stare il pessimo libro sulla sua vedovanza, che non le perdonerò mai: ma se penso agli altri, mi viene in mente quello che ricalca la storia di mary jo kopechne, quello sulla storia della bambina-modella uccisa, poi c'è quello sulla monroe che non ho ancora letto, insomma temi di forte richiamo. qui c'è un po' di olocausto, parecchia violenza sulle donne, sorellanza, amore, sorprese, lacrime. le ricette sono sempre da trattoria a gestione familiare. la scrittura a volte è un po' prolissa ma a me non dà fastidio. lei stende la sua rete, tu la vedi e scegli di farti prendere. per me è così, finora è stato così: anche se vedo il trucco, procedo nelle 600 e più pagine e lo faccio volentieri, godendomele. brava jco, peccato che io non ti ami più - ma ti leggo ugualmente.

    ha scritto il 

  • 5

    LA FIGLIA DELLO STRANIERO

    Joyce Carol Oates è una delle più prolifiche scrittrice americane. Nata a Lockport nel 1938, ha scritto almeno una settantina di romanzi, numerose poesie, sceneggiature, saggi e racconti.
    “ La figlia dello straniero” edito in Italia nel 2008 da Mondadori, titolo originale “ The Gravedigger’ ...continua

    Joyce Carol Oates è una delle più prolifiche scrittrice americane. Nata a Lockport nel 1938, ha scritto almeno una settantina di romanzi, numerose poesie, sceneggiature, saggi e racconti.
    “ La figlia dello straniero” edito in Italia nel 2008 da Mondadori, titolo originale “ The Gravedigger’s Daughter” “La figlia del becchino” ( difficile capire il perché del cambiamento di titolo da parte degli editori italiani), ci offre un magnifico spaccato dell’America degli anni 30, dispiegando la sua storia fino al 1999.
    I temi cari alla scrittrice ci sono tutti: la ricerca della propria identità, l’imponderabilità degli eventi della vita, la solitudine e la paura, il terrore generato dalla violenza maschile nei confronti della fragilità delle donne e dei minori conviventi e la conseguente sfiducia e diffidenza nei loro pensieri e nelle loro azioni future, la capacità di adattarsi alle nuove situazioni e di integrarsi in vari contesti mimetizzando il proprio disagio per poter avere almeno una chance di sopravvivenza.
    E’ la storia di Rebecca Shwart, figlia di ebrei tedeschi. Per scampare all’imminente genocidio, la famiglia Shwart riesce, nel 1936, a raggiungere l’America a bordo di una grande nave sulla quale Rebecca verrà data alla luce. Arrivati in America, per nascondersi meglio, cambieranno il loro nome e la loro identità. Jacob, il padre, accetterà un umile e poco redditizio posto di becchino comprensivo di una casupola diroccata dove ospitare la famiglia. Ma questa nuova realtà distruggerà i loro equilibri e nessuno di loro riuscirà ad adattarsi alla nuova vita e a integrarsi con la popolazione del nuovo paese. Tutto ciò sfocerà in depressioni e violenze e avrà un tragico epilogo che allontanerà Rebecca da quel sinistro luogo di morte.
    La piccola Rebecca, con alterne fortune, si adatterà alle molteplici situazioni che si presenteranno lungo il percorso della sua vita. Unitasi giovanissima ad un uomo dispotico e manesco ma dotato di un fascino inquietante, gli darà un figlio sognando di creare una famiglia totalmente differente dalla sua. Sopraffatta dalla brutalità del marito, per salvaguardare sé stessa e il piccolo sarà costretta a fuggire ancora, il più lontano possibile, cambiando più di una volta identità e lavoro ma prefissandosi con caparbietà gli obbiettivi da raggiungere. Rebecca Shwart non esisterà più, al suo posto ci sarà Hezel Jones e il piccolo Niles d’ora in poi si chiamerà Zac. Ma il passato busserà sempre con prepotenza alle porte della sua anima portando con sè nomi e volti, ricordi confusi, emozioni antiche capaci di sgretolare tutte quelle maschere pazientemente costruite nel corso degli anni per nascondersi agli altri e a se stessa e Rebecca-Hazel, con grande coraggio, riuscirà a ritrovare i sottili fili del destino che la porteranno a capire, finalmente, la sua personale e dolorosa storia.
    Con intensità e crudezza, la Oates traccia un grande e commovente racconto capace di evocare nuove e diverse atmosfere in cui l’eroina del romanzo ha una funzione sempre predominante rispetto alle altre seppur interessanti figure del libro, tutte tracciate con superba maestria dalla penna di quest’autrice degna di raccogliere l’eredità della grande tradizione della letteratura americana. Un libro difficile, dalla partenza lenta, derivato da un’esperienza emotiva intima, ispirato alla storia della nonna della Oates, la madre del padre, Blanche Morgenstem e che contiene quindi un’essenzialità autobiografica capace di sfociare presto in finzione romanzata. La Oates superba pittrice della tristezza, della meschinità umana, della vita dei piccoli centri urbani della contea di Chautauqua e dell’East Coast riesce a delineare, con estrema precisione e intensità, i caratteri dei suoi personaggi con pennellate di luci ed ombre che fanno emergere la tragicità, la disperazione, ma anche le grandi contraddizioni americane e l’ironia. La struttura narrativa è complessa e articolata e mostra un’alta capacità di introspezione e di conoscenza dell’animo umano trascinando lentamente il lettore nel mistero della protagonista, nelle sue lontane origini, nel suo indissolubile e tragico legame con la Storia colpevole di avere, con il vento della sua violenza, strappato non solo le sue radici ma anche quelle di tanti, troppi altri esseri umani.

    ha scritto il 

  • 5

    S P L E N D I D O è l'aggettivo giusto per questa lunga storia di vita di Rachele, la figlia del becchino che assiste all'omicidio della madre da parte del padre, Rchele che sposa Niles Tignor e con lui concepisce Niles e la uaa fuga. Rachele fugge dal marito, diventa Hazel, suo figlio diventa Za ...continua

    S P L E N D I D O è l'aggettivo giusto per questa lunga storia di vita di Rachele, la figlia del becchino che assiste all'omicidio della madre da parte del padre, Rchele che sposa Niles Tignor e con lui concepisce Niles e la uaa fuga. Rachele fugge dal marito, diventa Hazel, suo figlio diventa Zackarias e il loro plcoscenico diventa una fett d'America che percorrono insieme alla ricerca di se stessi, di una nuova vita che non sia solo un cambio d'identità. Un personaggio Rachele/Hazel che diventa un'amica, il suo bambino lo amiamo come un nipote e per loro facciamo il tifo, li seguiamo nelle stanze di sgangherati alberghi e poi sui palchi d'opera di tutta America ad ascoltare Zack e il suo pianoforte. L'energia delle sue dita picchia sui tasti vita, passato, presente e futuro e il rapporto con la madre. Grande romanzo, ma dalla Oates so che non posso e non devo aspettarmi di meno. Il mio consiglio è di leggerlo e magari rileggerlo. Voto: 9

    ha scritto il 

  • 5

    Rebecca è una donna sola, allo sbando. Crede che un uomo la voglia aiutare, e tutta la sua vita. il suo perseguire continuamente un senso di miglioramento di sè, è dato dal tentativo di piacere a quel misterioso sconosciuto che ha conosciuto una sola volta ma che le ha dato un nuovo senso di sè. ...continua

    Rebecca è una donna sola, allo sbando. Crede che un uomo la voglia aiutare, e tutta la sua vita. il suo perseguire continuamente un senso di miglioramento di sè, è dato dal tentativo di piacere a quel misterioso sconosciuto che ha conosciuto una sola volta ma che le ha dato un nuovo senso di sè. Rebecca migliora - migliora - impara a vestirsi, a parlare, silenziosamente entra nell'alta società, ma non ama nessuno, dato che il suo cuore è intrappolato da quello straniero che per primo ha creduto in lei. A suo parere. Perchè alla fine della storia, quando la donna avrà migliorato la vita di tante persone, e si sarà trasformata nel meglio che poteva essere, Rebecca scoprirà che quello che pensava un mentore era in realtà un assassino che voleva ucciderla. Io credo che sia proprio quello che accade spesso nella vita di ognuno di noi - essere spinti da qualcosa che ci fa migliorare, e crescere, e che spesso non è reale. Aleggia - inquietante - l'interrogativo: perchè una persona non può semplicemente farsi del bene per se stesso? Perchè l'uomo si redime solo in relazione ad altri uomini?

    ha scritto il 

  • 1

    Half of the pages would have been already enough for this story and I would definitely have hated it less then. The constant uncertainties and thought-loops slow down the narration and made it really hard to get to the last pages.


    On the "bright" side we practically get two separate ending ...continua

    Half of the pages would have been already enough for this story and I would definitely have hated it less then. The constant uncertainties and thought-loops slow down the narration and made it really hard to get to the last pages.

    On the "bright" side we practically get two separate endings.
    But what has the second one to do with the first?
    I don't care.
    It's over.

    ha scritto il 

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