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La figlia oscura

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

3.6
(466)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Isbn-10: 887641844X | Isbn-13: 9788876418440 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Leda è un'insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l'incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Pagina dopo pagina la trama di una piacevole riconquista di sé si logora e Leda compie un piccolo gesto opaco, ai suoi stessi occhi privo di senso, che la trascinerà verso il fondo buio della sua esperienza di madre.
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  • 0

    Poi non ricordo più niente

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto.
    Il disgusto che si avverte, è micidiale.
    Il resto? Boh. Nebbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, quella violenta e degradata, quella in cui le donne hanno un ruolo e gli uomini un certo onore da ...continua

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, quella violenta e degradata, quella in cui le donne hanno un ruolo e gli uomini un certo onore da difendere perche' se no non rimane altro. Poi e' ovvio che lei si sia affrancata da quell'ambiente attraverso lo studio, la cultura che salva e forse un po' complica chi lo sa. Sembrerebbe avere studiato in Toscana. Infine la cosa piu' inquietante, in ben due romanzi parla di una madre che abbandona le sue figlie (trilogia dell'amica geniale e la figlia oscura), sempre femmine ma sara' un caso, con meccanismi diversi ma pur sempre parte spezzando la famiglia, sempre composta anche di un marito lanciato nella propria carriera che la moglie dovrebbe assecondare secondo la concezione dei tempi. Non lo so. Le mie possono essere una serie di baggianate, ma tutte queste similitudini fanno pensare che l'autrice parla di cose che conosce. Forse non ha abbandonato le figlie ma di certo conosce quelle difficolta' di madre costretta a combattere contro le proprie frustazioni per amore filiale in una battaglia che e' solamente a carico suo. Sicuramente sa cosa significa sentirsi estranea nell'ambiente che e' quello della propria infanzia e forse sentirsi estranea un po' dappertutto, perche' poi acquisirne un nuovo non e' cosa facile. Brava a raccontarcelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società italiana che relega la donna al ruolo di moglie e madre, meglio se sottomessa.
    Ma la prot ...continua

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società italiana che relega la donna al ruolo di moglie e madre, meglio se sottomessa.
    Ma la protagonista sottomessa non lo è affatto, e laddove lo è stata suo malgrado ha provato sentimenti contrastanti poco tipici dei ruoli.
    Avrei letto altri e book di quest'autrice, peccato che il costo dell'e book sia eccessivo, quasi come il libro cartaceo. Aspetterò.

    ha scritto il 

  • 1

    Cronache del mal d'amore: Vade retro...

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho trovata notevole.
    Sembra ci sia un'altra testa dietro le 'Cronache del mal d'amore'; una t ...continua

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho trovata notevole.
    Sembra ci sia un'altra testa dietro le 'Cronache del mal d'amore'; una testa totalmente femminile, (alla faccia della supposta ambiguità di genere della Ferrante), che genera, immancabilmente, una scrittura tutta incentrata su famiglia, nevrosi matrimoniali, mariti, divorzi, gravidanze, gestazioni, figli, morbosità, frustrazioni post-partum, affanni genitoriali, paturnie pre e post-menopausali, (come se non ne avessi abbastanza delle mie), e via discorrendo; quella che io chiamo scrittura 'ovarica' o 'uterina' a seconda della fase - insomma tutto quello che non cerco in un libro.
    2 palle e 1/2 stella.

    ha scritto il 

  • 4

    Bambola rubata

    Leda è affezionata alla sue figlie, eppure con loro ha un rapporto fatto di amore, gelosie, incomprensioni, abbandono e sollievo quando loro se ne vanno in Canada ad abitare col padre.


    Perpetra questo strano rapporto, che nella sua infanzia ha subito dalla madre popolana, anche su una mist ...continua

    Leda è affezionata alla sue figlie, eppure con loro ha un rapporto fatto di amore, gelosie, incomprensioni, abbandono e sollievo quando loro se ne vanno in Canada ad abitare col padre.

    Perpetra questo strano rapporto, che nella sua infanzia ha subito dalla madre popolana, anche su una misteriosa giovane madre conosciuta sulla spiaggia e sulla di lei bimba rubando Nani, la bambola della bambina.

    La bambola, il suo contenuto, i parenti della ragazza, le nuove conoscenze nel luogo di villeggiatura faranno riflettere la protagonista sul suo vero io e sulle sue scelte.

    Al primo acchito sembra inconcludente, non mi è piaciuta la velocità con cui l'autrice ha voluto chiudere il romanzo (anche se sembra più un racconto breve), ma credo che voglia esprimere molto più di quanto sembri.

    Credo che lo rileggerò.

    ha scritto il 

  • 3

    La figlia oscura

    Bel libro, scritto bene e scorrevole nel suo alternare la storia attuale ai ricordi di questa madre. Ho però trovato la protagonista molto strana, quasi pazza direi. Secondo me è una donna insoddisfatta della sua vita e delle sue scelte, tutto quello che ha fatto l'ha fatto perché "si deve fare" ...continua

    Bel libro, scritto bene e scorrevole nel suo alternare la storia attuale ai ricordi di questa madre. Ho però trovato la protagonista molto strana, quasi pazza direi. Secondo me è una donna insoddisfatta della sua vita e delle sue scelte, tutto quello che ha fatto l'ha fatto perché "si deve fare" e non perché lo volesse realmente (infatti ci sono rare volte in cui fa ciò che vuole realmente e svela la sua parte egoistica). Prova un affetto anormale e troppo intenso per una donna vista da lontano una mattina e non riesce a mostrarle il suo affetto se non facendole del male. Una donna quasi malata. Il libro è scritto bene anche se brevissimo, sembra quasi un racconto. Ma il personaggio davvero troppo distante dalla realtà del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    amare, mare, madre

    Ci sono libri che fanno male, che ti torcono le budella, che ti scavano dentro, che ti portano indietro a quando eri figlia e ti ricordano che sei madre, ti rammentano che essere madre non è come nella pubblicità del mulino, né in quella di "bimbo bello", essere madre è amare fino alla spasimo, m ...continua

    Ci sono libri che fanno male, che ti torcono le budella, che ti scavano dentro, che ti portano indietro a quando eri figlia e ti ricordano che sei madre, ti rammentano che essere madre non è come nella pubblicità del mulino, né in quella di "bimbo bello", essere madre è amare fino alla spasimo, ma anche "detestare" quell'esserino che ti succhia l'aria, desiderare il meglio e la perfezione per lui e soffrire con e più di lui davanti alle frustrazioni della vita.
    Essere madre significa desiderare fino allo spasimo rimettertelo in pancia, tenerlo lì al caldo, protetto ai rumori del mondo.
    Essere madre significa tentare di sfuggire a tua madre, rinnegare e ripercorrere la tua infanzia, desiderare che fosse stata diversa, prometterti che sarà diversa e ritrovarti nella rabbia nell'impotenza e nel dolore a ripercorrere parole gesti che si tramandano nella tua famiglia da sempre.

    9+10

    p.s. finale insulso

    ha scritto il 

  • 3

    La Ferrante si ripete. Oppure non sa raccontare altro.
    Però è un po' noiosa la storia della donna insoddisfatta che vaga tra il desiderio della volgarità popolana e lo snobismo di chi non comprende realmente ciò che è diverso da sè.
    Sono un po' delusa...

    ha scritto il 

  • 4

    Una melanconia diffusa

    Devo dire che il senso di inquietudine che mi ha lasciato questo libro alla fine di ogni paragrafo, me lo ha spazzato via nella conclusione, che ho trovato un po' sminuente l'intero libro. Scritto comunque molto bene, vale la pena leggerlo.

    ha scritto il 

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