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La figlia oscura

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

3.6
(515)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 887641844X | Isbn-13: 9788876418440 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Leda è un'insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l'incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Pagina dopo pagina la trama di una piacevole riconquista di sé si logora e Leda compie un piccolo gesto opaco, ai suoi stessi occhi privo di senso, che la trascinerà verso il fondo buio della sua esperienza di madre.
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  • 5

    The Lost Daughter. Or the Importance of the Title.

    I am quite disappointed from the translation of the title. In the original title the daughter is not “lost”, but “obscure” (“La figlia oscura”). IMHO this spoils the mutidimensional nature of Ferrant ...continua

    I am quite disappointed from the translation of the title. In the original title the daughter is not “lost”, but “obscure” (“La figlia oscura”). IMHO this spoils the mutidimensional nature of Ferrante's language.
    Said so: thank (add the name of your favorite divinity) we have free will, we can choose to read all of the books in chronological order, or not. We can decide to skip one, or to read them randomly. As Pennac said, we have the right to skip pages, or, as Calvino explained not to read at all. But let me say that reading all of the books of an author in chronological order helps you to better understand his/her work. I am not saying that if you don’t you will not understand, but it’s undeniable that reading “Troubling Love” and “The Days of Abandonment”, help you to enjoy “The Lost Daughter”.
    Let’s start, as always, with the title. Who’s the daughter? Who’s the mother? What kind of relationship do they have? Why is the daughter obscure? Dark? Mysterious? Indistinct? Creepy? Cruel? All these (and much more) just in the title. Ferrante’s words are always full of meaning, heavy, pregnant.
    The narration opens and close with the description of a car accident and a weird injure (rinkomposition). In the very first pages the protagonist is described as a mother who has just freed herself from the burden of motherhood, and a travel, that becomes the occasion for a long reflection on motherhood. During this journey Leda compares her maternal experience with others, confronts her rejected neapolitan origins, faces her sorrow, the painful consequences of motherhood. The travel turns into a descent into Hell, that finally leads to comprehension, healing, and, as the very last words of the novel say, a rebirth as a new woman and a mother.
    A courageous book, that, as “Troubling Love” puts the reader in front of an anti-ideal Naples, a violent, dirty, vulgar city, as “The Lost Daughter” offers an anti-ideal mother-daughter relationship made of sorrow, violence and the painful consequence of motherhood. Welcome to the Dark Side.

    ha scritto il 

  • 5

    Il lato oscuro

    Grazie a (aggiungi nome del tuo essere supremo preferito) abbiamo il libero arbitrio e la libertà di leggere i libri di un autore nell’ordine che vogliamo, guardare il film senza leggere il libro, leg ...continua

    Grazie a (aggiungi nome del tuo essere supremo preferito) abbiamo il libero arbitrio e la libertà di leggere i libri di un autore nell’ordine che vogliamo, guardare il film senza leggere il libro, leggere il libro senza guardare il film, leggere il libro e guardare il film confrontandoli. Come ha detto Pennac, abbiamo il diritto di saltare le pagine, di non leggere tutti i libri di un autore, abbiamo anche il diritto, come ribadisce Calvino, di non leggere per nulla.
    Ciò non di meno, leggere tutti i libri di un autore e leggerli in ordine cronologico aiuta a capire meglio l’autore. Questo non si può negare.
    Non voglio dire che “se non leggi tutto e in ordine non capisci nulla”, per carità, ma forse, concedetemelo, te lo gusti un po’ meno.
    C’è tutta una serie di elementi di continuità fra i primi tre romanzi di Ferrante, elementi variamente sviluppati, intrecciati, riproposti in contesti diversi. Ma questo è un altro film. Veniamo al dunque: “La figlia oscura”.
    Innanzi tutto il titolo, signori, il titolo; come sempre in Ferrante e come noiosamente ripeto ogni volta. Chi è la figlia? Di chi è figlia? E se c’è una figlia, c’è una madre? Se sì, chi è? Com’è il loro rapporto? E perché è oscura? Perché misteriosa, sconosciuta? O perché inquietante? Perché non voluta? Perché crudele? E da chi, verso chi?
    Tutto questo (ma anche di più) solo nel titolo.
    Le parole di Ferrante sono sempre cariche di significato, pesanti, pregne. Appunto.
    La narrazione si apre e si chiude con un viaggio in macchina, un incidente e una strana ferita (ringkomposition). Nelle prime pagine si parla di una madre che vive la liberazione dal fardello materno, e un viaggio che diventa una riflessione sulla maternità, un confronto con altre figure di madri, con le proprie origini rifiutate, con il cumulo di sofferenze mai affrontate. Una discesa agli inferi che porta alla comprensione, alla risoluzione del conflitto, alla guarigione e, come le ultimissime parole del libro confermano, alla rinascita.
    Un libro coraggioso; come “L’amore molesto” mette il lettore di fronte a una Napoli anti-idilliaca, violenta, sporca, volgare, e a un rapporto madre-figlia sofferto, così “La figlia oscura” smaschera la crudeltà, la violenza, le conseguenze dell’atto materno, benvenuti nel lato oscuro.

    ha scritto il 

  • 3

    La Ferrante oscura

    Sono contenta di averlo letto dopo la serie l'Amica geniale, perché, se lo avessi fatto prima, probabilmente, la Ferrante non mi sarebbe piaciuta molto.
    Tre stelle perché ben scritto, ma la storia l'h ...continua

    Sono contenta di averlo letto dopo la serie l'Amica geniale, perché, se lo avessi fatto prima, probabilmente, la Ferrante non mi sarebbe piaciuta molto.
    Tre stelle perché ben scritto, ma la storia l'ho trovata veramente brutta e insapore. Leda antipatica come la Lena adulta e Nina è Lila, in tutte le sue sfaccettature. Un preludio, a mio parere, all'amica geniale.

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco, non so che dire.....

    E allora parto dal punto che mi piace molto come scrive la Ferrante che già ho apprezzato nei primi due capitoli de L'amica geniale. Mi piace perchè sceglie le parole giuste, sa cosa dire e sa di cosa ...continua

    E allora parto dal punto che mi piace molto come scrive la Ferrante che già ho apprezzato nei primi due capitoli de L'amica geniale. Mi piace perchè sceglie le parole giuste, sa cosa dire e sa di cosa parla, non annoia, scorre e coinvolge. E questo, per me è un dato di fatto. E mi ha coinvolta con un romanzo che, se vogliamo, parla di maternità, argomento a me sconosciuto non essendo io mamma. Ma parla anche di fuga e di libertà e qui mi ci sono ritrovata, non che io sia una che fugge ma amo la mia libertà e chissà forse se avessi avuto figli sarei fuggita anche io. O forse no. Il commento è confuso, lo so, ma la sensazione che ho, appena chiuso il libro, è proprio questa, mi è piaciuto ma non da matti e non mi è dispiaciuto per niente. 3 stelline mi sembrano giuste ma potrebbero essere 4 di certo non 2

    ha scritto il 

  • 3

    Non so davvero da dove partire. Elena Ferrante è un’autrice che ho particolarmente amato negli ultimi anni, il ciclo dell’Amica geniale mi ha coinvolto per un sacco di motivi, per cui mi apettavo molt ...continua

    Non so davvero da dove partire. Elena Ferrante è un’autrice che ho particolarmente amato negli ultimi anni, il ciclo dell’Amica geniale mi ha coinvolto per un sacco di motivi, per cui mi apettavo molto da questo libro. Con mia grande sorpresa, tutto quello che di bello e originale mi è sembrato di trovare nella quadrilogia, qui è in qualche modo masticato, preparato…in nuce. La bambola, i difficili rapporti madre-figlia, Lenù, la fuga, gli uomini odiosi, la frantumaglia: tutto ritorna e sembra ancora acerbo, ma presente. Allora ho pensato, non sono temi...sono ossessioni. Sembra che la Ferrante stia cercando di esorcizzare un qualcosa che la perseguita, un qualcosa che credo sia stato reale e autobiografico. Molto reale. Probabilmente mi sbaglio e sono tutte congetture dovute alla mia di mente “malata”, ma il ricorrere di tante, troppe cose, me l’ha resa più umana e fallibile. Quanto però mi sono riconosciuta nell’essere una figlia respinta dalla madre… e quanto in quella donna in fuga dalla vita per trovare se stessa. Alcune frasi, lampi, mi hanno colpito come coltelli. Però poi ho trovato il finale troppo cercato, troppa voglia di coup de theatre, troppa violenza per dimostrare che la sua tesi del male in un certo tipo di personaggi, alla fine era fondata. La bambola rimane come una presenza fissa, inquietante, mostruosa… simbolo del disamore o dell’ossessione?

    ha scritto il 

  • 0

    Poi non ricordo più niente

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto.
    Il disgusto che si avverte, è micidiale.
    Il ...continua

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto.
    Il disgusto che si avverte, è micidiale.
    Il resto? Boh. Nebbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, q ...continua

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, quella violenta e degradata, quella in cui le donne hanno un ruolo e gli uomini un certo onore da difendere perche' se no non rimane altro. Poi e' ovvio che lei si sia affrancata da quell'ambiente attraverso lo studio, la cultura che salva e forse un po' complica chi lo sa. Sembrerebbe avere studiato in Toscana. Infine la cosa piu' inquietante, in ben due romanzi parla di una madre che abbandona le sue figlie (trilogia dell'amica geniale e la figlia oscura), sempre femmine ma sara' un caso, con meccanismi diversi ma pur sempre parte spezzando la famiglia, sempre composta anche di un marito lanciato nella propria carriera che la moglie dovrebbe assecondare secondo la concezione dei tempi. Non lo so. Le mie possono essere una serie di baggianate, ma tutte queste similitudini fanno pensare che l'autrice parla di cose che conosce. Forse non ha abbandonato le figlie ma di certo conosce quelle difficolta' di madre costretta a combattere contro le proprie frustazioni per amore filiale in una battaglia che e' solamente a carico suo. Sicuramente sa cosa significa sentirsi estranea nell'ambiente che e' quello della propria infanzia e forse sentirsi estranea un po' dappertutto, perche' poi acquisirne un nuovo non e' cosa facile. Brava a raccontarcelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società ital ...continua

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società italiana che relega la donna al ruolo di moglie e madre, meglio se sottomessa.
    Ma la protagonista sottomessa non lo è affatto, e laddove lo è stata suo malgrado ha provato sentimenti contrastanti poco tipici dei ruoli.
    Avrei letto altri e book di quest'autrice, peccato che il costo dell'e book sia eccessivo, quasi come il libro cartaceo. Aspetterò.

    ha scritto il 

  • 1

    Cronache del mal d'amore: Vade retro...

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho ...continua

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho trovata notevole.
    Sembra ci sia un'altra testa dietro le 'Cronache del mal d'amore'; una testa totalmente femminile, (alla faccia della supposta ambiguità di genere della Ferrante), che genera, immancabilmente, una scrittura tutta incentrata su famiglia, nevrosi matrimoniali, mariti, divorzi, gravidanze, gestazioni, figli, morbosità, frustrazioni post-partum, affanni genitoriali, paturnie pre e post-menopausali, (come se non ne avessi abbastanza delle mie), e via discorrendo; quella che io chiamo scrittura 'ovarica' o 'uterina' a seconda della fase - insomma tutto quello che non cerco in un libro.
    2 palle e 1/2 stella.

    ha scritto il 

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