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La figlia oscura

Di

Editore: E/O (Tascabili e/o)

3.6
(494)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 153 | Formato: Paperback

Isbn-10: 887641844X | Isbn-13: 9788876418440 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Leda è un'insegnante, divorziata da tempo, tutta dedita alle figlie e al lavoro. Ma le due ragazze partono per raggiungere il padre in Canada. Ci si aspetterebbe un dolore, un periodo di malinconia. Invece la donna, con imbarazzo, si sente come liberata e la vita le diventa più leggera. Decide di prendersi una vacanza al mare in un paesino del sud. Ma, dopo i primi giorni quieti e concentrati, l'incontro con alcuni personaggi di una famiglia poco rassicurante scatena una serie di eventi allarmanti. Pagina dopo pagina la trama di una piacevole riconquista di sé si logora e Leda compie un piccolo gesto opaco, ai suoi stessi occhi privo di senso, che la trascinerà verso il fondo buio della sua esperienza di madre.
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  • 3

    La Ferrante oscura

    Sono contenta di averlo letto dopo la serie l'Amica geniale, perché, se lo avessi fatto prima, probabilmente, la Ferrante non mi sarebbe piaciuta molto.
    Tre stelle perché ben scritto, ma la storia l'h ...continua

    Sono contenta di averlo letto dopo la serie l'Amica geniale, perché, se lo avessi fatto prima, probabilmente, la Ferrante non mi sarebbe piaciuta molto.
    Tre stelle perché ben scritto, ma la storia l'ho trovata veramente brutta e insapore. Leda antipatica come la Lena adulta e Nina è Lila, in tutte le sue sfaccettature. Un preludio, a mio parere, all'amica geniale.

    ha scritto il 

  • 3

    Ecco, non so che dire.....

    E allora parto dal punto che mi piace molto come scrive la Ferrante che già ho apprezzato nei primi due capitoli de L'amica geniale. Mi piace perchè sceglie le parole giuste, sa cosa dire e sa di cosa ...continua

    E allora parto dal punto che mi piace molto come scrive la Ferrante che già ho apprezzato nei primi due capitoli de L'amica geniale. Mi piace perchè sceglie le parole giuste, sa cosa dire e sa di cosa parla, non annoia, scorre e coinvolge. E questo, per me è un dato di fatto. E mi ha coinvolta con un romanzo che, se vogliamo, parla di maternità, argomento a me sconosciuto non essendo io mamma. Ma parla anche di fuga e di libertà e qui mi ci sono ritrovata, non che io sia una che fugge ma amo la mia libertà e chissà forse se avessi avuto figli sarei fuggita anche io. O forse no. Il commento è confuso, lo so, ma la sensazione che ho, appena chiuso il libro, è proprio questa, mi è piaciuto ma non da matti e non mi è dispiaciuto per niente. 3 stelline mi sembrano giuste ma potrebbero essere 4 di certo non 2

    ha scritto il 

  • 3

    Non so davvero da dove partire. Elena Ferrante è un’autrice che ho particolarmente amato negli ultimi anni, il ciclo dell’Amica geniale mi ha coinvolto per un sacco di motivi, per cui mi apettavo molt ...continua

    Non so davvero da dove partire. Elena Ferrante è un’autrice che ho particolarmente amato negli ultimi anni, il ciclo dell’Amica geniale mi ha coinvolto per un sacco di motivi, per cui mi apettavo molto da questo libro. Con mia grande sorpresa, tutto quello che di bello e originale mi è sembrato di trovare nella quadrilogia, qui è in qualche modo masticato, preparato…in nuce. La bambola, i difficili rapporti madre-figlia, Lenù, la fuga, gli uomini odiosi, la frantumaglia: tutto ritorna e sembra ancora acerbo, ma presente. Allora ho pensato, non sono temi...sono ossessioni. Sembra che la Ferrante stia cercando di esorcizzare un qualcosa che la perseguita, un qualcosa che credo sia stato reale e autobiografico. Molto reale. Probabilmente mi sbaglio e sono tutte congetture dovute alla mia di mente “malata”, ma il ricorrere di tante, troppe cose, me l’ha resa più umana e fallibile. Quanto però mi sono riconosciuta nell’essere una figlia respinta dalla madre… e quanto in quella donna in fuga dalla vita per trovare se stessa. Alcune frasi, lampi, mi hanno colpito come coltelli. Però poi ho trovato il finale troppo cercato, troppa voglia di coup de theatre, troppa violenza per dimostrare che la sua tesi del male in un certo tipo di personaggi, alla fine era fondata. La bambola rimane come una presenza fissa, inquietante, mostruosa… simbolo del disamore o dell’ossessione?

    ha scritto il 

  • 0

    Poi non ricordo più niente

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto.
    Il disgusto che si avverte, è micidiale.
    Il ...continua

    c'era un vermetto nella bocca della bambola. Quando questo vermetto esce fuori, si ha l'impressione che l'autrice stia metaforicamente parlando di un parto.
    Il disgusto che si avverte, è micidiale.
    Il resto? Boh. Nebbia.

    ha scritto il 

  • 4

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, q ...continua

    Tutti i romanzi che ho letto finora di quest'autrice mi fanno credere, per alcuni tratti che si ripetono, che siano in gran parte autobiografici. Sicuramente l'autrice conosce bene una certa Napoli, quella violenta e degradata, quella in cui le donne hanno un ruolo e gli uomini un certo onore da difendere perche' se no non rimane altro. Poi e' ovvio che lei si sia affrancata da quell'ambiente attraverso lo studio, la cultura che salva e forse un po' complica chi lo sa. Sembrerebbe avere studiato in Toscana. Infine la cosa piu' inquietante, in ben due romanzi parla di una madre che abbandona le sue figlie (trilogia dell'amica geniale e la figlia oscura), sempre femmine ma sara' un caso, con meccanismi diversi ma pur sempre parte spezzando la famiglia, sempre composta anche di un marito lanciato nella propria carriera che la moglie dovrebbe assecondare secondo la concezione dei tempi. Non lo so. Le mie possono essere una serie di baggianate, ma tutte queste similitudini fanno pensare che l'autrice parla di cose che conosce. Forse non ha abbandonato le figlie ma di certo conosce quelle difficolta' di madre costretta a combattere contro le proprie frustazioni per amore filiale in una battaglia che e' solamente a carico suo. Sicuramente sa cosa significa sentirsi estranea nell'ambiente che e' quello della propria infanzia e forse sentirsi estranea un po' dappertutto, perche' poi acquisirne un nuovo non e' cosa facile. Brava a raccontarcelo.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società ital ...continua

    Mi è piaciuto, gli eventi sembrano senza apparente collegamento ma poi si ricongiungono nel finale.
    Rispecchia le angosce tipicamente femminili con cui le donne devono fare i conti in una società italiana che relega la donna al ruolo di moglie e madre, meglio se sottomessa.
    Ma la protagonista sottomessa non lo è affatto, e laddove lo è stata suo malgrado ha provato sentimenti contrastanti poco tipici dei ruoli.
    Avrei letto altri e book di quest'autrice, peccato che il costo dell'e book sia eccessivo, quasi come il libro cartaceo. Aspetterò.

    ha scritto il 

  • 1

    Cronache del mal d'amore: Vade retro...

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho ...continua

    Se, malauguratamente, avessi letto per primi 'I giorni dell'abbandono' e 'La figlia oscura', non sarei mai arrivata alla trilogia de 'L'amica geniale', e sarebbe stato un peccato, perché, invece, l'ho trovata notevole.
    Sembra ci sia un'altra testa dietro le 'Cronache del mal d'amore'; una testa totalmente femminile, (alla faccia della supposta ambiguità di genere della Ferrante), che genera, immancabilmente, una scrittura tutta incentrata su famiglia, nevrosi matrimoniali, mariti, divorzi, gravidanze, gestazioni, figli, morbosità, frustrazioni post-partum, affanni genitoriali, paturnie pre e post-menopausali, (come se non ne avessi abbastanza delle mie), e via discorrendo; quella che io chiamo scrittura 'ovarica' o 'uterina' a seconda della fase - insomma tutto quello che non cerco in un libro.
    2 palle e 1/2 stella.

    ha scritto il 

  • 4

    Bambola rubata

    Leda è affezionata alla sue figlie, eppure con loro ha un rapporto fatto di amore, gelosie, incomprensioni, abbandono e sollievo quando loro se ne vanno in Canada ad abitare col padre.

    Perpetra questo ...continua

    Leda è affezionata alla sue figlie, eppure con loro ha un rapporto fatto di amore, gelosie, incomprensioni, abbandono e sollievo quando loro se ne vanno in Canada ad abitare col padre.

    Perpetra questo strano rapporto, che nella sua infanzia ha subito dalla madre popolana, anche su una misteriosa giovane madre conosciuta sulla spiaggia e sulla di lei bimba rubando Nani, la bambola della bambina.

    La bambola, il suo contenuto, i parenti della ragazza, le nuove conoscenze nel luogo di villeggiatura faranno riflettere la protagonista sul suo vero io e sulle sue scelte.

    Al primo acchito sembra inconcludente, non mi è piaciuta la velocità con cui l'autrice ha voluto chiudere il romanzo (anche se sembra più un racconto breve), ma credo che voglia esprimere molto più di quanto sembri.

    Credo che lo rileggerò.

    ha scritto il 

  • 3

    La figlia oscura

    Bel libro, scritto bene e scorrevole nel suo alternare la storia attuale ai ricordi di questa madre. Ho però trovato la protagonista molto strana, quasi pazza direi. Secondo me è una donna insoddisfat ...continua

    Bel libro, scritto bene e scorrevole nel suo alternare la storia attuale ai ricordi di questa madre. Ho però trovato la protagonista molto strana, quasi pazza direi. Secondo me è una donna insoddisfatta della sua vita e delle sue scelte, tutto quello che ha fatto l'ha fatto perché "si deve fare" e non perché lo volesse realmente (infatti ci sono rare volte in cui fa ciò che vuole realmente e svela la sua parte egoistica). Prova un affetto anormale e troppo intenso per una donna vista da lontano una mattina e non riesce a mostrarle il suo affetto se non facendole del male. Una donna quasi malata. Il libro è scritto bene anche se brevissimo, sembra quasi un racconto. Ma il personaggio davvero troppo distante dalla realtà del lettore.

    ha scritto il 

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