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La figlia sbagliata

Di

Editore: Rizzoli (Rizzoli best)

3.7
(698)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 358 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Giapponese , Chi tradizionale , Olandese , Polacco

Isbn-10: 8817043702 | Isbn-13: 9788817043700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Baiocchi , Anna Tagliavini

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Megan Collier è una ragazzina "difficile": timida, solitaria, piena di rabbia. Rabbia soprattutto nei confronti dei genitori, Bett e Tate, divorziati da poco e troppo presi da se stessi per accorgersi di lei. Fortuna che ora c'è il dottor Peters, il suo nuovo psicanalista. Gli sono bastate poche sedute per stregare Megan: con il suo sguardo magnetico e la voce ferma e suadente, è il solo che riesca a far crollare le barriere della ragazza. Finché un giorno, all'improvviso, Megan scompare. Adesso i suoi genitori dovranno per forza accorgersi di quella figlia che non si erano mai preoccupati di conoscere, e che forse ha voluto fuggire proprio da loro. Ma Megan non è scappata: ben presto, infatti, dietro la sua sparizione si profila una lucida trama di ricatto e vendetta, ordita da qualcuno in grado di tenere in scacco Megan, e abilissimo a scavare nel passato della famiglia Collier. Se vogliono salvare la figlia, e scoprire chi li ricatta e perché, Tate e la sua ex moglie dovranno scendere negli inferi del proprio passato, camminando loro stessi, insieme al misterioso ricattatore, in bilico sul sottile confine tra realtà e follia.
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  • 2

    E' il primo che ho letto di Deaver e purtroppo sono rimasto deluso, l'idea non sarebbe male e presenta discreti colpi di scena, tuttavia i personaggi scadono troppo spesso nel ridicolo (Aaron Matthews conquista tutti in 10 secondi con la forza della mente, il poliziotto che si fa ingannare ingenu ...continua

    E' il primo che ho letto di Deaver e purtroppo sono rimasto deluso, l'idea non sarebbe male e presenta discreti colpi di scena, tuttavia i personaggi scadono troppo spesso nel ridicolo (Aaron Matthews conquista tutti in 10 secondi con la forza della mente, il poliziotto che si fa ingannare ingenuamente..) in sostanza il tutto mi appare un po troppo superficiale. Inoltre c'è da sottolineare il frustrante utilizzo di un linguaggio forzatamente giovanile che in certi casi diventa estremamente banale per quel che riguarda i dialoghi della protagonista. L'unico personaggio credibile e che viene a più riprese presentato in modo introspettivo è il padre della ragazza. Darò sicuramente altre opportunità a Deaver sperando di rimanere positivamente sorpreso.

    ha scritto il 

  • 4

    7.5/10

    Inizio molto buono, centro bello ma fine un po' scarsina.
    I thriller psicologici generalmente mi piacciono di più dei thriller basati più sulle indagini e avevo grosse aspettative su questo libro. Io sono una delle poche, se non l'unica, che non apprezza particolarmente la serie dell' autore con ...continua

    Inizio molto buono, centro bello ma fine un po' scarsina. I thriller psicologici generalmente mi piacciono di più dei thriller basati più sulle indagini e avevo grosse aspettative su questo libro. Io sono una delle poche, se non l'unica, che non apprezza particolarmente la serie dell' autore con protagonista L. Rhyme perchè trovo i dettagli tecnici spesso esagerati e noiosi. I pochi libri fuori dalla serie di Rhyme infatti mi sono piaciuti di più e questo non fa eccezione. Bisogna però dire che evidentemente Deaver non è portato per il thriller psicologico e quindi non scrive certamente capolavori quando vi si cimenta. La trama è interessante, all' inizio è proprio ben fatto, se la fine fosse stata all' altezza sarebbe stato proprio un bel libro! Lo consiglio comunque a chi è interessato al genere!

    ha scritto il 

  • 2

    decadenza di un genere (?)

    Mi ha divertito davvero poco questo “La figlia sbagliata” di Jeffery Deaver che in “giacenza” da tempo.
    Non ci sarebbe molto da approfondire trattandosi di un thriller senza pretese, ma il fatto è che Deaver è stato uno dei miei autori di genere preferiti, o almeno più seguiti (dalle statistiche ...continua

    Mi ha divertito davvero poco questo “La figlia sbagliata” di Jeffery Deaver che in “giacenza” da tempo. Non ci sarebbe molto da approfondire trattandosi di un thriller senza pretese, ma il fatto è che Deaver è stato uno dei miei autori di genere preferiti, o almeno più seguiti (dalle statistiche anobiiane qui accanto pare che ne abbia letti già 15 in precedenza!) e allora vorrei provare a capire meglio:

    Ipotesi 1: Deaver dà il suo meglio nella serie che ha come protagonisti Lincoln Rhyme & Amelia Sachs. Non tutti gli episodi sono eccellenti ma, per quanto mi riguarda, al di fuori di essi non ho mai trovato particolare soddisfazione e questo romanzetto conferma la regola. Il prossimo Deaver che sceglierò sarà nell’ambito della serie (il penultimo lo devo ancora leggere, l’ultimo deve ancora uscire in Italia…) ma, nel caso mi faccia lo stesso effetto, sarà valida l’ipotesi 2…

    Ipotesi 2: Deaver mi ha stufato. Ormai le sue trame sono sempre più prevedibili, i caratteri sterotipati, l’azione standardizzata come stile e come sviluppo: non mi sorprende più e allora perché mai continuare?

    Ipotesi 3: c’è anche un’ipotesi 3, supportata dal fatto che anche l’ultimo Connelly e, in misura minore, l’ultimo Winslow che ho letto quest’anno mi hanno lasciato insoddisfatto: il thriller americano sta cominciando a mostrare la corda e si esaurisce nella ripetizione seriale (ipotesi 3 a) oppure sono io (ipotesi 3 b) che sono giunto a saturazione nel coltivare questo genere a cui ho fin troppo attinto nel recente passato. Di certo non aiuta, in ambedue i casi, il fatto che, oltre alla pletora di trame e scrittori che con varia fortuna si affollano in questo campo, siamo bombardati anche dal cinema (e tv) dove ormai fra detective, killer, commissari e simili non se ne può più, tanto da far rivalutare la personalità di commercialisti, idraulici e salumieri…

    Mi sono dilungato in riflessioni generali perché nel merito di “La figlia sbagliata” trovo ben poco da dire se non l’osservazione che qualche colpo di scena nella parte finale mi risparmia dall’attribuire un’unica stella a Deaver ma…qui mi fermo perché non è il caso di aggiungere uno spoiler ai difetti intrinseci di questo romanzetto.

    ha scritto il 

  • 4

    E' il primo romanzo di Deaver che leggo ed è esattamente come mi aspettavo che fosse, un bel thriller scritto con tanto mestiere.
    Deaver è un veterano del genere e "La figlia sbagliata" è un romanzo da manuale. Riesce a tirar fuori una storia tutto sommato convincente, ricca di suspense e colpi ...continua

    E' il primo romanzo di Deaver che leggo ed è esattamente come mi aspettavo che fosse, un bel thriller scritto con tanto mestiere. Deaver è un veterano del genere e "La figlia sbagliata" è un romanzo da manuale. Riesce a tirar fuori una storia tutto sommato convincente, ricca di suspense e colpi di scena, qualche bel fashback per allungare il brodo e complicarci le cose e poi tutto torna. Sotto l'ombrellone si legge che è una meraviglia! Quattro stelle!

    ha scritto il 

  • 4

    Megan è un’adolescente americana. Come tanti ragazzi della sua età, è figlia di separati in perenne conflitto.
    Megan si sente trascurata, anzi ignorata, dai genitori e cerca in tutti i modi di attirare la loro attenzione. A causa di una bravata finisce in psicoanalisi, ma anche col suo psicanalis ...continua

    Megan è un’adolescente americana. Come tanti ragazzi della sua età, è figlia di separati in perenne conflitto. Megan si sente trascurata, anzi ignorata, dai genitori e cerca in tutti i modi di attirare la loro attenzione. A causa di una bravata finisce in psicoanalisi, ma anche col suo psicanalista non riesce a costruire un rapporto di fiducia e le sedute diventano un dovere da cui liberarsi al più presto. Ma un giorno, ad attenderla alla solita seduta c’è il dottor Peters che, in pochi attimi, grazie alla sua abilità, riesce a tirar fuori l’odio di Megan per i suoi genitori. Per Megan è una liberazione, finalmente riesce ad esternare, insieme a tante lacrime, i suoi sentimenti e la sua rabbia. E’ una seduta liberatoria, ma estenuante che si conclude con una iniezione di sedativo. Ma quando Megan si risveglia è prigioniera in una camera di un ospedale psichiatrico abbandonato da tempo. Cosa è successo? Cosa vuole il dottor Peters? I suoi genitori si saranno accorti della sua assenza? Sicuramente è stata una lettura coinvolgente. L’autore ha tentato di mischiare il filone giallo con i problemi intimi di Megan: il rapporto conflittuale con i genitori, i suoi tentativi di trasgressione, il dolore di sentirsi una “figlia sbagliata”. Sicuramente si tratta di temi importanti e molto attuali che mi intrigano molto e buona parte del libro è avvincente e ben scritta. Però i fatti descritti nell’ultima parte li ho trovati poco originali e non in linea con il livello della storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Deaver stavolta scrive un thriller psicologico soffermandosi più sui personaggi coinvolti che sull'indagine vera e propria. Il libro è un pò più lento rispetto al solito ma decolla definitivamente nelle ultime 100 pagine fino a un buon finale. Genitori divorziati che hanno trascurato un pò la fig ...continua

    Deaver stavolta scrive un thriller psicologico soffermandosi più sui personaggi coinvolti che sull'indagine vera e propria. Il libro è un pò più lento rispetto al solito ma decolla definitivamente nelle ultime 100 pagine fino a un buon finale. Genitori divorziati che hanno trascurato un pò la figlia, ritrovano un pò di coinvolgimento emotivo quando la figlia scompare. Interessanti i personaggi coinvolti: dalla coppia di genitori alla figlia, senza trascurare il Rapitore.

    ha scritto il 

  • 4

    "Le parole. Non le puoi vedere, ma sono le armi più pericolose del mondo. Ricordalo".

    Avevo letto questo libro di Deaver in lingua originale qualche anno fa. Rileggendolo in italiano il giudizio resta immutato, quindi copio il mio commento fatto all'edizione in lingua originale:


    Un buon thriller del nostro Jeffery, che riflette e fa riflettere sull'immenso potere del ...continua

    Avevo letto questo libro di Deaver in lingua originale qualche anno fa. Rileggendolo in italiano il giudizio resta immutato, quindi copio il mio commento fatto all'edizione in lingua originale:

    Un buon thriller del nostro Jeffery, che riflette e fa riflettere sull'immenso potere delle parole e su quanto sia facile ingannare e farsi ingannare da esse. Aaron Matthews e Tate Collier sono due facce della stessa medaglia, ed entrambi usano le parole per ottenere ciò che vogliono. Uno scontro alla pari fra due "maestri" dell'ars oratoria. La contrapposizione fra i due mi ha ricordato quella fra Parker Kinkaid ed Edward Fielding de "La Lacrima del Diavolo" (uno stesso "dono" usato per scopi diametralmente opposti). La lettura scorre veloce anche se forse manca un po' il ritmo adrenalinico a cui Deaver mi aveva abituata, e ho trovato molto buona la caratterizzazione dei personaggi, Megan in particolare.

    ha scritto il 

  • 3

    La figlia sbagliata

    Thriller psicologico con personaggi alquanto non realistici.


    Uno psicopatico rapisce la figlia di un avvocato (che ha fatto condannare il figlio dello stesso. Tutte le idee e i mezzi per ritrovarla non ottengono risultati. Tutti le persone che potrebbero aiutare vengono fatte uscire dal gi ...continua

    Thriller psicologico con personaggi alquanto non realistici.

    Uno psicopatico rapisce la figlia di un avvocato (che ha fatto condannare il figlio dello stesso. Tutte le idee e i mezzi per ritrovarla non ottengono risultati. Tutti le persone che potrebbero aiutare vengono fatte uscire dal gioco con vari mezzi. Sarà il padre a scoprire chi c'è dietro il rapimento e a correre in aiuto alla figlia segregata in un manicomio abbandonato. Avevate dubbi?

    ha scritto il 

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