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La filosofia nel Medioevo

Dalle origini patristiche alla fine del XIV secolo

Di

Editore: Rizzoli (BUR Alta fedeltà)

4.4
(94)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 953 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817043931 | Isbn-13: 9788817043939 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Assunta del Torre ; Curatore: Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri ; Prefazione: Maria Teresa Fumagalli Beonio Brocchieri

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: History , Philosophy

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Descrizione del libro
In quest'opera, che può essere considerata la sua 'summa teorica', Gilson ripercorre la rivoluzione che ha posto le basi del pensiero occidentale. Il suo racconto restituisce la vivacità culturale - nata dall'incontro tra mondo greco, rivelazione cristiana e influenze arabe ed ebraiche - che ha formato gli intellettuali più importanti del Medioevo: da Ambrogio a Boezio, da Tommaso d'Aquino ad Alberto Magno, da Giovanni Duns Scoto a Guglielmo d'Ockham. Pensatori di cui, con una freschezza espositiva senza pari, il grande studioso illumina ed esplora le riflessioni profondamente moderne. Nasce così il ritratto di un periodo ingiustamente definito "buio", ricco invece di fermenti e umanità: quattordici secoli di idee che hanno fatto il mondo.
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  • 4

    Un malloppone forse un po' datato, lungo, ostico da leggere, ma molto molto completo. Grazie anche all'insegnante, sono riuscito a destreggiarmi abbastanza bene fra i vari autori e a cogliere i gli aspetti fondamentali della Filosofia Medievale.

    ha scritto il 

  • 3

    La filosofia è un campo di battaglia. Molti sono gli eserciti che si schierano uno contro l'altro. Chi rimane neutrale è un ignavo, è uno spocchioso, non ha cuore e non ha coraggio. Forse non ha nemmeno un intelletto agente. Praticamente è un senza Dio.


    Io ho scelto la mia parte e mi sono ...continua

    La filosofia è un campo di battaglia. Molti sono gli eserciti che si schierano uno contro l'altro. Chi rimane neutrale è un ignavo, è uno spocchioso, non ha cuore e non ha coraggio. Forse non ha nemmeno un intelletto agente. Praticamente è un senza Dio.

    Io ho scelto la mia parte e mi sono schierato. Ho vestito le insegne della ragione contro la mandria di chi rifiuta i doni del Signore e pensa di poter pensare sragionando, che stridula strilla e schiamazza quando qualche audace tenta di capire Dio con Dio, il Logos con il Logos, la Ragione con la Ragione. Donnette isteriche sono! E delle donnette isteriche usano gli strumenti: inganno, perfidia, trabocchetti e trappole, ma il coraggio della dialettica loro non ce l'hanno.

    Io ho scelto la mia parte e mi sono schierato. Ho vestito le insegne degli audaci che armati di sillogismo arrivano a sfiorare il paradosso, le cui imprese intellettuali lasciano senza fiato e mettono paura ai timorosi e agli incerti, che, insicuri sulle loro cavalcature, temono di venire disarcionati dal solo splendore del pensiero dei miei eroi. Li accusano di eresia e di blasfemia, ma non sanno di cosa parlano. Sono esseri gretti che condannano ciò che non capiscono, che scambiano la fede con la devozione, che credono di avere in mano la verità quando in realtà stringono solo un pugno di mosche.

    Io sto dalla parte di Eriugena ed Abelardo, Alberto e Tommaso. Voi, da che parte state?

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi è mai piaciuto. Il testo è diviso in grandi epoche e non funziona bene se si cerca un solo autore. Abbastanza chiaro ma è scritto per degli alunni dei suoi tempi e per cui da per cose per scontate troppe cose, oltre alla mancanza di qualsiasi riferimento al panorama storico (quando è viss ...continua

    Non mi è mai piaciuto. Il testo è diviso in grandi epoche e non funziona bene se si cerca un solo autore. Abbastanza chiaro ma è scritto per degli alunni dei suoi tempi e per cui da per cose per scontate troppe cose, oltre alla mancanza di qualsiasi riferimento al panorama storico (quando è vissuto Clemente Alessandrino, quando è stata aperta la scuola di san Vittore a Parigi, che vuol dire che i cristiani entrano in contatto con la cultura antica grazie agli arabi nel XIII secolo...)
    L'ho studiato per l'esame di filosofia medievale ma ho sempre preferito le lezioni del mio prof. D'Onofrio che, al contrario dell'Autore, non si disperdeva nei giudizi anacronistici innalzando o abbasando fino al ludibrio questo o tal altro filosofo o padre della Chiesa preso in esame. Visti i progressi della storia e della ricerca filosofica mi pare inoltre antiquato per l'esposizione dei contenuti e nella usa impostazione idealista.

    ha scritto il 

  • 0

    "(...) tutta la storia della filosofia propriamente detta è, nel Medioevo, quella di un movimento razionalista che si sviluppa lentamente ma con continuità in mezzo ad ostacoli e a resistenze d'ogni tipo che l'ambiente sociale gli imponeva".

    ha scritto il 

  • 2

    Esagerato

    Si va a vedere il pelo sull'uovo, e si tralasciano grandi temi (fra tanti, il "cogito" sviluppato da Agostino, o la conoscenza come "adaequatio intellectus ad rem" di Tommaso, o ancora l'"impetus" di Ockham); se è vero che è impossibile schematizzare tutti i temi di tutti i filosofi su un'opera, ...continua

    Si va a vedere il pelo sull'uovo, e si tralasciano grandi temi (fra tanti, il "cogito" sviluppato da Agostino, o la conoscenza come "adaequatio intellectus ad rem" di Tommaso, o ancora l'"impetus" di Ockham); se è vero che è impossibile schematizzare tutti i temi di tutti i filosofi su un'opera, è pur vero che quei temi che han avuto più risonanza e importanza nella storia della filosofia non possono esser tralasciati a favore di poemetti di perfetti sconosciuti.
    L'ho dovuto leggere per l'università, e non tutto; veramente, verboso, prolisso, e spesso negligente.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto, anche se non è scorrevole, contiene molte citazioni in latino (non tradotte).
    Il volume però dà una panoramica generale, abbastanza completa, anche se, per ovvi motivi, non esaustiva, del periodo storico preso in esame.
    Ho notato una punta di gallicanesimo, ma è un peccat ...continua

    Mi è piaciuto, anche se non è scorrevole, contiene molte citazioni in latino (non tradotte).
    Il volume però dà una panoramica generale, abbastanza completa, anche se, per ovvi motivi, non esaustiva, del periodo storico preso in esame.
    Ho notato una punta di gallicanesimo, ma è un peccato veniale.

    ha scritto il 

  • 0

    Interessante e godibilissimo. Da leggere per uno sguardo d'insieme (molto esaustivo tra l'altro) sulla filosofia del periodo (con numerosi riferimenti al contesto storico, letterario e sociale).

    ha scritto il