Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

La fine

Una serie di sfortunati eventi, vol. 13

Di

Editore: Salani

4.1
(415)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8884518946 | Isbn-13: 9788884518941 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Valentina Daniele ; Illustratore o Matitista: Brett Helquist

Genere: Children , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace La fine?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Cari lettori, presumibilmente state guardando il retro di questo libro, o la fine de "La fine". La fine de "La fine" è il posto migliore per iniziare "La fine", perché se leggete "La fine" dall'inizio dell'inizio de "La fine" alla fine della fine de "La fine", arriverete alla fine della fine della vostra pazienza. Questo libro è l'ultimo di "Una serie di sfortunati eventi", e anche se avete affrontato i dodici volumi precedenti, probabilmente non potrete sopportare sgradevolezze tipo un'orribile tempesta, una bevanda sospetta, un gregge di pecore selvatiche, un'enorme gabbia per uccelli e un segreto davvero inquietante sui genitori dei Baudelaire. Completare la storia dei Baudelaire è stato il mio solenne compito, e finalmente ho terminato. E probabile che voi ne abbiate altri, perciò se fossi in voi lascerei perdere questo libro all'istante, così che "La fine" non sia anche la vostra." Età di lettura: da 9 anni.
Ordina per
  • 2

    Boh!

    Per carità, dalla metà circa in poi la saga si fa un po' più varia e interessante, ma che dire degli ultimi due volumi? Boh, io non ho capito se l'intera serie sia una sorte di divertissement dell'autore nel celare nei libri citazioni, riferimenti linguistici e letterari più o meno colti ...continua

    Per carità, dalla metà circa in poi la saga si fa un po' più varia e interessante, ma che dire degli ultimi due volumi? Boh, io non ho capito se l'intera serie sia una sorte di divertissement dell'autore nel celare nei libri citazioni, riferimenti linguistici e letterari più o meno colti. Una grossa delusione, una lettura che mi ha lasciato solo grandi perplessità.

    ha scritto il 

  • 5

    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla assordanti, violenze, azioni di ogni genere, e poi: La fine. La fine della storia degli orfani ...continua

    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla assordanti, violenze, azioni di ogni genere, e poi: La fine. La fine della storia degli orfani Baudelaire che non è affatto la fine di ogni storia. La fine che inizia con una tempesta che fa tabula rasa di quanto avvenuto finora e porta la storia e le storie a ricominciare da pagina pulita. La prima metà del libro è quasi straniante per il lettore di Snicket, così totalmente diversa dai dodici volumi precedenti. Poi, come una macchia d'inchiostro su una veste bianca, irrompe il mondo, e inizia la seconda parte del libro che è assolutamente clamorosa e così veloce, terribile e angosciante da rendere difficile la lettura. Le pagine scorrono e più quelle rimaste nella mano destra si assottigliano, più la tensione diventa intollerabile. Infine, la fine, così immensamente ricca ed ermetica insieme. Che senso ha avuto tutto quello che è successo? Che senso ha avuto vivere? Che senso ha ancora vivere, se non c'è un posto dove il mondo è tranquillo, se tutto quello che ci circonda è un labirinto di domande e non è possibile dire più dei ciechi che toccano l'elefante, se il male è ovunque, se non si scappa da un passato che dipende dai punti di vista? Forse il senso ultimo di tutto questo girare per città, case, villaggi, ospedali, caroselli, mari e monti è che non c'è un senso: si tratta di una serie di sfortunati eventi e la chiave di tutto sta nel riuscire ad andare avanti comunque, insieme, sempre.

    ha scritto il 

  • 0

    Knowledge is power

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione se sia giusto o meno esporre dei bambini alla conoscenza, quanto ci sia di "buono" o "cattivo" i ...continua

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione se sia giusto o meno esporre dei bambini alla conoscenza, quanto ci sia di "buono" o "cattivo" in ognuno di noi e in quali forme si manifesta, o se sia giustificabile imporre agli altri un certo stile di vita per il loro bene. Tutte cose che non ci si aspetterebbe in un libro per ragazzi, ma l'intera saga è piena di cose inaspettate.
    Qui si trova anche un'isola che sembra un nuovo Eden, con tanto di melo e serpente, ma che si scopre più somigliante al mondo del Truman show, in cui tutto sembra perfetto, ma solo perché è fasullo e ipercontrollato. I personaggi, trovandosi su un'isola ed essendo naufraghi, hanno gli evocativi nomi di Ismaele, Omero, Ariel, Caliban, Venerdì e Robinson, tanto per fare degli esempi (l'autore dovrebbero premiarlo anche solo per questo!).
    La saga non poteva che finire così: con il ribaltamento di una storia trita e opprimente in qualcosa di salvifico (penso al melo), con un pugno ai luoghi comuni e con tanti interrogativi ancora irrisolti. L'ultimo colpo di genio di Lemony Snicket.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Certo che Lemony Snicket ci ha costantemente provato a scoraggiarmi, dal primo a tredicesimo libro, ma io non gli ho dato retta.
    L'avessi fatto!
    La serie di sfortunati eventi è una serie infinita...Ma è possibile?! Non sopravvive nessuno? A parte i Baudelaire?!
    La scrittura mi p ...continua

    Certo che Lemony Snicket ci ha costantemente provato a scoraggiarmi, dal primo a tredicesimo libro, ma io non gli ho dato retta.
    L'avessi fatto!
    La serie di sfortunati eventi è una serie infinita...Ma è possibile?! Non sopravvive nessuno? A parte i Baudelaire?!
    La scrittura mi piace, anche se avrei preferito leggerli a 11 anni, quando le continue ripetizioni sarebbero state apprezzate di più. Ma poi forse la delusione finale avrebbe fatto danni maggiori, vabbè!
    Tre stelle solo a quest'ultimo libro...gli altri se ne meritano 4!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Infine la fine?

    Dopo aver finito di leggere tutta la saga non posso che dirmi delusa: dov'era il tanto sospirato finale?
    Mi ero già insospettita quando avevo iniziato a sfogliarne le prime pagine: possibile che vi era un altro replay delle sciagure dei Baudelaire? Di nuovo situazioni disperate, se ...continua

    Dopo aver finito di leggere tutta la saga non posso che dirmi delusa: dov'era il tanto sospirato finale?
    Mi ero già insospettita quando avevo iniziato a sfogliarne le prime pagine: possibile che vi era un altro replay delle sciagure dei Baudelaire? Di nuovo situazioni disperate, segreti ben celati, masse ignoranti e... almeno c'era Olaf! Che ci immaginiamo malvagio e che continua la sua opera dandoci quella garanzia di continuità in tutta la serie.

    Devo ammettere che le divagazioni filosofiche di Snicket (che cominciano a comparire da quando gli orfani " passano al lato oscuro " per diverse volte già nei volumi scorsi) le ho tollerate finché non hanno reso di piombo il ritmo narrativo (soprattutto quando vi era bisogno di celerità e di rafano e/o wasabi per sconfiggere spore mortali (!))

    Eppoi davvero troppo dejavu quel gruppo di naufraghi che - copia "selvaggia" dei Fanatici del Villaggio dei Corvi - erano più pecore degli ovini che allevavano... bah: sapeva tutto di un già visto un po' più romanzato.

    Infine... di quale fine parlare? Semplicemente non c'è ! Così come tutte le risposte agli interrogativi e ai misteri che per quasi metà saga hanno movimentato la vita dei Baudelaire che sembrano così inutili ore di lettura spese tanto per riempire quei vuoti letterari di cui soffre ogni buon anobiano.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido,terribile ed incompleto.
    Se letto come uno dei tanti libri riguardanti le avventure dei Baudelaire non può essere che splendido,per la trama e l'originalità con cui è narrato.
    Terribile,per gli agghiaccianti contenuti rivelati e incompleto per tutte le domande a cui non si a ...continua

    Splendido,terribile ed incompleto.
    Se letto come uno dei tanti libri riguardanti le avventure dei Baudelaire non può essere che splendido,per la trama e l'originalità con cui è narrato.
    Terribile,per gli agghiaccianti contenuti rivelati e incompleto per tutte le domande a cui non si avrà mai una risposta.

    ha scritto il 

  • 3

    A pesar de que THE END es el final de UNA SERIE DE CATASTRÓFICAS DESDICHAS, queda claro que no es ni mucho menos el final de la historia de los Baudelaire; al leer el libro, te das cuenta de que no es más que el comienzo de otra historia, otra desdichada historia. Y esto no es más ni menos que un ...continua

    A pesar de que THE END es el final de UNA SERIE DE CATASTRÓFICAS DESDICHAS, queda claro que no es ni mucho menos el final de la historia de los Baudelaire; al leer el libro, te das cuenta de que no es más que el comienzo de otra historia, otra desdichada historia. Y esto no es más ni menos que una reseña de la saga completa (sin spoilers, claro).

    Lemony Snicket ha contado, durante trece libros, la historia de los huérfanos Baudelaire; cómo perdieron a sus padres en un incendio en THE BAD BEGINNING, como tuvieron la mala suerte de tener al Conde Olaf como tutor, cómo todo lo bueno que les ocurría torcía, cómo todos los que querían les abandonaban a sus suerte, de una manera u otra. Porque, durante toda la saga, pocas son las cosas buenas les han ocurrido a Violet, Klaus y Sunny. Creedme cuando digo que la historia detrás de esta saga esconde mucho más de lo que aparenta a primera vista.

    A diferencia de los libros infantiles al uso, aquí no hay historias bonitas [ni finales felices (hide spoiler)]: aquí hay adultos irresponsables, penurias inimaginables, jóvenes huérfanos, familias rotas, incendios, una organización secreta dividida por las diferencias y muchas, muchas desdichas. Violet, Klaus y Sunny tendrán que valerse por sí mismos durante toda la saga, confiando sólo en ellos mismos y en sus capacidades. Atesorarán los pequeños momentos de felicidad como puedan mientras viajan a merced tutores que hacen más mal que bien. No suena demasiado a una típica historia infantil, ¿verdad?

    Con personalidades claramente delimitadas desde las primeras páginas de THE BAD BEGINNING, los hermanos Baudelaire llevan el peso de la historia sobre sus hombros. Con habilidades que les sacarán de más de un embrollo y una inteligencia y curiosidad superiores a las de los adultos que les rodean, sortearán los planes de Olaf para conseguir su fortuna y seguirán adelante. Pero a partir del octavo libro la cosa cambia... y ahí lo dejo estar.

    Los libros están catalogados como infantiles/juveniles; sin embargo, estos no son libros normales,y no sólo por la historia que cuentan. El escritor es un personaje más de la historia que nos va narrando a regañadientes las desdichas de los hermanos. Snicket nos irá contando la terrible historia, intercalará vivencias propias, volverá una y otra vez a intentar que dejemos la lectura, nos avanzará hechos que están por llegar. Su estilo de escritura es muy particular; reiteraciones, definiciones de palabras,… todo eso es marca especial del autor, algo que se irá repitiendo durante todos los libros pero que no llega a cansar.

    Una de las cosas más reseñables de esta saga es que no muestran una panorama idealizado de la vida, ni tan siquiera de los adultos. Al lector le queda claro que la vida no es un camino fácil, que hay fortuna e infortunios, que los adultos no siempre tienen razón, que las buenas personas a veces cometen actos malos y las malas personas pueden tener un último acto de bondad. Una moraleja patente sobre todo en THE END, donde el pasado de los hermanos converge con el de otros tantos. También cabe mencionar que no se resuelven todas las dudas surgidas a los largo de la lectura, lo cual no hace sino reforzar la veracidad de la historia; pues, en la vida real, tampoco contamos con las respuestas de todas nuestras preguntas.

    Si bien son trece libros (algo que puede echar a muchos atrás) son cortos y muy amenos. Se leen rapidísimo y, si la historia te atrapa, los leerás en un momento

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione comune a tutta la saga di "Una serie di sfortunati eventi"

    Una collana simpaticissima e dalla scrittura semplice ma molto figurativa. Ovviamente sono consigliati ai bambini tra i 7e i 12 anni ma è divertente leggerlo anche in età più avanzata.
    Unico neo: troppe spiegazioni dei termini "difficili" inseriti nella narrazione che spezzano un po' l'armo ...continua

    Una collana simpaticissima e dalla scrittura semplice ma molto figurativa. Ovviamente sono consigliati ai bambini tra i 7e i 12 anni ma è divertente leggerlo anche in età più avanzata.
    Unico neo: troppe spiegazioni dei termini "difficili" inseriti nella narrazione che spezzano un po' l'armonia della storia, anche se spesso questi termini sono "interpretati" in maniera molto simpatica.
    Questi libri si leggono in un soffio perchè sono molto corti ma viene la voglia di leggerli in fila tutti e 13 per sapere quali altre disavventure capitano a questi sventurati ragazzi Baudelaire! Ecco, se posso darvi un consiglio: non fatelo!
    Dopo aver letto anche gli altri decisamente consiglio la lettura ad un pubblico di bambini perchè le storie sono un pochino ripetitive e in alcuni casi ci si dilunga più in spiegazioni di termini e modi di dire che nella storia.
    Sono rimasta un pochino delusa perchè il primo libro è carino, gli altri riprendono tutti lo stesso schema. Sarà perchè ho 30 anni e questa collana è fuori target per me! :-)
    Forse è carino leggerli come libri leggeri tra un mattone e l'altro!

    ha scritto il 

Ordina per