La fine

Una serie di sfortunati eventi, vol. 13

Di

Editore: Salani

4.1
(467)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Tedesco

Isbn-10: 8884518946 | Isbn-13: 9788884518941 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Valentina Daniele ; Illustratore o Matitista: Brett Helquist

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
"Cari lettori, presumibilmente state guardando il retro di questo libro, o la fine de "La fine". La fine de "La fine" è il posto migliore per iniziare "La fine", perché se leggete "La fine" dall'inizio dell'inizio de "La fine" alla fine della fine de "La fine", arriverete alla fine della fine della vostra pazienza. Questo libro è l'ultimo di "Una serie di sfortunati eventi", e anche se avete affrontato i dodici volumi precedenti, probabilmente non potrete sopportare sgradevolezze tipo un'orribile tempesta, una bevanda sospetta, un gregge di pecore selvatiche, un'enorme gabbia per uccelli e un segreto davvero inquietante sui genitori dei Baudelaire. Completare la storia dei Baudelaire è stato il mio solenne compito, e finalmente ho terminato. E probabile che voi ne abbiate altri, perciò se fossi in voi lascerei perdere questo libro all'istante, così che "La fine" non sia anche la vostra." Età di lettura: da 9 anni.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    La storia dei Baudelaire è giunta alla fine, ma non tutte le domande del libro hanno ricevuto risposta e questo mi ha delusa. Ero curiosa di sapere tante cose su alcuni oggetti, sui genitori dei Baude ...continua

    La storia dei Baudelaire è giunta alla fine, ma non tutte le domande del libro hanno ricevuto risposta e questo mi ha delusa. Ero curiosa di sapere tante cose su alcuni oggetti, sui genitori dei Baudelaire, sullo scisma, sui Pantano e su mille altre cose che sono state lasciate lì, senza spiegazione e senza essere più nominate.
    Tutto sommato è una buona saga per ragazzi, ma mi sarei aspettata di più dal capitolo finale.

    ha scritto il 

  • 5

    «Si potrebbe dire, in effetti, che nessuna storia ha davvero un inizio e nessuna storia ha davvero una fine, poiché tutte le storie del mondo sono mischiate insieme [...], con i loro dettagli e segret ...continua

    «Si potrebbe dire, in effetti, che nessuna storia ha davvero un inizio e nessuna storia ha davvero una fine, poiché tutte le storie del mondo sono mischiate insieme [...], con i loro dettagli e segreti ammucchiati l'uno sull'altro; così che l'intera storia, dall'inizio alla fine, dipende dai punti di vista. Potremmo addirittura dire che il mondo è sempre "in medias res", un'espressione latina che significa 'Nel mezzo delle cose' o 'A metà di un racconto'»

    ha scritto il 

  • 5

    Addio, miei Baudelaire

    Sentirò la vostra mancanza. Mi era già successo con la famiglia Glass, e ora con voi. Mi piacerebbe continuare a seguirvi nel vostro peregrinare, e leggere ancora di voi. Mi mancherete.
    Con il dovuto ...continua

    Sentirò la vostra mancanza. Mi era già successo con la famiglia Glass, e ora con voi. Mi piacerebbe continuare a seguirvi nel vostro peregrinare, e leggere ancora di voi. Mi mancherete.
    Con il dovuto rispetto,
    Lui in persona (la cicogna folle)

    ha scritto il 

  • 3

    Appunto, la fine.
    Mentre continua a svelare segreti sul vasto mondo in cui si trovano i Baudelaire, e ricordando che la loro è comunque solo una delle tante storie, Snicket cambia radicalmente lo svol ...continua

    Appunto, la fine.
    Mentre continua a svelare segreti sul vasto mondo in cui si trovano i Baudelaire, e ricordando che la loro è comunque solo una delle tante storie, Snicket cambia radicalmente lo svolgimento delle vicende, facendo capire sin dall'inizio che il ciclo continuo si è spezzato per non proseguire mai più.
    Dal punto di vista tematico, questa diventa l'occasione perfetta per parlare della natura delle storie, del principio e della fine, e di come tutto sia collegato sempre a qualcos'altro, e inoltre chiude una storia iniziata con la perdita dei genitori riflettendo su quali siano natura e ruolo di quest'ultimo, con un finale che lascia aperti molti misteri per ricordare che ci sarà sempre altro da scoprire, e altro da fare, ma che chiude quello che vuole chiudere, con la consueta dose di umorismo assurdo e citazioni letterarie.

    ha scritto il 

  • 2

    Boh!

    Per carità, dalla metà circa in poi la saga si fa un po' più varia e interessante, ma che dire degli ultimi due volumi? Boh, io non ho capito se l'intera serie sia una sorte di divertissement dell'a ...continua

    Per carità, dalla metà circa in poi la saga si fa un po' più varia e interessante, ma che dire degli ultimi due volumi? Boh, io non ho capito se l'intera serie sia una sorte di divertissement dell'autore nel celare nei libri citazioni, riferimenti linguistici e letterari più o meno colti. Una grossa delusione, una lettura che mi ha lasciato solo grandi perplessità.

    ha scritto il 

  • 5

    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla asso ...continua

    Dodici volumi carichi, assommati, stracolmi fino alla saturazione assoluta di misteri, personaggi ambigui, inseguimenti, codici segreti, strategie, omicidi, conflitti sociali, piani di fuga, urla assordanti, violenze, azioni di ogni genere, e poi: La fine. La fine della storia degli orfani Baudelaire che non è affatto la fine di ogni storia. La fine che inizia con una tempesta che fa tabula rasa di quanto avvenuto finora e porta la storia e le storie a ricominciare da pagina pulita. La prima metà del libro è quasi straniante per il lettore di Snicket, così totalmente diversa dai dodici volumi precedenti. Poi, come una macchia d'inchiostro su una veste bianca, irrompe il mondo, e inizia la seconda parte del libro che è assolutamente clamorosa e così veloce, terribile e angosciante da rendere difficile la lettura. Le pagine scorrono e più quelle rimaste nella mano destra si assottigliano, più la tensione diventa intollerabile. Infine, la fine, così immensamente ricca ed ermetica insieme. Che senso ha avuto tutto quello che è successo? Che senso ha avuto vivere? Che senso ha ancora vivere, se non c'è un posto dove il mondo è tranquillo, se tutto quello che ci circonda è un labirinto di domande e non è possibile dire più dei ciechi che toccano l'elefante, se il male è ovunque, se non si scappa da un passato che dipende dai punti di vista? Forse il senso ultimo di tutto questo girare per città, case, villaggi, ospedali, caroselli, mari e monti è che non c'è un senso: si tratta di una serie di sfortunati eventi e la chiave di tutto sta nel riuscire ad andare avanti comunque, insieme, sempre.

    ha scritto il 

  • 0

    Knowledge is power

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione ...continua

    Contrariamente al "Power is power" della regina Cersei, la conoscenza è davvero potere nell'ultimo libro della saga degli orfani Beaudelaire. Libro pieno di interrogativi filosofici, come la questione se sia giusto o meno esporre dei bambini alla conoscenza, quanto ci sia di "buono" o "cattivo" in ognuno di noi e in quali forme si manifesta, o se sia giustificabile imporre agli altri un certo stile di vita per il loro bene. Tutte cose che non ci si aspetterebbe in un libro per ragazzi, ma l'intera saga è piena di cose inaspettate.
    Qui si trova anche un'isola che sembra un nuovo Eden, con tanto di melo e serpente, ma che si scopre più somigliante al mondo del Truman show, in cui tutto sembra perfetto, ma solo perché è fasullo e ipercontrollato. I personaggi, trovandosi su un'isola ed essendo naufraghi, hanno gli evocativi nomi di Ismaele, Omero, Ariel, Caliban, Venerdì e Robinson, tanto per fare degli esempi (l'autore dovrebbero premiarlo anche solo per questo!).
    La saga non poteva che finire così: con il ribaltamento di una storia trita e opprimente in qualcosa di salvifico (penso al melo), con un pugno ai luoghi comuni e con tanti interrogativi ancora irrisolti. L'ultimo colpo di genio di Lemony Snicket.

    ha scritto il 

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