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La fine

Di

Editore: 66th and 2nd

3.5
(118)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 389 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8896538130 | Isbn-13: 9788896538135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Beniamino Ambrosi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Cleveland, 15 agosto 1953. La Little Italy di Elephant Park è in subbuglio per la festa dell’Assunta. Rocco, il fornaio del quartiere, riceve una lettera che lo informa della morte del figlio in Corea e decide di tentare un viaggio per ritrovare la moglie che lo aveva abbandonato molti anni prima, portando con sé due dei loro tre figli. Da qui prende l’avvio un romanzo corale in cui tutti i personaggi cercano disperatamente di riannodare i fili spezzati del passato per trovare un senso nel viaggio che li ha portati dall’altra parte del mondo. Un’anziana che procura aborti clandestini, un adolescente che si interroga sull’esistenza di Dio, una sarta che lavora a cottimo, un gioielliere che colleziona lettere dei soldati confederati e si macchia di un crimine inspiegabile. Persone ordinarie, dall’esistenza semplice, di cui l’autore rivela la complessità di pensiero e svela il più intimo sentire nella cornice di una trama avvincente. In questo romanzo è ritratta l’umanità intera: i vizi, le virtù, i colpi d’ala e le bassezze d’animo di cui è costellata la ricerca interiore di ogni individuo.
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  • 3

    La potenza evocativa della parola

    Partiamo da una necessaria premessa: a livello di trama, non ho capito quasi nulla. Mi sono lasciata trasportare dalla corrente di una prosa lirica, caratterizzata dal flusso di coscienza, e solo ...continua

    Partiamo da una necessaria premessa: a livello di trama, non ho capito quasi nulla. Mi sono lasciata trasportare dalla corrente di una prosa lirica, caratterizzata dal flusso di coscienza, e solo ogni tanto ho trovato appigli narrativi in grado di mettere ordine (parzialmente) nel caos degli eventi. L'arco temporale è frammentato da continui balzi temporali tra la prima decade del '900 e il 1953 (inframmezzati, tra l'altro, da riferimenti a eventi della storia americana dell'Ottocento di cui uno dei protagonisti è appassionato): la comunità in cui si svolgono le storie è quella italo americana di una cittadina dell'Ohio, in un quartiere denominato Elephant Park, alla vigilia della solita festa religiosa- la Madonna dell'Assunta- a cui i migranti dal sud Italia sono particolarmente devoti. Qui si intrecciano destini, inconsapevoli, di una sotto umanità specchio di ogni umanità possibile nella storia. E' la lingua il fattore vincente di questo romanzo (??) per altri versi poco riuscito: con le dovute proporzioni mi ha ricordato il primo Joyce, meno centrato ma altrettanto ricco.

    ha scritto il 

  • 3

    L'ho trovato difficile e mi ci é voluto molto tempo per finirlo. Lo considero un buon libro ma le descrizioni minuziose lo rendono lento. Nulla, nella narrazione, viene lasciato al caso e si nota ...continua

    L'ho trovato difficile e mi ci é voluto molto tempo per finirlo. Lo considero un buon libro ma le descrizioni minuziose lo rendono lento. Nulla, nella narrazione, viene lasciato al caso e si nota il grande impegno dello scrittore che é stato in grado di riprodurre magistralmente le atmosfere delle famiglie degli immigrati italiani in America all'inizio del '900. Son contenta di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 2

    Consigliato: a chi ama le storie pseudo-epigone di Joyce. Sconsigliato: a chi preferisce la linerità narrativa (che da Omero in giù - in barba a ogni sperimentalismo - si chiama ...continua

    Consigliato: a chi ama le storie pseudo-epigone di Joyce. Sconsigliato: a chi preferisce la linerità narrativa (che da Omero in giù - in barba a ogni sperimentalismo - si chiama chiarezza).

    Consigliato: a chi vuole rischiare di leggersi 300 pagine e passa, senza afferrare il bandolo. Sconsigliato: a chi crede che raccontare sia un po' come farsi padre e madre, e il lettore vada accompagnato - magari in una pensione dove una testa è stata tagliata d'accetta per mano di un innocuo studente (vd. Delitto e castigo)- ma accompagnato con mano sicura.

    p.s. una storia letta, se poi non riesci a raccontarla nemmeno a tua moglie, non è tua e forse non è neanche una storia.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro davvero bello, scritto in modo originale, nel quale si intrecciano le vite di vari personaggi che si ricongiungono alla fine. Deve essere letto con attenzione perché l'intreccio è ...continua

    Un libro davvero bello, scritto in modo originale, nel quale si intrecciano le vite di vari personaggi che si ricongiungono alla fine. Deve essere letto con attenzione perché l'intreccio è complesso, ma merita davvero.

    ha scritto il 

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