La fine è il mio inizio

Un padre racconta al figlio il grande viaggio della vita

Di

Editore: Longanesi (Il Cammeo; 456)

4.4
(3782)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 466 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Polacco

Isbn-10: 8830422479 | Isbn-13: 9788830422476 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Folco Terzani

Disponibile anche come: CD audio , Altri , eBook , Paperback

Genere: Biografia , Religione & Spiritualità , Viaggi

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Descrizione del libro
Tiziano Terzani, sapendo di essere arrivato alla fine del suo percorso, parla al figlio Folco di cos'è stata la sua vita e di cos'è la vita: "Se hai capito qualcosa la vuoi lasciare lì in un pacchetto", dice. Così racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del proprio tempo. "Se mi chiedi alla fine cosa lascio, lascio un libro che forse potrà aiutare qualcuno a vedere il mondo in modo migliore, a godere di più della propria vita, a vederla in un contesto più grande, come quello che io sento così forte." Un testo che è il suo ultimo regalo: il nuovo libro di Tiziano Terzani.
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    Meraviglioso e intenso. Il dialogo di un padre - giornalista, avventuriero, appassionato, curioso e ossessionato dalla Storia, dalla ricerca e dalla non-ripetitività degli eventi - che racconta al fig ...continua

    Meraviglioso e intenso. Il dialogo di un padre - giornalista, avventuriero, appassionato, curioso e ossessionato dalla Storia, dalla ricerca e dalla non-ripetitività degli eventi - che racconta al figlio la sua vita, la memoria, il viaggio e il passaggio tra la costruzione della/e propria/e identità e l'abbandono di essa/e e dei propri desideri verso l'ultimo (o il primo) grande viaggio che è la morte, nella ciclicità dell'esistenza dell'Uomo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Quando eravamo piccoli tu partivi spesso e poi ritornavi con tante storie e le valigie piene di strana roba. Una volta, mi ricordo, siamo andati a prenderti al porto di Singapore. Portavi sulle spall ...continua

    "Quando eravamo piccoli tu partivi spesso e poi ritornavi con tante storie e le valigie piene di strana roba. Una volta, mi ricordo, siamo andati a prenderti al porto di Singapore. Portavi sulle spalle una grande statua colorata di un uomo che lottava con un coccodrillo. Ci raccontasti che il coccodrillo era salito sulla nave e che l'uomo, un malese fortissimo, lo aveva strangolato con le sue braccia."

    ha scritto il 

  • 4

    父親的人生身為兒子有約20年沒有參與到,
    另外還有約五年是沒有記憶的,
    然而未能參與的這些年,
    是父親最燦爛、最絢麗的青春。
    不同的時代所遇到的世界不一樣,
    但一樣的是我們都想把這故事流傳下去。

    ha scritto il 

  • 4

    Terzani sa che sta per morire, e allora decide di richiamare suo figlio Folco, che vive in America, per narrargli tutta la sua vita e che il figlio registrerà in audiocassette. L'emozionante viaggio d ...continua

    Terzani sa che sta per morire, e allora decide di richiamare suo figlio Folco, che vive in America, per narrargli tutta la sua vita e che il figlio registrerà in audiocassette. L'emozionante viaggio della vita narratoci da uno dei migliori giornalisti e viaggiatori e conoscitori del mondo Orientali. A tratti emozionante.

    ha scritto il 

  • 5

    Es un libro bastante interesante. El resumen de toda una vida y todos los buenos, y malos, momentos vividos. Te deja con muy buen sabor de boca, además de aportar datos de países que quizás no son muy ...continua

    Es un libro bastante interesante. El resumen de toda una vida y todos los buenos, y malos, momentos vividos. Te deja con muy buen sabor de boca, además de aportar datos de países que quizás no son muy conocidos por los occidentales.

    ha scritto il 

  • 5

    La fine è il mio inizio
    Tiziano Terzani

    Inizia con una lettera indirizzata al figlio, dove le chiede di andarlo a trovare e sedersi accanto a lui per ascoltare la sua storia.
    Lo scopo di questo libr ...continua

    La fine è il mio inizio
    Tiziano Terzani

    Inizia con una lettera indirizzata al figlio, dove le chiede di andarlo a trovare e sedersi accanto a lui per ascoltare la sua storia.
    Lo scopo di questo libro è "lasciare il ricordo della vita che esisteva quando ero bambino [...], di come la mia generazione è cresciuta, quali erano i rapporti fra la gente, qual'era il mondo che noi vedevamo" (Tiziano)
    Scritto a quattro mani con il figlio Folco, lo consiglio è una bella riflessione su cosa conta nella vita veramente...

    ha scritto il 

  • 0

    "biografia"

    Un libro da leggere assolutamente, per chi vuole avvicinarsi a Terzani, non il mio preferito, "Un alto giro di giosta" è insuperabile.
    Ma la lettura di questo libro intervista, ti da una panoramica di ...continua

    Un libro da leggere assolutamente, per chi vuole avvicinarsi a Terzani, non il mio preferito, "Un alto giro di giosta" è insuperabile.
    Ma la lettura di questo libro intervista, ti da una panoramica di quello che è stato T.T. i suoi viaggi, le sue letture, i suoi pensieri...
    Poco dopo averlo letto, sono voluto andare a visitare Orsigna, il luogo dove è stato scritto.
    Ho avuto il buon senso di non informarmi, sul dove fosse casa Terzani.

    ha scritto il 

  • 5

    “I libri. Sono stati i miei grandi amici, perché non c’è di meglio che viaggiare con qualcuno che ha già fatto la stessa strada.”

    Secondo libro di Tiziano Terzani che leggo e il coinvolgimento è assicurato anche questa volta!
    Terzani è arrivato alla fine del suo itinerario terreno e ripercorre quella che è stata la sua vita attr ...continua

    Secondo libro di Tiziano Terzani che leggo e il coinvolgimento è assicurato anche questa volta!
    Terzani è arrivato alla fine del suo itinerario terreno e ripercorre quella che è stata la sua vita attraverso un dialogo padre/figlio che potrebbe anche rappresentare una specie di testamento spirituale.
    Una vita straordinaria, quella di Tiziano Terzani, da lui pienamente vissuta in ogni sua parte, con caparbietà e ostinazione, nonché con una buona dose di fortuna, come lui stesso ammette.

    In questo dialogo, incalzato dalle domande del figlio, Terzani analizza la sua esperienza nel mondo asiatico con tutto quello che ha rappresentato per lui, e lo fa con il distacco dovuto di chi ormai non ha più nulla da chiedere alla vita.
    Questo provoca profonde discussioni con il figlio, basate su buona parte degli interrogativi che affliggono l’umanità, ma genera, anche e soprattutto, un resoconto dettagliato di quello che è stato il percorso della sua vita rapportato al suo livello di conoscenza mistica e spirituale di cui è impregnata tutta l’Asia e a cui lui non è rimasto indifferente; il tutto sulla base di un ormai radicato disincanto.

    Avevo, quando ancora non lo seguivo nei suoi libri, sentito parlare di un Terzani diventato un asceta spirituale. Una specie di santone con tanto di proseliti.
    Prendendo atto di quelle che sono state le sue ultime parole terrene questa iperbole è stata ampiamente smentita.
    Quello che ho trovato leggendo è stato un uomo che si è definito fortunato per aver fatto la vita che lui desiderava, soddisfatto per aver conosciuto e praticato tutta la spiritualità che emana quella regione del mondo, prima che questa sparisca in maniera irrimediabile, di avere archiviato il tutto e conservato nella sua mente le cose più suggestive e significative senza avere mai perso il contatto con la realtà che gli ha permesso di raccontare in maniera lucida e razionale tutto quello che è successo in Asia negli anni in cui lui c’era.

    Un allontanarsi da questa vita terrena affrontato con un equilibrio e una pace interiore assolutamente invidiabile, senza rimpiangere nulla e con la serena consapevolezza che dietro la fine di una vita cosi intensa può tranquillamente celarsi un altrettanto buon inizio...

    “E una delle cose a cui tengo moltissimo è che tu capisca che quello che ho fatto io non è unico. Io non sono un’eccezione. Io questa vita me la sono inventata, e mica cento anni fa, ieri l’altro. Ognuno la può fare, ci vuole solo coraggio, determinazione, e un senso di sé che non sia quello piccino della carriera e dei soldi; che sia il senso che sei parte di questa cosa meravigliosa che è tutta qui intorno a noi.
    Vorrei che il mio messaggio fosse un inno alla diversità, alla possibilità di essere quello che vuoi.”

    ha scritto il 

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