La fine del potere

dai consigli di amministrazione ai campi di battaglia, dalle chiese agli stati, perché il potere non è più quello di un tempo

Di

Editore: Mondadori

3.4
(11)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 394 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804626976 | Isbn-13: 9788804626978 | Data di pubblicazione: 

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Descrizione del libro
Il concetto di potere, e le forme attraverso cui si manifesta, non sono più quelle di un tempo: all'inizio del nostro secolo, i luoghi del potere hanno cominciato a spostarsi lentamente da Occidente a Oriente, dai colossi aziendali a nuove società più piccole e più agili, dai palazzi delle istituzioni a luoghi pubblici come le piazze. Nel mondo degli affari in ambito religioso, in pace e in guerra a quelle della pace, è sempre più difficile gestire il potere, e sta diventando sempre più facile perderlo. Il risultato, sostiene il giornalista Moisés Naim, che ha diretto in passato la rivista "Foreign Policy", è che i leader attuali hanno meno potere dei loro predecessori e ciò potrebbe provocare trasformazioni radicali nella gestione delle dinamiche interne alla società. In questo saggio Naim analizza la lotta tra i tradizionali detentori del potere e i nuovi micropoteri che li sfidano in ogni ambito, riconfigurando i rapporti di forza che regolano il mondo.
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  • 4

    Siamo in un mondo sempre più interdipendente, che s’avvia ad essere privo di un centro di gravità e di un custode globale. Rispetto il passato, oggi ci sono più opportunità per tutti e molte barriere ...continua

    Siamo in un mondo sempre più interdipendente, che s’avvia ad essere privo di un centro di gravità e di un custode globale. Rispetto il passato, oggi ci sono più opportunità per tutti e molte barriere si sono disintegrate o la loro forza si è notevolmente affievolita (mi piace quando scrive che molte barriere oggi sono porose). Il potere è quindi più facile da conquistare anche guardando indietro solo di qualche decennio. Ma è molto meno facile da esercitare. E da mantenere. La durata media della leadership è molto diminuita. Insomma, siamo di fronte ad un planetario fenomeno di decadenza di potere, almeno nella forma fin qui conosciuta e manifestata.
    Nessun ambito ne è immune: dalla politica alla grande industria e finanza – cioè le maggiori espressioni a livello mondiale del potere tradizionale – ai media, allo sport, i sindacati, l’istruzione, le grandi fiondazioni, i musei, alla stessa religione.
    Probabilmente l’amico Naim ha ragione, anche se ragionevoli dubbi insorgono in me pensando alle lobby delle grandi banche americane o a Vladimir Putin o al governo cinese. Naim ci mette 400 eccessive pagine a sostenere e dimostrare questa tesi (tesi audace, scrive), girando ogni tanto attorno a qualche ripetizione di troppo. Nel complesso, la lettura scorre e arricchisce. Ed alla fine invita ad una grnade riflessione: abbiamo motivo per applaudire l’erosione del potere dei grandi monopoli, ad esempio. Ma abbiamo davvero sempre ragione di gioire? Nella breve storia dell’uomo su questo pianeta, in qualsiasi società il potere ha rappresentato una soluzione molto efficace al disordine….
    Il libro è una specie di ideale continuazione (o lunga appendice evolutiva) del celebre The World is Flat. E’ un suo cuginetto o figlioccio. In parallelo sto leggendo The End of Big.. Interessanti analogie e punti di contatto.
    Un’ultima cosa. Confesso che sono cascato anch’io, un po’ per curiosità un po’ per caso, nella trappola di Zuckenberg. Il quale, nei panni di abile predicatore occulto, ha consigliato la dose minima mensile di libri per evitare l’abbrutimento da smartphone. Subdolo esercizio di potere….

    ha scritto il 

  • 2

    per me è banale

    Non so, ma non mi sembra che dia delle grandi informazioni nuove. Per me è una lunga elencazione di articoli, libri, nozioni, insomma di cose risapute e messe insieme. Scenari nuovi? anche questi già ...continua

    Non so, ma non mi sembra che dia delle grandi informazioni nuove. Per me è una lunga elencazione di articoli, libri, nozioni, insomma di cose risapute e messe insieme. Scenari nuovi? anche questi già visti. Sono un po' deluso.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro finalmente veramente bello. Forse il miglior saggio che sia uscito sull'evoluzione degli scenari contemporanei in ambito politico, economico, finanziario e sociale.
    E' la rivoluzione della Mo ...continua

    Un libro finalmente veramente bello. Forse il miglior saggio che sia uscito sull'evoluzione degli scenari contemporanei in ambito politico, economico, finanziario e sociale.
    E' la rivoluzione della Mobilità, dei Più e della Mentalità: più persone e cose che circolano, più persone che possono in qualche modo influenzare i processi decisionali, un approccio totalmente diverso rispetto al potere. Risultato: i poteri tradizionali diventano più fragili, le autarchie - anche le più forti - hanno un respiro sempre più corto e sono minacciate da attori frammentati; le forme tradizionali di chi detiene il potere non funzionano più. Una visione ottimistica? Niente affatto. Naim contesta da una parte la visione di chi pensa che le decisioni mondiali vengano prese da oligarchie. Esse esistono, ma sono sempre meno potenti. Il problema è che questa decadenza non viene sostituita da altri poteri, ma da una parcellizzazione di attori - neomovimenti, ONG, gruppi sparsi - che non hanno strategie sistematiche. In tutto questo la democrazia è esposta a rischi profondi se non si sa rinnovare e se non diventa più efficace e più capace di prendere decisioni evitando di degenerare in una vetocrazia dove chiunque può bloccare processi e sistemi.
    Tesi discutibili, ma ottimamente argomentate e scritte in modo mirabile.

    ha scritto il