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La fine dell'amore

Di

Editore: Isbn Edizioni

3.7
(112)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Altri

Isbn-10: 8876380493 | Isbn-13: 9788876380495 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Romance

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Descrizione del libro
"La fine dell'amore c'entra col fondo delle tazze bianche, che piano pianodiventano scure e macchiate. C'entra con i bicchieri che da sei sono diventatiquattro e c'entra anche con la cucina all'ingrosso che più di due anni nonregge perché inizia a scollarsi e lascia vedere che è fatta di nulla. Tuttaplastica e laminati e tu hai voglia a fare come se fosse di legno e acciaio,ora che si capisce perché costava così poco: non è capace di far durarel'amore e di far durare le sue parti finte." (Ilaria Bernardini)
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  • 0

    Il livello dei racconti si mantiene sempre alto, forse ogni tanto qualche concessione di maniera, qualche impressione di già sentito – del resto nessuno può essere al cento per cento originale parlando d’amore – ma le storie sono piacevoli, i personaggi ben costruiti, e ci sono momenti di cinismo ...continua

    Il livello dei racconti si mantiene sempre alto, forse ogni tanto qualche concessione di maniera, qualche impressione di già sentito – del resto nessuno può essere al cento per cento originale parlando d’amore – ma le storie sono piacevoli, i personaggi ben costruiti, e ci sono momenti di cinismo che tolgono qualunque tentazione di nausea.

    I racconti più legati al titolo della raccolta sono quello omonimo, Questa mattina ti ho perso, Giorno da ciechi e Andrea ama Anna anche con i capelli sporchi – l’unico con un protagonista maschile.

    Ci sono poi altre forme di amore, come il rapporto dolcissimo o torbido, a seconda del punto di vista, di I nodi dei capelli (non equivocate, per “dolcissimo” intendo il punto di vista della protagonista mentre, di fatto, torbido è), l’amore anziano, l’unico forse davvero profondo, di Mariolina mia, l’amore che non riesce a comunicare in Lui e lei verso il nord, la presa di coscienza di un amore perduto, in un modo fin troppo traumatico (soprattutto per l’essere che ne paga le conseguenze) di Tornano tutti a casa e gli ultimi residui di libero amore, ormai diventato un vezzo per ricchi annoiati, quelli di Acqua, acqua!.

    Come canta Vecchioni “pure questo è amore”, e allora ci sono storie di amore “altro”, Shut (citti tutti) che si addentra nelle oscurità della disabilità psichica, Stile libero con la nascita e la morte di un amore (non per una persona) cresciuto troppo repentinamente fino a dissolvere, letteralmente, il protagonista, e poi l’amicizia o, meglio, la complicità fra donne di Hai qualcosa da dirmi.

    Chiude il racconto lungo Paul Maillon, complesso, ben poco legato all’amore, l’analisi, molto profonda e per nulla scontata, della psiche di un assassino seriale, con un finale davvero a sorpresa.

    ---

    Forse noi vecchietti ci assomigliamo tutti, è che ci fanno male le stesse cose e a vederci da fuori siamo come una razza, i cinesi, i filippini o gli africani che a prima vista ti sembrano un po’ uguali.

    A volte mi domando se sia tutto qua e come mai sia tanto facile eliminare le persone. Se è nelle possibilità di un uomo, credo che sia perché va fatto.

    ha scritto il 

  • 4

    Perché purtroppo, l’Amore, non sa mai essere placido e gentile. È come un tornado che improvvisamente comincia a vorticare nel proprio cuore e da momenti di estrema felicità può arrivare ai più angoscianti momenti di frustrazione, quando tutto sembrava così chiaro e comprensibile e invece poi “si ...continua

    Perché purtroppo, l’Amore, non sa mai essere placido e gentile. È come un tornado che improvvisamente comincia a vorticare nel proprio cuore e da momenti di estrema felicità può arrivare ai più angoscianti momenti di frustrazione, quando tutto sembrava così chiaro e comprensibile e invece poi “siamo solo amici” e tutto è destinato a cambiare, fuori e dentro le persone, fino a far risalire in superficie tutte le paure più nascoste che presto si trasformano in atti che mai si sarebbero potuti immaginare.

    http://justanotherpoint.wordpress.com/2014/07/29/leggendo-63-la-fine-dellamore-e-di-tutto-cio-che-ne-segue/

    ha scritto il 

  • 5

    Le strade dell'assenza, del vuoto, di come un sentimento così complesso e complicato come l'amore possa essere fragile e volatile, e talune volte mortale. Emozionante.

    ha scritto il 

  • 4

    elogio del pianto

    Sarà che ogni tanto piangere fa bene.


    Un bel pianto, di quelli con anche delle piccolissime parentesi isteriche, irrefrenabili, rumorose.


    Piangere tanto, di gusto, di quei pianti col singhiozzo. Sentire il respiro che si incastra nel naso e nella gola e la bocca dello stomaco chiude ...continua

    Sarà che ogni tanto piangere fa bene.

    Un bel pianto, di quelli con anche delle piccolissime parentesi isteriche, irrefrenabili, rumorose.

    Piangere tanto, di gusto, di quei pianti col singhiozzo. Sentire il respiro che si incastra nel naso e nella gola e la bocca dello stomaco chiudersi, serrarsi, far male. Ascoltare l’acqua che si raccoglie dai polsi, dalla punta delle dita, dalla spina dorsale per convergere tutta quanta, in ordine, silenziosa, verso i bulbi oculari e poi pronti partenza via, tutta fuori, un’esplosione di umidità che ti riempie le maniche del maglione e i dorsi delle mani.

    Oh, sì, un bel pianto forte.

    Io piango quasi niente, troppo poco.

    Il dolore quando non lo si butta fuori in quel modo lì, che ogni tanto farebbe bene, ti rimane in posti dove non dovrebbe rimanere.
    Ti rimane, ad esempio, sotto le unghie. Ti rimane sulla lingua e guasta i sapori. Ti rimane come un velo sullo sguardo e non ci vedi più tanto bene.

    Ti rimane, soprattutto, nella punta della bic nera e poi, quando si decide a venir fuori, scrive parole che marciano come piccoli soldatini ordinati sul foglio bianco e si spargono nel mondo, trovano cuori poco riparati, si inginocchiano, prendono la mira e sparano. Colpiscono e anche duramente. A volte a morte, chè sono allenatissimi, questi piccoli bastardi che si nascondono in quel tipo di parole scritte.

    Credo sia andata così: la Bernardini non deve aver pianto molto, prima di scrivere questi racconti.
    E i suoi soldatini rinchiusi nelle parole in fila qua dentro hanno trovato me e il mio cuore stupido, ingenuo e impreparato (come sempre).
    Si sono inginocchiati, han preso la mira e hanno sparato.
    E mi hanno centrato in pieno, cazzo.

    (Ora minimo mi toccherà far fuori la tavoletta di cioccolato fondente che avevo tenuto da parte esattamente per un momento come questo. O per quando mi sarei decisa a riguardare, tipo, Casablanca o Le onde del destino.)

    [alcuni di questi racconti sono da urlo. O anche da silenzio perfetto e eloquente e quel tipo di silenzio che sì, dai, avete capito. Altri meno, ma comunque]

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di diversi racconti "sull'amore".
    Alcuni li ho trovati un più noiosi, altri invece sono veramente belli ed originali. Tutti hanno in comune una visione dell'amore insolita e a volte un po' pessimistica.

    ha scritto il 

  • 4

    Esito tra le 3 e le 4 stelline, trovo certi racconti veramente belli, altri meno. In generale un libro a tratti molto intenso, su un tema universale: la fine dell'amore, i sentimenti spezzati e il vuoto della perdita.

    ha scritto il 

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