La fine dell'eternità

Libra Classici della Fantascienza, 19

Di

Editore: Libra (Classici della Fantascienza)

4.3
(2194)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Ceco , Polacco , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000008417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Edizione LIBRA Classici della fantascienza 19 - Nov. 1975**********************************************

Andrew Harlan è un Eterno: membro di un'oligarchia incredibile che, al di fuori del Tempo, osserva le molteplici Realtà e apporta quei Mutamenti che ritiene utili e necessari per la sicurezza del genere umano. Andrew Harlan è un Tecnico: fa parte della casta più misteriosa e scelta dell'Eternità, temuta, e a volte odiata, anche dagli altri Eterni... dai gelidi Calcolatori ai severi Sociologi, dagli oscuri Programmatori di Vita ai semplici membri della Manutenzione. L'Eternità si stende fino al più remoto futuro... quando la vita sulla Terra sarà cancellata, quando il Sole, trasformato in una stella nova, verrà trasformato in un titanico serbatoio di energia per le generazioni del passato e del futuro... e ancora oltre, all'infinito. Ma nell'Eternità c'e un misterioso vuoto: un periodo di dieci milioni di anni, i Secoli Perduti, precluso ai signori del tempo, arcano e misterioso come il Tempo stesso. Qual è il segreto dei Secoli Perduti? Perché, dopo di essi, l'umanità è scomparsa dalla Terra? E i millenni del Primitivo, l'epoca precedente all'Eternità, sono davvero fissi e inalterabili come sembra? Harlan, il gelido Tecnico, conosce un giorno la bellissima Noys... non c'è posto per le donne nell'Eternità, ma Harlan cade vittima del più antico dei sentimenti, l'amore. Ma è suo, questo sentimento... o fa parte di un misterioso disegno di esseri che vegliano a loro volta sui Guardiani dell'Eternità?

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  • 2

    Andrò controcorrente come i tonni ma questa mia prima (e penso ultima) esperienza con Asimov è stata una delusione enorme. Maestro della fantascienza, che è una branca abbastanza lontana da me, ma anc ...continua

    Andrò controcorrente come i tonni ma questa mia prima (e penso ultima) esperienza con Asimov è stata una delusione enorme. Maestro della fantascienza, che è una branca abbastanza lontana da me, ma anche del mettere teorie, spiegazioni, sproloqui, evitabili, solo per allungare il brodo. Ne ha inseriti così tanti che chiuso il libro nemmeno li ricordavo. La storia vera e propria è ridotta al lumicino e i personaggi non spiccano ma, piuttosto, sono di una noia e di uno spocchioso assurdo. Nessuno di loro si salva.
    Verso metà libro sembrava non finire mai.
    2 stelle regalate...

    ha scritto il 

  • 4

    il mio primo Asimov

    La prima parte mi ha scoraggiata parecchio, ma fortunatamente la storia prende un buon ritmo dopo qualche capitolo e da quel momento non ci sono più cali.
    Ho trovato la narrazione non troppo scorrevol ...continua

    La prima parte mi ha scoraggiata parecchio, ma fortunatamente la storia prende un buon ritmo dopo qualche capitolo e da quel momento non ci sono più cali.
    Ho trovato la narrazione non troppo scorrevole, ma devo comunque dire di non essere ferratissima nel genere fantascientifico.
    Alcuni termini e concetti mi hanno rallentata nella lettura, ma nel complesso una volta entrata nel meglio della trama non ci ho fatto più tanto caso.
    Forse ho fatto un po' di fatica anche perché i personaggi sono molto distaccati ed è difficile affezionarsi a qualcuno di loro.

    Il tutto parte come uno spiegone sulla storia degli Eterni e il loro lavoro, ma fortunatamente poi scatta una serie di colpi di scena a smuovere una trama altrimenti monotona e gli ultimi capitoli mi sono piaciuti inaspettatamente tanto. Ad un certo punto mi sono sentita come nella lettura di un giallo, con l'investigatore che scopre il colpevole.
    Mi ha suscitato forti emozioni? Non troppo. Me la sentirei di leggere qualche altra sua opera? Probabilmente sì.

    ha scritto il 

  • 4

    se il romanzo si fosse fermato a 3/4, gliene avrei schiaffato due di stelle.

    Asimov scrive in maniera semplice e molto godibile, ma è alle volte accademico, ampolloso, tecnicista. Alle volte diventa u ...continua

    se il romanzo si fosse fermato a 3/4, gliene avrei schiaffato due di stelle.

    Asimov scrive in maniera semplice e molto godibile, ma è alle volte accademico, ampolloso, tecnicista. Alle volte diventa un pò il bocconiano della fantascienza e poco ci manca metta dentro grafici e tabelle piene di numeri. I bocconiani usano questo trucco per riempire pagine di nulla con altro didascalico niente sotto forme matematiche che facciano assomigliere la loro pseudo-scienza a scienze vere e proprie.

    Asimov, come tutti gli autori di fantascienza, ha un pò questa inclinazione: deve illustrare scenari fantastici che si spingolo di secoli (o millenni) nel futuro e deve dargli credibilità attraverso la matematica e la fisica. Questo inevitabilmente, se da un lato fornisce solide basi teoriche all'incredibile fantasia di questi autori, dall'altro finiscono per appesantire il racconto di tecnicismi e speculazioni teoriche che possono risultare noiosi ma che, dopotutto, sono anche indispensabili per spiegare al lettore il contesto d'ambientazione.
    E' questo un pò il limite di tutta questa branca della letteratura moderna.

    (non avevo mai riflettuto fino ad oggi sulle analogie fra fantascienza e economia. Incredibile. Questa è un'illuminazione degna di quella clamorosa che ha il protagonista a metà del romanzo).

    comunque, il romanzo si riprende in maniera clamorosa nell'ultimo quarto, dove onestamente giunge a compimento la speculazione filosofico-ingegneristica di Asimov in maniera sublime. Veramente sublime.

    Non avendo letto il famosissimo Ciclo della fondazione dell'autore perdo sicuramente molto, ma in sostanza il romanzo è un'ucronia fantastica e alternativa a quel mondo futuro in cui i terrestri, spinti da insopprimibile desiderio di conquista e conoscenza, esplorano lo spazio colonizzandolo e costituendo l'Impero Galattico.

    Qui nulla di tutto questo: una specie di polizia del tempo, gli Eterni (i custodi dell'Eternità), si muove fra i vari secoli disinnescando tutte le possibili variazioni potenzialmente in grado di provocare disastri o apocalissi varie; la scelta delle possibili e auspicabili eradicazioni viene eseguita da super-computer che valutano tutte le possibili variazioni alla realtà che esse provocheranno nei secoli successivi a confronto di quelle che invece provocheranno, nella realtà del momento, le variazioni. La somma netta dei pro e dei contro pone gli Eterni di fronte a continue decisioni su continue variazioni della realtà.

    Il risultato sono migliaia di millenni di pace ma anche di sostanziale stasi evolutiva: l'uomo si ferma nella sua evoluzione, si castra la sua esuberanza creativa, soprattutto si annulla la sua innata spinta propulsiva per la conquista di nuovi mondi. Un pò come se a Colombo e Magellano fosse stato impedito di dirigere la prua verso Occidente a vedere cosa ci fosse al di là di quella immane massa d'acqua.

    Inevitabilmente nella parte finale di critica e collasso del sistema, magistralmente scritta, forti anche del rimando storico di cui sopra (che diventa immediato) il pensiero continua a andare al XVI canto dell'Inferno, all'immortale e insuperato, superbo e dolente lamento dell'Ulisse di Dante.
    Non si arriva ovviamente a cotanta grandezza, ma il risultato è comunque di altissimo livello intellettuale.

    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 2

    Non uno dei migliori di Asimov. Anzi, se non fosse per i capitoli finali, è anche tendenzialmente noioso.
    Ok, viaggi nel tempo, manipolazioni della/e realtà, determinismo esterno delle azioni e del/i ...continua

    Non uno dei migliori di Asimov. Anzi, se non fosse per i capitoli finali, è anche tendenzialmente noioso.
    Ok, viaggi nel tempo, manipolazioni della/e realtà, determinismo esterno delle azioni e del/i futuro/i dell'umanità, amori, gelosie, politica.
    Due, secondo me, le vere morali.
    Uno, la gente dovrebbe comunicare di più e meglio, più chiaramente e più apertamente. Quanti casini che si risolverebbero, in tutti i tipi di rapporti interpersonali!
    Due, lo sviluppo, l'evoluzione sia dell'individuo che dell'intero gruppo (specie, razza ecc.) si hanno solo se è possibile toccare, di tanto in tanto, gli estremi. Un andamento piatto, monotono, sempre uguale, mediocre, senza estremi porta alla stasi, all'involuzione e all'estinzione. Mantenersi sempre in un canale ben definito, senza alcun tipo di eccesso è, sì, sicuro e sereno, ma deleterio e devastante.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire, cercavo un libro che trattasse l'argomento sui viaggi nel tempo e devo dire che l'ho trovato. È il primo romanzo di Asimov che leggo ma mi ha stregato, nonostante non mi fossi affezionato pa ...continua

    Che dire, cercavo un libro che trattasse l'argomento sui viaggi nel tempo e devo dire che l'ho trovato. È il primo romanzo di Asimov che leggo ma mi ha stregato, nonostante non mi fossi affezionato particolarmente ai protagonisti, la storia, il mondo e tutto l'universo creato è descritto in un tale modo da sembrare vero, vivo e plausibile. Consigliassimo, soprattutto se cercate un buon libro di fantascienza che tratti i viaggi nel tempo e i paradossi temporali, fidatevi non vi pentirete della scelta. Il romanzo è distaccato da tutti i vari cicli ed è auto conclusivo, c'è solo una piccolissima citazione ad altre opere (che non sto a dire per evitare ogni possibile spoiler sulla trama) ma nulla di più.
    Ora mi aspetta il ciclo della fondazione, che bella scoperta Asimov!

    ha scritto il 

  • 4

    Difficile star dietro al mondo creato, soprattutto se come me non si è abituati. Di sicuro profondo ed avvincente, Asimov è geniale, ma non posso dire semplicissimo da leggere.

    ha scritto il 

  • 5

    What a surprise! I have read quite some Asimov, but never one of his stand-alone (that is, non-Foundation, non-Lucky Starr and non-Robot Cycle) science fiction novels. This one is... different. In a g ...continua

    What a surprise! I have read quite some Asimov, but never one of his stand-alone (that is, non-Foundation, non-Lucky Starr and non-Robot Cycle) science fiction novels. This one is... different. In a good way. The unnatural environment of Eternity(you'll find out what I mean by reading the book) and its effects on the men living in it are perfectly crafted, always coherent and believable. A really enjoyable read.

    ha scritto il 

  • 5

    Asimov è l'essenza di tutto ciò che amo nella fantascienza.
    In questo relativamente breve ma consistente romanzo (slegato ai vari cicli), l'autore ci presenta il Tecnico Andrew Harlan e con poche penn ...continua

    Asimov è l'essenza di tutto ciò che amo nella fantascienza.
    In questo relativamente breve ma consistente romanzo (slegato ai vari cicli), l'autore ci presenta il Tecnico Andrew Harlan e con poche pennellate ci dipinge e presenta il mondo dell'Eternità, una realtà che esiste al di fuori del Tempo e che regola le Realtà del nostro mondo per mantenere l'ordine e l'armonia tra i secoli.

    Ambientato in un futuro lontanissimo, con paradossi temporali, realtà multiple e viaggi che percorrono millenni, Asimov costruisce una trama pregna di essenza fantascientifica e con sfumature da love story (solo accennate, niente di troppo invasivo, non crediate sia un chick-lit ambientato nello spazio) e da thriller.
    Le pagine scorrono che è un piacere e seguono Harlan per tutto il percorso che porterà all'inevitabile conclusione che tanto piace ai fan del Paradosso.
    Asimov ci immerge nella realtà dell'Eternità con grande naturalezza, senza mai risultare pesante e capace di spiegare i concetti più difficili anche a chi non mastica molto lo pseudo-linguaggio fantascientifico. Ogni descrizione è ben piazzata per evitare l'infodump, in cui è così facile incappare quando si costruisce una realtà da cima a fondo. Il romanzo sa essere anche profondo, non dimenticandosi le emozioni del protagonista e approfondendo anche le discussioni etiche più generiche che riguardano i Paradossi.
    La vicenda prende sempre di più man mano che i fatti prendono forma e aiutano a slegare la matassa impenetrabile dell'Eternità, travolgendo poi Harlan e il lettore con i veloci (ma non frettolosi) fatti decisivi che si susseguono nel finale.

    Consiglierei il libro a chi ovviamente ama la fantascienza, in quanto Asimov e la sua brillante naturalezza nel creare realtà nuove è in grado di intrigare anche i più avvezzi a certe letture e farli andare in brodo di giuggiole per le teorie del Tempo e dei Paradossi; però lo consiglierei anche ai neofiti, per avvicinarsi al genere, in quanto il romanzo nella sua brevità non è mai pesante e come ho già detto non è complicato da seguire.
    Il libro in generale è un piccolo ma riuscito gioiellino. Cinque stelline per "La fine dell'Eternità", quindi!

    ha scritto il 

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