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La fine dell'eternità

Libra Classici della Fantascienza, 19

Di

Editore: Libra (Classici della Fantascienza)

4.3
(2048)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Ceco , Polacco , Olandese , Portoghese

Isbn-10: A000008417 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Edizione LIBRA Classici della fantascienza 19 - Nov. 1975**********************************************

Andrew Harlan è un Eterno: membro di un'oligarchia incredibile che, al di fuori del Tempo, osserva le molteplici Realtà e apporta quei Mutamenti che ritiene utili e necessari per la sicurezza del genere umano. Andrew Harlan è un Tecnico: fa parte della casta più misteriosa e scelta dell'Eternità, temuta, e a volte odiata, anche dagli altri Eterni... dai gelidi Calcolatori ai severi Sociologi, dagli oscuri Programmatori di Vita ai semplici membri della Manutenzione. L'Eternità si stende fino al più remoto futuro... quando la vita sulla Terra sarà cancellata, quando il Sole, trasformato in una stella nova, verrà trasformato in un titanico serbatoio di energia per le generazioni del passato e del futuro... e ancora oltre, all'infinito. Ma nell'Eternità c'e un misterioso vuoto: un periodo di dieci milioni di anni, i Secoli Perduti, precluso ai signori del tempo, arcano e misterioso come il Tempo stesso. Qual è il segreto dei Secoli Perduti? Perché, dopo di essi, l'umanità è scomparsa dalla Terra? E i millenni del Primitivo, l'epoca precedente all'Eternità, sono davvero fissi e inalterabili come sembra? Harlan, il gelido Tecnico, conosce un giorno la bellissima Noys... non c'è posto per le donne nell'Eternità, ma Harlan cade vittima del più antico dei sentimenti, l'amore. Ma è suo, questo sentimento... o fa parte di un misterioso disegno di esseri che vegliano a loro volta sui Guardiani dell'Eternità?

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    La prima parte è un po' così... noiosa? datata? fredda?.. un po' tutte queste cose e così l'ho lasciato in stand by. Effettivamente si tratta di un lungo prologo, dove si svolgono solo antefatti e non ...continua

    La prima parte è un po' così... noiosa? datata? fredda?.. un po' tutte queste cose e così l'ho lasciato in stand by. Effettivamente si tratta di un lungo prologo, dove si svolgono solo antefatti e non si esplicano più di tanto presupposti ideologici. La storia d'amore è oggi troppo poco esplicitata nelle sue implicazioni, purtroppo lo sconvolgimento emotivo che scatena tutti gli avvenimenti successivi è descritto con una pudicizia che ha senso solo in relazione all'epoca in cui è stato scritto e forse nemmeno, e quasi tutto deve essere lasciato all'immaginazione del lettore .
    La seconda parte invece prende un altro ritmo, sia nella narrazione, che nello sviluppo degli accadimenti. Il finale è davvero incalzante e mozzafiato, gli sviluppi messi in gioco sono numerosi e si aprono come una serie di scatole cinesi in rapidissima successione.
    Ne "La fine dell'eternità" come speravo e come avevano caldeggiato i compagni della "Fratellanza", Asimov riesce ad affrontare questioni eterne. L'immensa prospettiva temporale che riesce a esplorare, una storia umana narrata in tempi più che evoluzionistici - e a proposito le considerazioni su quest'aspetto mi sono piaciute molto- con un finale che si apre come un fiore che sboccia offrendo le varie verità, la prospettiva in cui vengono trattate le esplorazioni spaziali, la possibilità binomica per l'umanità tra Spazio e Tempo, infinità ed eternità (uscire fuori dal tempo e supervisionare il fluire storico per garantire il massimo benessere oppure potersi muovere per l'infinità dello spazio), ... l'idea, anche letteraria, che la realtà de facto, che è quella in cui a noi viene narrata tutta la storia, ... NO, non posso dir altro senza spoilerare, ma, sì, sono molto soddidfatta.
    Solo alla fine si può davvero apprezzare questo classico, ma fortunatamente non posso che essere concorde.

    ha scritto il 

  • 4

    Era nella mia libreria da almeno quindici anni, e l'avrò iniziato e lasciato lì almeno due volte. Il motivo credo stia nel fatto che il protagonista è veramente antipatico, con la sua sobria rigidità ...continua

    Era nella mia libreria da almeno quindici anni, e l'avrò iniziato e lasciato lì almeno due volte. Il motivo credo stia nel fatto che il protagonista è veramente antipatico, con la sua sobria rigidità morale, la sua assoluta dedizione alle regole. Né lo rende più umano il sentimento verso Noys, che assume subito i connotati di un tipico rapporto "anni 50": attrazione puramente fisica che diventa travolgente e spinge l'uomo a travalicare ogni limite. Solo verso il finale compaiono gli elementi tipicamente Asimoviani che mi hanno fatto adorare tutti i suoi libri: naturalmente, niente è come sembra... Mi ha fatto davvero piacere, in chiusura, il velato riferimento a Enrico Fermi.

    ha scritto il 

  • 4

    Asimov propone un'organizzazione "governativa" di controllo delle variabili della storia umana riducendo la libertà d'azione ad una stanzetta imbottita dove per il "maggior bene possibile" non ci sian ...continua

    Asimov propone un'organizzazione "governativa" di controllo delle variabili della storia umana riducendo la libertà d'azione ad una stanzetta imbottita dove per il "maggior bene possibile" non ci siano eventi traumatici o situazioni che si allontanino troppo dai binari tracciati dagli Eterni.

    Come di consueto la scrittura di Asimov è molto "piana" e nelle prime cento pagine succede poco oltre ad avere una panoramica della situazione. Poi l'azione parte e ci sono un paio di colpi di scena interessanti. Bravo Asimov a lasciare delle piccole molliche di pane lungo la storia che poi si ricollegheranno nel finale.

    Unica nota: ci sono interessanti spunti di riflessione, che però vengono solo accennati (forse volutamente?).

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio

    ero un po' perplesso, perchè nella prima parte del libro non ho trovato molti spunti che invogliassero particolarmente alla prosecuzione della lettura.
    Man mano che andavo avanti poi ho incontrato del ...continua

    ero un po' perplesso, perchè nella prima parte del libro non ho trovato molti spunti che invogliassero particolarmente alla prosecuzione della lettura.
    Man mano che andavo avanti poi ho incontrato delle difficoltà nella comprensione dei termini tecnici e delle ambientazioni descritte (diciamo che Asimov non brilla molto nelle descrizioni, e questo è un elemento a suo sfavore perchè nella fantascienza trovo che questo aspetto sia fondamentale).
    Ma poi (all'incirca da pagina 100) i colpi di scena sono stati così repentini e stupefacenti da far passare in secondo piano i problemi descrittivi.
    Nella parte finale poi tutti i nodi sono venuti al pettine e ho capito anche l'importanza di alcuni episodi descritti all'inizio, di cui non avevo compreso bene il senso.
    Il colpo di scena finale poi è stato veramente spiazzante, ed ha influito molto sulla mia valutazione sul libro.
    E' stato veramente un bell'approccio con questo autore, che conoscevo solo di fama, e devo ammettere che, se tutti i suoi libri sono belli come questo, la fama di questo autore è sicuramente più che meritata.
    VOTO: 8

    ha scritto il 

  • 1

    Una sciocchezza... da Asimov non ti aspetti capolavori letterari, ma altrove era stato avvincente. Qui si sente che è giovane e che ancora non conosce l'amore (ma anche, in generale, gli uomini). ...continua

    Una sciocchezza... da Asimov non ti aspetti capolavori letterari, ma altrove era stato avvincente. Qui si sente che è giovane e che ancora non conosce l'amore (ma anche, in generale, gli uomini).

    ha scritto il 

  • 4

    Isaac Asimov

    Asimov scrive nel 1955 l’unico suo romanzo ambientato in un universo dove non esiste il viaggio spaziale. In La fine dell’eternità l’uomo ha però sviluppato una tecnologia che gli permette non solo di ...continua

    Asimov scrive nel 1955 l’unico suo romanzo ambientato in un universo dove non esiste il viaggio spaziale. In La fine dell’eternità l’uomo ha però sviluppato una tecnologia che gli permette non solo di spostarsi nel tempo, ma anche di controllare la storia dell’umanità. La natura di quest’eternità ipercontrollata si mostra rapidamente come distopica, collocando le avventure dei protagonisti in un mondo dove il delirio di onnipotenza di una casta di controllori del tempo tiene segretamente in scacco il destino dell’uomo.

    Avventura e mistero sono manipolati da Asimov per tenere a bada il rischio di paradossi e gestire un universo narrativo particolarmente complesso, con risultati conturbanti ma non eccezionali. Il tempo è rappresentato sempre e solo in modo lineare, come una retta percorribile in due opposte direzioni, e il paradosso viene catturato e domato senza brividi. Stilisticamente poco ambizioso, è un romanzo che appassiona il lettore per la potenza del tema trattato, e che difende la propria mancanza di coraggio dietro a un risultato dignitoso. Purtroppo, non va più in là di così.

    Il titolo è di per sé uno spoiler.

    ha scritto il 

  • 5

    LEGGETELO

    Asimov è ritenuto il più grande autore di libri di fantascienza, e dopo aver letto questo titolo ho capito perchè. Ho scelto proprio questo come suo primo libro grazie alla mia attrazione per i viaggi ...continua

    Asimov è ritenuto il più grande autore di libri di fantascienza, e dopo aver letto questo titolo ho capito perchè. Ho scelto proprio questo come suo primo libro grazie alla mia attrazione per i viaggi nel tempo, ed essendo l'unico dello scrittore su questo argomento non ho esitato un istante nel leggerlo. È come se tutte le mie fantasie e le mie teorie strampalate su di essi fossero stati rielaborati, migliorati e trascritti pagina dopo pagina in un racconto pieno di immaginazione, un'opera che colpisce e fa riflettere su numerosi temi, tra cui la libertà di ogni individuo e i fallimenti che ci fanno crescere e imparare nuove cose, dove però non mancano gli intrecci, i colpi di scena e l'azione che rendono il ritmo narrativo incalzante. Ammetto di essere arrivato fino agli ultimi capitoli convinto che si trattasse solo di un buon libro, ma il finale... Per il Tempo! È riuscito a capovolgere tutto, e a farmi davvero ricredere. Così ho scoperto un altro capolavoro di libro che andrò dritto dritto a comprare per aggiungerla alla mia collezione personale.

    ha scritto il 

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