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La fine della storia e l'ultimo uomo

By Francis Fukuyama

(93)

| Paperback | 9788817000147

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Book Description

Siamo alla fine della Storia e all'ultimo uomo e alla fine quindi di tuttala società umana e planetaria? Questa domanda ha suscitato polemiche tra glistudiosi. Le due forze motrici della storia, "la logica della scienza moderna"e &qu Continue

Siamo alla fine della Storia e all'ultimo uomo e alla fine quindi di tuttala società umana e planetaria? Questa domanda ha suscitato polemiche tra glistudiosi. Le due forze motrici della storia, "la logica della scienza moderna"e "la lotta per il riconoscimento", portano al collasso di ogni totalitarismo.Ma nasce un'altra domanda: sono sufficienti la libertà e l'uguaglianza, siapolitica sia economica a garantire una condizione sociale stabile esoddisfacente?

10 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Datato ma non superato, il libro di Fukuyama, in definitiva, a parer mio, un testo di antropologia sociale scritto brillantemente e ancora oggi, per molti aspetti attuale (nell'ultimo ventennio le radicali trasformazioni hanno riguardato la globaliz ...(continue)

    Datato ma non superato, il libro di Fukuyama, in definitiva, a parer mio, un testo di antropologia sociale scritto brillantemente e ancora oggi, per molti aspetti attuale (nell'ultimo ventennio le radicali trasformazioni hanno riguardato la globalizzazione e il maggiore impatto del mondo islamico) sviluppa o storicizza il pensiero di Hegel e Kollejève: il riconoscimento è il motore della storia e la forma di governo definitiva è la democrazia parlamentare, che assicura a tutti la possibilità di soddisfare questo desiderio innato in tutti gli uomini.
    Al di là della discutibile conclusione cui approda l'autore, resta affascinante il percorso e sono bellissime le pagine sulle pseudodemocrazie, tipiche di alcuni stati sudamericani nel passato recente, in cui il rapporto è rimasto quello di signoria-servitù, nonostante l'adozione delle forme legalmente proprie del liberalismo.
    Lettura avvincente.

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    Umberto Stradella said on Sep 17, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un testo complicato, interessante il tema del riconoscimento dell'uomo e del thymos.....

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    Arcady28 said on Jul 23, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono molto combattuto rispetto al giudizio da dare all'opera più famosa di Fukuyama: un libro molto vasto per gli argomenti trattati che vuole ricollegarsi con un fil rouge alla filosofia hegeliana (nel titolo, "la fine della storia")e al pensiero ni ...(continue)

    Sono molto combattuto rispetto al giudizio da dare all'opera più famosa di Fukuyama: un libro molto vasto per gli argomenti trattati che vuole ricollegarsi con un fil rouge alla filosofia hegeliana (nel titolo, "la fine della storia")e al pensiero nietzscheano (nel titolo, "l'ultimo uomo"). Tuttavia l'analisi di Fukuyama appare a volte tanto vasta quanto superficiale: le sue riflessioni sul fascismo sono in realtà riflessioni sul nazismo, dimenticandosi quasi che il primo è nato in italia e aveva caratteristiche fortemente locali.
    Ho avuto una grande difficoltà a capire quale siano se non le conclusioni, la tesi di fondo delle sue argomentazioni. E con sorpresa devo concludere che anche molti che l'hanno commentato in questi anni non devono averlo letto molto bene se intravvedono in quella "fine della storia" l'acquisita diffusione dei principi liberali nel mondo. Fukuyama non dice nulla del genere, anzi distingue continuamente un mondo storico, conflittuale, dispotico, in via di sviluppo solo economico, da uno post storico, occidentale, che non è detto non possa tornare nella storia.
    E' una lettura impegnativa e interessante contrapposta spesso e incomprensibilmente al "clash of civilization" di Huntington, di cui invece mi sembra complementare.
    Non è adatto alla spiaggia, ma è molto adatto a descrivere la contemporaneità, anche quando sbaglia nelle previsioni che riguardano la nostra Europa.
    Per teorici impenitenti.

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    Luca B Fornaroli said on Jul 3, 2012 | Add your feedback

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    Un testo notevole per la comprensione della nostra epoca

    Quello di Fukuyama è senz'altro un testo notevole per la comprensione della nostra epoca: libero da schemi mentali di contrapposizione moderno/postmoderno, narra la storia dell'evoluzione politica dalla tirannia alla democrazia liberale, degli ultimi ...(continue)

    Quello di Fukuyama è senz'altro un testo notevole per la comprensione della nostra epoca: libero da schemi mentali di contrapposizione moderno/postmoderno, narra la storia dell'evoluzione politica dalla tirannia alla democrazia liberale, degli ultimi 50 anni. Un libro che tocca vertici quasi filosofici in molti punti, e che si può leggere con grande scorrevolezza, grazie alla bella prosa e l'ottimo lavoro di traduzione. Ma nonostante ciò, è un libro già scaduto: lo stesso Fukuyama è tornato indietro su molte considerazioni da lui stesso espresse ne "La fine della storia e l'ultimo uomo", anche se nell'arco di pochi anni molte delle sue previsioni sembrano si siano lentamente avverate, dal ritorno di fiamma dell'integralismo islamico fino allo scoppio delle guerre nei balcani. Non ultima il ritorno delle ultadestre nazionalistiche. Eppure, sembra che lo stesso Fukuyama voglia dilungarsi più del dovuto nell'argomentare le proprie tesi, ripetendosi il più possibile, e chiedendo uno sforzo al lettore decisamente grande. Sono pochi i capitoli veramente interessanti. Uno fra tutti, il capitolo 28, dove la nozione di "Ultimo uomo" e di "Fine della storia" vengono espressi in maniera quasi poetica e con la possibilità di enucleare diversi aforismi. Che sia intenzione dell'autore o no poco importa, ma effettivamente l'intero testo sembra essere un lento avvicinarsi a queste poche pagine, che sono le uniche che meritano un attentissimo studio. Per le altre è sufficiente una svogliata lettura. Peccato, perché il succo del suo discorso, se epurato dell'apologia stucchevole della democrazia liberale e del capitalismo, sarebbe stato senz'altro un classico, e non semplicemente un libro controverso.

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    Emmanuele Pilia said on Jul 26, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Secondo l'autore tutte le nazioni approderanno ad una democrazia liberale prima o poi perché questa consente allo spirito umano di esprimersi e sentirsi "riconosciuto". Sorvolando sulle differenze di condizione che questo tipo di società, comunque ca ...(continue)

    Secondo l'autore tutte le nazioni approderanno ad una democrazia liberale prima o poi perché questa consente allo spirito umano di esprimersi e sentirsi "riconosciuto". Sorvolando sulle differenze di condizione che questo tipo di società, comunque capitalista, riserva. Si tratta della presentazione di un'idea (o ideologia) di società letta come destino per tutta l'umanità. L'autore purtroppo scavalca con un po' di leggerezze le critiche classiche di Marx e Nietzsche.

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    Sammy said on Jun 8, 2011 | Add your feedback

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    Thymos come la parte Dell anima che distingue l uomo per essere riconosciuto per il suo valore dal resto della comunità la fine della storia intesa come la democrazia come forma suprema di governo che genera un uomo nuovo lontano dalla storia passata ...(continue)

    Thymos come la parte Dell anima che distingue l uomo per essere riconosciuto per il suo valore dal resto della comunità la fine della storia intesa come la democrazia come forma suprema di governo che genera un uomo nuovo lontano dalla storia passata che disprezza la guerra e pensa più al suo aspetto che alla sua morale

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    Enzdony said on Jan 4, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (93)
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    • 1 star
  • Paperback 430 Pages
  • ISBN-10: 8817000140
  • ISBN-13: 9788817000147
  • Publisher: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
  • Publish date: 2003-01-01
  • Also available as: Hardcover , Others
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