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La fine di Harold

Di

Editore: Fazi

3.1
(300)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 89 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8881123878 | Isbn-13: 9788881123872 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: M. Testa

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian , Teens

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Descrizione del libro
Sui marciapiedi di Polk Street, a San Francisco, ognuno si ritaglia la sua piccola porzione di affetto nel possedere un cucciolo da accudire. Tutti tranne il protagonista, il quale rivendica spavaldamente la sua solitudine di “ragazzo di vita”.
Un giorno, uno sconosciuto inizia a farsi vedere in giro, tentando di conquistare la fiducia del giovane riempiendolo di premure e di regali, tra cui Harold, una lumaca piccola come un’unghia, ultima discendente di una famiglia di escargots portata in America dai francesi nel diciannovesimo secolo.
Custodito in un bicchiere di cartone, giorno dopo giorno, Harold viene pulito, nutrito e curato con una devozione inaspettata, che risveglia nel ragazzo sentimenti fino ad allora sconosciuti.
Un mondo di amore che lo aiuta a superare la violenza e gli abusi di cui è spesso la vittima consenziente, un mondo destinato però a finire ben presto con una inattesa svolta narrativa.
La fine di Harold, qui presentata con testo americano a fronte, è una favola dolce e amara, raccontata con voce tenera e ironica, lieve e spietata, che seduce e incanta come solo LeRoy sa fare.

La fine di Harold, apparso originariamente su "McSweeney’s", la rivista di culto diretta da Dave Eggers, viene qui proposto in volume in prima edizione mondiale.
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  • 0

    boh!

    Trovato per caso in biblioteca durante una pausa dello studio dell'inglese.
    Preso perchè il testo americano a fronte aveva solleticato il mio appetito.
    L'idea era di portarlo sull'Isola di Man con la funzione "improve".
    Finito, curiosato nell'americano a fronte e rispedito in bi ...continua

    Trovato per caso in biblioteca durante una pausa dello studio dell'inglese.
    Preso perchè il testo americano a fronte aveva solleticato il mio appetito.
    L'idea era di portarlo sull'Isola di Man con la funzione "improve".
    Finito, curiosato nell'americano a fronte e rispedito in biblioteca.
    Per la missione "improve" mi sa che userò la tecnica "birra e chiacchiera libera".

    ha scritto il 

  • 4

    Non so in quanti si ricordino ancora di J.T. LeRoy oggi, dopo che sono passati quasi dieci anni e soprattutto è saltata fuori la specie di truffa che J.T. LeRoy non esiste. Fatto sta che mi sono trovata a rileggere il raccontino "La fine di Harold" (tra l'altro, complimenti alla Fazi per la grazi ...continua

    Non so in quanti si ricordino ancora di J.T. LeRoy oggi, dopo che sono passati quasi dieci anni e soprattutto è saltata fuori la specie di truffa che J.T. LeRoy non esiste. Fatto sta che mi sono trovata a rileggere il raccontino "La fine di Harold" (tra l'altro, complimenti alla Fazi per la graziosissima edizione veste grafica e per l'edizione col testo a fronte), chiedendomi con che sentimenti l'avrei affrontato stavolta. Be', mi sono trovata a dirmi che non me importa un bel niente se l'autore del racconto si chiama J.T. LeRoy o Laura Albert. Sarò io che nonostante tutto ci sono affezionata, ma questa donna secondo me scrive anche piuttosto bene. Certo predilige il tema "sesso, droga e rock&roll", per cui da un lato si può credere in una sua volontà di fare sensazionalismo a tutti i costi, complice anche una certa passione per le scene forti; d'altro canto, però, è chiara la volontà di inserirsi nel medesimo filone di Dennis Cooper, scrittore non certo famoso per i temi "tranquilli". In realtà, Laura Albert non ha fatto che creare un personaggio e costruirgli attorno una storia, spingendosi forse un po' più in là. Anzi, la sensazione è proprio quella che le cose le siano semplicemente sfuggite di mano. Fatto sta che nel crearsi una doppia identità io non ci vedo niente di male, la storia è piena di scrittrici che hanno usato pseudonimi maschili (e non è detto che quel che ha scritto nei romanzi sia del tutto falso, ci sarebbe da sperare per lei di sì). Certo erano altri tempi, ma è vero pure che il contesto "underground" di certi romanzi è prettamente maschile e non so quanto possa essere facile per una donna farsi prendere sul serio. Resta il fatto che, cattive intenzioni o meno, l'abbia deciso lei o il suo agente, J.T. LeRoy fu una riuscitissima operazione di marketing.
    Tornando al racconto, il protagonista è sempre il solito ragazzetto di "Sarah" e "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa", nel solito contesto di marciapiedi e droga. Il ragazzetto viene circuito da un benestante signore, e proprio mentre ci si aspetta una violenza ai danni della piccola vittima, la storia vira verso un inaspettato agrodolce: non c'è violenza, c'è solo la scoperta di una certa "perversione sessuale", che comunque si conclude senza danni per nessuno. Il signore intanto ha regalato al ragazzetto la lumachina Harold, che verrà trattata e curata come un vero animale domestico.
    Trama a parte, è vero che certe scene potrebbero esser state messe lì solo per "fare scena" appunto, per scandalizzare. Tuttavia, esse sono a parere mio anche il modo che ha scelto la Albert - chiamiamola col suo nome, a questo punto - per accentuare la grande purezza interiore del suo personaggio: poiché nonostante il suo corpo sia stato profanato in tutti i modi, nonostante sia stato praticamente ripudiato dalla madre ecc. ecc., in lui resta ancora il candore di un adolescente, capace di piangere per una lumaca. I personaggi del(la) LeRoy sono tutti personaggi "ai margini", anche Larry, di per sé benestante, ha in realtà un'ossessione, un lato di sé che deve tener accuratamente nascosto e che non verrebbe compreso dalla società benpensante. Tra l'altro, sono tutti personaggi tendenti al masochismo, che vivono in una realtà di grande fragilità e in momenti di buio ravvivati solo da immagini psichedeliche e allucinate; in un vuoto che cercano di riempire con qualsiasi cosa, una dose di eroina, sesso a pagamento, gentilezze inaspettate. Sono personaggi che vogliono, nonostante tutto, qualcosa a cui voler bene. Sono come cani randagi, in cerca se non di un padrone, di una carezza. Insomma, sono personaggi che a me fanno una gran pena. Non so neppure se consiglierei questo racconto, e in generale J.T. LeRoy, perché ha parlato di temi non facili e non si sa effettivamente con quanta cognizione di causa. Insomma è quel genere di narrazione che potrebbe far scappare schifati (dalle scene in sé o dal generale senso di vuoto e di desolazione) o che potrebbe restare nel cuore. Dipende. Va molto ma molto a gusti, con certi generi "problematici" (che spesso e volentieri passano per un vuoto di contenuti direttamente proporzionale alla presenza di scene scioccanti). Io, nel mio piccolo, questo raccontino l'ho riletto volentieri.

    ha scritto il 

  • 1

    Un libro inutile con una storia che è un mediocre racconto in stile Trainspotting. Ma nemmeno. Senz'altro piacerà ai patiti del genere droghe, sesso e compagnia cantante ma, a conti fatti, nessuna sostanza.

    ha scritto il 

  • 1

    è che anch’io, qualche anno fa, ho allevato una lumachina…
    era arrivata dentro un broccolo e non le avevo dato un nome.

    la tenevo dentro un vasetto dello yogurt, di quelli che avevano i cerealini da tuffarci dentro, e quindi erano forniti di un coperchietto a cupola trasparente, su c ...continua

    è che anch’io, qualche anno fa, ho allevato una lumachina…
    era arrivata dentro un broccolo e non le avevo dato un nome.

    la tenevo dentro un vasetto dello yogurt, di quelli che avevano i cerealini da tuffarci dentro, e quindi erano forniti di un coperchietto a cupola trasparente, su cui avevo fatto i buchetti per l’aria.
    yogoloso mi pare si chiamasse… se lo comprava mia nonna!
    :D

    e vabbe’… è stata il mio animaletto domestico per un po’ di mesi, l’unico della mia vita, in realtà… [a parte il moscone “giorgina”, intrappolato dentro un barattolo con dello zucchero, tenuto forse un giorno e poi liberato… che dico, sì che avevo circa dieci anni… e non ero tipo da prendermi certe responsabilità… però dài! …i mosconi sono noiosi!] …che tristezza, lo so.
    e comunque, la lumaca, dicevo…
    vabbe’, non chiedetemi che fine ha fatto… è una lunga storia.
    :)

    ah! …riguardo al libro:
    è una mezza schifezzuola.
    ché in pratica ‘sto j.t. leroy s’è inventato un personaggio… UNO! ..sempre quello… e ci ha ricamato attorno tre storie.
    GENIO!

    ha scritto il 

  • 5

    Non so nemmeno io perché scrivo questa recensione.
    Vediamo.
    Prendetela con come una cronaca, ma come un consiglio di lettura.
    Se volete delle pagine che all'inizio confondono, per poi deflagrarvi in faccia con un misto di meraviglia, dolore ed amore puro...ecco il libro che fa p ...continua

    Non so nemmeno io perché scrivo questa recensione.
    Vediamo.
    Prendetela con come una cronaca, ma come un consiglio di lettura.
    Se volete delle pagine che all'inizio confondono, per poi deflagrarvi in faccia con un misto di meraviglia, dolore ed amore puro...ecco il libro che fa per voi.
    Si legge in un lampo: il tempo di fermarvi per un caffè.
    E come il caffè vi lascerà in bocca l'amaro assoluto, quello che resta ancorato in fondo alla lingua dove, di norma, i sapori non si dovrebbero avvertire.
    Provate però a muovere appena la lingua.
    Più veloci...ancora...ecco...sentite che qua e la sono rimaste delle particelle di zucchero?
    Saranno loro a condurvi, discrete, durante la lettura.

    ha scritto il